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Cassa 2x12 e attenuazione L-pad

di trimmer741 [user #41394] - pubblicato il 29 gennaio 2020 ore 15:03
Voglio condividere la mia esperienza e, possibilmente, chiarire qualche dubbio sull’argomento “Attenuatore fatto in casa”.
Si parla di:
• Cassa 2x12 con speaker di marca e modelli diversi
• Attenuazione L-pad (teoria e pratica)

Ho cercato di pubblicare tutto in un post una decina di giorni fa ma forse era troppa roba. Con un PDF forse facciamo prima e meglio.
Cassa2x12_attenuata.pdf


Portate pazienza, è una cosa lunga e perdonate alcuni termini usati in modo non proprio corretto.

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di Zoso1974 [user #42646]
commento del 29/01/2020 ore 17:10:4
Bell'articolo e bella testimonianza.
L'altro chitarrista del mio gruppo usa un attenuatore che gli ha fatto il padre ferroviere utilizzando materiale di recupero (essenzialmente una gigantesca resistenza e quealche altro componente). La prima versione iniziò a puzzare di bruciato dopo 10 minuti, ma la seconda la sta usando da anni senza problemi. Lo usa su un Crate valvolare testata+cassa da 60W... il suono scurisce un po' ma si può compensare e alla fine credo non gli sia costato praticamente niente.
Non è il più raffinato degli strumenti, ma nel mix del gruppo le frequenze perse non si avvertono.
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 29/01/2020 ore 17:14:57
Innanzitutto grazie per aver condiviso il tuo lavoro e per il fatto che ammetti di aver usato qualche termine poco corretto. Con gli attenuatori ci sono passato anche io e ho costruito il mitico L-Pad. L'ho provato e funzionava, pure se la gestione dell'attenuazione non era lineare e lavora solo a fine corsa, ma dopo averci suonato un pò, l'ho messo in soffitta e lì è rimasto. Si tratta di un componente troppo fragile per sostenere il lavoro che gli si richiede. E troppo rischiosa e elevata la probabilità che faccia un danno serio all'amplificatore. Se proprio si vuole interporre un attenuatore tra cono e finale, forse meglio affidarsi ai collaudati ancorchè costosi scatolotti che si trovano in giro. Comunque, è sempre un compromesso a livello sonoro. Io attualmente sul mio Deluxe Reverb Reissue, da anni e anni, ho un DR Z Lite, si tratta di un attenuatore che non porta a zero db, ma almeno ti fa gestire la manopola del volume che altrimenti andrebbe dosata con aggiustamenti micrometrici (in casa). Fa il suo lavoro. Avevo il THD Hot Plate, una figata, però alla fine mi sembrava che il suono smosciasse troppo. Con l'L-Pad, ancora peggio secondo me. Io sinceramente su valvolari di qualità non lo consiglierei.
Grazie e ciao
Rispondi
di trimmer741 [user #41394]
commento del 29/01/2020 ore 21:03:00
Quoto. Il DR Z Lite l'avevo studiato ma non poteva risolvere il mio problema del bilanciamento dei coni.
Il sistema adottato da DR Z è la stessa cosa di un L-pad ma con componenti decisamente più grandi e più orientati alla qualità del risultato e senza parti in movimento (l'unica cosa che si muove è il selettore).
Insomma, L-pad è l'entry level, se usato con criterio è perfettamente sicuro ma per come è costruito (materiali, dimensioni, ecc) e progettato non è performate come altri sistemi.
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 29/01/2020 ore 21:55:36
Sai quante volte ho pensato di togliere il DR Z? Ogni volta che accendo l'ampli! Poi però tutto sommato fa il suo lavoro, posso suonare anche a 3 di volume con i single-coil senza sfasciare muri e perciò rimane lì... Però in casa, lo ripeto sempre, forse è meglio il digitale di qualità, basta menate coi volumi, si suona e si apprezzano i modelli virtuali di amplificatori che ormai stanno lì lì con l'originale.
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