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Suhr, home recording e Pete Thorn
Suhr, home recording e Pete Thorn
di [user #17844] - pubblicato il

Pete Thorn ha fatto tappa al Centro Chitarre di Napoli per condividere col pubblico i segreti dietro il suo sound e la composizione musicale casalinga.
Richiesto sideman, musicista di livello che ha condiviso il palco con artisti del calibro di Chris Cornell, Pete Thorn ha conquistato i favori del pubblico internazionale in veste di “guitar nerd”.
Il popolo di Internet conosce bene le gesta del chitarrista, un riferimento per i fanatici della strumentazione in continua ricerca di nuovi spunti. Pete è il titolare di uno dei canali YouTube d’oltre oceano più seguiti per quanto riguarda la condivisione di strumenti musicali, ha dimostrato nel tempo di conoscere bene le dinamiche di un buon suono e di padroneggiare a dovere le tecniche di registrazione, aspetto che rappresenta una fetta importante della sua professione.
Affezionato utilizzatore di strumenti Suhr, Thorn è oggi endorser del marchio e ha fatto visita al Centro Chitarre di Napoli per l’ultimo di tre appuntamenti attraverso lo Stivale, tutti incentrati sul suo rig e sul processo produttivo dietro la sua musica.

Suhr, home recording e Pete Thorn

Pete Thorn è stato in città giovedì 2 ottobre 2019, sfidando l’incontro del Napoli in Champions che si svolgeva quasi contemporaneamente e uscendone decisamente vittorioso, a giudicare dall’affluenza di pubblico nella sala centrale del Centro Chitarre.

Tema d’apertura è stata la sua chitarra Suhr signature, solid body sullo stile della gamma Modern nata nel 2017 ed evoluta nel tempo fino a giungere all’edizione rosso metallizzato sfoggiata in tour.
Il modello è stato aggiornato nel 2019 con un ponte Wilkinson Locking Tremolo: un vibrato a due fulcri dal sound e dall’estetica tradizionali, ma con una vite su ogni selletta per bloccare le corde e offrire una stabilità più vicina a quella di un Floyd Rose, complici anche le meccaniche bloccanti marchiate Suhr.
L’elettronica è costituita da due pickup humbucker disegnati da Suhr appositamente per Peter, con selettore a cinque posizioni e push-pull per offrire l’ampia gamma di toni di cui un turnista ha bisogno.

Suhr, home recording e Pete Thorn

A dispetto dell’estetica, una modernizzazione del concetto chitarristico californiano per eccellenza, la signature svela dei contenuti rivolti più alla diretta concorrenza. La cassa è in mogano con camere tonali per un peso ridotto, coperta da un top in acero e abbinata a un manico in mogano con tastiera in palissandro. L’assemblaggio del manico resta tuttavia a quattro viti, per quanto assottigliato al fine di fornire un accesso più confortevole agli ultimi tasti.



Novità del catalogo estivo 2019 è l’amplificatore che siede alla sua sinistra. La testata, abbinata a una cassa 2x12 con coni montati in diagonale, è un modello PT15 IR, ancora una volta una signature progettata a quattro mani con Suhr.
Il valvolare sfodera 15 watt di potenza su valvole 6L6 strutturati in tre canali. Caratteristica pensata per le precise necessità di Pete - e apprezzabile da qualsiasi chitarrista da studio e home studio - è la presenza di un carico reattivo per utilizzare in Line Out le simulazioni di cabinet basate su Impulse Response senza richiedere un dummy load o alcuna cassa reale collegata. Le simulazioni sono comunque utilizzabili di pari passo con la cassa fisica, pertanto l’amplificatore diventa ideale anche per chi vuole suonare dal vivo usando il proprio cabinet come monitor personale e inviare il segnale al mixer senza le complicazioni di un microfono tradizionale.
In totale, la testata contiene 16 casse virtualizzate con una serie di microfoni considerati uno standard per il lavoro in studio e sul palco, ed è possibile programmare dei preset abbinando un cabinet diverso a ogni canale dell’amplificatore.



