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Voiceprint DI: IR fai-da-te per chitarra acustica
Voiceprint DI: IR fai-da-te per chitarra acustica
di [user #116] - pubblicato il

Una app LR Baggs digitalizza le tue chitarre acustiche con Impulse Response e te le fa portare dal vivo in uno stompbox.
La prospettiva di avere il proprio suono unplugged su qualsiasi palco col minimo sforzo è il sogno di ogni chitarrista acustico. Preamplificatori e simulatori di ogni genere hanno contribuito a facilitare la vita ai musicisti, e ora le moderne tecnologie di Impulse Response promettono di mettere un punto alla questione.

Quando, al Namm 2020, LR Baggs ha presentato al pubblico un originale stompbox dal nome provvisorio di Soundscape, le antenne di molti appassionati si sono rizzate. Il dispositivo prometteva di poter virtualizzare qualsiasi chitarra sfruttando un meccanismo simile a quello impiegato da molti processori dedicati al mondo elettrico per replicare suono e caratteristiche di amplificatori valvolari e cabinet. Al musicista non sarebbe restato che collegare il jack della chitarra e un cavo XLR dal pedale fino al mixer per avere il proprio suono genuino in qualsiasi situazione, in studio quanto dal vivo, senza microfoni di sorta.
Nei mesi successivi, il progetto è tornato nel silenzio, salvo venire ora alla ribalta con il nuovo nome di LR Baggs Voiceprint DI e una data di lancio imminente.

Voiceprint DI: IR fai-da-te per chitarra acustica

Parte integrante del Voiceprint DI è l’interazione con il software Acoustic Live App per dispositivi mobile.
Attraverso il microfono dello smartphone, l’applicazione consente di registrare il suono e le caratteristiche di una chitarra. Il procedimento richiede all’utente di eseguire determinati accordi e gruppi di note in varie posizioni, così che il software possa interpretare le nuance proprie dello strumento e, sulla base di quelle informazioni, consentire al Voiceprint DI di ricostruire la voce originale ben oltre una semplice equalizzazione di massima.

Voiceprint DI: IR fai-da-te per chitarra acustica

Lo stompbox è dotato di memoria interna per immagazzinare un massimo di 99 immagini virtuali. Così, con il selettore rotativo Select, è possibile navigare tra i preset e, con lo switch Next, procedere gradatamente attraverso le memorie senza dover staccare le mani dallo strumento.

A seconda delle venue, il suono potrebbe comunque richiedere dei ritocchi. A questo scopo, il potenziometro Voice consente di miscelare il profilo Voiceprint al suono diretto della propria chitarra elettrificata, fino a trovare l’equilibrio più adatto al caso.
Un volume generale regola l’uscita del pedale e lo switch pad applica un’attenuazione a 0, -3, -6 e -9dB per ottimizzare l’ingresso con pressoché qualsiasi tipo di elettronica montata sulla propria chitarra acustica.
Una regolazione di anti-fb, cioè antifeedback, permette infine di affrontare il palco senza timore di rientri indesiderati.
Non manca un pulsante Mute, per silenziare lo strumento quando necessario.

Sul dorso sono inoltre presenti prese di Send e Return per il collegamento di effetti esterni e un’uscita XLR per la DI in aggiunta all’uscita jack posizionata sul fianco dello chassis.
La piccola presa USB, sempre sul dorso, è utile a programmare i propri suoni preferiti nel dettaglio.



