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Christian Meyer & Giovanni Giorgi - The Persuaders
di [user #116] - pubblicato il

In occasione del recente Yamaha Drum Day, evento tenutosi presso Acustica Napoli, parte del complesso Agnano Music Village, è stato possibile assistere allo spettacolo un duo sensazionale: Christian Meyer e Giovanni Giorgi (cui si era aggiunto il grande Andrè Ceccarelli nelle precedenti date promosse da Yamaha, Nda). Ecco cosa ci hanno raccontato.
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Quando e perché avete deciso di creare il duo?
Christian Meyer: Semplice! Siamo 2 Yamahisti e in più ci piacciamo musicalmente. Conosco Giovanni da molti anni e sono un suo ammiratore. Giovanni spacca!

Giovanni Giorgi: Ho pensato a questa possibilità quando sono entrato in Yamaha, circa un anno fa. Conosco Christian da molto più tempo perchè sono sempre stato un suo fan.

Quali sono gli aspetti musicali che vi avvicinano?
C.M. Conosciamo bene la storia del jazz e del rock e quindi abbiamo gli stessi idoli e le stesse passioni musicali.

G.G. Sento Chris molto vicino al mio modo di pensare la musica perché il suo approccio alla batteria è da musicista. Condividiamo il desiderio di essere creativi, l’attenzione alle dinamiche e il rispetto per la musica. Senza dimenticare precisione e puntualità, sullo strumento come nella vita!

Cosa ami dello stile dell'altro?
C.M. Gio ha gusto e raffinatezza nelle dinamiche ed è ritmicamente più preparato di me. Mi piace suonare con quelli più bravi di me!

G.G. Mi entusiasma il fatto che possa suonare qualsiasi genere musicale. E questo dà l’idea di quanto duramente abbia lavorato per arrivare a tale livello.

Qual è il miglior pregio ed il peggior difetto dell'altro?
C.M. Adoro la sua passione nel fare tutto con determinazione e con qualità, ma non può sempre cucinarmi la pasta con il tonno in scatola!

G.G. Oltre a quelli che ho appena elencato, il suo pregio maggiore è che posso sempre essere sicuro al 100% delle sue capacità organizzative. Il difetto? Beh, crede di essere un ottimo ballerino!

Chi è l'artefice del vostro look?
C.M. Naco (cui è dedicato il celebre Percfest, Nda) è stato il primo a farmi capire che quando sei ben vestito hai più credibilità come musicista. Vestito bene = show!

G.G. Vestirsi in smoking è stata un’idea di Chris. Adesso che mi sono lasciato coinvolgere, non riesco più a tornare indietro. Anche il pubblico ne rimane impressionato positivamente e questo ci aiuta a dare una veste anche alla musica che proponiamo.

Il vostro non è soltanto una dimostrazione delle batterie Yamaha, ma un vero spettacolo: quanto c’è di strutturato nei vostri brani e quanto lasciato all'improvvisazione?
C.M. A monte, ci sono giorni e giorni di prove in cui abbiamo lavorato per dare vita a brani musicali con le batterie. L’alternanza di silenzi, unisoni, dinamiche ed improvvisazioni genera un piccolo varietà di giochi ritmici.

G.G. Suonare un ottimo strumento facilita di molto le cose. Conosco molto bene le possibilità sonore delle batterie Yamaha e promuoverle facendo spettacolo è una conseguenza naturale. Buona parte dello show è basato sull’improvvisazione perché, durante le prove, mettiamo a punto delle strutture, anche armoniche, che ci diano proprio la possibilità di improvvisare e lasciarci un po' andare.

C'è un momento in cui vestite i panni dei DJ ed in cui emergono le capacità espressive dello Yamaha DTX-Multi 12: quali consigli dareste ai batteristi che si avvicinano a tale strumento?
C.M. Il multi pad aumenta la possibilità di esprimerti musicalmente. Senza trascurare che è con il multi pad che cucchi le ragazze. È il futuro delle serate in spiaggia, al posto dei bonghetti e della chitarra. Pensateci: voi trasformati in DJ da spiaggia!

