Non è un segreto: la musica suonata è diventata sempre più marginale sul piccolo schermo quanto sui grandi palchi. Si tratta di mode, magari momentanee, che inevitabilmente spostano l’attenzione su altro, con il dispiacere degli appassionati. Per questo, ogni volta che in TV compare la cara vecchia band di basso, batteria, chitarra e tastiere, è come una boccata d’aria fresca. Accade di tanto in tanto ai festival ed è innegabile come anche una formazione discussa come i Måneskin abbia avuto la sua influenza positiva nell’avvicinare nuove generazioni allo strumento, ma è ancora più affascinante quando la chitarra raggiunge il grande pubblico come puro mezzo di intrattenimento, piacere e arte. Soprattutto quando chi la imbraccia è un idolo per chi è del giro.
Accade che in TV, in prima serata, il 24 novembre Matteo Mancuso è ospite a Propaganda Live. Appena l’emittente lo diffonde online, il video fa il giro del web e il tono dei commenti è uno solo: “finalmente un talento e la sua arte vengono riconosciuti per essere condivisi con tutti”.
Ed è quello che è successo, perché l’esibizione di Matteo diventa spettacolo, piacere per gli ascoltatori, e i commenti dei profani che si leggono sui social ne sono la conferma.
A riguardo, non ci dilungheremo sulle capacità dell’alieno siculo, ormai ben note a chiunque bazzichi l’ambiente. Ci limitiamo invece a richiamare l’attenzione sull’espressione goduta dei compagni di band mentre Mancuso dà sfoggio di tutta la classe di cui è capace con una disinvoltura invidiabile, già nei primi secondi di performance.
Al di là del musicista, è anche il personaggio di Mancuso che funziona e piace. Un ragazzo giovane, alla mano e all’apparenza anche un po’ timido, che regala esecuzioni di altissimo livello come se fossero la cosa più naturale del mondo. È una ricetta capace di mettere d’accordo tutti, per primi i musicisti che - quando lo beccano in TV - non possono fare a meno di esclamare “Quello lo conosco!” richiamando l’attenzione dei familiari manco fossero compagni di merende, con Matteo.
A ben vedere, la sua apparizione sulla TV nazionale ha dei precedenti, e il chitarrista aveva già incantato il pubblico di Rai 3 quando, ospite da Via Dei Matti n.0, ha duettato col padrone di casa Stefano Bollani nel settembre 2022.
Alla trasmissione di Bollani va il grande merito di aver “infiltrato” in prima serata molti altri talenti, riuscendo nell’arduo compito di portare un po’ di bellezza nel pubblico difficile di chi fa della TV un sottofondo mentre cena, o cerca di liberarsi del peso della giornata. Una bellezza di cui c’è sempre bisogno, e che alcuni segnali sembrano vederla pian piano tornare all’attenzione dei più, magari distratti, forse non del tutto preparati, ma predisposti ad accoglierla. E non è cosa da poco.
Certo, gli esempi riportati sono poco più che due mosche bianche, di una rete di servizio pubblico e di una che, per certi versi, sembra voler incarnare un servizio pubblico “alternativo”. Tuttavia, quando si cade nel vortice di nostalgia ricordando i grandi ospiti internazionali alle trasmissioni di Renzo Arbore o quando il mondo scoprì che un italiano faceva tapping decenni prima di Van Halen, pensiamo alle perle che - per quanto rare - ci vengono proposte ancora oggi.
Accade che in TV, in prima serata, il 24 novembre Matteo Mancuso è ospite a Propaganda Live. Appena l’emittente lo diffonde online, il video fa il giro del web e il tono dei commenti è uno solo: “finalmente un talento e la sua arte vengono riconosciuti per essere condivisi con tutti”.
Ed è quello che è successo, perché l’esibizione di Matteo diventa spettacolo, piacere per gli ascoltatori, e i commenti dei profani che si leggono sui social ne sono la conferma.
A riguardo, non ci dilungheremo sulle capacità dell’alieno siculo, ormai ben note a chiunque bazzichi l’ambiente. Ci limitiamo invece a richiamare l’attenzione sull’espressione goduta dei compagni di band mentre Mancuso dà sfoggio di tutta la classe di cui è capace con una disinvoltura invidiabile, già nei primi secondi di performance.
Al di là del musicista, è anche il personaggio di Mancuso che funziona e piace. Un ragazzo giovane, alla mano e all’apparenza anche un po’ timido, che regala esecuzioni di altissimo livello come se fossero la cosa più naturale del mondo. È una ricetta capace di mettere d’accordo tutti, per primi i musicisti che - quando lo beccano in TV - non possono fare a meno di esclamare “Quello lo conosco!” richiamando l’attenzione dei familiari manco fossero compagni di merende, con Matteo.
