La conduzione ottimale delle vibrazioni attraverso tutto il diapason di una chitarra è il segreto per un buon sustain e per un suono ricco di armoniche. La discontinuità dovuta a un manico avvitato, legni differenti e molteplici componenti fissati tra loro, però, può compromettere la trasmissione delle onde. Se da una parte certi aspetti costruttivi sono caratterizzanti per molti strumenti storici, alcuni chitarristi potrebbero sentire la mancanza di un segnale più consistente e pieno. Per recuperarle, il laboratorio statunitense Backbone ha messo a punto il Tone Plate Resonance Expander, una placca in metallo sagomata mediante CNC che promette di salvare buona parte dell'energia dispersa nella porzione tacco-body-ponte.

Compatibile con chitarre modello Stratocaster e Telecaster con corde passanti attraverso il corpo, il Tone Plate consiste in una lingua di alluminio che attraversa il retro del body mettendo in comunicazione l'attacco del manico con il ponte della chitarra. L'installazione è rapida e alla portata di tutti, a patto di essere in grado di smontare e rimontare un manico correttamente. Si tratta di una una modifica reversibile e non richiede alcun lavoro invasivo sulla chitarra.
Su chitarre in stile Telecaster, basta smontare il neck plate originale, applicare in posizione il Backbone modello T-Bone e allineare i suoi fori per le corde con quelli del ponte.
Su Stratocaster e simili con ponte mobile, invece, bisogna svitare anche la placca delle molle (dopo aver preso nota della sua posizione), piazzare il Tone Plate modello Stratobone in modo che venga fissato contro lo scasso del Tremolo e regolare il tutto.
Un video diffuso dal canale YouTube Backbone permette di ascoltare un confronto diretto tra una Fender in assetto di fabbrica e una modificata con un Tone Plate. Per quanto si parli di sfumature e per quanto sia possibile trarre conclusioni senza metterci sopra le mani, è innegabile che qualcosa sembra cambiare nell'operazione.
Il catalogo Backbone, attualmente, si compone di quattro modelli differenti per misure e con varianti relative ai materiali utilizzati in corrispondenza dei fori delle corde, con prezzi che oscillano tra i 49,99 e i 69,99 dollari. Non ci risulta che il Backbone sia attualmente distribuito in Italia, ma è possibile reperire maggiori informazioni e ordinarne uno direttamente dal sito ufficiale a questo link.
Oltretutto da quel pochissimo che si vede dall'analisi dell'onda la differenza è inesistente, anzi.. senza, la chitarra ha anche un pelo di sustain in più.. E' evidente che il miglioramento (se presente, cosa che dubito), sia del tutto trascurabile..
Ci sono molti modi più economici per rendere il retro della chitarra inguardabile
su tutti il b-bender. ma già nel 64 si deturpava il retro così :-)
http://www.guitar-museum.com/guitar-51357-Vintage-1960-s-Fender-Jazzmaster-Bodyguard-clear
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http://guitarz.blogspot.it/2015/02/1960s-fender-jazzmaster-body-guard.html
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l'anti-relic!
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str**zata comunque interessante... reversibile e relativamente economica.
la soluzione peraltro era stata già adottata con più eleganza da SD curlee con uno strano ibrido di bolt-on e neck-tru realizzato con placca gigante di ottone fino al ponte.
sparo la mia eresia: la modifica più importante su una strato è il blocco del tremolo e le sellette in acciaio (dopo un buon set di pick-up e la loro altezza relativa).
Utilizzare due chitarre distinte invalida di per sé qualunque risultato, perché le differenze mostrate nel video sono spesso presenti tra strumenti diversi della stessa marca e modello: chi meglio dei chitarristi lo sa?
Il metodo scelto legittima semmai proprio il dubbio sulla reale efficacia del prodotto, dato che mi riesce difficile credere che il banale (ma corretto e più significativo) metodo di comparazione basato su un unico strumento confrontato "prima e dopo" possa risultare sconosciuto al produttore... misteri...
Già il prima/dopo sullo stesso strumento è di difficile valutazione perchè le varianti poco controllabili sono davvero tante (già il solo fatto smontare e rimontare il manico non garantisce di avere un identico setting, per non parlare del controllo di... chi suona!), figuriamoci con due strumenti differenti.
Tornando alla filosofia liutetistica o più volgarmente costruttiva, starei per dire che, in fender, é stata quella di portare lo strumento in catena di montaggio, e scusami se é poco!
La semplificazione del concetto di chitarra operata da Leo Fender ha del geniale: unisce, con una saggezza tutta empirica oggi rara (soprattutto qui da noi), semplicità di costruzione e modifica e funzionalità.
D'accordo che l'idea alla base sia la più semplice, ma quella idea vincente non ha senso snaturarla :)
In seconda analisi penso che se uno sceglie uno strumento lo sceglie per determinate caratteristiche e per il feeling che trasmette quindi perche' cambiare? magari non sara' cosi' per tutti pero'..... penso inoltre che se uno vuole piu' sustain forse con un fat finger sulla paletta ottiene lo scopo meglio e con un sistema meno invasivo.
Mi associo a tutti i chitarristi di buon senso, per cui se compro una chitarra di un certo tipo è perchè la voglio così, soprattutto oggi quando il mercato è assai ampio e tra occasioni ed usato si riesce a trovare quasi di tutto. Inoltre, ammetto che sono tecnicamente a zero, ma se lo strumento rimane appoggiato al corpo (come normalmente avviene), quest'ultimo non smorza comunque le vibrazioni?
ciao
Se no uno si compra una chitarra con il manico incollato o in pezzo unico, ne esistono a tonnellate.
Perché appesantire ulteriormente e torturare una strato o una Telly con quella orribile sbarra?
Ciao a tutti