G.G. Sono sempre molto interessato all’utilizzo dell’elettronica, sia live sia in studio. Produco musica e sono attento a ciò che stimola la mia creatività. Il mio consiglio è di acquistare e imparare ad utilizzare bene un prodotto alla volta. Il multi pad è un prodotto superbo perché, pur essendo possibile assegnare ai pad suoni da fonti esterne, ha dei suoni interni di qualità.

Il suono dell'acero, Yamaha Maple Custom Absolute, e quello della quercia, Yamaha Oak X: avete degli accorgimenti nell'accordare gli strumenti in funzione del duo?
C.M. Premetto che non mi sento di essere un buon accordatore, entrambi cerchiamo di far cantare le batterie senza intervenire troppo. Solitamente, come unico accorgimento, cerchiamo di usare pelli sabbiate mono strato. Più in generale, credo che le batterie Yamaha siano facili da accordare.

G.G. Il mio suono è decisamente diverso da quello di Chris così come è indubbio che i nostri strumenti abbiano delle caratteristiche diverse. La mia Oak X ha tom dai fusti molto corti (10”X6”, 12”X7”), un timpano da 16”x15”, un rullante 14”X7” ed una cassa molto profonda (22”X20” ) e questo mi dà la possibilità di avere un range dinamico incredibile. Solitamente, amo accordare i tamburi con tonalità alte, un po’ alla maniera di Max Roach e Roy Haynes, ma lavoro anche con accordature più rock e funk. Nel recente tour clinic della Yamaha, in ogni data, non ho impiegato più di 3 minuti per accordare la batteria: pazzesco!

Veniamo all'apertura del duo all'intervento di altri batteristi, come è stato nel caso di Andrè Ceccarelli. Come è possibile tale integrazione?
C.M. Il punto di forza del gruppo è proprio questo. Senza troppi sforzi, possiamo aprire delle sezioni e dare libero sfogo ad un eventuale ospite Yamaha. E ce ne sono di fortissimi. Penso a Keith Carlock, Dave Weckl, Manu Katchè e tanti altri. C’è solo un problema: se non mettiamo delle ballerine nude sul palco, loro non accettano! Comunque, Andrè Ceccarelli è stata una punta della nostra carriera perché per noi è un vero idolo!

G.G. Fare musica è fondamentalmente unione. L’idea di allargare il progetto, favorendo l’ingresso ad un altro batterista è audace in quanto occorre avere delle idee ritmiche molto chiare. Tuttavia, nel caso di Andrè Ceccarelli, il suo essere uno dei più grandi batteristi al mondo ha reso le cose più facili. Chris ed io lo adoriamo ed eravamo certi che tutto sarebbe stato magnifico, anche sul piano umano. E’ stato un momento magico e ringrazio il meraviglioso staff della Yamaha. L’aspetto organizzativo ha richiesto molto impegno e senza di esso non avremmo mai potuto intraprendere questa avventura musicale.

Suonare per un pubblico di batteristi ed in un contesto con anche finalità “dimostrative” vi condiziona rispetto alla vostra dimensione live abituale?
C.M. Personalmente, cerco sempre di pensare ad un piccolo show di intrattenimento. Non fa differenza il club, il teatro o il negozio di strumenti. Il mio obiettivo è fare in modo che tutto funzioni sempre, a prescindere dalla tipologia del pubblico. Un abbraccio a tutti da Christian Meyer!

G.G. Suonare per un pubblico di persone in grado di analizzare tecnicamente ciò che proponiamo loro potrebbe apparire non facile. Però, una volta iniziato lo show, questo aspetto passa in secondo piano. In primo luogo, perché ho al mio fianco Christian Meyer e poi perché il nostro comune desiderio è di vivere e comunicare relax e divertimento! Un saluto a tutti e un bacio alla Pete!

Testo di Massimiliano Cerreto

christian meyer giovanni giorgi
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