All’inizio la modernità dei suoni, soprattutto quelli di basso, possono lasciare spiazzati, ma è proprio questo il punto di forza dell’ultima fatica della Miller’s Band. Suoni perfetti, non troppo effettati, mai freddi, pronti a ricordare che il blues non è un genere fermo agli anni ’50, ma sempre in movimento e capace di metabolizzare anche la modernità. Le 14 tracce, tutte cover, sono estratte dalla lunga carriera di Miller stesso. Dalla famosissima “Sweet Home Chicago”, presa in prestito direttamente dal mistico padre del blues Robert Johnson passando per “Can’t Be Satisfied”  e “The Walk” che Miller afferma di aver imparato in tenera età. Di gran classe gli interventi di armonica di Norton Buffalo che non fan altro che incrementare il già ottimo livello dell’album. A coronare il tutto gli assolo di Miller, che catturano non poco l’attenzione e si inseriscono alla perfezione nel particolare mix di modernità e vintage di Let Your Hair Down.

Roadrunner/Loud Proud/Space Cowboy