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Addio Intel, benvenuto Apple Silicon: passaggio epocale per il Mac
Addio Intel, benvenuto Apple Silicon: passaggio epocale per il Mac
di [user #17844] - pubblicato il

Apple dice addio a Intel: i prossimi computer Mac saranno basati su processori interamente progettati a Cupertino. Ecco cosa significa per gli utenti e i musicisti.
La notizia diffusa al primo Keynote per la settimana del WWDC prepara gli utenti a una fase tutta nuova della storia Apple.
Appuntamento imperdibile per tutti i fan della Mela Morsicata, il WWDC 2020 apre i battenti - virtuali a causa del Coronavirus - il 22 giugno 2020. È l’occasione per sollevare il sipario sul nuovo sistema operativo Mac OS Big Sur, sempre più vicino alle estetiche e alle funzionalità dei dispositivi iOS, ma è soprattutto il momento di annunciare l’abbandono dei sistemi Intel per passare a processori proprietari marchiati Apple.

Addio Intel, benvenuto Apple Silicon: passaggio epocale per il Mac

Il passaggio da Intel a Apple Silicon - questo il nome dei processori basati su architettura ARM - potrebbe segnare una svolta significativa per il destino dell’azienda e per i suoi utenti.
L’abbandono dei chip Intel vuol dire spostare tutto il sistema Macintosh su una piattaforma nuova. Un taglio col passato che riporta alla memoria i tempi del Power PC.

Andata e ritorno dal Power PC
Power PC è l’architettura sfruttata da Apple prima del passaggio a Intel avvenuto nel 2006. All’epoca, la transizione fu accolta dai fan con entusiasmo. Una “standardizzazione” dell’hardware avrebbe portato a un avvicinamento dei sistemi Mac e Windows, con conseguente aumento dei software e delle periferiche a disposizione e una maggiore compatibilità tra le piattaforme. La diffusione dei Mac negli anni a seguire ha dato ragione a Apple. Tuttavia, non sono mancati gli utenti che hanno cominciato a lamentare una minore efficienza dei computer, se rapportati al divario che connotava i vecchi Power PC rispetto ai loro corrispettivi Windows dell’epoca.
L’apertura verso altri sistemi porta infatti anche delle limitazioni: maggior compatibilità vuol dire anche minor possibilità di ottimizzare un singolo software nei confronti di un singolo hardware.

L’esclusività che da sempre caratterizza Apple è in parte chiave del suo successo e ora l’azienda di Cupertino sente che i tempi sono maturi per tornare a basare tutti i sistemi Mac su un’architettura proprietaria.

Più vicino a iOS
I processori Apple Silicon su cui gireranno i futuri Mac nascono sulla scia dei chip disegnati per iPhone prima, per iPad in seguito e infine per Apple Watch. Grazie a questa vicinanza, potranno rendere disponibili in futuro anche sui Mac alcune caratteristiche finora esclusiva degli smart device.
Così come accade con gli altri prodotti Apple, i nuovi Mac con processori Apple Silicon promettono sistemi hardware e software ottimizzati per lavorare espressamente in ambiente Mac, capaci di risultare più efficienti, esprimendo maggior potenza a fronte di un dispendio minore di energia.

Addio Intel, benvenuto Apple Silicon: passaggio epocale per il Mac

Un unico linguaggio
Il ritorno a un processore Apple, per di più derivato dalle tecnologie già sviluppate per iOS e Watch OS, rende le linee di demarcazione tra i computer, i tablet e gli smartphone di Cupertino sempre più sottili.
L’adozione di un’architettura in comune con tutti gli altri prodotti Apple renderà la vita più semplice ai programmatori che vorranno sviluppare e adattare software sulle diverse piattaforme.
Inoltre, le app per iOS potranno essere installate direttamente sui Mac dall’App Store senza richiedere alcuna modifica da parte degli autori.
Ciò vuol dire che anche tutti gli applicativi musicali nati per iOS potranno girare su un computer senza passaggi intermedi.
Sarà potenzialmente possibile sfruttare la stessa versione di Garageband sul proprio iPhone e Mac, lavorando sul medesimo progetto da entrambi i dispositivi e scambiando file e progetti senza vincoli. Lo stesso varrà per i software di amp modeling come AmpliTube o BIAS, o con gli innumerevoli strumenti virtuali che popolano l’App Store i iOS.