Lo step successivo dell’incontro sposta l’attenzione sulla vera e propria produzione musicale casalinga. Alla destra di Pete si può vedere un grosso monitor che replica ciò che accade sul suo Macbook. Un PA dietro di lui, due casse monitor da studio ai lati e una scheda audio: tutto è registrato in diretta dagli IR dell’amplificatore.
Il set consente a Pete di illustrare dal vivo il suo processo creativo, simulando la nascita dei brani che, in maniera quasi estemporanea, scrive per introdurre ognuno dei suoi video su YouTube.
Tutto ruota intorno a Logic, DAW per Mac OS da cui deriva il più essenziale (e gratuito) Garage Band. Il software fornisce quasi tutto il necessario per registrare e trattare tracce multiple. Pete vi associa pochi plugin, tra i quali spicca EZ Drummer di Toontrack, una drum machine dal suoni decisamente convincenti e dall’impiego intuitivo grazie alla quale possono prendere forma tutte le idee precedentemente registrate a voce su un comune smartphone, quando l’ispirazione colpisce.

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Pete Thorn signature sul sito Suhr
PT15 IR sul sito Suhr
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di francesco72 [user #31226]
commento del 03/10/2019 ore 17:50:25
Bene, ma ci sarà un prosieguo in cui leggiamo (riassunte ovviamente) le indicazioni che il nostro ha fornito sulla regsitrazione casalinga o è solo la presentazione dei suoi ammennicoli marchiati Suhr?
Ciao
Rispondi
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 03/10/2019 ore 18:02:24
Ciao, si tratta più che altro di una panoramica di quanto è accaduto alla clinic, vista sotto l'aspetto chitarristico. I temi trattati circa il recording (seppur molto pratici e intuitivi) meriterebbero una serie di articoli a sé e non è da escludere che forniscano spunti per delle pillole sull'argomento, ma sarebbero incompleti senza le ottime dimostrazioni pratiche di Pete: qui, purtroppo, l'unica soluzione sarebbe stata essere presenti!
Rispondi
di esseneto [user #12492]
commento del 04/10/2019 ore 08:47:13
Ultimamente Pete Townsend ha dichiarato che per lui la chitarra elettrica ha chiuso i battenti essendo ormai uno strumento superato che ha dato tutto quello che poteva , secondo me si sbagliava , guardando questi due giovani chitarristi non mi sembra proprio che la chitarra elettrica sia al capolinea . Sia Pete Thorn che Lari Basilio hanno talento , gusto e grande padronanza tecnica , l'unica cosa che ho notato dei nuovi musicisti Rock emergenti è che quasi tutti sono relegati a ruolo di dimostratori/endorser sempre rinchiusi in una stanzetta/studio a pubblicizzare prodotti ora di uno ora di un altro brand . Raramente li vedo con una vera band a suonare live, anche nelle grandi fiere mondiali si esibiscono sempre da soli appresso ad una base . Forse in quest'ottica ha ragione Pete Townsend cioè che a livello comunicativo la chitarra ha smesso di essere la protagonista insieme al frontman dei grandi concerti live come è stato per Jimi hendrix , Bria May , Eric Clapton , Slash , Van halen , Gary Moore ecc.ecc.
Rispondi
di Ermo87 [user #33057]
commento del 04/10/2019 ore 09:42:55
a malincuore sono d'accordo con Pete. nuove chitarre e nuovi chitarristi ci saranno sempre ma il loro apporto comunicativo è marginale, sa tutto di già sentito o di troppo diverso. ma d'altronde i tempi cambiano ed è anche giusto così.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 04/10/2019 ore 09:56:4
Pete ha detto una triste e sacrosanta verità... il momento della chitarra elettrica è passato.
Ovviamente ci saranno ancora grandi chitarristi, ma come dici te, non c'è più il pubblico a seguirli.
...e senza pubblico...
Ormai sono quasi 20 anni che non emerge un nuovo gruppo rock degno di nota... direi che possiamo rassegnarci... il rock da genere "guida" per 4/5 generazioni oggi giorno è diventato roba di nicchia... o meglio un genere "classico". Non più trainante e innovatore... i giovani guardano altrove.
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 04/10/2019 ore 11:05:50
