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Marco Rissa, la sei corde dei Thegiornalisti
Marco Rissa, la sei corde dei Thegiornalisti
di [user #116] - pubblicato il

Incontriamo Marco Rissa, sei corde di uno dei gruppi pop italiani più popolari degli ultimi anni, i Thegiornalisti. Marco è un musicista totalmente immerso nella dimensione da band: il suo chitarrismo non cerca preziosismi o raffinatezze vanitose, perché tutto è solidamente asservito all'ensemble musicale nel quale è calato. Un chitarrista capace di essere minimale che - anche nella scelta della strumentazione - cerca praticità e funzionalità, esclusivamente concentrato sulla ricerca di suono e parti coerenti con la musica che suona.


Partiamo dalle tue influenze: ci dici un paio di dischi le cui chitarre ti hanno folgorato? E sono diventate un riferimento?
È una domanda davvero difficile, molto più di quanto possa sembrare. Per esempio, una delle prime band che ho iniziato ad ascoltare, ammirandone le chitarre, sono i Queen. E nei Queen la chitarra ha un suono particolarissimo, quasi irriproducibile. E l’approccio è molto lontano da quello che poi ho sviluppato. Viceversa, un’altra band che mi ha colpito sono stati gli Strokes. Lì, invece, suono e attitudine sulla sei corde mi hanno ispirato in maniera diversa, condizionando il mio suono, atteggiamento e approccio chitarristico.
 
In alcune tue parti di chitarra, costruisci delle tessiture ritmiche con il delay e gli ottavi puntati. Un vero marchio di fabbrica di molto chitarrismo e band anni ’80, soprattutto, di The Edge…
Sì, immagino le band a cui tu ti possa riferire e che tipo di sound. Ovviamente, conosco The Edge.
Ma non sono assolutamente dei miei riferimenti così decisivi. Quando ragionavo sugli arrangiamenti di chitarra dei pezzi, quelle soluzioni ritmiche, proprio “ alla The Edge”, mi sembravano efficaci e me ne sono servito. Ma questo non significa che lo conosca poi così bene, così a fondo…certo, gli U2 sono talmente grandi che è quasi impossibile non conoscere tutte le loro canzoni…

Marco Rissa, la sei corde dei Thegiornalisti
 
Hai quindi una commistione parecchio variegata di influenze…
Sì, il mio chitarrismo non saprei ricongiungerlo a un chitarrista in particolare. Sono davvero tanti gli ascolti che mi hanno condizionato e formato.
Inoltre, penso che quando uno suona, arrangia o lavora a delle parti di chitarra deve essere molto libero, deve lasciare andare le mani e ascoltare quello che spontaneamente esce.  Se sei troppo concentrato nel voler imitare una cosa piuttosto che un’altra, non va mai bene.

Parlando di chitarre, durante il concerto ne suoni una molto bella  su "New York"...
È una Duesenberg. Tra l’altro la suono proprio in una manciata dei nostri pezzi più conosciuti, i singoli che hanno girato di più. L’ho avuta dal distributore italiano  Aramini. È uno strumento bellissimo. Ti confesso che inizialmente ho chiesto di provarla proprio perché conquistato dal suo aspetto. Io credo fermamente che nella scelta di una chitarra sia decisivo anche quanto questa ti piaccia esteticamente. Quando ho avuto la possibilità di suonarla, ho trovato che fosse anche un ottimo strumento. Suonava davvero molto bene e quindi ci ho volato…
 
Alle tue spalle, sul palco, vedo due grossi combo della Fender…
Sì, ma li utilizzo come monitor perché il suono arriva dal Kemper. La matrice però, è comunque Fender. Ho profilato il mio vecchio Fender Vibrolux del 1973 che non mi fidavo a portare in tour. Sai, alla fine, nei tour la strumentazione viaggia nei camion, assieme a tutto il palco. Ed è inevitabile che qualche bottarella prima o poi arrivi. Per questo, memore di alcuni fattacci successi negli anni passati, gli strumenti a cui tengo di più, cerco di preservarli e non portarli in tour.
 
