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Non mi piace più suonare
Non mi piace più suonare
di [user #116] - pubblicato il

Ieri ci siamo imbattuti in questo commento del nostro lettore Aiace Telamonio che ci ha molto colpito. Riflette un momento di crisi musicale, di insofferenza. Una fase per la quale - chi più, chi meno - si è passati tutti. Ma è anche una fotografia grigia del senso di smarrimento e disagio che, comunque, questo periodo assurdo di lockdown ci ha lasciato.
"Devo confessare che dal momento in è scattato questo isolamento da COVID non sono più riuscito a suonare. Ogni volta che prendo la chitarra in mano non mi va bene la posizione, oppure non mi va bene l'accordatura; oppure fa caldo e comincio a sudare come un bue. Oppure l'ampli distorce o è troppo pulito, o non si sente o si sente troppo. Nel migliore dei casi le dita sembrano non essere più le mie: aliene propaggini senza ritmo e senza coordinazione. Accanno ("lascio stare" NdR) la o le chitarre ogni volta con un senso di nausea che non so da dove provenga ma che mi atterrisce e, da una parte, mi sgomenta.
Io non suono in una band, suono per il mio piacere e perché mi piace. Non mi piace più? Non ci posso e non ci voglio credere.
Concentrazione? La sua mancanza?
Voglio sentire il vostro parere."

Non mi piace più suonare

Risponde Gianni Rojatti - Coordinatore di Didattica

Trova delle persone con cui suonare. Trova qualcuno con cui condividere il piacere di fare musica. Qualcuno che da una parte ti alleggerisca dal dover fare tutto da solo e dall'altra ti responsabilizzi visto che - se non ci sei o non sei pronto -  le prove non possono partire.
Ridimensiona il peso della chitarra che è una primadonna e se la lasci da sola finisce per prendersi ogni spazio e attenzione. E affiancaci un bassista, un batterista, un cantante. Torna a fare musica con qualcuno e rimetti la chitarra al suo posto, quello dello strumento e non del fine per cui suoni.. Quando suoni assieme agli altri, quegli ostacoli insormontabili (l'ampli, il suono, le diteggiuature...) diventano marginali rispetto alla sfida, al gioco comune, di far girare un groove, di infilare un arrangiamento giusto, di assecondare l'interplay tra musicisti. 
Un abbraccio e buona fortuna. Gianni



p.s. Ascolta questo pezzo, un classico che conoscerai di sicuro. La figata di questa versione è proprio sentire come questo arrangiamento viva di singole parti sgangherate che, però,
suonate a tutto volume, da tre amici che se la spassano suonando assieme, riesce far saltare migliaia di persone. 
lettori lettori in cattedra lezioni
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di Pearly Gates [user #12346]
commento del 10/07/2020 ore 16:06:16
I President of USA sono uno dei gruppi preferiti.
Perchè il basso/chitarra ha solo 2 corde e la chitarra/basso ha solo 3 corde.
Perchè erano dei cazzoni ironici.
L'esatto opposto degli shredders e dei metallari a 8 corde.
Rispondi
di Gianni Rojatti [user #17404]
commento del 10/07/2020 ore 21:55:29
Non saremo ironici ma sappiamo fare gli sweep.
Rispondi
di bluesfever [user #461]
commento del 11/07/2020 ore 08:24:39
;)
Rispondi
di Piazza [user #31749]
commento del 11/07/2020 ore 08:47:11
Io sono ironico (e pigro soprattutto) e vi invidio la capacità di fare gli sweep.

Però sono un metallaro anch'io (scarso).
Rispondi
di ENZ0 [user #37364]
commento del 11/07/2020 ore 17:25:34
Se vuoi posso darti un pò della mia utile ironia in cambio della tua inutile tecnica :D
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 12/07/2020 ore 23:36:51
sweep in inglese significa letteralmente spazzare...
Ecco andate a scopare il mare!
Questa è ironia. :-D
Rispondi
di simonec78 [user #13803]
commento del 11/07/2020 ore 00:18:20
Condivido. Grandissimo gruppo.
