Quando un musicista di successo decide di affiancare alla sua immagine una particolare chitarra, questa diventa inevitabilmente un simbolo, destinata a entrare nella storia. Ecco una lista di dieci strumenti iconici per qualunque appassionato di chitarra acustica.
Le chitarre acustiche più celebri sono tantissime, ma alcune lo sono di più. Accade quando chitarra e artista formano un unicum indivisibile, un cocktail magico, una simbiosi perfetta di suono, look e feel. A questo punto la chitarra supera la propria essenza di strumento, attrezzo per fare musica, e diventa icona di un'epoca, di un genere, di un modello stilistico. Ecco quelle che secondo me sono le dieci icone acustiche.
La Martin OM-42 di Paul Simon
Costruita nel 1977 in 233 esemplari, si basa sulle OM-42 prodotta col contagocce fino al 1930. Dopo aver accettato l'endorsement, Paul Simon ha deciso di devolvere i proventi della vendita a The Children's Health Fund. Strumento di gran pregio e trattato anche qui su Accordo, la riedizione PS è stata usata da Simon ininterrottamente dal 1997 in poi, in tutte le sue uscite, compresa la memorabile e struggente esecuzione di Sound Of Silence a Ground Zero per il decennale del 9/11.
La Maton di Tommy Emmanuel
Una cosa la contraddistingue: il blocco in madreperla al dodicesimo tasto con intarsiato l'acronimo "CGP", che sta per "Certified Guitar Player," un titolo assegnato a Tommy dal grande Chet Atkins e detenuto da soli tre altri chitarristi nella storia: John Knowles, Jerry Reed e Steve Warriner. La Maton TE è semplice, ma efficace: fondo e fasce in acero del Queensland, tavola in abete Sitka e l'efficientissimo sistema di amplificazione misto AP5, che riesce a trasmettere ogni nuance prodotta dal funambolo australiano.
La Ovation di Glen Campbell
Con cinquant'anni nello showbiz, settanta album, 45milioni di dischi venduti, dodici dischi d'oro, cinque di platino e oltre 100 brani ai vertici di Billboard, Glen Campbell è un'icona della musica americana. Un artista straordinario, che da metà anni '60 ha legato il proprio nome alle "chitarre di plastica" inventate da Charlie Kaman. Ne ha usate tantissime nella sua carriera, ma la prima Ovation Glen Campbell, variante della Deluxe Balladeer, costruita tra il 1968 e il 1969, è considerata dagli appassionati una delle migliori Ovation di sempre. È una "shiny bowl" acustica, con top in abete, meccaniche Grover, segnatasti a diamante e la firma di Glen sul copri-trussrod.
La Gibson Southern Jumbo di Woody Guthrie
Woody chiamava "my big Gibson" la SJ acquistata nel 1943, quando lasciò la marina, per distinguerla dalla piccola L-00 che usava in alternativa. Come tutte le sue chitarre, anche la SJ era stata decorata con il suo motto: "This machine kills fascists". La SJ è sostanzialmente una versione deluxe della J-45. Nata nel 1942 assieme alla sorella più economica e rifinita nello stesso sunburst (per coprire le magagne del legno), la SJ si distingue dalla J-45 per i segnatasti trapezoidali e il banner "Only a Gibson is Good Enough". Oggi la SJ è una delle più ricercate e valutate Gibson acustiche pre-War.
La Martin N-20 "Trigger" di Willie Nelson
Dopo aver suonato Fender e Gibson, nel 1969 Willie adottò come suo unico strumento una Baldwin 800C, una classica a corde in nylon elettrificata con pickup stereofonico Prismatone. Purtroppo la sua Baldwin finì sotto gli stivali di un fan ubriaco e Shot Jackson - liutaio di Nashville cui venne chiesto di aggiustarla - la dichiarò non riparabile e offrì a Willie una Martin N-20 che aveva in bottega da tempo invenduta (nessuno all'epoca comprava acustiche in nylon, soprattutto Martin). Nelson la acquistò al buio, ma chiese a Shot di montarci il pickup Baldwin, che da allora è ingrediente primario del suo sound. Prodotta in pochissimi esemplari dal 1968 al 1992, sarebbe rimasta sconosciuta ai più se Willie Nelson non l'avesse promossa a sua icona.
