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Registrare l'elettrica con due microfoni
Registrare l'elettrica con due microfoni
di [user #13] - pubblicato il

Con le moderne tecnologie, ogni musicista può e deve essere in grado di registrare la propria musica in casa con risultati accettabili. Tra i molti modi per riprendere una della chitarra, la doppia microfonazione dell'amplificatore offre una panoramica completa del proprio suono.
L'Home Recording è iniziato con i primi dispositivi a cassette in grado di registrare quattro tracce, più o meno negli anni '80. I primi home recorder erano musicisti appassionati di elettronica e con la voglia di produrre da soli musica propria. I risultati (visti i mezzi dell'epoca) non erano quasi mai accettabili e anche i migliori non andavano oltre la realizzazione di demo da far ascoltare ai colleghi o ai produttori. La rivoluzione digitale ha cambiato il mercato dando a tutti la possibilità di fare grandi cose a casa, prima solo con Hard Disk e DAW poi, neanche troppo lentamente per la verità, anche con una serie di device che hanno reso sempre più professionali i risultati. La diminuzione dei budget per la realizzazione di opere musicali, unita al progresso delle tecnologie, ha fatto sì che adesso non è raro trovarsi di fronte a dischi realizzati con molte tracce registrate a casa.

Molti (tutti?) musicisti professionisti sono in grado di lavorare con microfoni, preamp, processori, software di registrazione ed editing. Home e Project Studio sono ormai diventati anelli insostituibili della catena di produzione di musica registrata. Solo le grandi produzioni lavorano nei grandi studi dall'inizio, molto più spesso si va in studio solo per il mix e/o il mastering.

Morale: se volete fare i musicisti di professione vi tocca imparare a registrare (bene) le vostre performance.

Registrare l'elettrica con due microfoni

In questo articolo vediamo come fare a registrare una chitarra elettrica (una Fender American Special Telecaster) a casa mutuando, con le dovute proporzioni, le metodologie impiegate in studio.
In modo più specifico proviamo a registrare tre tipologie di suono (Clean, Crunch e Lead) utilizzando amplificatori ed effetti reali, due microfoni e relativi preamplificatori e la scheda audio.

La tecnica dei due microfoni si usa spesso perché consente di raccogliere due tipologie di suono che possono essere combinate insieme allo scopo di arrivare una rappresentazione completa (sia in termini di contenuto in frequenza sia di dinamica) della performance.
Di solito si usa un microfono dinamico in prossimità del cono, tenuto più o meno verso il centro di questo in funzione del contenuto di acute che si vuole riprendere.
Al microfono dinamico se ne accompagna un altro rivolto alla ripresa del corpo e delle basse frequenze. Le scelte possibili sono molte, in questo esempio si usa un microfono a condensatore a diaframma largo.
La combinazione dei due suoni può essere utilizzata sia in termini creativi (per evidenziare caratteristiche particolari o originali) sia, invece, per far sì che quanto si ascolta in mix sia il più possibile fedele a quanto ascoltato durante la performance.

La mia idea nel posizionare i microfoni è, per il dinamico vicino al cono (un AKG D310), quella di riprendere gli acuti e, per il condensatore (un Audio Technica AT4040), quella di avere una rappresentazione corretta dei bassi facendo in modo che il suono ripreso fosse il più possibile vicino a quanto ascolto con le mie orecchie minimizzando il contributo della stanza (visto che comunque, tra gli effetti usati, c'era un riverbero Spring). Per arrivare a questo obiettivo ho posizionato l'AKG praticamente al centro del cono e l'AT4040 sulla linea definita dalla mia testa e il cono a una distanza che rende trascurabile il contributo del riverbero naturale (circa 40cm dalla cassa).

Registrare l'elettrica con due microfoni

Il segnale dei due microfoni è elaborato da due preamp esterni che portano i segnali a due canali della scheda audio.

La chitarra impiegata è una Telecaster con cassa in ontano e manico/tastiera in acero che monta pickup Texas Special. Il suono è un po' più hot rispetto a quanto ci si aspetterebbe perché i pickup sono più potenti dei tradizionali.
Come ampli, invece, è stato usato un setup con dimensioni e potenza adeguate a un Home Studio. La testata è da 5W a valvole in classe A (una Blackheart Little Giant 5) e la cassa è una 1x10" (con cono Celestion) Blackstar HT110.

Il risultato della elaborazione potete vederlo nel video che segue dove, sulle tracce di chitarra, non è stata apportata alcuna modifica a parte le regolazioni di Volume e Pan.

Maggiori dettagli sulla attrezzatura impiegata e le singole tracce (Clean, Crunch e Lead) ad alta risoluzione (48KHz/16bit) li trovate, invece, su questo link. Vi anticipiamo che per il suono Lead ho deciso di utilizzare la sola ripresa con il microfono a condensatore. Vi consiglio, se possibile, un ascolto con casse di qualità o almeno in cuffia.

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