Addio Intel, benvenuto Apple Silicon: passaggio epocale per il Mac

Retrocompatibilità
Il passaggio da Intel a Apple Silicon non avverrà con un taglio netto. La transizione sarà graduale e invoglierà gli sviluppatori a portare il loro lavoro sui nuovi sistemi.

X Code consentirà alle software house di convertire e aggiornare le applicazioni native Intel sui nuovi sistemi Apple. I software Apple come Garageband, Logic, Final Cut e le applicazioni della vecchia suite iLife saranno già pronti per le nuove architetture nel giorno dell’uscita di Mac OS Big Sur, che è atteso in autunno come aggiornamento gratuito per gli utenti Mac.

Grazie all’applicativo Universal 2, i programmatori possono estendere la compatibilità dei propri software ai chip Apple continuando a supportare i sistemi basati su processori Intel.
In questo campo, Apple dichiara di essere già al lavoro con Microsoft per l’aggiornamento del pacchetto Office e con Adobe per il Creative Cloud.

Torna anche Rosetta, il convertitore automatico di applicazioni per l’utente finale.
Sulla base dell’esperienza effettuata durante il passaggio da Power PC a Intel con la prima versione di Rosetta, la nuova edizione converte in automatico le applicazioni già esistenti per Intel nel linguaggio richiesto dai chip Apple.

L’annuncio dei processori Apple Silicon è avvenuto ieri 22 giugno durante il primo Keynote del WWDC 2020. È possibile seguirlo a 1:26:00 dall’inizio dello streaming.



Cosa significa per gli utenti
Secondo gli appassionati della “vecchia scuola”, la scelta potrebbe portare a una nuova epoca d’oro per Apple, come quella attraversata con l’uso dell’architettura Power PC.

L’interruzione del supporto verso i chip Intel potrebbe significare anche la fine per i sistemi Hackintosh, cioè tradizionali computer assemblati dagli utenti e opportunamente modificati per montare il sistema operativo Apple.

Quanto tempo ci vorrà
Per la fine del 2020 i primi Mac con processori Apple Silicon toccheranno il mercato.
Nel giro di due anni, Apple prevede di completare la conversione di tutti i sistemi software verso le nuove piattaforme.
I Mac basati su chip Intel non vanno in pensione immediatamente e saranno supportati per diversi anni, con nuovi modelli ancora nelle prossime linee di produzione.
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di MuddyWaters [user #47880]
commento del 23/06/2020 ore 21:05:27
Già agonizzante, muore, del tutto, anche apple.
Rispondi
di JoeManganese [user #43736]
commento del 24/06/2020 ore 10:54:28
Grande idea quella di tagliare i ponti con gli applicativi rendendo tutto incompatibile con se stesso. Per ritrovarsi tra 5 anni con processori obsoleti e due volte piu lenti della.concorrenza. PowerPc non ha insegnato niente ad Apple, eppure si erano presi una bella legnata nei denti a quel tempo.
Rispondi
di umanile [user #42324]
commento del 24/06/2020 ore 12:39:25
Oramai Apple vende un brand.
A livello di prestazioni un PC "normale" gli da la puzza costando enormemente meno.
Rispondi
di ventum [user #15791]
commento del 24/06/2020 ore 13:32:21
Nuova ondata di hardware musicale funzionante di cui non esisteranno piùi driver per i nuovi Mac...evidentemente l'utenza 'pro' non interessa più, a meno che il target non sia sbaragliare il mercato consumer con prodotti prestazionali e concorrenziali (ma non ci credo). E invece Microsoft continua a supportare (quasi) tutto e a migliorare l'esistente.
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 24/06/2020 ore 18:28:
dai che magari rimettono la Firewire...
Rispondi
di Involt [user #51206]
commento del 26/06/2020 ore 10:23:41
Non so quanti anni abbia l'autore dell'articolo, né so come andranno le cose ad Apple dopo questo passaggio (probabilmente bene); ciò che so però é che la storia (non recente) della faccenda é diversa da come viene proposta da Pietro Paolo Falco

Il successo di Apple, quello iniziale, intendo, si basò interamente sull'Apple II, microcalcolatore basato sulla CPU 6502, il cui sviluppo ebbe molto in comune con la famiglia 86k di Motorola.

