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Surfy Industries: Surfy Vibe e Surfy Trem
Surfy Industries: Surfy Vibe e Surfy Trem
di [user #23232] - pubblicato il

Non vedevo l’ora di poter parlare di questi due pedalini per due differenti motivi, il primo è che, come le unità reverbero recensite qualche giorno fa, anche questi piccoli oggetti vantano una qualità incredibile, il secondo per far luce su un argomento che ha generato, almeno in me, sempre un sacco di confusione. Quelli che vedrete nel video a completamento dell’articolo sono due pedali che si ispirano a due prodotti ben specifici.
L’azzurrissimo Surfy Trem è un tremolo vero e proprio, con due modalità di riferimento ai tremoli montati sugli ampli Fender Brownface e Blackface. La scatoletta arancione, il Surfy Vibe, è invece un vibrato che desidera imitare alla perfezione l’unità vibrato degli amplificatori della mitica Magnatone, un prodotto tanto oscuro quanto ricercato. Abbiamo quindi un tremolo e un vibrato, e qui nasce la diatriba. Partiamo dalle definizioni. Il “vibrato” è la variazione di pitch, di intonazione, mentre il “tremolo” è la variazione di volume. Il vibrato è effettivamente quello che con la chitarra otteniamo muovendo la leva, roteando, o semplicemente agitando, il dito che suona una nota sulla tastiera. Alcuni si staranno sicuramente chiedendo “ma sulla mia Stratocaster c’è scritto Synchronized Tremolo e io con la leva vario il pitch”.

Surfy Industries: Surfy Vibe e Surfy Trem

Ebbene è sbagliato, è un errore di quelli genuini fatti in California negli anni ’50 dal signor Leo Fender (non smetteremo di volergli bene per un cavillo dialettico). Il tremolo è la variazione di volume, lenta o repentina, poco importa. E’ considerato “tremolo” anche il veloce picking del mandolino su una nota sola (lo si fa anche sulla chitarra classica se per questo, ma anche sull’elettrica e Dick Dale, nella sua mitica Misirlou, ne abusa) perché altro non è che un “on-off” della nota: lo staccato è come se il volume venisse aperto e chiuso in maniera molto veloce. In casa Fender lo stesso errore, ma al contrario, avvenne con gli ampli: si iniziarono ad equipaggiare di effetto “vibrato” il secondo canale dei loro ampli, ma altro non era che un sistema che aumentava e diminuiva il volume a seconda del settaggio. Era effettivamente un “tremolo”, eppure tutti conosciamo il suono del canale Vibrato degli ampli Fender. In casa Magnatone sono stati più precisi: il canale Vibrato era effettivamente un sistema che variava il pitch della nota, ottenendo un suono che potrebbe ricordare il chorus, senza essere così mellifluo, o il phaser, senza essere così simile al parlato. I due pedalini della Surfy prendono spunto da questi due mondi e, nel loro nome, sono il più corretto possibile. Partiamo col parlare del Surfy Trem. Piccolo, solido, compatto, di un bel azzurro che ricorda il cielo sulle spiagge californiane, costruito con i migliori elementi. Vanta pochi controlli ma essenziali. Si alimenta con un qualsiasi alimentatore da 9 volt. Sul suo pannello frontale trovate un controllo di intensità, uno di velocità, un led che lampeggia a seconda della velocità scelta, uno switch per passare dalla modalità brownface a quella blackface e qui avviene la magia. La modalità brownface è un tributo sincero al secondo canale degli ampli Showman degli inizi degli anni ’60, l’ampli preferito da Dick Dale per intenderci. Il Tremolo (anche se lì era chiamato vibrato) è avvolgente, non si sente la sola variazione di volume ma anche una leggera inflessione del tono, ricorda vagamente un elegante Leslie e risponde alla dinamica del tocco in maniera molto sensibile. Il suono si scurisce leggermente quando questa modalità è attivata e il richiamo a Link Wray, per me, è stato inevitabile.

Surfy Industries: Surfy Vibe e Surfy Trem

Passando alla modalità blackface si va avanti di qualche anno nell’epopea Fender. E’ il suono che tanti conosciamo, brillante, deciso, che buca il mix. La chitarra diventa la principale attrice di un film d’epoca restaurato con questo effetto acceso. La variazione di suono è fedele e i comandi reagiscono al minimo spostamento delle manopole. Un effetto veramente definitivo. Nel video ho voluto suonare una ballad, “Georgia On My Mind”, proprio perché il suono di questo pedale riempiva la stanza senza farmi sforzare più di tanto. Adesso cambiamo colore, non solo effettivo ma anche sonoro. Eccoci all’oscuro Surfy Vibe, l’erede del canale vibrato dell’era Magnatone. Se il tremolo era azzurro come il cielo californiano questo è arancione come i frutti che crescono nella Orange County. Stessa qualità costruttiva, stessa semplicità di elementi sul pannello a vista. Abbiamo al solito i controlli di intensità e velocità, il led che lampeggia a tempo e uno switch per passare tra le due modalità “Sweeping” e “Vibrato”. Sostanzialmente lo sweeping è un vibrato più intenso e invasivo. Giocando con le regolazioni potrete ottenere dei risultati veramente particolari. Suoni strani se calcate la mano coi controlli, leggeri cambi di pitch con l’intensità sotto la metà, ottimo per ritmiche o soli tendenti al funky. E’ un suono nuovo a cui ci si abitua con diffidenza all’inizio ma, una volta “addomesticato”, donerà nuovi lidi espressivi al vostro playing. Anche qui ho voluto suonare un paio di ballad (la prima è “Vaya Con Dios”, in memoria di Les Paul, la seconda è “Dark Eyes” in memoria di Chet Atkins) per enfatizzare l’effetto sulle note lunghe. Tutte le informazioni le trovate sul sito della Surfy Industries e non esitate a chiedere delucidazioni in merito ai loro prodotti, non scordate che le persone dietro questi “pezzi di metallo” sono, prima di tutto, gente che ama la musica e ha il culto del suono!

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