Vale anche per le chitarre?
Sì. Per esempio le Gibson che mi vedi sul palco, le ho ricevute da Gibson Italia proprio per questo tour. E sono molto simili a quelle che ho a casa. È un po’ complicato oltre che rischioso per le ragioni che ti ho appena detto, portarsi tutte le proprie chitarre da casa…

Marco Rissa, la sei corde dei Thegiornalisti
 
Quante chitarre hai a casa?
A casa ho dodici chitarre: quattro acustiche e otto elettriche. A parte la Duesenberg, sono prevalentemente tutte Fender e Gibson che sono quelle che preferisco. Sono un cultore dei suoni classici della chitarra elettrica. E nei dischi delle band con le quali sono cresciuto, il suono era quello. Per me è diventato uno standard.
 
Quindi, oltre alla Duesenberg e alle Gibson che altre chitarre porti sul palco con i Thegiornalisti?
Due Stratocaster e con una di queste suono praticamente metà scaletta: è proprio la mia chitarra principale, ha un suono troppo particolare perché possa rinunciarci. Non riesco a trovare un’altra Strato che suoni uguale. Anche quella di backup che mi porto con lei,  si allontana parecchio come pasta sonora.
 
Ho visto che non hai una pedaliera...
No, nessuna pedaliera. E pensa che sono stato sempre un grande fissato di effetti, pedali: ho sempre avuto pedaliere gigantesche… Ma il Kemper ha cambiato il mio approccio: è tutto più veloce e puoi fare concatenazioni di effetti molto articolate in totale libertà, programmandole a piacere…soprattutto il Kemper è molto credibile. E ti assicuro che ne ho provate tante di simulazioni digitali di amplificatori…
 
Nessun rimpianto per l’amplificatore quindi?
No, questo non l’ho detto. Perché la botta, il feeling di avere la chitarra sparata dentro l’amplificatore e il volume, la pacca di suono che ti muove i capelli, con il Kemper non ce l’hai. Però è anche vero che quella pacca, la puoi vivere così solo a casa, quando te ne stai a suonare davanti all’amplificatore. Perché poi, sia in studio di registrazione che dal vivo comunque tra te e l’ampli ci sono i microfoni, il mixer, il suono che ti arriva è quello che esce dai monitor, dalle spie…si crea comunque una catena. E quindi, alla fine dei giochi, il Kemper è quello che sintetizza e semplifica al meglio tutto questo processo.

Marco Rissa, la sei corde dei Thegiornalisti
 
Senza rinunciare a nulla in termini di qualità?
Guarda io sono letteralmente un fissato in termini di suono e adoro come suona il mio amplificatore.
Ma è un vecchio valvolare e ogni volta, su ogni palco o locale suona in maniera diversa, a volumi diversi. Il suono cambia in base all’elettricità che gli arriva, alla location che lo ospita; se c’è umidità e il cono si è inumidito, si è irrigidito, suona in maniera diversa. E allora devi stare a sfidare la fortuna, muovendo di un soffio vecchi potenziometri che appena li sfiori cambiano radicalmente il sound, cercando ogni volta di tornare a catturare il tuo. Il Kemper ha di buono che sai suonerà uguale ogni volta che lo attacchi. E mi evita tantissimi sbattimenti...
 
La praticità quindi gioca un ruolo decisivo…
Sì, tanto più se sei calato in un contesto di band in cui ci sono tanti strumenti, suoni e parti.
Lì devi cesellare il suono di chitarra e il Kemper ti aiuta a posizionarti in maniera più sensata, meno ingombrante negli arrangiamenti. Magari in un disco di Blues, dove la chitarra ha la voce protagonista e tutto lo spazio che vuole un amplificatore potrebbe andare meglio…ma magari anche no! (Risate) ...perché secondo me, il Kemper va davvero bene.