Al di là del fatto che un'ottima pubblicità all'Apple II venne dall'essere selezionato come uno dei calcolatori ausiliari dello Space Shuttle, il suo successo derivò essenzialmente dall'avere un'architettura "aperta", cosicché tutti potevano sviluppare applicazioni hardware o software per Apple II, e con esso diveniva possibile risolvere qualunque tipo di problema (anche se non al meglio).

Quando IBM decise che fosse giunto il momento di entrare nell'arena dei microcomputer, poiché ancora la microinformatica era considerata un'attività "di serie B", non si occupò direttamente dellla progettazione di ciò che sarebbe stato venduto con il proprio marchio, per cui delego ad INTEL la realizzazione di parte dell'hardware ed a Microsoft di parte del software.

Microsoft decise di sfruttare ciò che aveva sviluppato in ambito software vendendolo a parte, e questo, unitamente al fatto che l'hardware non era "proprietario" (di IBM) condusse alla nascita dei PC "IBM-compatibili" che, per poter progredire, dovevano giocoforza basarsi su un'architettura aperta.

Contemporaneamente Steve Jobs decise che il mercato fosse maturo perché il possessore di un microcomputer divenisse, da programmatore che era, un semplice utente, mise da parte Steve Wozniak, il progettista dell'Apple II, e si diede alla commercializzazione del McIntosh, caratterizzato da un'architettura assolutamente chiusa.

Ora, vi piaccia o no, la "genialità" tanto strombazzata di Steve Jobs, semplicemente, non esiste. Dal punto di vista strettamente tecnico-informatico il genio, in Appple, era Wozniak. Jobs faceva il manager con risultati discutibili; certe idee (come ad esempio la "metafora della scrivania" o il mouse) erano state scopiazzate dalla Xerox; ed il passaggio all'architettura chiusa si risolse in un danno notevole per Apple che, se non giunse al fallimento, poco ci mancò.

Nel frattempo, il divorzio tra Microsoft ed IBM si portava a compimento; il "Personal Computer IBM" non esisteva più come tale, soppiantato da una miriade di cloni (alcuni dei quali ben più potenti), e lo sviluppo del software non era più congiunto, lasciando IBM con OS/2 e Microsoft con i sistemi NT. Sistemi NT che sono tuttora in uso da parte di Microsoft, mentre OS/2 é defunto da decenni.

In questo contesto, IBM tornò ad attendere alle faccende proprie sviluppando l'architettura "POWER" ed i relativi processori in collaborazione con Motorola; processori che da un lato andarono ad equipaggiare i sistemi AS/400 di IBM, dall'altro i Power PC di Apple. Ma in quel periodo Apple basava il suo business su uno "zoccolo duro" costituita da irriducibili fans del marchio, che in realtà rappresentava circa il 10% del marchio mondiale del settore.

Una serie di circostanze portarono poi da un lato IBM a continuare a basarsi su architetture INTEL per sistemi di fascia inferiore, ed Apple a fare lo stesso per i propri PC.

L'attuale successo di Apple é riconducibile a iPod in primis, e poi ad iPhone ed iPad. Questo é il "vero" successo di Jobs, che in realtà con il MacIntosh era riuscito a portare sull'orlo del fallimento un'azienda che precedemente era riuscita a passare dall'assemblaggio in un garage ad una sede a Cupertino con cinquemila dipendenti. Ma, si sa, da sempre si attribuisce più valore a chi, una sola volta combina qualcosa di buono, tralasciando coloro che fanno qualcosa di buono tutti i giorni. In fondo é una delle innumerevoli verisoni della parabola del "figliol prodigo"...

