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Gibson Les Paul Mike Bloomfield
di [user #116] - pubblicato il

Il 1966 è un anno determinante per il mondo della chitarra vintage, perché segna l'ingresso del colosso CBS nella fabbrica di Fullerto che produceva le chitarre inventate da Leo Fender e compagni. Però c'è un altra ragione per segnare il 1966 tra gli anni che contano, forse meno nota: l'acquisto di uno strumento da parte da un giovane musicista che - nonostante una prematura scomparsa - ha influito pesantemente sul mondo delle sei corde degli anni a venire, fino ai nostri giorni.

Michael Bloomfield, originario di Chicago, respira blues fin dalle prime ore della sua vita, nella città di Muddy Waters, Magic Sam, Howlin'Wolf. Il suo talento è incredibile e va di pari passo con un feeling immenso, che lo porta presto ai vertici della popolarità tra il grande pubblico appassionato del genere e anche tra colleghi già famosi, tra cui Bob Dylan, Al Kooper e Stephen Stills, che fanno la coda per suonare assieme a lui.

Dopo anni di P-90 e Gold Top, Mike è affascinato dalla chitarra di un suo amico, Dan Erlewine (allora aspirante musicista, oggi forse il liutaio moderno più famoso del mondo), una Les Paul del modello-falena costruito tra il 1958 e il 1960, con top in acero fiammato e quel colore sunburst che oggi toglie il fiato, il sonno e pacchi di banconote agli appassionati, ma che all'epoca ebbe poco successo. Mike cede a Dan la sua gold-top, aggiunge 100 dollari e si porta a casa la sunburst che da quel momento, e fino alla sua morte, diventa parte integrante del suo suono irripetibile.

Nell'ambito della sua opera filologica di ricostruzione degli strumenti diventati leggendari, Gibson propone oggi una replica della chitarra di Michael Bloomfield, realizzata in trecento esemplari, i primi cento dei quali "reliccati" dai maestro liutaio Tom Murphy, gli altri sottoposti al trattamento Gibson VOS. La nuova LP dedicata a Mike ha tutte le caratteristiche della sua chitarra originale, inclusi piccoli dettagli come la rondella sottile del selettore dei pickup, le Grover "kidney" installate da Erlewine quando la chitarra era sua, le manopole diverse tra loro e soprattutto il superbo Bloomfield-burst, il dedicato sfumato che mette in risalto la superba venatura dell'acero del top.

Uno strumento prezioso, che porta con sé il tributo a uno dei più grandi esponenti nella storia del blues elettrico.

 

 