Rispondi
di Robland [user #53772]
commento del 10/07/2020 ore 16:17:34
Anche a me ha colpito molto quel messaggio. Anche se è in totale contrapposizione a quello che ho sperimentato io. Anch'io, come tutti, ho avuto periodi più o meno lunghi di distacco dalla musica, magari durante i periodi in cui sono stato molto impegnato prima con lo studio durissimo, poi con il lavoro (ancora più duro), ed ogni tanto con la lettura di libri, che spesso mi assorbono tanto e occupano tutta la mia mente e il tempo libero. Ma ho trovato in questo lockdown e anche ora una perfetta valvola di sfogo nella musica. Un idillio, senza mezzi termini. Se non fosse che fuori la realtà era ed è quel che è, potrei davvero dire che me la sono spassata. Tre ore minimo di pratica al giorno con picchi assai più lunghi. Ho studiato quegli argomenti della teoria che avevo sempre rimandato, ho fatto quegli esercizi di pulizia e di miglioramento tecnico che di solito suonavo sì, ma non ripetendoli dieci volte ad esercizio come farebbe un bambino delle elementari quando impara a scrivere. Ho finalmente approcciato il tapping, ho arpeggiato accordi di settima di ogni tipo su tutta la tastiera, ho finalmente studiato la scala minore armonica, ho aumentato la mia velocità, ho studiato circa 35 brani alcuni dei quali piuttosto impegnativi con la chitarra (almeno per me). Ed ho guardato interi concerti su YouTube, documentari di musica, video didattici, mi sono iscritto a un sacco di canali e ho sostituito interamente la tv con tutto questo materiale proiettandolo sulla Smart tv, in particolare le lunghe interviste serali, organizzate e condotte da Marco Fanton, di tanti protagonisti del mondo musicale.
Non so come usciremo questo periodo, ma di sicuro in futuro ricorderò questi mesi anche come il momento in cui finalmente ho fatto il salto di livello.
Un abbraccio all'altro utente che invece ha vissuto questa crisi in modo più traumatico. Rimanendo solo sul campo della musica, per non essere troppo prolisso, ritengo che continuare a guardarsi intorno in cerca di stimoli e input (e oggi è davvero facile) è la soluzione per uscire dai cali di ispirazione e motivazione.
Rispondi
di brigantello [user #21508]
commento del 10/07/2020 ore 17:32:25
Ho sempre pensato che avrei fatto come te. Avrei usato tutto quel tempo libero per studiare e suonare finalmente. Cosa che normalmente non riesco a fare per via di un lavoro che non mi da respiro (anche se lo amo). Ma... il 16 marzo, nel bel mezzo della pandemia, é venuta al mondo la mia bimba.... e quindi, altro che chitarre, amplificatori e pedalini... tutto il tempo, notte e giorno, é stato per lei... Ho solo trovato il tempo per studiare (non bene) una splendida canzone popolare spagnola la cui protagonista porta il nome della mia piccola Inés, si intitola Tres hojtas madre.
Rispondi
di Robland [user #53772]
commento del 10/07/2020 ore 20:32:51
Beh, caspita, direi che per te il distacco momentaneo dalla musica non fa testo... mi sembra sia successo qualcosa di bello ed unico nella tua vita. Auguri!
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 10/07/2020 ore 19:26:36
idem.
Rispondi
di nicolapax [user #27042]
commento del 10/07/2020 ore 17:52:15
Sono un musicista. Ringrazio Chi sta nell’alto dei cieli (chiamatevelo come vi pare) per questo regalo. La musica non mi ha fatto “andare via di testa” come diciamo in Romagna. Insegno anche e il distacco dai miei allievi (non l’assenza) è stata una delle cose più brucianti di questi mesi. Chiusa la quarantena ai primi di maggio mi sono comprato un’altra chitarra: una Tokai Les Paul gold top alla faccia del virus. A tutti, (professionisti e non) musicisti ma anche attori, danzatori, poeti, fonici, tecnici, sarte, e anche ad Aiace Telamonio, chiedo di non fare spegnere la già debolissima fiammella di bellezza che abbiamo tra le mani. La bellezza salverà il mondo. Concordo in pieno con il signor Rojatti: cerca uno o due amici con cui condividere lo scazzo del periodo e suona con loro dai Due Liocorni ai Dream Theatre. È la cura.

“La solitudine è pericolosa. È dipendenza. Una volta che ti rendi conto di quanta pace c’è in lei, non vuoi più avere a che fare con le persone”.
Carl Gustave Jung

Scusate se mi sono permesso
Rispondi
di Robland [user #53772]
commento del 10/07/2020 ore 20:43:12
Sono una persona introversa che sa essere estroversa. Forse sarebbe stato meglio viceversa...