La Gibson L-1 di Robert Johnson
Con tutta probabilità Robert Johnson non ha mai posseduto (e forse suonato) la chitarra che grazie a lui è passata alla storia. Pare infatti che Johnson, sempre a corto di denaro, abbia sempre usato strumenti economici, una Stella a risuonatore e una Kalamazoo (sottomarca Gibson) KG-14, la chitarra della foto con sigaretta in bocca, che secondo molti storici potrebbe essere lo strumento usato nelle registrazioni. La L-1 della foto in studio con gessato e bombetta potrebbe invece essere uno strumento prestato da qualcuno proprio per le foto. Comunque sia, la L-1 era una Gibson parlor di fascia bassa, perfetta macchina da blues, prima arch-top (dal 1902 al 1926) e poi flat-top (dal 1926 al 1937). Grazie a RJ oggi è uno strumento ricercatissimo.
La Ovation Adamas di Marcel Dadi
L'indimenticabile artista francese, prematuramente scomparso, ha sempre avuto un debole per Ovation, come dimostrano alcune sue immagini senza barba (quindi giovanissimo) in cui si esibisce con una Folklore. Ma la chitarra con cui è passato alla storia (facendo incazzare non pochi fondamentalisti del legno) è la Adamas, strumento rivoluzionario voluto da Charlie Kaman per superare le idiosincrasie del legno. Cassa in fibra Lyracord, tavola in composita in carbonio multistrato, la Adamas è una di quelle cose che la ami o la odi. Marcel la amava moltissimo e ci ha suonato la sua musica più bella.
La Martin D-28 "Black Guitar" di Johnny Cash
The Man In Black ha avuto innumerevoli chitarre (e non avrebbe potuto essere altrimenti), quasi tutte Martin. Tra tante, la più famosa e preziosa è la D-28 dono della sua band - i Tennessee Three - nei primi anni '70. All'epoca Martin non faceva chitarre nere, così per renderla adatta a The Man In Black la D-28 venne carteggiata, tinta di nero con lucido da scarpe e coperta di trasparente. La firma sul top è di Gene Autry, eroe di gioventù di Cash, e venne posta alla session finale degli Highwaymen, supergruppo di cui facevano parte con Johnny Cash anche Willie Nelson, Kris Kristofferson e Waylon Jennings. Johnny Cash ha usato la Black Guitar quasi esclusivamente negli ultimi dieci anni di carriera, sia dal vivo, sia per registrare American Recordings.
La Gibson J-200 di Emmylou Harris
Tutto nasce dall'incontro di fine anni '60 tra Gram Parsons e una brunetta sconosciuta, ma bellissima e con una voce d'angelo. In breve tra i due nasce un'unione totale, nella migliore tradizione del "country-duo" (come Porter Wagoner e Dolly Parton, George Jones e Tammy Wynette, Conway Twitty e Loretta Lynn). Gram regala a Emmylou una fantastica Gibson J-200, che diventa il suo marchio di fabbrica dopo la morte di Parsons. Ne avrà molte altre: una nera con la rosa intarsiata, una tutta rosa, varie naturali, fino al 2002, quando Gibson mette in produzione la sua signature L-200, una J-200 in scala ridotta.
