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La nascita del Basso Elettrico (1920-1936)
La nascita del Basso Elettrico (1920-1936)
di [user #16055] - pubblicato il

Quando si parla di basso elettrico, molti penseranno al Fender Precision Bass come al primo basso elettrico inventato e prodotto. Le cose non stanno esattamente così.
Recentemente abbiamo pubblicato un interessante articolo dedicato alla storia dei primi modelli di basso elettrico. Oggi ci spingiamo ancora più indietro e, sempre grazie al nostro preparatissimo lettore TidalRace, scopriamo la nascita di questo strumento.

Gli strumenti acustici negli anni ‘20 la facevano da padrone come il Gibson Mandobass, ingombrante e poco pratico da suonare, oppure il tradizionale contrabbasso che nella versione 4/4 è alto circa 190 cm e ha una scala di 42 pollici. L’amplificazione tramite i microfoni di allora, fu presto abbandonata a causa delle grosse risonanze con le frequenze basse e dai noti fenomeni di feedback.

La nascita del Basso Elettrico (1920-1936)

Forse non tutti sanno che esiste uno strumento ben più grande del contrabbasso e che richiede l’uso di leve e pedali per premere le corde contro la tastiera, altrimenti irraggiungibili da un comune mortale. Si chiama Octobass, ha tre corde, ed è alto circa tre metri e 85 cm. Fu inventato nel XIX secolo in Francia e ne furono costruiti tre esemplari, tra il 1850 e il 1860, di cui sopravvissuti due, un altro è stato costruito nel 1995 e un quinto nel 2007. L’accordatura standard è DO-SOL-DO o DO-SOL-RE, con la frequenza più bassa di circa 16 hz, contro i 32 hz che si pensava all’epoca. Ha una scala di 85 pollici, il doppio di un contrabbasso e occorre stare in piedi su uno sgabello apposito per poterlo suonare.

La nascita del Basso Elettrico (1920-1936)

Tornando a strumenti più popolari, il concetto di rafforzamento del suono, visto nello sviluppo dell’elettrica, passò anche per i bassi acustici.
La Dobro che aveva sviluppato un particolare sistema di rafforzamento del suono acustico, tramite risuonatore a cono, produsse un modello chiamato Resonator Bass.

La nascita del Basso Elettrico (1920-1936)

I primi esperimenti negli anni ‘30 guardavano all’elettrificazione del contrabbasso, allora molto in voga nelle orchestre di musica classica e jazz. A metà degli anni ‘30, negli Stati Uniti, aziende come Regal, Vega, Rickenbacker e Gibson produssero effettivamente dei modelli di contrabbasso elettrico, che non ottennero però il successo di vendite anche per mancanza di un adeguato sistema d’amplificazione.
La Regal aveva un modello chiamato Bassoguitar, che era un incrocio tra una chitarra e un contrabbasso, seguito poi da un modello chiamato Electrified Double-Bass del 1936. Esso era molto simile a un moderno contrabbasso elettrico, quindi niente cassa acustica, un pickup al ponte e un solo controllo di volume, veniva venduto all’epoca insieme alla sua custodia e all’amplificatore dedicato a 180 $.

La nascita del Basso Elettrico (1920-1936)

La Vega produceva un modello chiamato Electric Bass Viol negli anni ‘30, era costruito con sei pezzi di legno, due controlli, volume e timbro e amplificato da un sistema capace di sviluppare ben 18 watt.

La nascita del Basso Elettrico (1920-1936)

La Rickenbacker produceva nel 1935 uno speciale contrabbasso acustico con quattro corde, 17 tasti, una buca rotonda e un pickup al ponte del primo tipo a ferro di cavallo, con un singolo controllo di volume.

La nascita del Basso Elettrico (1920-1936)

Fu poi proposto un contrabbasso elettrico senza cassa acustica e realizzato in metallo ma anche in bakelite, chiamato Electro Bass Viol del 1936, con il suo amplificatore dedicato, che faceva anche da base allo strumento evitando il classico puntale.

La nascita del Basso Elettrico (1920-1936)

Questo articolo, come il precedente, fa parte di una serie scritta anni fa per un forum, ora chiuso, su espresso invito di una persona che ci ha lasciati da poco tempo. Credo che meriti di essere letto anche qui su Accordo.
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