Hofner President, archtop del 1959
Oggi vi vorrei parlare di una chitarra da jazz degli anni ’50 comprata a suo tempo da mio padre entusiasta tanto da convincermi a fare una piccola ricerca e scrivere quest’articolo. In realtà non sono sicuro se il modello fosse esattamente questo, ma dalle foto e descrizione questa era la più somigliante. Se poi qualcuno più esperto di me in questa marca fosse capace di riconoscere il modello preciso ne sarei felice.
Queste foto sono state prese da un sito dedicato al marchio Hofner. La President era il top delle standard tra le chitarre archtop Hofner di quel periodo e comunque un modello intermedio della produzione globale, si poteva trovare in due finiture, brunette (tobacco sunburst) oppure blonde (finitura naturale), più costosa. Esisteva anche nella versione thinline con cassa alta due pollici, che fu prodotta tra il 1959 e il 1965. La prima versione semplice acustica era del 1953 mentre la standard hollow body con cassa alta otto cm fu introdotta nel 1955.

L’acero fiammato presente nel fondo e sulle fasce è molto bello mentre il top è in laminato. Sui modelli acustici invece, in pratica la stessa chitarra senza pickup ed elettronica, era in legno scavato. Le rifiniture sulla tavola armonica e sul fondo erano a cinque filetti in bianco e nero, mentre sulle effe, sulla tastiera e sulla paletta, di solo bianco.
Il manico, formato da cinque pezzi di legno, comprendeva due sezioni laterali in acero con due rinforzi in mogano e una striscia centrale in faggio, aveva un diapason di 650 mm. Il truss-rod fu inserito solo nel 1960, i segnatasti tripli erano sicuramente meno belli della madreperla utilizzata negli anni precedenti ed erano tutti delle stesse dimensioni, mentre i tasti erano di tipo jumbo. Era di un certo spessore e piuttosto stretto verso la cassa quindi con corde più vicine agli standard odierni. Gli ornamenti floreali sulla paletta erano in madreperla su una base in ebano. Le meccaniche singole erano di buona qualità. Negli anni successivi la forma della paletta si semplificò arrivando ad assomigliare di più a quelle Gibson. Il ponte era in acero scurito tipo ebano con regolazione in altezza ma senza possibilità d’intonazione delle ottave.
I pickup neri di questa chitarra erano degli Hofner single-coil e furono utilizzati dal 1955 al 1959. Le prime unità avevano coperture in palissandro, poi sostituito dalla bachelite sia nera, sia bianca ed erano registrabili in altezza tramite dei dischetti metallici zigrinati.

Questo primo tipo di pickup, chiamato "Bar", era alloggiato in un contenitore in palissandro poi sostituito da uno in bachelite bianca o nera, aveva un avvolgimento di filo sottilissimo probabilmente di gauge 44,5 (0.048 mm) formato da 10mila spire (contate parecchi anni fa da mio padre per un riavvolgimento) e presentava la caratteristica di non avere il magnete in corrispondenza della seconda corda per bilanciare il volume d’uscita. La forza magnetica era decisamente bassa e questo aiutava il sustain e il suono era molto morbido e adatto ai generi musicali del periodo che non consideravano ancora la distorsione.

La centralina dei controlli prevedeva due volumi indipendenti e due interruttori per attivare i pickup che erano anche filtrati da due condensatori più un terzo interruttore a slitta per limitare il volume d’uscita in modo da passare dalla ritmica al solo spostando questo interruttore. Non avendo controlli di tono i due condensatori servivano a tagliare le basse nel caso d’utilizzo del solo pickup al ponte, di tagliare le alte nell’utilizzo del solo pickup al manico, e di far passare tutto il segnale quando si usavano entrambi i pick-ups. Quest’accorgimento permetteva di aumentare le differenze tra le tre combinazioni possibili. A differenza di molte chitarre moderne con due volumi indipendenti, quando si usavano entrambi i pickup non si aveva il master volume con uno dei due controlli ma ognuno limitava il volume del pickup corrispondente. La possibilità, infatti, di passare da parti ritmiche a soliste era facilitata dalla presenza del suddetto interruttore il quale non obbligava a spostare i volumi e i bilanciamenti.
Questo tipo di controlli, che erano i più originali e caratteristici, furono utilizzati dal 1958 al 1962. Anche le manopole a forma di tazza e dorate sul top sono le più comuni ma anche le più originali e sono state usate dal 1956 al 1962. Nei modelli precedenti era invece presente un più standard circuito con due toni e due volumi a potenziometro fissati in una piastra di bachelite ellittica.
Il prezzo di questo strumento in Inghilterra era, nel 1961, di circa 45 sterline pari a circa tre settimane di uno stipendio medio, mentre il modello acustico stava a circa 28 sterline. Esisteva anche un modello Hofner più costoso, la Golden, che arrivava anche a cento sterline.
Il modello subì diverse modifiche nel corso degli anni alla paletta, alle meccaniche, ai segnatasti, ma quelle più significative riguardano la parte elettronica con l’avvento di svariati pickup sia singoli sia a doppia bobina, e la parte elettronica che ci permettono di datare lo strumento con buona approssimazione. Un altro sistema è riconducibile alla data impressa sui potenziometri.
Durante gli anni ’60 il modello divenne meno originale specie per l’elettronica cercando di assomigliare maggiormente a modelli simili di Gibson con quattro controlli (due volumi e due toni) disposti a rombo che si ridussero successivamente a tre, il ponte fu sostituito con un Micromatic, la spalla mancante passò dallo stile Veneziano a quello Fiorentino e infine furono prodotte anche delle 12 corde sia in versione archtop, sia in versione thinline.
Sembrerebbe che di questo modello ne siano stati prodotti circa 7.300 esemplari dal 1953 al 1971 sia in versione acustica, sia a cassa alta, mentre dal 1959 al 1971 furono prodotti circa 1.500 esemplari a cassa stretta.
Il modello apartenuto a mio padre
Dato che le poche foto scattate all’epoca non sono più reperibili, ho ricostruito con il Photoshop la chitarra posseduta all’epoca da mio padre, partendo dall’esemplare più simile trovato in rete e basandomi sulle immagini di un vecchissimo filmino Super 8.

Le differenze rispetto al modello prima illustrato sono notevoli: i segnatasti più elaborati e probabilmente in madreperla, un diverso attacca-corde che mi ha portato fuori strada, la presenza di un battipenna trasparente non visibile nella ricostruzione e la presenza di un commutatore supplementare per attivare un effetto di tremolo fatto con transistor al germanio e una batteria da tre volt. Da notare la posizione del pickup al ponte piegato all’apposto di quello delle Fender Strato o Tele per irrobustire il suono delle corde più acute. Tale posizione fu escogitata da mio padre per esigenze personali. In rete ho trovato anche delle sigle indicanti i vari modelli per altri mercati che spiazzano un po’ come 457, 458/S/T2 , 470/S/E2 eccetera. Dato che poi il modello presentava una tastiera in ebano oltre alla presenza del tremolo presumo che questo sia stato un modello di maggiore pregio. Questa chitarra dopo vent’anni fu modificata, purtroppo, riducendo lo spessore e inserendo un blocco di legno al centro della struttura per rinforzarla e ridurre il feedback. Sembra che poi sia stata rubata.