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JT Custom Teleste: la Telecaster che non c'era... e non cera
JT Custom Teleste: la Telecaster che non c'era... e non cera
di [user #12502] - pubblicato il

La vita di un chitarrista mancino non è facile, ma oltralpe può spuntare un'offerta sulla desiderata Telecaster da un marchio sconosciuto, con caratteristiche affascinanti e un prezzo stracciato. La JT Custom Teleste ha riservato diverse sorprese al nostro lettore, qualcuna bella, qualcuna meno.
Arrivare a quasi quarant’anni e constatare che nel proprio arsenale non c’è una Telecaster è un bel problema, specialmente se da un paio d’anni ascolti intensamente rockabilly e sei un lettore di Accordo, dalle cui pagine vari Tele-master (in primis Don Diego) non fanno altro che decantarne le virtù. Poi un bagno di realtà: di chitarre, buone e meno buone, ne ho già tante, non è che i soldi si trovino sugli alberi, blablabla... Insomma, la voglia di Telecaster rimane sopita e dormiente per un bel po'. Aggiungiamo poi il fatto che sono mancino e che i modelli e i colori a disposizione sono pochini, in pratica la scelta cade inesorabilmente su una Squier Classic Vibe usata, mettendo anche in preventivo un upgrade di meccaniche (senza autobloccanti proprio non ce la posso fare) e di pickup (o noiseless o muerte). Ma in giro non ne trovo proprio. Poi, su un sito di annunci trovo questa chitarra di marca sconosciuta (JT Custom Guitars, mentre il modello si chiama Teleste, nome che mi risulta vieppiù simpatico perché rievoca il canale TV locale di Ferrara) e dal prezzo più che interessante.
 
JT Custom Teleste: la Telecaster che non c'era... e non cera
 
Ricorda vari strumenti visti in giro (Jim Reed, Harley Benton) ma ha una sua originalità e mi piace parecchio il colore. È sicuramente un assemblato di parti provenienti dal far east. L’annuncio (il venditore è tedesco) descrive minuziosamente le caratteristiche dello strumento: corpo hollow body in mogano con blocco centrale, manico in acero in un solo pezzo, tasti semi jumbo, ponte a posacenere con tre sellette, pickup Fender Vintage Noiseless.
Quei pickup ce li ho avuti sulla Stratocaster e non mi erano piaciuti, tuttavia in rete leggo commenti mediamente più soddisfatti da parte dei possessori di Telecaster, per cui penso: “Magari non mi piaceranno, però intanto la chitarra la posso già suonare col gruppo perché almeno sono noiseless, poi magari in seguito li rivendo e ne monto di migliori”. Insomma, alla fine mi convinco.

La chitarra arriva imballata divinamente, i tedeschi sanno il fatto loro.
Sostituisco immediatamente le corde (vi erano precedentemente montate le Ernie Ball .010-.052, una muta da unno rispetto a quella che uso di solito), installo le nuove meccaniche e le nuove sellette in ottone e faccio il setup. Una gradita riconferma: quando ero giovane i manici delle chitarre economiche erano mediamente terribili, mentre al giorno d’oggi sono fatti molto meglio e ottengo senza fatica un'action abbastanza bassa e nessun rumore lungo tutto il manico, che tra l’altro ha una sezione generosa come piace a me.

JT Custom Teleste: la Telecaster che non c'era... e non cera

La provo in casa e da spenta schiocca nel modo giusto, poi la amplifico e, porca miseria, sorpresa #1: è rumorosa, alla faccia dei Vintage Noiseless! Non è il rumore dei 50 Hz della corrente domestica, ma un fastidioso ronzio da interferenze varie. Inoltre, sorpresa #2, i potenziometri sono saldati alla rovescia per cui funzionano al contrario.
Apro senza indugi il vano elettrico, tolgo i pickup e scopro - oltre al fatto che, sorpresa #3, il treble bleed è già implementato - che non è presente nessuna tipo di schermatura. Armato di pazienza e di nastro adesivo in alluminio tappezzo tutto il tappezzabile, metto tutto a massa, saldo i potenziometri nel verso giusto, richiudo tutto e constato che il risultato è ottimo: ronzii spariti.
Avendo appunto aperto tutti i vani, ho apprezzato la qualità della verniciatura, sottile e ben fatta sulle parti visibili (top, fondo, fasce, manico) e assolutamente approssimativa e "tirata via" su quelle non in vista. Almeno non v’è traccia della crosta di resina da un millimetro e più presente sulle chitarre di fascia ultra-economica.

È il momento della prova sul campo.
I pickup, quantomeno a mio gusto, sono sorprendentemente migliori degli omologhi per Stratocaster: armoniche in abbondanza, twang e attacco cattivo al punto giusto, insomma, il suono che cercavo. La chitarra buca il mix della band, a tratti pure troppo, nel senso che il suono risulta inadatto per brani che richiederebbero un suono meno spigoloso da parte del del pickup al ponte, ma sinceramente non me ne importa molto. Sorpresa (negativa) #4: il suddetto pickup è microfonico. Con l’amplificatore (un valvolare da 15 watt dal suono molto pulito) a metà volume e un overdrive già fischia parecchio, mentre con due overdrive in serie o l’accoppiata fuzz/overdrive proprio poi non si tiene. Quello al manico invece non dà problemi. E quindi, mentre già penso a quale altro trasduttore installare (con conseguente ulteriore esborso) mi torna in mente un articolo che lessi proprio su Accordo circa il wax potting dei magneti.
All’inizio provo solamente a scaldare il pickup con un asciugacapelli fino a quando la cera già presente non si liquefa. Lascio raffreddare, riprovo e in effetti la chitarra resiste un po’ di più all’innesco del maledetto fischio, ma ancora non abbastanza, per cui al primo giorno in cui ho tempo a sufficienza mi armo di due pentolini e di candele natalizie riciclate e passo all’azione.
 
JT Custom Teleste: la Telecaster che non c'era... e non cera
 
Ricopro i poli e il baseplate con lo scotch-carta e metto il pickup in ammollo nella cera sciolta per circa quindici minuti. Quando smette di fare le bollicine lo tiro fuori e lo lascio raffreddare circa dieci minuti. Poi rimonto tutto, vado in sala prove e sì, finalmente il fischio maledetto non c’è più. Soddisfazione alla stelle.
Ci sarebbe un'altra modifichina da fare: il pickup al manico è considerevolmente più debole dell’altro in termini di uscita, per quanto il suono sia dolce e melodioso: credo sia un problema comune perché ho visto parecchi chitarristi che per ovviare rimuovono la copertura metallica. La chitarra comunque mi dà parecchio gusto e per ora me la tengo così, poi chissà.
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