Ci saranno sempre chitarristi bravi, ottimi virtuosi, ma ormai non hanno più nulla da dire. Ogni nuovo chitarrista non fa che riprendere linguaggi espressivi preesistenti. Nessuno che faccia qualcosa di nuovo. La chitarra è ferma, non c'è più nulla. C'è il fenomeno degli shredder, ma appassiona solo i ragazzini facilmente impressionabili dalle escursioni ginniche prive di contenuti artistici e musicali. Non è quello il futuro dello strumento, va bene solo per finalità commerciali, per impressionare e vendere qualche strumento o qualche effetto, infatti questi virtuosi sono diventati venditori ma non sono artisti. Non c'è più nulla di nuovo sulla chitarra.
Rispondi
di frankpoogy [user #45097]
commento del 05/10/2019 ore 10:27:24
Trovo molte considerazioni condivisibili, il mio punto di vista è un mix di quanto ho letto nei vostri commenti: condivido che la chitarra elettrica non sia più uno strumento simbolo, come lo è stato per generazioni. D'altra parte non credo che non abbia nulla da dire, anzi, è uno strumento con così tante voci, con così tanti modi di essere suonata che si presta bene a sperimentare e a sondare il pozzo infinito della musica. Piuttosto trovo (argomento trito) che oggi molti giovani chitarristi (di fronte ai quali non posso che inchinarmi per la loro bravura sullo strumento) sappiano molto di tecnica e di teoria, ma che non vadano oltre queste: fraseggi molte volte sterili, insapori, che si assomigliano (ai miei orecchi), interessanti se li si studia sul pentagaamma, a tavolino, per le considerazioni teoriche che ci stanno dietro... Può semplicemente essere un mio limite nella capacità di ascolto, in ogni caso mi dispiace che sia tanto che non cado in ipnosi o mi si torcono le budella ascoltando qualcosa di nuovo. Spero sia solo un periodo di stasi, prima di una nuova tempesta!
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 05/10/2019 ore 19:03:24
Mi piacerebbe che Townshend avesse torto, ma temo che abbia tristemente ragione. Cerco sempre di sostenere le nuove leve comprando i loro cd da esordienti ma nemmeno il prodotto cd gode di ottima salute e allora non si capisce come dovrebbero fare questi a finanziare concerti in giro per il mondo e sessioni di registrazione. Ormai solo chitarristi celebri riescono ad andare avanti.
Ovvio che questo determina conseguenze a catena: meno profitto, meno attenzione delle case discografiche, meno pubblico, niente concerti, il che riduce ancora di più il profitto ecc. fino a depauperare una "scena" che pian piano produce meno protagonisti, meno creatività, meno linfa vitale e si esaurisce un filone. Ecco quindi che ci si ritrova a giocare col Kemper, coi pc in cameretta, e se vai a suonare in un locale con strumento e ampli ti guardano come un marziano.
Siamo noi stessi i protagonisti dei danni che vediamo.
Rimangono isolate e virtuose eccezioni come John Mayer, Joe Bonamassa, Derek Trucks, Kenny Wayne Shepherd, quindi oggi sostengo loro comprando i loro album. Ma mi chiedo quanti altri lo facciano.
Rispondi
di Black Almond utente non più registrato
commento del 06/10/2019 ore 07:49:02
Concordo pienamente, a proposito, questo e' il mio primo post, probabilmente vi e' una sezione in cui presentarsi, o forse noo? se sii, qualcuno mi strappera' le orecchie, chiedo scusa....comunque sia, girovagavo tra queste righe e stavo gustando i vostri commenti tra un caffe' e l'odore del Fast Fret..alle 7 di mattino ?.. esatto, non dormivo e cosi' stavo facendo manutenzione ai miei Floyd Rose.. detto cio', signori miei, le vostre parole mi commuovono, non so' se per gioia o nostalgica disperazione di quei tempi che furono. Purtroppo, sono un batterista , ma passato con immenso amore alla chitarra elettrica un po' tardino,.. oggi non ne posso piu' fare a meno,.. dopo le vostre tristi parole di un mondo oramai in estinzione, emergo per un momento dall'ombra che per anni ha occultato la sagoma di questo mio essere tranquillizzandovi e dicendovi che nulla e' perduto, e che tra tanti atomi inutili, qualcosa ancora esiste, vive e continuera' a vivere, ma solamente quando il tempo giusto sara' ancora. Nel frattempo molti