E dunque mi ritrovo appieno nella tua dotta citazione di Jung. Dal momento che a lavoro incontro gente, nel tempo libero ho voglia di vederne poca, o quasi niente. E mi sembra che la cosa vada incrementando. E rifletto su eventuali risvolti... come dire... nocivi. Ma d'altra parte ho un certa età ma è da sempre che mi piace approfondire e saperne di più di tante cose, quindi mi sono veramente stancato di cercare gli amici solo per dire fesserie e perdere tempo. È de-stimolante. Da solo invece leggo tantissimi libri che sono il risultato degli sforzi intellettuali di esperti di ogni genere; ascolto musica che è il prodotto della creatività di grandi personalità; suono, suono e coltivo innocui sogni, tipo migliorare sempre più e collezionare chitarre. Quindi, stando alla citazione, starei diventando "pericoloso", ma che posso farci.
Mettiamoci pure il lockdown...
Interromperei questo trend soltanto se iniziassimo a sviluppare progetti, ad esempio organizzare iniziative di promozione della musica, degli strumenti musicali, di educazione all'ascolto ecc. Allora sì che devierei le risorse che spendo in chitarre per me, libri per me e cd per me, destinandoli a progetti di respiro più collettivo e sociale.
Ma così non è, dunque, davvero come si suol dire, me la canto e me la suono.
Rispondi
di nanniatzeni [user #24809]
commento del 10/07/2020 ore 21:20:50
Sei la mia fotocopia.
Io tra l'altro faccio il commesso in un supermercato, quindi non mi sono mai fermato,il lockdown non so cosa sia, ho lavorato ogni giorno e a fine turno stavo benissimo a casa senza vedere nessuno.
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 10/07/2020 ore 23:31:03
----“La solitudine è pericolosa. È dipendenza. Una volta che ti rendi conto di quanta pace c’è in lei, non vuoi più avere a che fare con le persone”.
Carl Gustave Jung------
Mi sa che sono un parente lontano del vecchio Jung. :):):):)
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 11/07/2020 ore 01:22:42
Chi ha un pò di sale in zucca ad un certo punto della vita si rende conto che queste parole sono oro colato!! 😉
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 11/07/2020 ore 09:17:02
È si, è proprio una fatica immensa a volte avere a che fare con le persone.....😉😉😉
Rispondi
di dale [user #2255]
commento del 11/07/2020 ore 07:52:30
Quanto è vero!!
Rispondi
di acif [user #51223]
commento del 10/07/2020 ore 17:57:33
perché bisogna sempre cercare una spiegazione logica su tutto?
non basterebbe seguire il proprio istinto?
se non ti va di fare una cosa non la fai punto e basta, cercare sempre uno stimolo anche quando non c'è a me sembra una forzatura.. quando a me capita di non avere voglia di suonare non suono e basta.. poi la voglia dopo qualche settimana o giorno mi torna.. basta solo aspettare, per qualcuno è questione di giorni, per qualcun'altro questione di mesi o anni, e forse per qualcuno non è + questione di tempo, si spegne la fiamma per una cosa e si accende una miccia per un altra.. lascia andare le cose come devono andare, poi i cambiamenti fanno parte della nostra esistenza, guai se non ci fossero, avremmo tutti una vita piatta e monotona.. un abbraccio e goditi la vita
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 10/07/2020 ore 22:42:47
Sono perfettamente d'accordo, io sono portato per il disegno artistico ma da moltissimo tempo non disegno magari un giorno riprenderò
Rispondi
di wo [user #11945]
commento del 11/07/2020 ore 11:51:22
Sono d'accordo con te.
Rispondi
di frankpoogy [user #45097]
commento del 12/07/2020 ore 14:09:45
Anche io condivido il tuo punto di vista. Il consiglio del bravissimo Gianni Rojatti ha molto senso, ma se non dovesse sortire effetti o non fosse congeniale... Vuol dire che questa è una "pulsazione" della vita in cui lo strumento non ha spazio... Niente di male... Dato che la passione vera non viene mai meno, dato che cova sotto le ceneri, è quasi certo che la fiamma per la musica ed in particolare per la chitarra tornerà a splendere al momento giusto. E se pure questo non dovesse succedere, a mio modesto avviso vuol dire che si tratta di un cambiamento profondo, che ha il suo scopo e che produrrà i suoi frutti.