Questo, ripeto, giusto per precisare che la storia ci "avrebbe" insegnato" come, in in formatica, il passaggio da un'architettura più aperta ad una meno aperta si risolve in un danno; ma uso il condizionale ("ci avrebbe") perché questi concetti sono forse anacronistici e non valgono più; nel nuovo mondo, neoliberista e globalista fino all'autolesionismo, é certamente possibile che ciò incrementerà ulteriormente la fortuna di Apple.
Rispondi
di JoeManganese [user #43736]
commento del 07/08/2020 ore 01:17:1
Tutto vero, e come pubblicista a quel tempo seguivo per le riviste tecniche del settore l'evoluzione dei microcomputer.
Ma non sono per niente daccordo sul minimizzare Jobs ed esaltare Wozniak. Come tecnico ho adorato Wozniak ed il suo Apple II.
Ma quel micro a 8 bit era morto e sepolto gia nel 1987. Tutti hanno copiato Jobs, su Mac e finestre, Microsoft per prima.
Wozniak da solo non avrebbe fatto nulla . Jobs si sarebbe trovato un tecnico ed avrebbe creato comunque la Apple. Wozniak non era un genio; migliaia di tecnici nello stesso periodo progettavano micro altrettanto validi in tutto il mondo (BBC II in UK solo come esempio: con espansione cpu diventava un VAX 11/750) e il software o meglio il firmware dell apple ii era una schifezza assoluta. Il Basic di apple II non sapeva neppure dividere due numeri correttamente perche non aveva i decimali: alla fine apple ha acquistato il basic.(in virgola mobile) di microsoft. Wozniak non era un softwarista. Jobs fece bene a non coinvolgerlo su Mac, il cui team software è leggenda.
Sui fallimenti del tempo, in tanti andarono a gambe all'aria, mica solo Apple. Digital Research, Unisys, Ibm.. decine di big persero il cappello. Non basta avere dei tecnici, bisogna sapere come usarli e Jobs aveva una visione di insieme pazzesca.
Il Mac fece quasi fallire Apple, è vero. Ma nel 1988 un Mac era il futuro e il suo unico difetto era il costo. Non aveva altri difetti. Era 10 anni avanti a tutti.
Rispondi
di Involt [user #51206]
commento del 08/08/2020 ore 14:05:4
Forse la nostra divergenza di vedute sull'argomento é interamente riassumibile nella frase finale:

"Era 10 anni avanti a tutti."

Vero; ma cosa vuol dire, esattamente "essere avanti a tutti"?

Il concetto si presta a due interpretazioni estensive, una "passiva", l'altra "attiva".

Secondo l'interpretazione "passiva", essere avanti a tutti significa semplicemente precorrere la "naturale" evoluzione dei tempi, guardare nel futuro, riuscire a comprendere dove la società si troverà tra dieci anni

Nell'interpretazione "attiva" del concetto, essere avanti di dieci anni significa tentare di DIRIGERE la società verso il luogo nel quale si troverà tra dieci anni, spingerla in quella direzione, far sì che possa trovarsi proprio lì, anziché trovarsi in un altro posto.

Jobs voleva eseguire la seconda operazione, dirigere la società; e non vi riuscì. Fu lui a prendere la decisione di cambiare radicalmente l'architettura dei prodotti Apple, e fu un flop. Inoltre, le "sue" idee non erano neanche sue; vedeva qualcosa che gli sembrava sfruttabile, ma l'idea era di altri (vedi, appunto, il mouse), e neanche lui riuscì appieno a sfruttarla. Né pensarla autonomamente, né sfruttarla. Anche l'interfaccia grafica a finestre veniva dal mondo Unix.

Microsoft, molto furbamente, sfruttò le stesse ideee; é vero che cominciò a sfruttarle dopo le implementazioni Apple, ma é altrettanto vero che ottenne molto più successo.