 
interviste marco rissa thegiornalisti
Link utili
Il profilo di Marco Rissa
Il sito dei Thegiornalisti
Le chitarre Duesemberg sul sito del distributore italiano Aramini
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di Tubes [user #15838]
commento del 11/06/2019 ore 16:22:00
Conoscendo bene entrambi i prodotti , condivido assolutamente le considerazioni che fa Rissa sul Kemper e gli amplificatori valvolari. Quando sei un professionista e vai in studio o a fare le prove con la tua band in una sala adeguata è chiaro che ti porti dietro il tuo valvolare, la tua catena effetti assemblata in anni e anni di esperienza. Questo ti dà feeling e aumenta l'empatia, l'ispirazione a trovare nuovi pezzi. Ma in tour serve la praticità, la leggerezza, e comunque una qualità che sia ai massimi livelli. Ecco perchè questo digitale di fascia alta conquista sempre più musicisti. Ottima poi la scelta di profilare i propri amplificatori e portarseli in giro. Mi sembra che la tendenza sia questa ormai.
Rispondi
di team72filo [user #20000]
commento del 11/06/2019 ore 16:52:42
Non per fare il precisino,ma lui dice che solo a casa puoi sentire "l'unicita'"di suonare con un ampli in faccia e che anche in studio in fin dei conti è "vantaggioso" l'uso del K
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 11/06/2019 ore 20:10:13
Ma sì, per me l'amplificatore fisico è proprio una cosa da intimi, da serata galante quando vuoi veramente sentire quel tocco lì, quella sensazione particolare della "real thing". Per tutto il resto, questi apparecchi digitali ormai sono alla pari e in certe situazioni addirittura indispensabili.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 11/06/2019 ore 17:39:47
Ognuno ha le proprie preferenze, ma questa sciocchezza della presunta botta d'aria che ti muove i capelli non sarebeb ora di dismetterla? Perchè la vibrazione dei coni (e mettiamocene pure 4) ti sposti un solo capello occorre una vibrazione tale che il cono si è già strappato in mille stricioline prima ancora di suonare.
Ciao
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 11/06/2019 ore 18:56:31
Concordo, Ritorno al futuro ha creato dei mostri. ahahah
Rispondi
di team72filo [user #20000]
commento del 11/06/2019 ore 21:57:50
Si,oramai è diventato un luogo comune quello della "botta",in realtà cio che differenzia ancora oggi i pur ottimi prodotti digitali di ultima generazione è più la "risposta" sotto le dita che un ampli a valvole offre
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 12/06/2019 ore 10:36:23
A me è successo di sentire i capelli che si muovevano, letteralmente, ma era quel pazzo che picchiava sul rullante, per fortuna avevo i tappi o mi disintegrava un timpano.
Sempre interessante leggere l'approccio di chi alla fine non avrebbe limiti in quello che si porta in giro.
Rispondi
di spillo91 [user #17528]
commento del 11/06/2019 ore 23:18:53
Forse per i giornalisti l'uso del kemper è adatto. Ma nell'ambito dell'indie rock più autentico, dai sonic youth a kurt vile, il concetto stesso di simulazione digitale è una bestemmia, sia in studio che dal vivo!
Rispondi
di umanile [user #42324]
commento del 12/06/2019 ore 21:49:58
Suono in un gruppo Stoner/psych, quindi niente roba "glassata" o modernamente hi-gain e uso un Helix.
Ok lo uso con il finale di potenza, ma ti assicuro che dal vivo è semplicemente perfetto: leggero, potente e flessibile. Al fonico do in pasto il mio suono già fatto, via canon, e ti assicuro che spacca.
Se domani rimettessi su il mio gruppo indie rock dello scorso decennio dal vivo mi porterei comunque Helix.
Rispondi
di spillo91 [user #17528]
commento del 13/06/2019 ore 00:15:30
Sicuramente è come dici tu: dal punto di vista del suono penso che in pochi sarebbero in grado di cogliere le differenze fra helix e un ampli vero. Volevo dire un'altra cosa: i giornalisti vengono spesso associati alla scena indie rock. Tuttavia nell'ambiente indie europeo e americano (ma vale anche per stoner,low fi ecc.) il gusto per la strumentazione ricercata, vintage, 'autentica', è una cifra stilistica, un aspetto formale che chi ascolta quel tipo di musica capisce e apprezza. Ai giornalisti a quanto pare non interessa nulla di tutto ciò, e non c'è niente di male! Si può suonare jazz anche con una jackson, e metal con una L5!
Rispondi
di umanile [user #42324]
commento del 13/06/2019 ore 07:52:18
Questo è verissimo.
Rispondi
di Fritz [user #333]
commento del 12/06/2019 ore 13:14:25
Non riesco a resistere dallo scrivere una cattiveria: ma qualcuno sente le chitarre nella musica dei Thegiornalisti?
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 12/06/2019 ore 14:05:15
Avrei voluto scriverlo io, ma siccome conosco la band solo per i passaggi radio, ho pensato che magari ci sono dei brani che non ho mai sentito in cui la chitarra ha un suo perchè.
Ciao
Rispondi
di Fritz [user #333]
commento del 12/06/2019 ore 15:02:53
anch'io conosco solo quello sentito in radio, e mi è bastato e avanzato!
Senza nessuna pretesa di dare giudizi oggettivi per me questa band fa musica talmente insulsa che l'analisi della strumentazione è decisamente irrilevante.
Poi magari qualcuno ci trova qualcosa eh, ma io proprio no.
Rispondi
di BBSlow [user #41324]
commento del 12/06/2019 ore 16:25:55
Non hanno un suono rilevante, certo. Il "sound" è tipicamente pop, con trecento sonorità miscelate tutte insieme, le chitarre fanno qualche comparsata qua e là senza troppe pretese. Epperò.
E però li ho visti live, e certo, non sono gli Stones e manco i Pooh, ma il palco lo sanno tenere, e "suonano". Suonano davvero, il cantante non fa trucchi, i musicisti sanno quello che fanno, e il risultato è gradevole. Considerando che stiamo parlando di una band che consideravo "di plastica", e che fa prettamente musica estiva per giovani e giovanissimi, beh, sono rimasto piacevolmente sorpreso.
il che mi riporta a una considerazione che ho dovuto rimangiarmi riguardo Rovazzi e Fedez (quando hai figli giovanissimi, certe cose le senti per forza): non è la "mia" musica, per certi versi -secondo i miei criteri- non è nemmeno "musica", però poi ho dovuto riconoscere che sanno quello che fanno, e lo sanno fare bene; che le loro produzioni nascono da idee diverse dalle mie, ma sono fatte proprio bene. E il senso è che, alla fine, se non hai un "quid" di tuo che ti ci porta, al successo non ci arrivi, anche se è "solo" il successo di un mese, fatto di click su YT e passaggi in radio. Vabbe', discorso lungo, già fatto miliardi di miliardi di volte...
P.S.: e comunque, per la scelta delle chitarre, merita 10 e lode a prescindere :D
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 12/06/2019 ore 16:46:24
Condivido la parte del ragionamento in cui riconosci che è, per te, musica aliena, ma può avere un valore. Tuttavia questo sito nasce (se non erro) dalal rivista cartacea "chitarre", dunque si da per acquisito che il tema trattato siano, appunto quel tipo di strumenti e dintorni, non la musica in generale. Per quanto possano interessare i Thegiornalisti è difficile trascurare che chitarristicamente sono abbastanza poco interessanti e che il 90% della band in realtà è Paradiso. Da questo punto di vista la pubblicazione di un articolo dedicato a Rissa mi pare sinceramente un riempitivo: come lui ne trovi 100 girando per concertini di provincia e sagre di paese. Dopodichè è anche vero che proprio qui sotto mi compare la copertina del disco di Poggipollini con la scritta "Ma che bravo Poggipollini" per cui alzo le mani.
Ciao
Rispondi
di BBSlow [user #41324]
commento del 12/06/2019 ore 17:10:37
"Dopodichè è anche vero che proprio qui sotto mi compare la copertina del disco di Poggipollini con la scritta "Ma che bravo Poggipollini" per cui alzo le mani."
:D :D :D
Rispondi
di pingone [user #43835]
commento del 12/06/2019 ore 19:11:48
92 minuti di applausi
Rispondi
di Ghesboro [user #47283]
commento del 12/06/2019 ore 17:57:5
Le chitarre sono un dettaglio, ciò che conta sono i baffetti.
Rispondi
di pingone [user #43835]
commento del 12/06/2019 ore 19:11:08
...che sono ridicoli, come i ragionamenti sulla "botta"
magari, al di fuori del suo gruppo avrà anche un suo perchè, come chitarrista emergente... certo che forse, chitarristicamente parlando, avrebbe più senso intervistare il chitarrista di gigi d'alessio...
Rispondi
di sand1975 [user #46451]
commento del 13/06/2019 ore 11:52:1
Lo stavo scrivendo anche io. Io sento un polpettone sonoro. Non brutto ma polpettone, e nei polpettoni non è che capisci se hanno usato parmigiano reggiano o grana padano. Figuriamoci sentire la differenza tra un Kemper e un ampli vero.
Cattiveria: A quando l'intervista per il chitarrista di Achille Lauro??
Rispondi
di Mangu [user #25370]
commento del 12/06/2019 ore 18:34:06
A quando un articolo su Rovazzi e la sua sei corde?
Rispondi
di sand1975 [user #46451]
commento del 13/06/2019 ore 11:53:01
AHAHAHAH; ho scritto lo stesso chiedendo quella al chitarrista di Achille Lauro!
Rispondi
di Faus74 [user #41023]
commento del 12/06/2019 ore 19:50:12
Ho letto solo il titolo, un ossimoro.
Rispondi
di sombrerobianco [user #8769]
commento del 13/06/2019 ore 09:24:05
...dopo questo articolo ci chiediamo perchè la chitarra sia in crisi ....perchè i ragazzi di oggi abbiano perso il mito della chitarra e del guitar hero....ascoltando un album del genere perchè mai dovrebbe crescere in un giovane la voglia di imparare a suonarla ?! ...è inesistente
Si parla di kemper profilazioni botta di suono ....lasciando perdere il genere suonato e la qualità della proposta, io manco la sento la chitarra su sti pezzi ...e ti credo che se sia acceso un kemper o una jmp alle spalle cambi nulla.

Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 13/06/2019 ore 10:03:54
Comunque non è che la musica gira tutta intorno alla chitarra, e soprattutto non mancano dischi pieni di chitarre, al di la di questo gruppo che possa piacere o meno ben vengano i dischi dove la chitarra non la fa da padrona o addirittura che sia del tutto inesistente e ben vengano anche ragazzi che suonano qualcos'altro visto che di chitarristi ce ne sono a milioni nel mondo.
Rispondi
di sombrerobianco [user #8769]
commento del 13/06/2019 ore 10:12:51
...tutto giusto ma allora non recensiamo un disco del genere su un sito per chitarristi no ?!
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 13/06/2019 ore 10:18:39
Per me no, anche perchè la chitarra a quanto pare c'è in questo disco, anche se poca, a me va benissimo recensire anche dischi dove non c'è proprio la chitarra, semmai io direi questo, recensiamo gruppi anche sconosciuti ma validi in modo da dargli un pò di visibilità, il gruppo in questione dell'articolo non ne ha di certo bisogno, questa sarebbe la mia critica principale, non perchè usa il Kemper piuttosto che un Fender Twin, m'importa s..a.
Rispondi
di sand1975 [user #46451]
commento del 13/06/2019 ore 11:58:43
Ci sono tanti chitarristi bravi in Italia, bluesman, Jazzisti, Rock, ragazzi che si fanno un mazzo sullo strumento e hanno anche qualcosa da dire che va oltre "la botta, labbotta". Eppure non trovano spazio qui perchè non fanno parte di gruppi famosi o non si chiamano Chicci Gussoni (uno a caso, bravissimo per carità).
Credo che il ruolo di una rivista di chitarre e per chitarristi sia quella di andare a cercarsi talenti emergenti e poco considerati piuttosto che intervistarmi il chitarrista dei thegiornalisti o di Fedez o di di Achille Lauro...
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 13/06/2019 ore 17:03:09
se Chicci Gussoni paga lo recensiscono volentieri.
Rispondi
di tramboost [user #48998]
commento del 13/06/2019 ore 15:13:55
bravo, concordo
Rispondi
di Ghesboro [user #47283]
commento del 13/06/2019 ore 16:53:0
D'accordissimo. Ma il mito del Guitar Hero non lo recuperi più, non c'è stato ricambio generazionale, quando Vai e Satriani si leveranno dal businness resteremo con l'Indie e amenità simili.