Rispondi
di kitestra78 [user #30170]
commento del 10/07/2020 ore 18:12:32
Questo lockdown ha straniato anche me. Da un lato, musicalmente sono riuscito a fare (a distanza) cose molto interessanti che in periodi normali non avrei probabilmente fatto, dall'altro, mi è passata la voglia di suonare live. O meglio, vivo la dimensione live con molto distacco e quasi come una seccatura (cosa impensabile pochi mesi fa). Non essendo, quella musicale, la mia professione, sono quasi "sollevato" all'idea di non dovermi sbattere più di tanto tra locali, promozione delle serate, strumenti da scarrozzare e amenità varie. Questa convinzione si è rafforzata dopo che il primo live post covid ha totalizzato ben 6 spettatori...Quanto ha contribuito il lockdown? Non poco direi. Il distacco mentale imposto da 3 mesi passati bloccato a casa nel mio caso ha scatenato delle riflessioni profonde su come voglio vivere la musica e sulle cose a cui dare priorità. Detto questo, spero che nel tuo caso si tratti di un disagio temporaneo. Quindi prenditi il tempo necessario, ma non mollare. Piuttosto cerca stimoli nuovi, possibilmente lato didattico, e vedrai che l'entusiasmo tornerà!

PS: con Rojatti forse c'è stato un strano feeling mentale, perchè mentre veniva pubblicato il suo commento stavo ripassando proprio quel pezzo dei President of the USA!
Rispondi
di Gianni Rojatti [user #17404]
commento del 10/07/2020 ore 21:53:27
;-)...che pezzone!
Rispondi
di kitestra78 [user #30170]
commento del 11/07/2020 ore 12:58:59
Sarà anche perchè adoriamo il formato trio e i pezzi anni '80?...Non a caso io suono da anni in una tribute ai Police ;-)
Rispondi
di eko22 [user #15375]
commento del 10/07/2020 ore 19:11:17
A me succede perché mi accorgo di essere scarso :) e allora mi deprimo. Tra famiglia e lavoro mi resta poco tempo per esercitarmi per cui non miglioro mai e mi ritrovo sempre mediocre. È questo il punto nel mio caso: o suono per divertirmi o mi esercito.
Rispondi
di brigantello [user #21508]
commento del 11/07/2020 ore 20:53:30
Come ti capisco.... il tempo, é quello che manca. Io prima di sto casino dek covid riuscivo almeno a rispettare l'appuntamento settimanale col mio maestro. Ora non ci riesco più...
Rispondi
di Patric [user #49914]
commento del 10/07/2020 ore 20:22:0
Premessa, non sono un professionista della musica, per me è e resta un piacere, lo condivido con alcuni amici, ho una band (momentaneamente fermi per problemi personali non per covid). Il lock down mi ha portato a scoprire aspetti che non conoscevo.
Ha probabilmente rinforzato il mio amore per il mio strumento, ha risvegliato in me la voglia di sperimentare nuove sonorità. La lontananza forzata dal lavoro e dalle serate "mondane" mi ha dato la possibilità di prendere in mano il mio strumento tutti i giorni. In tre mesi ho messo in piedi uno studiolo in casa in cui faccio home recording, terreno per me inesplorato in 25 anni di musica.
Ovvio che per chi fa musica di professione la situazione può essere estremamente diversa, opposta forse.
Per me che ho la fortuna di suonare quello che voglio e quando voglio (famiglia permettendo) resta e resterà la più grande valvola di sfogo, perché quando inbraccio la mia Les Paul, piuttosto che la SG o la Strato, tutto è più semplice e non ci sono pensieri nella testa, non c'è lavoro, non c'è stress... Solo cuore!!!!!
Rispondi
di cesco78 [user #1757]
commento del 10/07/2020 ore 20:51:08
Ma ACCORDO che fa un post sul commento di un utente scoraggiato?
Vi adoro, vi seguo dal 2003, siete fantastici.
Questo è l' ACCORDO che voglio vedere, trasversale e umano,
Complimenti
Rispondi
di WATERLINE [user #51250]
commento del 10/07/2020 ore 22:34:01
Le sensazioni che provi sono cose intime sulle quali e' complesso dare consigli. Io posso dirti la mia esperienza. Ho suonato da quando avevo 14 anni, prove concerti, serate. Alla fine mi sono disamorato ed ho smesso per diversi anni ( suonavo per hobby e quindi mi volevo divertire). Poi dopo 8 anni ho contattato alcuni amici e senza alcun impegno stiamo suonando insieme e ci divertiamo da matti. questo per dirti: smetti per un po' di tempo, ascolta musica, ritrova gli stimoli e quando ti senti pronto trova qualcuno con cui suonare insieme.