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Link utili
Il sito di Michael Bloomfield
La Gibson Les Paul Michael Bloomfield su Gibson Lifestyle
La Gibson Les Paul Michael Bloomfield sul sito Gibson
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Commenti
Grande Les Paul '59..
di plexidreamer [user #11723] - commento del 08/02/2009 ore 22:1
Strumento fantastico, pare sia stata una delle ormai stellari '59!! Immagino qualche anno dopo il vecchio Dan si sia mangiato le p...e per il resto della vita!! Nello stesso anno, 1966, esce il Beano album di Clapton, che con un'altra Les Paul '59 e un JTM 45 tirato a palla segna un'altra indimenticabile tacca nella storia della musica, ma non solo: mostra al resto del mondo chitarristico come lavorano superbamente insieme quel piccolo Marshall tirato a stecca e quel capolavoro di chitarra, che da li in poi comincia ad essere uno degli strumenti più ricercati!
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Falso Storico! Eric usava una '60 slim taper
di Luca_gibson utente non più registrato - commento del 09/02/2009 ore 01:1
Il 3 dicembre 2008, è uscito un articolo su accordo, intitolato: "lo sapevate che... curiosità sul mondo a sei corde". E il primo punto dice proprio: 1) Eric Clapton nel Beano album non suonava una ’59 sunburst ma una ’60 slim taper
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Re: Falso Storico! Eric usava una '60 slim taper
di plexidreamer [user #11723] - commento del 10/02/2009 ore 22:1
Grazie per l'erudizione.
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Re: Grande Les Paul '59..
di GiorgioV [user #10912] - commento del 09/02/2009 ore 15:3
Non credo che Dan si siam mangiato alcunche'. A sentire l' opinione di alcuni collezionisti di "burst" che hanno messo le mani sulla'59 di Bloomfiled, la "magia" era nelle mani di quest'ultimo, piuttosto che nella chitarra, che era semplicemente una Les Paul d'annata. categoria di chitarre sicuramente molto buone, certamente molto amate e collezionabili, ma non necessariamente sempre e comunque eccezionali.
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Re: Grande Les Paul '59..
di plexidreamer [user #11723] - commento del 10/02/2009 ore 22:0
Sono d'accordissimo con te.. specie se la chitarra d'annata in questione magari ha ristagnato per anni in una cantina umida o cosa forse più triste, giace in qualche cassetta di sicurezza dell'investitore di turno..
Rispondi
Re: Grande Les Paul '59..
di GiorgioV [user #10912] - commento del 11/02/2009 ore 15:2
Senza contare che i paf avvolti quasi a casaccio, certe volte suonavano in maniera fenomenale, ma credo che in percentuale ce ne siano stati non pochi di usciti male.
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Evviva Mike!
di Ozkar [user #777] - commento del 08/02/2009 ore 22:4
Non amo le signature, ma sono talmente fan di Mike Bloomfield che non posso che salutarla con un evviva! Il suono della "Super Session" è forse il mio Gibson-tone di riferimento, assieme a quel "Beano" che citava l'accordiano qua sopra... Costerà un'ira di dio - inutile dirlo - ma quanto è bella la "million dollar guitar"... A proposito: qualcuno ha provato la '59 edizione speciale? Come suona? (non mi dite: bene)
Rispondi
Re: Evviva Mike!
di diumafe [user #17831] - commento del 09/02/2009 ore 01:2
"Come suona? (non mi dite: bene)" Mi piacerebbe dirtelo però!
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Mi accodo al comment
di LucaBlues88 utente non più registrato - commento del 08/02/2009 ore 23:0
Mi accodo al commento di Ozkar. Per me Mike era la quintessenza del chitarrista chicago-style (alcuni mi prenderanno per pazzo, ma la penso così). Un suono da paura con la sua les paul ma, andando fuori discussione, ho sempre preferito la sua tele nel primo album con Paul Butterfield. E' un chitarrista che secondo me dovrebbe essere più considerato...
Rispondi
Re: Mi accodo al comment
di Ozkar [user #777] - commento del 08/02/2009 ore 23:3
Vero! Non viene mai citato nel novero dei "grandi". Ed è un grosso errore. Un altro che ha fatto questa fine è l'immenso Mick Ronson...
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Quanto costano i sogni?
di richard19662005 [user #15758] - commento del 09/02/2009 ore 12:1
...14.115 dollari.Al cambio di oggi, 10.900 euro lordi:ovvero senza gli sconti che normalmente i negozianti offrono.A mio modo di vedere fanno 10.000 netti.E passa la paura...e anche la gas...Senza nulla togliere a chi, con la propria chitarra, ha contribuito a cambiare il mondo.Onore al grande Bloomfield.Comunque, un giretto ce lo farei volentieri,così,tanto per provare l'ebbrezza...Voi no?
Rispondi
Re: Quanto costano i sogni?
di Luca_gibson utente non più registrato - commento del 09/02/2009 ore 18:5
la paura e la gas passano anche spendendo un quinto. e senza il minimo compromesso.
Rispondi
Re: Quanto costano i sogni?
di flowers utente non più registrato - commento del 09/02/2009 ore 19:2
10.000 euro? però! ..quasi quasi ne ordino una mezza dozzina. (non si sa mai, in caso si rompano le corde) Mike Bloomfield! Chitarrista di grandissimo fascino. Conservo con amore il primo vinile originale del tempo della butterfield blues band, assieme a super session con la formidabile Albert' shuffle che ha fulminato parecchia gente lungo la strada. Un chitarrista che ho nel cuore! Long live Mike Bloomfield!
Rispondi
Re: Quanto costano i sogni?
di Fabio52 utente non più registrato - commento del 09/02/2009 ore 20:0
Beh, l'ebbrezza la si può provare tranquillamente con una 59 reissue VOS a poco più di 3.000 €, certo ha le manopole tutte uguali però...! La GAS passa ugualmente ed anche la paura soprattutto pensando che ti rimangono 7.000€ in saccoccia avendo comprato la stessa identica chitarra ma non firmata se è per questo...
Rispondi
Re: Quanto costano i sogni?
di plexidreamer [user #11723] - commento del 10/02/2009 ore 22:1
