Tra i chitarristi, un approccio consolidato alla conoscenza e allo studio dello strumento è costruirsi un sapere basato su pattern, esercizi, scale e lick assimilati nel corso degli anni di apprendimento. Questi riferimenti possono rappresentare un buon punto di partenza, ancore e riferimenti che aiutano a orientarsi sulla chitarra quando si ha ancora poca coscienza del manico e dell'armonia. 
Sono però espedienti che rimangono conoscenze superficiali, non supportate da una reale comprensione dei temi in gioco. Inoltre, la loro natura di sequenze meccaniche può bloccare la creatività di un chitarrista per la schematicità con cui sono ripetute. Imparare la scala pentatonica come cinque modelli o box, può essere un esempio più lampante. Si rischia di assimilare questa scala non come un insieme di note e suoni che possiamo spalmare e trovare ovunque sulla tastiera della chitarra, ma come un susseguirsi di box rigidi e statici di cui ci è chiara la forma ma non l’origine e natura autentica.
Robben Ford ci offre qualche consiglio per partire dai box e arrivare, con la pratica, a liberarcene, esplorando nuovi collegamenti tra le note.


“Bisogna imparare a suonare la scala pentatonica lungo tutto il manico” dice Ford “sono sempre cinque note, quelle della pentatonica, ma essere in grado di suonare queste cinque note lungo tutto il manico è offre una grande libertà.”

Prendiamo in esame questo esempio costruito sulla pentatonica di E minore (E, G, A, B, D):