La National Style O di Mark Knopfler
Nel documentario Guitar Stories, Mark Knopfler definisce la National O come sua "key guitar" seconda solo alla prima elettrica (la Höfner Super Solid acquistata da ragazzo per cinquanta sterline) e davanti alla Stratocaster rossa che l'ha reso famoso. La sua National del 1937 è famosissima, perché suona in "Romeo And Juliet" e appare sulla copertina di Brothers In Arms del 1985. Mark la acquistò da Steve Phillips, appassionato di Delta Blues, nel 1978. Col suo corpo in bronzo, la Style-O, nata nel 1930 e trattata anche a questo link su Accordo, si pone a metà strada tra le economiche single-cone in acciaio e le preziose tri-cone in German silver.
scusa se non ti ho risposto subito, ma ho sentito l'impulso di comprarmi un cappellaccio da cowboy dopo aver visto il video :D
fortissimo, non il mio genere ma fortissimo!
Alberto, ti sei dimenticato di scrivere nel titolo "dei miei preferiti".
Ci sta, è legittimo, ma mettere Marcel Dadi (grandissimo), Glen Campbell e la Harris (come sopra) e non mettere Neil Young e la sua D45, o la D28 già di Hank Williams non ha senso, e anche il Boss con la sua Takamine?
E la Gibson J 160 di Lennon??
E Elvis?
Mah, vedi, secondo me sono meno iconici. Come dicevo, non è una graduatoria di grandezza degli artisti (stiamo parlando di immensi, tutti, nessuno escluso), tantomeno di preferiti (per dire, Dadi - che ammiro moltissimo - non è un mio preferito), ma di accoppiate iconiche, ovvero di artisti che si sono legati nella loro storia a una chitarra, per sempre.
Neil Young lo metterei anche con la LP e il Boss con la Esquire, quindi non credo che il sodalizio NY+Martin o Boss+Takamine (che poi è una copiazza J-45) siano iconici quanto Hemmilou+Gibson. E Lennon a me chiama la Rickenbacker o la Epiphone più che la J-160.
Ovviamente tutto è opinabile e ce ne sono tante altre, ma per me le accoppiate più solide e inscindibili sono queste.
Forse Knopfler lo vedrei più un'icona della Strato che del Dobro. Almeno, nella mente di tutti lui è il re della Strato. Poi sappiamo tutti che lui suona Pensa, Les Paul etc...ma nell'immaginario collettivo direi Knopfler=Strato. Ma l'articolo è bellissimo e ti faccio i miei complimenti, grazie
Nessuna 12 corde? La Eko di Bennato!
Sennò la Guild a 12 corde di Brian May.
La Gibson a 6 corde di Cat Stevens non ricordo il modello, quella nera col battipenna a forma di baffi e i segnatasti a forma di stella a 5 punte.
Benissimo. Come dicevo siamo nel campo dell'opinabile. Secondo te chi sono i musicisti iconici della J-45 (tra l'altro la mia acustica preferita)? Intendo, musicisti che hanno fatto della J-45 il loro strumento unico e insostituibile?
Anche se spesso con elettrica (gibson/prs) e classica (Conde credo) Al Di Meola è un ennesimo esempio di utilizzatore "seriale" di Ovation e lo metterei almeno in top 20. Considerando quanto i pareri siano controversi sulle Ovation direi che non mancano gli estimatori.
Tra chitarre iconiche io aggiungerei la mitica D28 del '35, seriale #58957, che ha attreversato la storia musicale di 2 grandi artisti come Clarence White e Tony Rice.
La travagliata storia della chitarra che ha attraversato varie epoche, tra sostituzioni del manico, allargamento della buca e persino un'alluvione, è raccontata in un'intervista riportata qui link. Talmente iconica che sia Martin che Santa Cruz hanno da tempo in catalogo le loro (costose) interpretazioni di questa pre-war.
Altra chitarra simbolo di un artista, questa volta elettroacustica, è la Alvarez Yairi DY62C del grande Monte Montgomey, che la comprò nel 1987: dato il suo stile aggressivo la chitarra ha subito ben 4 cambi del manico e un top che definirlo martoriato è poco. Ovviamente la stessa Alvarez Yairi ne offre oggi la replica, denominata MMY1.
Infine la Martin HD-28 del 1971 herringbone, soprannominata "Barbara", arma principale di Michael Hedges, il grande precursore delle tecniche percussive sull'acustica.