Solo gli Steel Panther ci possono salvare.
Rispondi
di spillo91 [user #17528]
commento del 13/06/2019 ore 18:58:12
Nell'ambiente indie ci sono chitarristi di tutto rispetto, che hanno saputo re-inventarsi la chitarra portando un po' di aria fresca ad un panorama oramai asfittico. So che attirerò l'odio di tutti gli accordiani, ma mi sento di dire, da nato negli anni 90, che sarebbe anche ora che gente come steve vai, satriani e compagni si levassero dai piedi. Quel tipo di musica ultracomplicato è anacronistico, non ha saputo reggere alla prova del tempo, a differenza di artisti quali lennon, lou reed, sonic youth, joy division... tutti tecnicamente mediocri, ma.. La musica non è tecnica. Ascoltare un assolo di 6000 note al secondo nel 2019 è pura nostalgia.
Rispondi
di Ghesboro [user #47283]
commento del 13/06/2019 ore 19:12:51
Pura nostalgia, ma fintantochè ci sarà qualcuno ad apprezzare/emozionarsi/desiderare di suonare la chitarra per quel tipo di performance e artista, allora i Guitar Hero avranno senso. Del resto anche la chitarra è uno strumento nostalgico e superato, se vogliamo dirlo.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 13/06/2019 ore 20:00:55
Ti appoggio, conosco più gente che ascolta indie di Satriani che tra l'altro non mi piace minimamente, non parliamo di quel ciccione supponente di Malmesteen, salvo se proprio Steve Vai, Tender Surrender è un pezzo splendido anche se mi ricorda un po' Santana.
Peccato solo per il suono, l'avesse suonato con una Strato su di una Plexi sarebbe stato perfetto.
Rispondi
di spillo91 [user #17528]
commento del 13/06/2019 ore 21:06:13
Si sono d'accordo. Ovviamente mi sono espresso in modo radicale, ma il concetto è quello! E anche whispering a prayer non è male!
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 14/06/2019 ore 03:50:49
"---Quel tipo di musica ultracomplicato è anacronistico, non ha saputo reggere alla prova del tempo---"