chitarristi lavorano dietro le quinte di questo palcoscenico, suonano fino a massacrarsi le dita, consumano mute di corde a non finire, sono sempre alla ricerca della stringa assoluta e indistruttibile, un frattempo in cui si cerca di affinare sempre piu' la tecnica unica che li contraddistingue nell'attesa di quel tempo giusto in cui si potranno mostrare pienamente al mondo come i nuovi Guitar Hero. Io spero di esserci, insieme a voi tutti, io e le mie chitarre non da un milione di dollari, ma tutte ben curate, preparate, tutte diverse ma tutte uguali in loro solo per una cosa.. il Floyd Rose. Io suono solo con ponte Floyd Rose. Perche' fa fico ? no!. allora perche' cosi' speri che la tua chitarra rimanga sempre accordata anche dopo infinite torture? No! e allora? Semplice,. perche' io non so' suonare con altri ponti, e il perche' non e' facile da spiegare, ma io sono l'unico al mondo ...( Tranquilli non me la sto menando) ..a suonare in questo modo,avendo sviluppato una tecnica di suono in simbiosi con il Floyd Rose .., niente uso della leva, quella la uso veramente poco, il suono continuo che esce dalle corde e' dato dalla sollecitazione appunto continua del ponte e il palmo della mano durante il suono piccato sulle corde..tutto molto veloce e continuo...il mio vibrato non e' il classico vibrato che nasce dal manico, ma dal Floyd Rose, Non so' come sia avvenuta questa metamorfosi, ma involontariamente l'ho affinata a tal punto di padronanza che chi ha sentito, dice che in certi momenti e' come sentire l'esatto suono di un violino.. I miei Bending Vibrati velocissimi e continui sono solo miei, l'impronta che mi contraddistingue dalla tecnica di altri chitarristi... Io sono una persona timida e molto discreta, non posto mai nulla da nessuna parte, amo la musica da morire, suono 6 ore per giorno o Notte e faccio piccole pause di un paio di giorni ogni tanto ... ( Tutto vero, niente Trollate da stupidi ) purtroppo un operazione andata male per errore mi ha rovinato le gambe ( malasanita' ) donando un ultima lacrima alla mia amatissima batteria ma passando con gioia a questo strumento a corde.. comunque era nell'aria, mi ha sempre affascinato).. e sinceramente anche ora non vorrei mai postare cio' che sto scrivendo, ma dopo aver letto le vostre righe quasi intrise di tristezza, sentivo che dovevo dire qualcosa anche io, almeno una volta dovevo fare sentire anche la mia voce per dirvi che nulla e' perduto, questo e' solo un momento di stasi, un momento in cui molti giocatori sono in campo, tutti corrono velocissimi, la mischia oramai e' caos, ma e' solo corsa e niente tecnica, quella la tengono come riserva i veri giocatori, l'arma segreta che mostreranno al giusto momento quando i corridori si stancheranno di correre solamente e si fermeranno, e allora, solo allora, come diceva una celebre frase di un film,...Ne rimarra' uno solo,.. Solo che noi non siamo uno, ma tanti, tantissimi e quel giorno, la corrente erogata dai nostri ampli, potra' di nuovo illuminare l'intero globo del vero panorama musicale. Per il resto, comunque concordo con voi, vi leggo da un pochino, e trovo molto interessanti i vostri argomenti, anche il post di Francescod a cui sto rispondendo,.. Bene, continuero' a seguirvi, , a Proposito, Io sono Marco, Nick Name Black Almond, Mia Madre da piccolo mi diceva che avevo gli occhi neri a mandorla come i china. ;-) Black Almond Appunto .. Un Saluto a tutti, continuate a tenermi-ci compagnia con i vostri discorsi e opinioni, vi leggo sempre con piacere. ;-) Grazie anche ad Accordo, leggervi e' puro ossigeno in certi momenti... Un Saluto a tutti.,...Un Saluto a te' :-)
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 05/10/2019 ore 19:05:37
Chiedo scusa ma mi limiterò a un semplice commento estetico perché lo penso da tanto. Mi piacciono molto le Suhr ma quelle nuove palette nere delle modern sono orribili. Fino a pochissimi anni fa c'erano le modern pro con le matched headstock. Ora invece c'è questa pessima novità. Spero non prosegua.
Rispondi
di Merkava [user #12559]
commento del 05/10/2019 ore 19:51:38