Rispondi
di nicolapax [user #27042]
commento del 10/07/2020 ore 23:27:35
In alcuni commenti ho notato che professionista e hobbista siano usati come poli contrapposti. La mia preoccupazione non è (solo) per l’occupazione/posto di lavoro; non ci sono gradi di dignità o di maggiore o minore voce in capitolo tra il professionista e l’amatore/hobbista, sempre ben venuto il dialogo e il confronto. Oltretutto lo spirito è lo stesso, perché suonare non è contabilità... Io insistevo sul “bello” come categoria, come concetto. Anche il più freddo e disincantato dei turnisti entra in studio per metterci comunque “del suo”, per fare emergere quel poco o tanto di creatività e bellezza, quel mattoncino di originalità. L’articolo su Carl Verhein di questa settimana, qui su Accordo, chiarisce meglio. Proprio questo rischiamo di perderci: la ricerca del bello che ci fa sperimentare che ci fa dire che “torneremo di ancora a cantare e farci fare l’amore dalle infermiere” che ci fa sentire così enormemente vivi. È un lutto che dobbiamo elaborare tutti e ciascuno a suo modo e con i suoi tempi. Al di là dei picchi di scazzo o di entusiasmo, endemici ovunque e che colpiscono ovviamente tutti.
Io sono qua, per chi vuole e senza retorica.
Rispondi
di fa [user #4259]
commento del 11/07/2020 ore 07:46:42
Ciao, penso sia veramente difficile tramite post poter dare un’opinione riguardo le cause della tua mancanza di voglia di suonare. Ti posso dire cosa faccio io quando ho dei periodi dove la voglia viene meno. Prima cosa mi pongo un obiettivo: imparare un solo, una canzone e registrarla, migliorare l’ improvvisazione, migliorare la lettura ecc. ecc. Poi organizzare una suonata con altri musicisti, come ha scritto anche Gianni Rojatti. Oppure semplicemente prendo in mano la chitarra per suonare qualche canzone che ho voglia di ascoltare e magari canticchio pure. La chitarra è uno strumento,la musica è il fine. Ciao Fab
Rispondi
di Arvaro [user #54373]
commento del 11/07/2020 ore 10:05:
Ho 55 anni e suono dall'età di 16 anni ma un periodo così sfavorevole per fare musica (con gli altri) non ricordo di averlo mai vissuto: leggo i vostri commenti su dove svolgere lo sguardo per digerire questo momentaccio, la didattica è sicuramente un buon consiglio per affrontare tematiche musicali non ancora acquisite ma è indubbio che trovare musicisti con i quali suonare è diventato davvero difficile. Dove mi giro mi giro vedo gente scoraggiata, che non trovano gusto di "suonare per suonare" se non gli proponi serate o concerti in genere. Capisco che chi fa il musicista per professione non vuole perdere tempo in inutili prove ma vuole andare subito al sodo, fare 1 o 2 prove al massimo e poi subito sul palco ma per quelli che vogliono costruire un repertorio o un progetto musicale è diventato quasi impossibile trovare gente con cui suonare. Poi c'è il discorso dei gestori dei locali che in questo momento sono anch'essi sul punto di decidere se rimanere aperti o chiudere definitivamente l'attività perché in effetti se la gente non entra con quali soldi pagano i musicisti? Le spese sono tante per gestire un locale e lo dico per esperienza personale. Comunque trovo impossibile mollare qualcosa che hai dentro e ti accompagna per tutta la vita, tanto prima o poi si ripresenta e volente o nolente ci devi fare i conti. Auguri a tutti!
Rispondi
di coltrane [user #15328]
commento del 11/07/2020 ore 10:07:37
Un po' capita anche a me, credo sia normale. Finchè ho mantenuto una costante attività live, avevo una specie di obiettivo, condivisione, ecc. Ora che è tutto più difficle, ora che ho una serata o due da qui alla fine dell' anno, qualcosa s' è rotto, suono pochissimo, penso di smettere, a volte di cambiare strumento, che so violino o piano, però poi mi dico che se non c' è condivisione, se le note non sono all' aperto, di fronte a qualcuno che ti ascolta, sono note sprecate, e suonare da soli per il proprio diletto è come farsi le seghe.