A dire il vero, tra i chitarristi va forte.

E' musica di nicchia, per chitarristi, ma è da sempre così. Nel 1984 mica trovavi Malmsteen in classifica.
Rispondi
di spillo91 [user #17528]
commento del 14/06/2019 ore 07:37:29
Certo, e se a qualcuno piace, fa bene ad ascoltarlo. Tuttavia esiste anche un approccio diverso alla chitarra, dove ciò che conta non è la velocità o il virtuosismo tecnico. È un approccio più focalizzato sulla costruzione del sound e sulla composizione. Ecco, volevo semplicemente dire che questa seconda modalità non è per nulla meno dignitosa della prima, e che il tipo di chitarrismo volto solo all'abilitá tecnica non ha retto alla prova del tempo. Poi se a uno piace, meglio per lui! Ma la chitarra non è solo quello.
Rispondi
di sand1975 [user #46451]
commento del 20/06/2019 ore 03:12:27
Si ma nel 1984 trovavi, destino vuole: 1984 con Jump, Panama, hot for teacher. Primo in Canada, secondo in usa, tra i primi in tutto il mondo è svariati dischi di platino,,,
Rispondi
di Ozkar [user #777]
commento del 16/06/2019 ore 12:44:52
(torno a rileggere su Accordo dopo anni - vediamo che ci sta. Ah, leggiamo questa intervista)