E come lo ottenne? Sempre con il solito metodo: sistema aperto (pur fingendo che non lo fosse). Piratare il software Microsoft, fosse un sistema operativa o una suite da ufficio, era facilissimo; bastava un numero di serie. E così Microsoft sparse ilsuo "verbo" nel mondo. Contrariamente ad Apple.

Ed anche lì, assisteiamo sempre allo steso scenario: Microsoft non é più quella di prima da quando ha stretto i cordoni della borsa. Furbescamente, come dicevo prima, lo ha fatto a poco a poco; i primi metodi di "attivazione" potevano essere aggirati da chiunque fosse stato in grado di scrivere nel Registry. Per le prime versioni di NT 6.0 (al secolo Windows XP) chiunque avesse un dissasemblatore ed una minima cognizione di come lo si dovesse usare poteva attivare, usando qualunque editor esadecimale, tutto ciò che gli pareva, cambiare versioni, etc. Ma questi sono dettagli tecnici che non interessano ai più.

Il mondo é cambiato spontaneamente, non perché lo abbia deciso Steve Jobs. L'informatica, quella vera, non é per tutti; usare un apparecchio come fosse un televisore può esserlo. Ed il mondo consumista, che deve vendere tutto a tutti, ha creato apparecchiature facili da "usare" per chiunque solo per questo motivo; il popolo bue ha ottenuto questo e perso la libertà, ma non lo capisce. La libertà che ha perso non riesce a concepirla adesso così come non la concepiva prima; per la maggioranza della gente non é cambiato nulla ed hanno il giocattolo.

E Steve Jobs ha potuto fare la figura del precursore dei tempi.

Riguardo a Wozniak... scrivere di sana pianta un sistema operativo in esadecimale, gestore di memoria compreso, non era un'impresa facile; non era facile far vedere ad un microbo come il 6502 una memoria pari all'intero spazio di indirizzamento, PIU' lo spazio di memoria del sistema operativo, e rendere stabile un simile aggeggio. Se poi contiamo che ad ogni dimostrazione del nuovo microcalcolatore Jobs parlava all'uditorio mentre il povero Wozniak immetteva ogni volta DA TASTIERA 16K di SO/interprete... be' diamo a Cesare quel che é di Cesare.
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 26/06/2020 ore 20:36:33
boh.. a me sembra un futuro piuttosto interessante. Ho idea di macchine molto performanti e applicativi a costo ridotto analogamente a quelli di tablet e smartphone.

Magari salto il momento di transizione continuando felice a lavorare con mio "vecchio" mac book per un anno o due, poi ci penso ... :-)
Rispondi
di Mariano C [user #45976]
commento del 27/06/2020 ore 14:32:17
anche io lo trovo molto interessante. Con iMac e macbook pro sono a posto per alcuni anni ancora (da logic ad ableton gira tutto perfetto.....), ma sicuramente il passaggio a risc e architettura proprietaria offre molti scenari interessanti. Intel era una palla al piede ormai
Rispondi
di Axilot [user #52908]
commento del 27/06/2020 ore 14:06:47
Mah.
Io penso che per lo stesso prezzo che ho pagato l'imac 27" mi ci compravo una signora chitarra.
Chitarra che dopo 5 anni non sarebbe stata obsoleta come il mio imac.
La mia Washburn del '94 suona ancora benissimo.
Rispondi
di Jumpy [user #1050]
commento del 29/06/2020 ore 15:37:23
Allo studio tecnico abbiam un Macintosh II conservato sotto cellophane tipo reliquia. Di tanto in tanto, più per curiosità che per altro, qualcuno lo accende, si avvia come fosse stato spento la sera prima, leggenda narra che prima di questo usavan l'Apple II: all'epoca Apple era il topo del top.
Poi, come scritto prima di me, dal boom degli IBM-compatibili, Apple son diventate macchine indirizzate a chi fa del computer un uso limitatissimo (grafica, musica e pochissimo altro) e neanche particolarmente intensivo (nel mio settore lavorativo i software per iOS neanche esistono). Insomma "avere un Apple" è diventato uno status symbol più che altro.
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