Rispondi
di FBASS [user #22255]
commento del 11/07/2020 ore 13:22:02
Da quando incominciai, nel lontano 1967, i periodi di "Disaffezione" ormai non li conto più, di cui il primo, e forse il più lungo, a partire dal 1972, con ritorno sui miei passi tra la fine degli anni 70 e il primo quinquennio degli anni 80. Altra crisi dopo la fine degli anni 80 ma con interessi spostati verso l'acquisto di strumenti validi e restauro di quelli d'epoca, ma tutti di Brand famose, poi altri periodi alterni fino agli ultimi anni in cui mi sono dedicato alla ricerca degli "Strumenti Poveri" degli inizi, lasciando il ruolo di bassista, che ricoprivo dal 1968, e tornando a quello iniziale di chitarra solista, ma rifiutando ultimamente tutti gli inviti ad entrare a far parte di gruppi musicali, anche se ci avevo tentato, provando in sale di registrazioni, capita... ma gli strumenti in mio possesso sono aumentati nel frattempo e non ho intenzione di fare la cavolata di venderli o permutarli come feci a metà anni 70 in cui ho fatto fuori degli autentici vintage, ma non ne esisteva ancora il fenomeno, FBASS!
Rispondi
di dale [user #2255]
commento del 11/07/2020 ore 14:06:47
Non ho letto tutti i commenti.

Una cosa però te la dico subito, delle tue parole mi sembra che ti dispiaccia, quindi vuol dire che è una cosa a cui tieni, pertanto secondo me è solo una fase passeggera. Ci passiamo tutti presto o tardi.
A quel punto non ha senso insistere, chiudi la chitarra nella custodia e dedicati ad altre cose che ti fanno piacere.
Prima o poi la chitarra tornerà a chiamarti e quella custodia si aprirà di nuovo.. inoltre non c'è dubbio che suonare da soli porti sul lungo periodo ad un calo di motivazione del tutto normale.
Suonare è una forma di linguaggio e a parlare da soli alla lunga si diventa pazzi, o forse saggi. Magari col tempo trovati qualcuno con cui suonare.

Chiudo dicendoti che questo periodo di lockdown ha portato molti ad uno stato depressivo più o meno marcato, da cui con gli strumenti giusti naturalmente si può uscire, quindi non prendertela troppo e vai avanti, la voglia di suonare sicuramente ritornerà.
Rispondi
di ENZ0 [user #37364]
commento del 11/07/2020 ore 17:20:5
Dico la mia senza pretese.
Periodi di disaffezione ne ho avuti diversi, ne ricordo uno particolarmente lungo quando mi avviai con la libera professione, incertezze, responsabilità e paura di non essere all'altezza, mi portavano lontano dal mio hobby.
Nonostante tutto non ho mai smesso di ascoltare musica e di aprire la custodia di tanto in tanto. Questo mi faceva pensare che non ero disinnamorato dello strumento, me ne feci una ragione e ho assecondato lo stato d’animo.
Per quanto riguarda il periodo covid, anche nel mio caso è stato deleterio, ho passato un inferno.
Il mio era un servizio essenziale, ho dovuto lavorare sabato, domenica e la notte per capire come presentare le domande di cassa integrazione per i miei clienti, tra un decreto senza logica, circolari da interpretare, istruzioni inesistenti, siti istituzionali morti e superlavoro.
Il pensiero dei lavoratori a casa senza stipendio e delle incertezze per il futuro delle aziende, mi è pesato come un macigno. Oltre, c’era la preoccupazione per mia moglie: io mi sono organizzato in casa e andavo di rado in ufficio, lei in prima linea a contatto con clienti irrequieti ed indisciplinati.
Quando mi capitava di prendere la chitarra, mi assaliva il senso di colpa.
Credo sia stato un periodo angosciante per tutti e per motivi diversi, magari anche in assenza di una preoccupazione imminente.
Anche in questo caso, però, il mondo della chitarra mi ha aiutato: preso dallo sconforto, decisi che alla fine di tutto mi sarei meritato un regalo, da poco sono felice possessore di una incazzata e irriverente testata Orange OR15, dovevo averla prima di ammalarmi di covid o di avere un infarto :D
Per cui dico che è inutile forzare la mano, credo non sia stato il lockdown a svogliarti, ma un insieme di circostanze che spero passeranno naturalmente. L’importante è non disinnamorarsi della musica ascoltata, la voglia di praticarla tornerà da sé.
