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Midas Heritage D 96-24 in anteprima
Midas Heritage D 96-24 in anteprima
di [user #116] - pubblicato il

Mercoledì 29 gennaio siamo andati a Noventa di Piave, nella sede di Prase Media Technologies, per la prima delle sei tappe del “Midas Heritage-D on Tour”. Dopo tanta attesa, il nuovo mixer digitale Midas Heritage-D 96-24 è pronto per essere presentato al pubblico.
Il Midas Heritage-D lavora a 96 KHz e il processing interno è a 64 bit. Sono tante le novità presenti sulla consolle, ma sicuramente quella più evidente è l’ampio schermo touch screen da 21 pollici con multi-touch, per la prima volta presente su un mixer Midas. Da qui risulta semplice ed intuitivo accedere a tutte le funzionalità. La luminosità sembra essere ottima, un fattore da non sottovalutare considerati i problemi di visibilità che si riscontrano spesso con gli schermi touch di altri marchi. La sezione di encoder fisici garantisce un rapido accesso alla channel strip di ogni canale. Vi troviamo infatti la sezione di ingresso (gain, trim, phantom, polarità, high pass e low pass filter), le dinamiche (gate e compressore) e l’equalizzatore parametrico a 4 bande, con 3 knob dedicati ad ogni banda (frequenza, gain, q). Sono presenti 28 fader motorizzati. La visualizzazione dei canali è completamente customizzabile, con la possibilità di inserire input, output, vca e master nell’ordine che si preferisce. 
Per quanto riguarda le connessioni, il back-panel è dotato di 8 input e 8 output analogici, 8 input e 8 output AES/EBU, 4 connessioni AES50, MIDI in-out-thru, world clock in e out, 2 porte HDMI utilizzabili per espandere la visualizzazione dello schermo, 4 USB fader port da cui si potrà espandere la superficie di controllo, 4 USB expansion port, a cui si potrà anche collegare un ulteriore schermo touch (questa funzione non è ancora presente, ma probabilmente verrà inserita con uno dei primi aggiornamenti), 2 porte ULTRANET (il protocollo utilizzato da Behringer che permette di portare 16 canali di uscita su cavo CAT5 verso il sistema monitoring P16, inoltre è stato implementato anche sugli impianti Turbosound), una porta Ethernet e  2 porte Snake, utilizzabili in modo indipendente o ridondante. Le porte Snake utilizzano la tecnologia Hypermac, con cui si possono portare fino a 192 input e 192 output utilizzando o una connessione gigabit ethernet o una in fibra ottica. Per collegarsi alle DL Midas con connessione standard AES50 attraverso la porta Snake sarà necessaria la DN9680 della Klark Teknik. Questa macchina permette di dividere il flusso dei 192 canali in 8 porte AES50 (24 in e 24 out a 96 kHz per ogni porta). Oltre alle connessioni appena elencate, sul mixer sono presenti due slot CM 1, dedicate a schede di espansione non incluse di default, utilizzabili per effettuare connessioni con altri protocolli (DANTE, MADI ecc.). Sono le schede tutt’ora disponibili per la DN9650 della Klark Teknik. 

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Facendo la somma di tutte le connessioni disponibili abbiamo un totale di 624 input e 654 output, gestibili tramite il routing della consolle.
La gestione della patch mantiene le caratteristiche già presenti sulla serie Pro, ovvero lo schema from-to, con gli input visualizzati sulla sinistra dello schermo e le destinazioni sulla destra. Proprio la patch era considerata da molti come uno dei punti deboli della serie Pro, ma sul nuovo Heritage-D lo schermo touch garantisce praticità e velocità di utilizzo.
E’ stata implementata una pagina chiamata “Shout Mix”, una matrice 16 in e 12 out, pensata per gestire le comunicazioni. Molto comoda soprattutto nell’utilizzo come mixer di palco. Utilizzando gli Shout Mix non è più necessario occupare canali o matrici per il talk back o le comunicazioni tra i vari tecnici.
La sezione plug-in è composta da un rack con 24 slot. A seconda del peso che ha sulla CPU ogni plug-in può occupare una o più slot. Per i plug-in che richiedono meno potenza di calcolo sono disponibili fino a 4 istanze per ogni slot. Questo vuol dire che se inseriamo, ad esempio, un compressore questo occuperà una slot, ma saranno disponibili 4 istanze da poter utilizzare su 4 canali diversi. Mentre se utilizzeremo un riverbero questo potrà occupare anche 3 slot, dato il peso solitamente elevato di questo tipo di effetti. I plugin possono essere messi in insert direttamente dalla pagina dedicata ad ogni canale, il che rende questo procedimento decisamente più rapido rispetto alla serie Pro, dove si devono effettuare i collegamenti dalla pagina di patch. Tra l’altro l’insert potrà essere effettuato pre o post fader. 
Un’altra novità interessante presente sull’ Heritage-D è “Manchino”. Una funzione che permette di eseguire diverse operazioni su più canali contemporaneamente. Ad esempio: pensate di dover inserire un high pass filter o applicare la stessa equalizzazione ad alcuni canali. Dalla pagina Manchino vi basterà selezionare i canali sullo schermo ed effettuare l’operazione desiderata, in questo modo agirete su tutta la selezione contemporaneamente. Manchino risulta molto pratico soprattutto quando si effettuano le operazioni iniziali per impostare il mixer, rendendo questo procedimento più semplice e veloce.
Per quanto riguarda la gestione delle scene, come sulla serie Pro si parte dal file Show, al cui interno ci sono le scene. In aggiunta posso essere create delle playlist, che risultano funzionali quando si vogliono avere le stesse scene ma disposte in una sequenza diversa. Ad esempio quando si ha uno show con la scaletta che varia a seconda dell’occasione possiamo creare varie playlist con le stesse scene ma in un ordine diverso. Una volta creato il file show, l’Heritage-D ci permette di lavorare su una scena “Master”, un punto di partenza da cui successivamente creare le scene vere e proprie. Se però vogliamo effettuare una modifica su un canale che rispetto alla scena Master non era ancora stato modificato nelle scene create successivamente, agendo sulla scena Master questi cambiamenti avranno effetto su tutte le altre scene. Questo vale esclusivamente per quei parametri che non hanno subito variazioni rispetto alla scena Master. Ad esempio se dovessimo avere un canale che si aggiunge all’ultimo minuto ma che dobbiamo avere in tutte le scene, questo meccanismo risulta molto efficace.
L’Heritage-D è dotato inoltre di una scheda Wi-Fi che permette di collegarsi ad internet. Attraverso “m-cloud”, il cloud Midas a disposizione degli utenti, si potranno salvare show e preferenze direttamente in rete, avendoli a disposizione ovunque ci si trovi senza necessariamente avere con sé la chiavetta USB (che rimane comunque un’opzione disponibile). Creando un account ed effettuando il login direttamente dal mixer si può accedere ai propri dati, verificare e scaricare gli aggiornamenti firmware direttamente sulla macchina e contattare l’assistenza Midas.