Infatti..Io per esempio l'ebbrezza me la tolsi quache anno fa riuscendo a comprare una normalissima Standard usata, dopo averla sognata una decina d'anni!!
Rispondi
che senso ha ?
di cisco [user #1569] - commento del 09/02/2009 ore 13:2
ennesima replica firmata o meno della Burst... che senso ha ? Non so perchè , ma è pieno di Les Paul Standard usate, bellissime, griffate o meno, in vendita. Ci sarà un motivo? Si : Molte non " suonano" ! Allora è più importante l'immagine o il suono ? Io ,ma è un mio parere, cerco un usato che suoni, magari di 20 o 30 anni ,oppure ,per un look migliore, una reissue con un bel top ma sempre che suoni. Questo discorso vale ancor di più per le Fender ma lasciamo stare....
Rispondi
40 anni fa
di submarine [user #11054] - commento del 09/02/2009 ore 19:2
Esattamente 40 anni fa ho acquistato l'L.P. "Super Session" di Al Cooper sui due lati, Mike Bloomfield su uno e Stephen Stills sull'altro. Ancora oggi risento spesso "Albert Shuffle" di Bloomfield. Per me non c'è mai stato nessuno pari a lui, per bellezza di suono, stile, improvvisazione, intenzione, qualcosa di unico e inimitabile. Peccato che pochi se lo ricordino.
Rispondi
Re: 40 anni fa
di flowers utente non più registrato - commento del 09/02/2009 ore 19:3
porca l'oca! abbiamo postato assieme la stessa cosa! ..flussi di pensiero!! ..oltre alla fantastica albert's shuffle devo dire che anche season of the witch con stills mi aveva fulminato!
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Albert Shuffle
di submarine [user #11054] - commento del 09/02/2009 ore 19:2
Per chi non l'ha mai sentita: vai al link
Rispondi
Re: Albert Shuffle
di flowers utente non più registrato - commento del 09/02/2009 ore 19:3
e a questo punto l'ho risentita volentieri. Quelle prime note sono un marchio di fabbrica!
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Season of the witch
di submarine [user #11054] - commento del 09/02/2009 ore 19:4
Fantastica! Se non ricordo male è stato uno dei primi brani di Bob Dylan, composto quindi per il testo, molto scarno dal punto di vista musicale, diventato poi un brano chitarristico, quasi una sfida. Nello stesso periodo anche Hendrix faceva qualcosa di simile con le composizioni di Dylan, una decina di anni dopo Mark Knofler ha continuato sulla stessa strada ispirandosi a Dylan anche come cantante. Però, ritornando a Bloomfield, e ripensando al citato L.P. "Beano" (ma che cavolo di rivista era?) di Clapton, bisogna ammettere che Mike sapeva controllare meglio il sustain della Les Paul...... provate a risentirli.....
Rispondi
Re: Season of the witch
di flowers utente non più registrato - commento del 10/02/2009 ore 01:1
il brano è di Donovan ..da Sunshine Superman, metà 60..il parente europeo di Bob. Ha sempre composto bene anche Donovan, ma Stills l'ha portata in paradiso quersta canzone. Gran tiro con quel col wha wha.
Rispondi
Re: Season of the witch
di slowhand76 [user #3542] - commento del 10/04/2009 ore 09:5
La canzone di Dylan a cui ti riferisci è "It Takes A Lot To Laugh, It Takes A train To Cry" presente nell'album Highway 61 Revisited (sul quale suonano sia Mike Bloomfield che Al Kooper..), la versione di Super Session è di Stephen Stills e Al Kooper. Season Of The Witch è invece (come dice il messaggio sotto di me) stata scritta da Donovan Leitch. Anche se il mio nickname è riconducibile a Clapton (che adoro), il mio primo amore è senza alcun dubbio Bloomfield. Secondo me sono agli epigoni come suono: Clapton-Marshall-British e Bloomfield-Fender-American.. Giuseppe B. Slowhand76
Rispondi
Considerazione...
di Dogat [user #16823] - commento del 09/02/2009 ore 20:4
Indubbio ottima chitarra, ma rimane sempre da dire che sia il legno come l'insieme dell'elettronica forniscono un "piano di lavoro sonoro", ma come al solito rimane sempre all'ultimo soggetto in questione(essere umano) dare il suono ad uno strumento e mai il contrario, quindi ottimo strumento nulla da dire ma... Dogal.
Rispondi
Leggendovi mi avete fatto venire un dubbio..
di richard19662005 [user #15758] - commento del 16/02/2009 ore 13:3
Quando ho avuto l'occasione di acquistare una nuova chitarra, avendo la possibilità di scegliere tra una Les Paul VOS '59 e una VOS '60, a parità di suono, almeno per le mie orecchie, ho preferito acquistare la '60 per via del manico e dei tasti. Siccome vedo sempre citata la '59, mi sono mica perso qualche cosa?
Rispondi
Re: Leggendovi mi avete fatto venire un dubbio..
di darkburst utente non più registrato - commento del 16/02/2009 ore 14:0
semplicemente le lp del '59 sono quelle che sono state pagate cifre astronomiche dai collezionisti!!! i dati oggettivi che le differenziano dalle altre annate sono: - il top fiammato (di quell'anno ce ne sono alcuni veramente belli) - il manico (fino ad allora definito mazza da baseball) si è assottigliato, rendendo la lp più equilibrata sia nel peso che nella timbrica, sustain.... ma qui sconfiniamo già nel soggettivo ciaooooooooooooooo
Rispondi
Mike Bloomfield Les
di elia28 [user #21890] - commento del 09/12/2009 ore 18:5
Mike Bloomfield Les Paul e Pearly Gates di Billy F. Gibbons: le due più belle Les Paul di sempre.
Rispondi
bloomfield
di albertshuffle [user #32958] - commento del 20/02/2012 ore 11:3
Allora, Mike è senza dubbio il mio eroe con la chitarra in mano, quello che ha fatto in pezzi come Maggie's farm, Born in Chicago, Albert Shuffle ecc ecc mostra il genio che era. Credo però che la Les Paul per lui fosse un ferro del mestiere, certo, un suono perfetto, ma Tele o LP non credo che per lui cambiasse poi così tanto, nel senso...non era uno come Hendrix, un MUSICISTA, che cavalca il suono in ogni sfaccettatura, Mike era sopratutto un chitarrista, non so se riesco a rendere del tutto l'idea; fatto sta che effetti ne ha sempre usati pochi e soprattutto la magia stava davvero quasi esclusivamente nelle sue mani. Spero di aver reso chiaro il mio pensiero su quella che comunque resta una bellissima chitarra.
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