Il Voiceprint DI è atteso entro la fine del 2020 e può essere visto più da vicino sul sito LR Baggs a questo indirizzo.
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Link utili
Voiceprint DI sul sito LR Baggs
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di Ernestor [user #46937]
commento del 04/09/2020 ore 16:46:02
Lo sto puntando da quando è stato presentato al namm. L’idea è interessante, alcuni sono critici con il fatto che si utilizza il microfono dello smartphone per tarare gli ir ma ho letto in giro da uno sviluppatore di lr baggs che non è la qualità del microfono di ripresa a fare la qualità dell’ir, quanto piuttosto la conoscenza del profilo di risposta del microfono che consente di tarare un ir sulla base di un riferimento certo. Non sono preparato per stabilire quanto ciò sia veritiero ma ha un senso e non mi sento di dubitarne. Giudicherò all’ascolto la qualità generale. A me piace molto il principio di funzionamento degli ir per l’acustica. Suono prevalentemente in serate acustiche e da quando è uscito il Fishman aura ast ho usato questa metodologia che però ha anche i suoi limiti, e alla lunga un certo grado di artefazione si sente e si desidera qualcosa in più. Devo dire che sono molto tentato anche dal Tone Dexter di cui dicono un gran bene. Certo per entrambi la soglia di prezzo è importante dovrebbero attestarsi intorno ai 400€ e oltre. La mia personale esperienza mi rende decisamente soddisfatto dei suoni che ottengo dall’Aura per una godin multiac nylon, il suono è professionale e credibile mentre sono insoddisfatto sul versante acustico. È sempre molto difficile produrre suoni acustici credibili e la situazione ambientale impone spesso di rimettere mano ai preset su cui magari si è lavorato per ore. L’aspetto curioso è che lato nylon questo non capita mai. A ogni modo mi chiedo se questo lr-baggs, come il tone dexter in condizioni di uso comune di spettacoli in acustico senza un tecnico del suono foh forniscano mediamente sempre quel salto di qualità che ne giustifica il costo in quel tipo di situazione (ovvero non sia troppo difficile da tarare al punto da essere sottoutilizzato) o puntare su un oggetto magari meno sofisticato che però abbia una resa live media sempre soddisfacente come lo Zoom AC3 di cui sento parlare sempre molto bene ma che non ho avuto l’occasione di provare dal vivo.
Sarò felice di ascoltare l’opinione di chiunque ne abbia un’idea.
Ciao 👋
Rispondi
di JoeManganese [user #43736]
commento del 05/09/2020 ore 13:24:00
Mah. Leggo anche io in questo momento sui forum americani il cauto diffondersi del Tonedexter. Ma a ben leggere, diametralmente all'opposto, si discute su come installare K&K pure mini, il diavolo e l'acqua santa.
Sulla mia Godin Nylon Multiac l'unico accorgimento per togliere quel suono piezo è un equalizzatore 10 bande mxr, problema risolto.
Gli IR sono curve di equalizzazione.
Sulle acustiche abbiamo toccato il fondo del commerciale. IR su acustica a mio giudizio è da presa per i fondelli.
Volete il miglior suono amplificato senza feedback? In questo momento è di Maton.
Che da spenta fa abbastanza schifo.
Lr baggs anthem ? non è male sulla mia Taylor in cedro, ma Maton amplificata è un altro pianeta.
semplicemente hanno azzeccato le risonanze dei legni per una adeguata equalizzazione interna.
400 euri per digitalizzare una acustica mi fanno fare grasse risate.
Rispondi
di Ernestor [user #46937]
commento del 05/09/2020 ore 18:09:24
Guarda Jo, sono sostanzialmente sulla tua stessa linea. In effetti quello che conta è un buon suono quanto più naturale possibile, Potrà sembrarti un’eresia ma mi pento di aver venduto una ovation legend primi 90’ perché quel suono pur plasticoso era il suo ed era molto più naturale dell’acustica tutto massello col sistema fishman che ho adesso. Suona bene da spenta e su pa suona bene solo quando il pa è di qualità, io per le mie serate uso un mackie reach che ha una resa tipo hi-fi che mi toglie tutto il calore, con l’aura attaccato è accennato l’effetto. Ma non è una cosa fissa dipende molto dalle condizioni ambientali quindi mi rendo conto che il problema principale è la possibilità di fare il suono per bene, ma nelle situazioni in cui suono io non c’è molto spazio per i sound check e mi sono reso conto che è meglio (per me) avere una macchina “pronti: via” piuttosto che un oggetto hi-end che è difficile da ottimizzare