Quindi, per capire: influenze musicali? Non sa che rispondere. I Queen. I Queen sono come Mozart: piacciono davvero o a chi capisce tantissimo o a chi non capisce nulla. Sicuramente fa parte della prima categoria. Gli Strokes. Vabbè. Remember: quest'uomo ha 35 anni, non è un ragazzino. Riproviamo: gli U2... "sì, insomma, i delay, ma non è che li conosco bene-bene, però so fare With or without you". Bene, ma quindi che idea c'hai dietro tu quando suoni? "Io lascio andare le mani, sono molto libero". (Hobby? Leggere e viaggiare, sono una ragazza solare ma tutti mi dicono che sono un po' matta). (più avanti parlerà di "culto dei suoni classici della chitarra", ma non si capisce quali)
...ok, buttiamola sul gear: bella la Duesenberg (sottinteso: parliamone). "L'ho scelta perché era bella e si intonava con i baffi indie. E pensa: suona pure bene".
(sento l'imbarazzo del cronista)... Gli ampli? Finalmente scopriamo che ha un Vibrolux. Dài, dài. "Però uso il Kemper" (e qui nulla da dire, è un professionista, suona negli stadi, non vuole problemi, ci sta).

Questo non è un commento nostalgico sui bei tempi andati in cui qui si parlava tutto il tempo di Lindy Fralin e i-Spira. Però questo Rissa mi sembra sinceramente uno che ha molto poco da dire sulla sua musica.

Voglio dire: si può fare pop da classifica e avere una idea di chitarrismo molto chiara. Lui ce l'ha? Boh. Forse non è emersa.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 17/06/2019 ore 23:55:03
Il commento migliore che ho letto ;)
Rispondi
di sand1975 [user #46451]
commento del 20/06/2019 ore 03:21:53
Mitologico:
Ora vogliamo il commento anche sull’intervista al batterista del gruppo di cui estrapolo un passaggio: ‘Prima dei Thegiornalisti, il nostro chitarrista Marco Rissa suonava in un'altra band e un giorno mi chiamò per dirmi: "Marco, il bassista ci ha lasciati; comprati un basso che conoscendoti, tu puoi farcela..." Detto fatto! Il giorno dopo ho preso un Fender Jazz bianco e mi sono presentato in sala prove. In poche ore ho cercato di capire quello che già esisteva e come renderlo mio, nonostante le mie zero competenze. Ho cercato da subito di concentrarmi su quello che era la mia unica freccia nell'arco: ricercare un buon suono! Trovato il suono, tutto il resto sarebbe venuto da sé, man mano, dalla pratica in sala prove. È andata a finire che i ragazzi mi hanno fatto i complimenti, accolto nella band e un anno dopo eravamo in Piazza Castello a Torino davanti a migliaia di persone’

Capito ‘giovani’? Altri che lavoro, compratevi un bel basso di marca, infilatevi in un gruppo, lo studio e la pratica non servono, la fate in sala prove, importante che troviate il ‘buon suono’ (che non si capisce cosa sia) e avete fatto tredici: piazza Castello, migliaia persone, altri album, converti, soldi, fig@, Rolex e... Rolls Roice...

PS: io non mi capacito della scena. Ti molla il tuo bassista. Chiami un mediocre batterista che non ha mai toccato il basso e scarta un jazz bass nuovo al momento è probabilmente sempre che sappia accordarlo ci mette anche un bel quadro d’ora. Io lo avrei fissato dal momento in cui fosse entrato in sala fino alla completa accordatura solo per dirgli: ‘scusa, ma ci stai prendendo per il cul@? È una candid camera ?’
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