Riguardo l'articolo bella scoperta di Glen Campbell che non conoscevo.
Proprio perché si tratta di chitarre "iconiche", mi permetterei di suggerire la triplo zero signature di Clapton. "Unplugged" è un simbolo di tutti gli anni 90, e per la mia generazione (i nati negli anni 70) è stato un punto di riferimento epocale, assieme naturalmente a quello dei Nirvana.
Della Guild M20 di Nick Drake penso qualcuno abbia già parlato, sempre a proposito di "icone".
E' ovvio che ognuno ha la sua personale classifica di icone (in questo caso senza la "F"). Ma la Martin D28 di Elvis non può mancare tra le prime 10. Non è tanto per il suono o per l'utilizzo (e neanche per l'utilizzatore), ma perché le foto e i filmati di quel ragazzo col ciuffo e quella chitarra a tracolla sono le prime immagini della storia del rock. Se di icone si parla, quella è -per me- irrinunciabile.
per non parlare della gibson j200 customizzata di elvis e la fender kingman master designe ,per intenderci l'acustica con il manico da elettrica che aveva anche lucio battisti una fender malibu e una Fender Shenandoah 12 corde e sempre rimanendo sempre sulle acustiche di lucio la martin d45 e tutte le serie eko dalla fiesta ,junior ,bravo e ranger ...le elettriche lasciamo stare
Accordo.it e i nostri partner utilizzano cookie tecnici essenziali per il funzionamento del sito (inclusi i servizi di login e abbonamento).
Con il tuo consenso, vorremmo utilizzare anche cookie analitici e di profilazione per migliorare la tua esperienza e mostrarti annunci personalizzati.
Puoi consultare la nostra Informativa sui Cookie.
alcuni non li ho mai sentiti nominare e rimedierò!
e di nick drake, cosa ci racconti :) ?
fortissimo, non il mio genere ma fortissimo!
Bravo
Ci sta, è legittimo, ma mettere Marcel Dadi (grandissimo), Glen Campbell e la Harris (come sopra) e non mettere Neil Young e la sua D45, o la D28 già di Hank Williams non ha senso, e anche il Boss con la sua Takamine?
E la Gibson J 160 di Lennon??
E Elvis?
;-((
Neil Young lo metterei anche con la LP e il Boss con la Esquire, quindi non credo che il sodalizio NY+Martin o Boss+Takamine (che poi è una copiazza J-45) siano iconici quanto Hemmilou+Gibson. E Lennon a me chiama la Rickenbacker o la Epiphone più che la J-160.
Ovviamente tutto è opinabile e ce ne sono tante altre, ma per me le accoppiate più solide e inscindibili sono queste.
Sennò la Guild a 12 corde di Brian May.
La Gibson a 6 corde di Cat Stevens non ricordo il modello, quella nera col battipenna a forma di baffi e i segnatasti a forma di stella a 5 punte.
La travagliata storia della chitarra che ha attraversato varie epoche, tra sostituzioni del manico, allargamento della buca e persino un'alluvione, è raccontata in un'intervista riportata qui link. Talmente iconica che sia Martin che Santa Cruz hanno da tempo in catalogo le loro (costose) interpretazioni di questa pre-war.
Altra chitarra simbolo di un artista, questa volta elettroacustica, è la Alvarez Yairi DY62C del grande Monte Montgomey, che la comprò nel 1987: dato il suo stile aggressivo la chitarra ha subito ben 4 cambi del manico e un top che definirlo martoriato è poco. Ovviamente la stessa Alvarez Yairi ne offre oggi la replica, denominata MMY1.
Infine la Martin HD-28 del 1971 herringbone, soprannominata "Barbara", arma principale di Michael Hedges, il grande precursore delle tecniche percussive sull'acustica.
Riguardo l'articolo bella scoperta di Glen Campbell che non conoscevo.
Della Guild M20 di Nick Drake penso qualcuno abbia già parlato, sempre a proposito di "icone".