nelle condizioni in cui suono io. Dopo il servizio qui sopra mi sono andato a risentire tutti i video su YouTube del baggs e in tutti ho risentito quel senso di artefazione che anche l’aura mi trasmette (suono troppo compresso, troppa gamma alta in evidenza, medi poco dinamici, bassi nebbiosi, poco “tight“) Certo toglie il quack del piezo ma alla fine per trovare un po’ di suono vero devo mixare col suono dry, in pratica torno indietro. Alla fine mi sono reso conto che l’aura ce l’ho e con la nylon va alla grande, il tone dexter è al di là del mare e non compro a scatola chiusa e del resto non ha molto senso spendere per un oggetto sostanzialmente similare a quello che ho. Morale della favola ho preso lo zoom ac3 che è un po’ un compromesso ma per quello che devo farci io fa bene il suo lavoro, il suono è buono e il portafoglio meno vuoto.
Rispondi
di JoeManganese [user #43736]
commento del 05/09/2020 ore 18:45:52
Ovation: assolutamente d'accordo!! Ho rimesso in funzione la mia 1612 del 1981 , e cavoli suona benissimo amplificata, non ha feedback, e da spenta a me piace un sacco! Erano strumenti al top, sono ancora tali. Quello che è diventata ovation adesso è un altro paio di maniche. Voglio una ovation classica degli anni 80!!
Occhio con lr baggs su youtube, si sente spesso anthem sl che non c'entra una mazza con anthem senza sl ! Sono due sistemi che esteticamente si assomigliano ma che funzionano in modo molto diverso.
Sono giunto alla seguente conclusione: per suonare amplificati non ha senso sbattere via soldi per roba di fascia alta , una buona chitarra sui 1000 è già il top (yamaha, guild, ma non taylor e martin) e il top è Maton (1800 nuova).
Il resto sono solo compromessi e complicazioni su complicazioni. Vuoi togliere il quack del piezo, prendi un tech21 sansamp per acustica, analogico ovviamente, ma comprime troppo il suono.. boss propone ad2 e ad10 acoustic resonance.. digitale ma un po meglio di tech21 secondo me. Allora provo con equalizzazione seria, baggs align eq e mxr 10 bande, che funzionano sopratutto tagliando dai 10k. Manca l'effetto microfono della compressione, ci aggiungo un compressore, li provo tutti compreso quella ciofeca millantata come l'uovo di colombo su the gear page.. boss cp1x . Soldi gettati al vento, fa pena. Trovato soluzione eccellente con becos stella iq , analogico, e mi fermo qui.
Tornassi indietro prenderei i due pedali align session della baggs che fanno insieme tutto a meraviglia: eq, preamp, compressione multiband, tube saturation , notch e low pass filter. Quanta fuffa su youtube, pieno di buoni consigli senza capo ne coda.
Rispondi
di Ernestor [user #46937]
commento del 05/09/2020 ore 21:02:13
Verissimo, troppa fuffa su YouTube, se non hai un po' di esperienza su cosa ascoltare ti porti a casa un sacco di fregature. Sull'hantem non ci ho messo la testa ma in effetti ripensandoci è facile entrare in confusione. Comunque ormai sto aspettando che mi arrivi lo zoom ac3, venerdì ho una serata, lo metterò subito alla frusta, magari aggiornerò questo thread per dirti se ne è valsa la pena o è da censurare.
PS
La ovation classica è tutt'ora il mio sogno irrealizzato, ebbi l'occasione di suonare quella di Pietro Nobile, la sua personale, una volta a casa sua: suono amplificato della madonna, un manico così morbido e preciso, incredibile... da allora ogni volta che ne vedo una mi spunta la lacrimuccia, l'anno scorso provai ad acquistarne una usata ma mi facevano il prezzo di una fender custom shop, riposto il sogno nel cassetto. Amen! Quoto Maton alla stragrande, ce l'ha un caro amico ed è un affare eccezionale, io ormai ho preso la martin ma la maton sarebbe oggi quella con cui la confronterei a negozio per la scelta.
Rispondi
di JoeManganese [user #43736]
commento del 05/09/2020 ore 21:27:0
Ma sei nel gruppo whatsapp acustico dei seguaci di Pietro anche tu??
Rispondi
di Ernestor [user #46937]
commento del 06/09/2020 ore 01:39:09
No, in effetti no. L’incontro con Pietro risale a vari anni fa quando studiavo jazz con walter ferrero e incontravo spesso per studio e per piacere altri musicisti tra cui capitò anche Pietro. Ricordo una persona squisita e un grande musicista. Però poi purtroppo non mi è capitato più di incontrarlo.
Rispondi
di Ernestor [user #46937]
commento del 14/09/2020 ore 20:04:23
Come promesso inserisco qui una review dello Zoom AC3 da poco nel mio arsenale sonoro.