A ben vedere, la sua apparizione sulla TV nazionale ha dei precedenti, e il chitarrista aveva già incantato il pubblico di Rai 3 quando, ospite da Via Dei Matti n.0, ha duettato col padrone di casa Stefano Bollani nel settembre 2022.
Alla trasmissione di Bollani va il grande merito di aver “infiltrato” in prima serata molti altri talenti, riuscendo nell’arduo compito di portare un po’ di bellezza nel pubblico difficile di chi fa della TV un sottofondo mentre cena, o cerca di liberarsi del peso della giornata. Una bellezza di cui c’è sempre bisogno, e che alcuni segnali sembrano vederla pian piano tornare all’attenzione dei più, magari distratti, forse non del tutto preparati, ma predisposti ad accoglierla. E non è cosa da poco.
Certo, gli esempi riportati sono poco più che due mosche bianche, di una rete di servizio pubblico e di una che, per certi versi, sembra voler incarnare un servizio pubblico “alternativo”. Tuttavia, quando si cade nel vortice di nostalgia ricordando i grandi ospiti internazionali alle trasmissioni di Renzo Arbore o quando il mondo scoprì che un italiano faceva tapping decenni prima di Van Halen, pensiamo alle perle che - per quanto rare - ci vengono proposte ancora oggi.
Ottimo musicista e ragazzo davvero posato. Gli auguro una carriera strepitosa.
Consapevole del futuro che ha davanti da percorrere, ma sempre concentrato sul presente.
Gli auguro tutto il bene possibile, e che possa sempre allietarci con la sua musica.
Questo è talento allo stato puro, unito a ore e ore di studio.
Noi pezzenti possiamo solo ammirare con la mascella abbassata.
Quanto al misterioso meccanismo, io tendo ad ascoltare e ad amare chi fa le cose con passione e cuore, e si riconosce perché trasmette emozioni (piccole o grandi), e tra questi ci sono comuni mortali e alieni come Matteo.
Certamente per lui ci vogliono gli occhiali da sole, a volte la tentazione di buttare nel cesso lo strumento e dire vaff.... ti prende.
Una grande nota di merito anche a Bollani, che fa un programma di nicchia ma fantastico, e a trasmissioni come Propaganda, che hanno il coraggio di osare.
Ebbene si, quando sono tornato a casa, guardando le mie chitarre, per un attimo mi sono chiesto se non era meglio venderle ma dato che di mestiere faccio tutt'altro ho deciso che potevo continuare a fare pena e magari studiare un po' di più per cercare di divertirmi un po' di più
Quando tirate in ballo questo ragazzo nei vostri articoli passo direttamente al filmato senza leggere nemmeno,
per me l'importante è ascoltarlo,
senza offesa per nessuno, ma tutto il resto per me non conta,
e comunque grazie per farcelo ascoltare ogni tanto!
Non solo nella musica ma anche nella vita il vero spettacolo è ascoltare..
Invece, riprendendo un video della homepage, mi farebbe piacere vedere lui e Thomas Raggi suonare insieme: sono sicuro che invece delle milioni di pippe mentali che ci facciamo, loro si divertirebbero, e ognuno apprezzerebbe le qualità dell'altro.
Paresi facciale, niente altro da dire.
Ciao
Speriamo di poterlo vedere presto, magari non distante da casa.
No perchè sinceramente conosco molti chitarristi che sono efficacissimi lo stesso, pur non avendo una tecnica aliena. Saper fare 1000 note senza plettro non ti trasforma necessariamente in un grande autore.
Faccio due tre esempi semplicissimi e sgamatissimi: Nuno Bettencourt, Eddie Van Halen e Steve Lukather, tutta gente di assoluto talento ma anche capace di scrivere canzoni per le quali la gente, anche a distanza di anni, è disposta a spendere dei soldi per sentirle in concerto o su un CD. Non sto parlando di numero di copie vendute, ma di capacità di emozionare il pubblico e costruire su questo una carriera duratura.
Ecco perchè, più sopra, ho scritto che lo vedo più a suo agio nel jazz: un improvvisatore di classe.
Non mi sembra rockettaro :)
È una strada fatta di compromessi, magari la collaborazione con questo o quel cantante, ma intanto questo è un primo passo.
Venderei anche io l'anima al Diavolo, a mezzanotte al crocicchio, per avere solo un misero 10% del suo talento...