Rispondi
di Baconevio [user #41610]
commento del 11/07/2020 ore 21:25:33
non ho mai avuto momenti di stop o di rigetto.
considerando che ormai da più di dieci anni la musica è diventata il mio lavoro (non il musicista, magari) posso dire di non aver passato giorno senza aver preso la chitarra in mano. per vent'anni ho avuto il mio (unico) gruppo, mentre più di recente mi sto divertendo a fare cover dei beatles in maniera anche piuttosto seria. la quarantena, mi son detto, capita a fagiolo...finalmente posso riprendere in mano la chitarra per diletto e non perché "domani ho le prove e devo vedermi questo pezzo". ebbene, non ci crederete, non sono riuscito a suonare se non per pochissimo tempo...quel poco tempo che ho rubato ai doveri "domestici". sono riuscito a scrivere un pezzo, che forse non avrò mai modo di suonare dal vivo, o registrare decentemente. te lo linko, perché non bisogna mai dimenticare che "there is a light that never goes out".
eccolo qua (alza il volume!): vai al link
Rispondi
di simonec78 [user #13803]
commento del 12/07/2020 ore 04:20:39
Difficile proporre delle ricette che possono andar bene per una persona ma non per un'altra. Credo però che la chiave potrebbe essere, in generale, connettersi con la propria e altrui creatività. Personalmente ho sperimentato la più intensa voglia di esprimermi, di suonare e di studiare dopo aver assistito a qualche performance che mi ha coinvolto. Mi sono sentito meglio e ho voluto intensamente riuscirci anch'io a far stare gli altri come mi sentivo io stesso in quel momento. Con le mie mani e con l'unione delle energie delle persone con cui collaboro. E qui inevitabilmente arriviamo al fatto che l'arte ha molto probabilmente una funzione non solo estetica, ma anche sociale (e morale, terapeutica, ecc..). Suonare può essere uno stimolo non solo per chi suona, ma anche per chi riceve. Possiamo dirci appagati dalle nostre DAW e dai nostri autarchici ascolti in cuffia, ma abbiamo, tutti, un grande bisogno di condivisione, anche se forse non ce ne rendiamo conto. L'arte e la musica possono essere una cura per questo mondo malato. E noi che, in misura diversa, abbiamo questo dono, possiamo farlo.
Rispondi
di claude77 [user #35724]
commento del 12/07/2020 ore 08:59:59
Ho vissuto tanti periodi faticosi con lo strumento. Ricordo tante ore passate con la chitarra in mano cercando di migliorare e odiare quello che veniva fuori dalle mie dita.
Mi esercitavo e mi chiedevo come mai non ci fosse musica in quello che suonavo.
Finalmente da un pò di tempo ho raggiunto un livello che mi soddisfa mentre suono, ma rimane sempre quella pulsione a voler migliorare che è sia una sofferenza, ma anche un motore incredibile che non mi ha mai fatto mollare lo strumento e spinto al continuo miglioramento.
Credo che sia solo un momento di passaggio e di sofferenza il tuo.
Per mia esperienza da questi momenti se ne esce sempre più forti.
Viva la musica
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di maddog [user #21222]
commento del 12/07/2020 ore 13:15:39
una passata di guerra. diceva un mio zio. Mi associo al consiglio di Gianni Rojatti, trova qualcuno con cui suonare, quacuno con cui condividere un piacere che spesso è tale se è condiviso.


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di spillo91 [user #17528]
commento del 12/07/2020 ore 14:24:10
Io sono tutt'altro che un professionista, tuttavia ogni volta che non sento la voglia di suonare o che mi rendo conto di annoiarmi suonando sempre le solite cose, la soluzione è sempre tornare alle 'basi' e approfondire le nozioni più semplici. Ogni volta si riapre un mondo da cui ripartire per creare sempre qualcosa di nuovo e ritrovare la passione.
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di pelgas [user #50313]
commento del 12/07/2020 ore 18:16:1
questa fase (che durerà forse un altro annetto) da un lato ad alcuni di noi ha dato più tempo libero, dall'altro ha impedito la condivisione sia in forma di saletta che di live.
ciò ha creato da un lato le premesse per uno studio più approfondito, ma dall'altro sta impedendo le esibizioni.
è un mondo in subbuglio, un mondo che forse ne uscirà rinnovato in molte cose, speriamo in meglio, ma di sicuro in questo momento sono avvantaggiati i comportamenti del singolo, a discapito dei comportamenti collettivi.