Leggo con molto interesse i commenti. Da youtuber che propone demo di pedali non posso che essere riconoscente alla piattaforma digitale che mi permette di arricchire la mia GAS a dismisura, scrivere e produrre mini canzoni e dilettarmi nelle produzioni audio e video, con grossi margini di miglioramento...
La questione e' piu' generale secondo me, non si puo' prendere solo la chitarra elettrica e dire che e' uno strumento finito, anche se questa affermazione viene da chi gli ha dato un contributo importante. Non sempre bisogna reinventare la ruota, e per ogni Van Halen o Vai che esce ci sono stati sempre centinaia di musicisti talentuosi che sono rimasti nella penombra, cosi' e' sempre stato.
Quello che e' certo e' che la rivoluzione digitale ha dato accesso illimitato alle produzioni di artisti altrimenti sconosciuti, ma la dimensione "privata" della dimensione digitale (io davanti al mio pc) ha inevitabilmente spostato la fruizione della musica dal concerto al video su you tube. Tranne rare eccezioni che hanno iniziato la propria carriera venti anni fa quando internet non era cosi' comune come ora (Bonamassa, Mayer) oggi prima sfondi su Youtube e poi magari ti fai il tour (Laura Cox).
Non e' necessariamente un male, io vedo il lato positivo dell'essere comunque coinvolti nel fare musica, registrarla e condividerla. E' diverso ed ancora non e' storicizzato.
Saluti da Israele, e se vi va date uno sguardo al mio canalozzo (vai al link)
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 06/10/2019 ore 22:11:48
Una curiosità se il direttore mi legge: il buon Pete suona con la signature rossa, bellissima. Ma sul sito Suhr tra le finiture disponibili per la sua chitarra il rosso non c'è! Come mai? A me sarebbe piaciuta assai...
Rispondi
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 07/10/2019 ore 10:06:04
La finitura è Garnet Red, sembra sia una novità di quest'estate e compare già in prevendita su alcuni store statunitensi. In effetti non si spiega perché non compaia ancora sul sito ufficiale!
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 07/10/2019 ore 21:35:38
Grazie!
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 07/10/2019 ore 19:41:47
Beh, ci mancava proprio una slavina di commenti sui bei vecchi tempi andati. Come sempre non la penso così. Ho letto che la chitarra sarebbe stata lo strumento di riferimento per 4/5 generazioni? 4 generazioni sono un periodo intorno ai 120 anni e non mi risulta proprio che ad inizio '900 lo strumento principe fosse la chitarra, tanto meno l'elettrica. Giusto perchè sembra che abbiamo la memoria cortissima: Jerry Lee Lewis riconosciuto tra i padri del rock n roll ha pubblicato il primo disco nel 1954 e, colpo di scena, suonava il piano. Nel rythm and blues la chitarra ha un ruolo, non dico marginale, ma non certo da primadonna e nella disco music è stata addirittura un di più, tanto che molti usavano il synth per emularla. Non sto parlando di eoni fa, ma degli anni dal 1960 ai tardi anni '80. Vero che c'è meno pubblico, ma questo è un fenomeno generale: la tecnologia ci porta sempre più eventi in casa (dallo sport al cinema allo streaming di certi spettacoli). Se la Juventus ha sostituito uno stadio da quasi 70.000 posti con uno da 40.000 non è perchè la chitarra è morta o non si suona più rock n roll, però non mi sembra che i ragazzini abbiano smesso di giocare a calcio. Questo per dire che, a mio modesto parere, il bicchiere è mezzo vuoto solo per chi resta ostinatamente legato al passato. Buoni gruppi rock ce ne sono ancora e sono nati ieri o ieri l'altro. Però se uno si lamenta che non ci sono più i Led Zeppelin, ma non gli piacciono i Royal Blood o i Band of Skulls perchè innovativi e parimenti si lagna pure che i Greta Van Fleet sono la copia degli Zeppelin e quindi non vanno bene, allora non ci sarà mai soluzione.
Ciao
Rispondi
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