E’ stata addirittura implementata un parte di intelligenza artificiale. Per il momento disponibile esclusivamente su equalizzatori e compressori. Su ogni canale di ingresso è presente un tasto “AI”, che se attivato analizza l’audio in entrata, identifica lo strumento di cui si tratta, rinomina il canale in base allo strumento individuato e propone 6 opzioni di equalizzazione o compressione tra cui scegliere. Per il momento è molto basilare, ma fa intuire che probabilmente anche questa opzione verrà migliorata.
L’Heritage-D che verrà esibito durante questo tour di presentazione è ancora una versione beta, quasi completa del tutto, ma a cui verrà aggiunto ancora qualche particolare prima dell’uscita sul mercato (non abbiamo ancora notizie certe dell’editor offline, che sicuramente sarà presente). Una caratteristica che potrebbe rivelarsi sfavorevole per l’Heritage-D è il numero di fader. Per il moneto è disponibile un’unica versione del mixer con 28 fader e non è dato sapere se ne usciranno altre più grandi. Pare comunque evidente che Midas abbia fatto un passo avanti, distaccandosi da una visione molto legata al modo analogico che aveva contraddistinto i mixer precedenti. Indubbiamente questa nuova consolle va a collocarsi in una fascia alta del mercato, una sorta di evoluzione della serie Pro, mantenendo però un prezzo accattivante, che sarà presto reso pubblico.

Le caratteristiche:
  • 144 flexi in
  • 120 flexi out
  • 24 vcas
  • 24 gruppi pop / layer
  • Fase variabile per ogni canale di input
  • Flexi – Aux Processing 
  • Post insert Fader
  • True 64 bit fpga processing con GPU coprocessing
  • 5 punti tap off per canale per mandata, delay compensated
  • Punti di insert selezionabili
  • 16 into 12 shout mixer dedicati con recall immediato della configurazione
  • Dual Solo bus caratterizzati da duckers e afl/pfl configurabili per input e output
  • 96 eq dinamici stereo a 4 bande con MS e sidechain per banda 
  • 32 compressori stereo 4 bande con sidechain per banda (in futuri aggiornamenti)
  • Oltre 40 effetti ed emulazioni, ricreati scrupolosamente
  • Compresi gli effetti di TC Electronic. Inclusi: TC Electronic system 6000 fx, TC Electronic 2290 (aggiornamento futuro)
  • Mesa EQ (presto disponibile)
  • TC Electronic system 3000 fx (aggiornamento futuro)
  • Hd2a, Hd670,1176kt,R Comp 3,
  • KT Bus compressore, Mteq eqp-hd, Meq-hd,
  • M6 compressore
  • HDistressor (aggiornamento futuro)
  • HDSpl, Rack Ramp, XL4 EQ
  • Il motore audio Graviton è incorporato nella superficie
  • Rilevamento automatico dei canali di clipping
  • Compatibile con le stage box DL231, DL151, DL152, DL153, DL154, DL155 e DL251

Giulio Gallo fonico Live per Dhafer Youssef e Ferenc Snetberger ha commentato così il nuovo mixer: “il mixer rispetta le aspettative che mi ero fatto. Ovvero quelle di un banco pratico e flessibile che mantenesse la qualità sonora tipi di Midas. Pe un ulteriore passo avanti vedrei bene una versione con 8 fader in pìù”


Visita il sito ufficiale Midas Italia

Questa recensione ci permette di dare il benvenuto tra le pagine di OnStage e Accordo a Lorenzo Crana. Lorenzo è diplomato alla Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo e lavora come fonico residente presso Artesuono Recording Studios di Stefano Amerio. 
Collabora come freelance in diverse attività live.
heritage d midas mixer
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