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di Stepp [user #46814]
commento del 13/07/2020 ore 20:52:59
Complimenti ad Accordo per aver dato voce a chi, in momenti del genere, si trova scoraggiato e poco appagato dalla propria passione che resta comunque un riferimento essenziale, anche se tutto sembra scivolare via. In questi momenti a mio avviso non bisogna assolutamente cercare la perfezione con il proprio strumento. Anzi, credo che queste fasi siano preziose in quanto ci scollegano per un attimo dal nostro solito modo di suonare facendoci approdare in territori che altrimenti non avremmo mai esplorato. Coraggio quindi, non tutto il male viene per nuocere.
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di Aiace Telamonio [user #51168]
commento del 14/07/2020 ore 17:51:15
Buongiorno a tutti,
prima di tutto ricapitoliamo: circa una settimana fa postavo un commento nel thread che trattava la concentrazione. In questi giorni ho visto che non aveva ottenuto alcun commento di risposta. "Vabbe -mi sono detto- non era interessante." e uscivo dal sito. Domenica sera controllo e ancora nulla. Però vedo un altro thread che mi incuriosice: "Non mi piace più suonare." Vedo che aveva una discreta conversazione. Ma non ho tempo e mi ripropongo tornarci sopra. Ieri pur non avendo molto tempo a disposizione apro la discussione e vedo che al centro del discorso c'era proprio il post che avevo scritto io. Rimango interdetto: dall'altra parte non aveva ricevuto alcun commento!
Vorrei a questo punto ringraziare tutti ed ognuno di voi per le parole e per la condivisione delle vostre esperienze. Però in quello che avevo scritto esprimeva un dubbio, non una certezza. Era una domanda, non un'affermazione:"Non mi piace più suonare?" Punto interrogativo.
Quella reazione quasi fisica di cui parlo non ha nulla a che fare con la musica, ha a che fare con la testa. Ma questo s'era capito. I consigli sul considerare la chitarra come un mezzo e non come un fine, quello sulla socializzazione della musica, quello del "take It easy che tanto anche senza che tu lo voglia, il desiderio di metterci le mani addosso, la chitarra lo sa: prima o poi ti riacchiappa" che è molto vicino alla realtà. Anzi: quello che voi avete scritto è la realtà.
Voglio ancora ringraziarvi tutti perché mi sono sentito parte di una comunità.
È termino dicendo che, questa sera tornato a casa dopo il lavoro, ho imbracciato la SG (il palettone Strato piano, una cosa per volta...) ho acceso l'ampli, mi sono seduto e da sola è uscita questa canzone di Gary Moore, un blues: "I still got a blues for you'.
Grazie ancora.
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di perrant utente non più registrato
commento del 15/07/2020 ore 12:38:43
Io ho smesso di suonare circa sei anni fa, forzatamente, perchè ho dovuto vendere tutto (chitarra, amplificatore, effetti, drum machine, multitraccia) per per problemi economici gravi, che sussistono tutt'ora (ho 55 anni, salute seriamente compromessa e nessuna possibilità, ho evitato di finire per strada per miracolo, ma è dietro l'angolo...). Suonare mi manca terribilmente, è una sofferenza che mi sta divorando, anche se da anni suonavo solo in casa, jammando con me stesso, ma mi bastava. Non credo che riuscirò a ricomprare nulla, ci vorrebbe una vincita o roba così, ma non voglio usare i pochi spiccioli per giocare o comprare gratta e vinci, sarebbe insensato. E pensare che suonavo dal 1981, ero diventato un disceto shredder autodidatta (Van Halen sempre in testa...). Basta un attimo e perdi tutto. Lo so che potrei comprare (e sarebbe un sacrificio) una classica da studio con 30 euro o giù di lì, ma non mi darebbe nessuna soddisfazione, sono un "elettrico puro". Quindi ho, in un certo senso, il problema opposto di chi ha iniziato la discussione. Qualche tempo fa sono stato da un amico che ha qualche chitarra e un paio di amplificatori, ha un service e sono cose che noleggia, a volte, con l'impianto Ho provato a suonare, ma non ci sono riuscito, mi veniva da piangere. Scusate lo sfogo, ciao a tutti.
Rispondi
di marcoguitar [user #15320]
commento del 24/07/2020 ore 12:22:45
Ok, non suonare più.
Rispondi
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