Un liutaio sa che dovrà scontrarsi con questi due orizzonti e superarli, sa che i due parametri sono difficili da tenere solidamente uniti, sopratutto quando si è di prima esperienza, perché a volte la suonabilità e il comfort fanno a botte con il lato estetico o che con la produzione del suono, ma nella Sciàtt ramata che i visitatori del Custom Shop 2016 hanno potuto ammirare lo scorso 20 marzo nulla è lasciato al caso. Vediamo come, cosa e perché.

Lo strumento si presenta con forte decisione estetica. A partire dal colore e non da meno per la forma, la Sciàtt non passa indubbiamente inosservata.
Imbracciata, risulta più comoda e confortevole di quello che pensavo prima di prenderla tra le mani, il manico un 24 fret con tastiera in palissandro indiano è subito confortevole e della giusta curvatura. La comodità di solito è la prima cosa che osservo: sono sempre della filosofia che una chitarra ti deve far suonare bene e poi indubbiamente avere anche un bel timbro.
Mi ha positivamente colpito l'atteggiamento di Giacomo Salmoiraghi, il costruttore di questa Sciàtt. Carico di entusiasmo e passione, mi racconta dei pickup avvolti a mano da Paolo Lardera, del P90 con bobina splittabile a metà per avere un suono che possa andare dalla Telecaster alla Les Paul Jr. Il Filer'tron al manico invece è una replica in Alnico 2.
Il ponte di tipo rapround è un Gotoh, come le manopole dei controlli e stessa cosa i clip per la tracolla. Le meccaniche sono Kluson e risulta interessante la scelta del capotasto in osso. Il body è in pioppo nero.

Nel provare la chitarra, ho cambiato un paio di amplificatori. Nel primo usciva una voce molto grintosa, asciutta e definita, a tratti spigolosa ma non fastidiosa, di fatto come una voce grossa e rock dovrebbe essere. Sul secondo, invece, sebbene il timbro di base sia rimasto lo stesso, si è confezionato un sound più morbido anche se sempre grintoso se spinto nei terreni ricchi di gain. È quello scelto per la registrazione in video effettuata nella sala prove dello scorso Custom Shop.
Lo strumento è scorrevole, intonato preciso come deve essere un oggetto fatto a mano.
Senza dubbio, rifiniture sempre più preziose saranno frutto degli anni e dell'esperienza nell'intagliare e trattare il legno. Giacomo, per quel che mi riguarda, vince a piene mani andando al sodo di uno strumento funzionale, indubbiamente appariscente quel che basta, dal suono e suonabilità che rientrano tranquillamente in una fascia alta di produzione.
Adoro il rapporto che si può creare tra il musicista e un liutaio, scambio di competenze e informazioni simbioticamente necessarie a entrambi. Bravo Giacomo, avanti così, prima o poi passerò a trovarti in laboratorio!
Magari qua il suono puó soddisfarti di piú
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Ringraziamo il mitico Oliver!
Comunque quella era solo una registrazione al volo con il cellulare (e non avevo nemmeno controllato l'accordatura, tanta era l'impazienza di provarla.
Ma ho un paio di nuove registrazioni... ;)
La paletta tone matched dietro non mi piace per nulla, lascerei legno, e farei colorata solo la parte anteriore. Curiosità, su che cifre siamo?
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comunque siamo sul ordine di una buona chitarra americana :)
Particulare ma molto bella.
Complementi
vieni a provare le altre, e forse questa a SHG?
vieni a provare le altre, e forse questa a SHG?
@Jack: io voglio vedere in azione il tuo primo prototipo! La biancona :D
quale sarebbe la biancona?
Solo che non riesco a collocarla...
Complimenti per la realizzazione, molto coraggiosa.
Bella la scelta dei pickup, anche se avrei preferito più spinta al ponte e il P90 al manico. Ma è soggettivo, anche così dice la sua...
Le altre Sciàtt che ho visto hanno diverse soluzioni. Molto interessante quella con due minihumbuckers.
Si capisce che questa chitarra è nata da tanta passione, esperienze musicali, amiciza...
Al di la di tutte le caratteristiche tecniche che puó avere, è una chitarra che sarà tua più di ogni altra. E questo vale più di tutto...