Fresco possessore di uno Zoom AC3 dopo un uso live su tre serate penso di poter condividere la mia esperienza con gli amici accordiani. Lo faccio principalmente a scopo di servizio in quanto l'acquisto è stato da me a lungo ponderato per esigenze di palco ma ho fatto molta fatica a recuperare le informazioni che mi necessitavano. Non avendo avuto modo di provarlo di persona mi sono dovuto accontentare delle prove su youtube e dei vari commenti e review recuperati online per ogni dove compresi improbabili test in coreano e indiano, tant'è che alla fine mi sono arrischiato ad acquistarlo pur non avendo trovato risposta ad alcune mie domande.

Vi dirò come va, secondo me, per quello che sento io ma non pretendo di farvelo passare come oro colato.

Innanzi tutto gli scopi dell'acquisto...
Suono prevalentemente in duo acustico (una chitarra e due voci), e uso alternandole, un'ottima acustica Cort MR740FX (top sitka massello, fondo e fasce in palissandro massello), equipaggiata con un pre Fishman Prefix, e una Godin Multiac con corde in Nylon ed elettronica L. R. Baggs. A terra (prima) passavo per un Fishman Aura ast (il primo modello e a mio personalissimo parere tutt'ora il migliore della serie). Il tutto entra in un PA line array Mackie Reach o, se il locale offre un PA residente, in un mixer digitale XAir12 Behringer. Oltre agli effetti onboard dell'XAir o del Reach, utilizzo un riverbero esterno Lexicon LXP-1 per un suono base organico e caldo per compensare l'effetto Hi-Fi dei sistemi digitali. 
Motivo dell'esigenza dello Zoom è che l'Aura, che trovo utile ed ottimo in molte circostanze, troppo spesso non rende in live senza una taratura ottimale dei parametri generali ed interni. Ora, poiché la maggior parte delle volte non ho il tempo o la possibilità di uscire dai limiti che mi impongono i locali per il sound check, resto troppe volte insoddisfatto del suono che ottengo dalle performance live della chitarra acustica. Al contrario, la Godin va quasi sempre alla grande con un minimo di ritocchi, per un sound in stile Fragile di Sting e garantisco di riuscire ad ottenerlo il 90% delle volte con solo un leggero tweaking per adattarlo alle differenti situazioni di palco. A questa facilità sulla Godin non corrisponde quasi mai lo stesso per la Cort. Poiché ho avuto modo di ascoltarla su un buon palco con un buon fonico, posso affermare che pur non avendo il timbro di una D-18 la qualità del suono raggiunge una sufficienza più che professionale, tuttavia le volte che resto soddisfatto del mio steel-sound è decisamente sotto la media delle attese. Inoltre, utilizzando l'Aura per entrambe le chitarre, ho dovuto creare una doppia linea di canali per ottimizzare il segnale e differenziare eq ed effetti. Si capisce da subito che non parliamo del migliore dei mondi possibili. Da qui l'ipotesi di dotarmi di un secondo modulo da dedicare esclusivamente alla chitarra acustica. Ovviamente squadra che vince non si cambia, non ho mai messo in discussione l'Aura per la Godin, ma ero decisamente in cerca di una soluzione per la Cort.
Seconda linea di pensiero.
L'Aura con le acustiche riesce a mitigare fino ad annullarlo il quack del piezo, tuttavia il suono si sfina, smagrisce ed emerge una componente compressa di alte frequenze che esalta lo "zin" delle corde in metallo sul piezo, ed introduce una componente timbrica che estrae un non so ché di artificiale dal suono (okay, non so quanti di voi possano seguirmi in questo discorso ma spero di aver reso l'idea). A ogni modo, questa componente artificiale del suono la trovo in varia misura in tutti gli effetti analoghi all'Aura, l'ho riscontrato per esempio nel Bodyrez, nel voiceprint di LR Baggs, nel Boss AD2. Molti di voi potrebbero dire: e allora pigliati una Para DI e sta' felice. Ci ho pensato molte volte, eppure, non è del suono analogico che sono insoddisfatto, sono decisamente felice della componente "cruda" del suono, mentre da quando ho cominciato ad usare l'Aura sento la necessità e perlomeno percepisco l'assenza dell'IR, quando mette quel tantino di aria nel suono dell'acustica che la rende effettivamente molto più piacevole del suono preso nudo e crudo dal suo pre, pur equalizzato ed effettato. Ovviamente non ne faccio una questione da puristi audiofili, parlo del "mio" suono quello che ho nella testa e vorrei tirare fuori ogni volta, che per capirci è qualcosa di molto vicino a un My My Hey Hey versione Live di Neil Young coi Crazy horse.
Veniamo a noi: come va 'sto ZoomAC3?
Benone posso dire! Suono epico? della madonna? No, quello solo se ti metti davanti a un ottimo microfono con un'ottima chitarra e hai un'ottima cavata e non ci piove. Ottengo mediamente un suono acustico convincente per ogni serata senza troppo sbattimento? Decisamente sì e alla grande.
