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Il basso elettrico come concezione Leo Fender
Il basso elettrico come concezione Leo Fender
di [user #22255] - pubblicato il

Basso. Una bella lezione di storia sul basso elettrico, letto attraverso le intuizioni e le creazioni del geniale Leo Fender. In cattedra il nostro lettore FBASS.

Questo articolo scaturisce dalla voglia di ricordare Leo Fender, un realizzatore di strumenti musicali, rivoluzionario e sempre alla ricerca di proporre strumenti utili ai musicisti. Il suo basso elettrico nacque nel 1951 dalla volontà di rendere più pratico l'uso di uno strumento a 4 corde a cui era affidata la parte del contrabbasso, all'epoca scarsamente amplificabile e dalle dimensioni notevoli (era chiamato Dog House), mantenendone l'accordatura delle 4 corde, accordate per quarte, di dimensioni contenute e facilmente amplificabile. Lo dotò di 20 tasti da cui il nome di Fender Precision, perchè preciso nelle note, di forma derivata dalla chitarra  primo strumento elettrico solid body di Leo, la Telecaster (chiamata così proprio a fine 1950, dopo l'iniziale Broadcaster ed 11 mesi di nessun nome nel logo alla paletta per via di una vertenza legale con la Gretsch, da cui il No-Caster affibbiatole dai musicisti), con la sola variante di una spalla mancante anche superiormente e relativo allungamento del corno ricavato per compensare l'eqilibrio della cinghia sulla spalla del musicista.

Il basso elettrico come concezione Leo Fender

La concorrenza, giunta però dopo 2 anni, adottò un diapason diverso, da 30 pollici e 1/2, cosa che fu estesa anche ai cloni, al posto del 34 pollici da lui scelto; solo nel 1961, con il suo basso a 6 corde Fender VI lui adoperò il diapason corto, estendendolo alla versione basso della sua Mustang a fine 1964, Fender Mustang Bass che fu messo in produzione dalla CBS (Columbia Broadcasting System) successivamente alla vendita della Brand nel gennaio del 1965, ma che servì per realizzare il prototipo del primo basso realizzato da Leo in Music Man, lo Stingray, però dotandolo di un manico Precision, modello 1959, e pikup split inizialmente, poi cambiato nell'humbucker ad 8 grosse espansioni polari.

Il basso elettrico come concezione Leo Fender

Quando, insieme a George Fullerton, fondarono la G&L (da George e Leo), lo strumento cavallo di battaglia fu proprio un basso che ricordava il secondo modello di Music Man, Il Sabre del 1979, lo chiamarono G&L2000E e ne aveva la stessa elettronica attiva. Io li ho tutti salvo il Mustang (che fu invece il mio primo basso Fender nel 1970) e della Music Man di cui ho l'evoluzione fretless chiamato Sterling da Ernie Ball (è il nome del figlio), mentre il G&L2000E è del 1983, il Musicmaster non mi attira anche perchè è del 1972 (lui era andato via dalla Fender-CBS già nel 1971) e monta un pickup tipo Musicmaster, però il modello per chitarra a 6 poli con cover chiusa (me ne fu offerto uno proprio del 1972 in permuta).

Il basso elettrico come concezione Leo Fender

Nota della Redazione: Accordo è un luogo che dà spazio alle idee di tutti, ma questo non implica la condivisione di ciò che viene scritto. Mettere a disposizione dei musicisti lo spazio per esprimersi può generare un confronto virtuoso di idee ed esperienza diverse, dando a tutti l'occasione per valutare meglio i temi trattati e costruirsi un'opinione autonoma.
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