Innanzi tutto un brevissimo promemoria. L'AC3 dispone di un paio di controlli che impostano il tipo di strumento presente nell'input (piezo/ magn; dread, 00, 000, dobro, ecc...) mentre una seconda manopola modellizza il suono in uscita portandolo più vicino possibile a un modello target di chitarra (D45, D18, Jumbo, 000, ecc...). Ovviamente nessuno potrà tirare fuori da una Cort una D45. L'importante non è quello, ma che il suono che esce dalle casse del PA sia convincentemente quello di una chitarra acustica con le migliori intenzioni, sfumature e dinamiche del caso. In questo senso posso dirmi piuttosto soddisfatto; se un'ottima ripresa microfonica miscelata a una punta di piezo fosse il nostro 10, posso dire che siamo attorno a un sei pieno. Un sette sono certo verrà fuori con maggior esperienza nell'uso della macchina e la sua interazione con il resto della catena audio, ma ciò che convince è la potenzialità da subito espressa e facilmente raggiungibile per un onesto lavoratore del palco senza sghei né collaboratori. L'Ac3 ha un timbro a metà strada tra una macchina IR based come l'Aura e un pre a modelli tipo i vecchi Boss AD5 con un orientamento timbrico più verso il versante analogico che digitale; forse potremmo addirittura pensarlo come un'evoluzione in chiave moderna del Boss, se vogliamo con qualcosa in più sul piano della praticità d'uso. Da un punto di vista sonoro l'impressione che ho è che ciò che fa l'Ac3 sia meno elaborato dell'Aura, o per meglio dire, a me sembra che il suono sia meno elaborato, meno artificiale, meno rimaneggiato, con il risultato finale che il suono emerge dall'impianto già subito sufficientemente convincente (e migliorabile con un po' di lavoro) pur non attestandosi ai livelli eccelsi della categoria, ma a confronto con certa concorrenza, per 200€ e poco più che vogliamo pretendere su certi tipi di palchi, con certi tipi di PA, senza il supporto di nessuno!?
Con macchine come l'Ac3 ciò che occorre avere l'accortezza di studiarsi a casa è l'interazione migliore possibile dei modelli di chitarra in input e quelli in output e il loro match finale con il tuo PA. Ho trascorso interi pomeriggi a provare, tarare e selezionare la combinazione migliore. Una volta individuata ci si trova davanti a un classico set&forget, in quanto selezionato il miglior match tra modello in ingresso (che non necessariamente corrisponde a uno di quelli proposti dalla casa) e il modello di chitarra alla quale ci si vuole avvicinare, poi possiamo intervenire su tre regolazioni di EQ generali della macchina che sono utili a definire il rapporto timbrico con il PA. Ovviamente anche al front of house c'è la possibilità di intervenire ma questo servirà per ambientare la chitarra nel panorama sonoro della venue non per definire il timbro dello strumento. Per la mia esperienza condivido con voi il fatto che sono arrivato a convincermi che non occorre pensare i parametri di input e output per imitare un qualche modello di strumento, quanto piuttosto per trovare la combinazione che faccia emergere dal PA un suono acustico il più convincente possibile... perché se anche io fossi un fanatico di Martin, tra una D28 sfigata e una J200 coi controcorbezzoli è decisamente per la seconda che vado anche se poi magari il suono non assomiglia minimamente a nessuna delle originali e però suona dal PA come un'acustica ha da suonare.
Infine, il secondo aspetto che mi fa apprezzare lo Zoom AC3 e che affermo con convinzione lo rende un ottimo compagno di lavoro, è la disponibilità degli effetti e la loro semplicità d'uso. Un compressore perfettamente a suo agio per l'utilizzo che se ne fa in musica acustica; un set di effetti molto ben pensati e selezionati, sfruttabili tutti e tutti credibili; infine un antifeedback funzionale e routing dei cavi professionale. Non c'è nulla di giocattoloso in questa macchina (a differenza di altri zoom), no fronzoli, no nonsense. È un buon pedale, onestissimo, sembrerebbe pensato da un chitarrista che sa esattamente cosa serve quando si sta su un palco e non sei Pat Metheny. Sembra una cosa fatta col giusto amore insomma.
Tutto perfetto? Ovviamente la perfezione non esiste. Cosa si potrebbe migliorare? Qui siamo nel campo dei gusti personali ma avrei un paio di idee: perché non inserire tra i modelli input e target anche qualche semiacustica? Sarebbe un sogno portarsi la 335 e tirare fuori un jazz tone già ben impostato. In secondo luogo ho notato che l'accordatore, ben tarato e preciso, da palco non sempre risulta così estremamente leggibile, proporrei di far blinkare i led una volta raggiunta la nota accordata, o inserire un led bianco a segnalare il raggiungimento del giusto pitch. Infine, in epoca di IR scaricabili online non sarebbe poi malaccio avere 2 o 3 IR ben tarati a disposizione.
Mi auguro di aver svolto un servizio sufficiente per quanti di voi abbiano maturato qualche curiosità su questa macchina o come me non siano riusciti ad ottenere molte informazioni utili.
Un saluto a tutti👋

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