Sconosciuta ai più, ma nel cuore di molti fan di casa Gibson, la The Paul è uno spin off della più famosa Les Paul. Prodotta solo per una manciata di anni alla fine degli anni ’70, si caratterizzava per l’adozione di body e manico interamente in legno di noce e per delle forme più essenziali, “piallate” quanto il prezzo a cui veniva offerta. Ora la The Paul compie 40 anni esatti e Gibson ne celebra la storia con una replica aggiornata agli standard costruttivi odierni.

La The Paul presentata alla fine del 2018 sfoggia gli stessi body e manico in noce. Quest’ultimo, ricavato da un blocco quartersawn di grado A, modella un profilo tondeggiante e mediamente abbondante. La tastiera è in palissandro, con segnatasti dot a contare i 22 fret posati su un raggio da 12 pollici per la canonica scala da 24,75 pollici. Scelte tradizionali giovano delle moderne tecnologie come l’uso di fret trattati criogenicamente per una durata superiore, mentre la tenuta d’accordatura è garantita da un accoppiamento di ponte Nashville Tune-O-Matic con stoptail in alluminio e meccaniche Grover Rotomatic interamente in metallo.

Sul top, nudo per lasciare il noce a vista e leggermente bombato grazie a una delicata smussatura sui bordi e lungo l’appoggio dell’avambraccio, siedono un humbucker 490R al manico dalla sonorità grossa e retrò e un 498T al ponte dall’output abbondante e dalla timbrica più aggressiva.
Il selettore a tre posizioni è spostato nella parte bassa, accanto ai potenziometri di volume e tono indipendenti per ogni pickup.
La The Paul si posiziona nelle fasce più accessibili del catalogo Gibson e può essere vista nel dettaglio sul sito ufficiale a questo link.

La The Paul presentata alla fine del 2018 sfoggia gli stessi body e manico in noce. Quest’ultimo, ricavato da un blocco quartersawn di grado A, modella un profilo tondeggiante e mediamente abbondante. La tastiera è in palissandro, con segnatasti dot a contare i 22 fret posati su un raggio da 12 pollici per la canonica scala da 24,75 pollici. Scelte tradizionali giovano delle moderne tecnologie come l’uso di fret trattati criogenicamente per una durata superiore, mentre la tenuta d’accordatura è garantita da un accoppiamento di ponte Nashville Tune-O-Matic con stoptail in alluminio e meccaniche Grover Rotomatic interamente in metallo.

Sul top, nudo per lasciare il noce a vista e leggermente bombato grazie a una delicata smussatura sui bordi e lungo l’appoggio dell’avambraccio, siedono un humbucker 490R al manico dalla sonorità grossa e retrò e un 498T al ponte dall’output abbondante e dalla timbrica più aggressiva.
Il selettore a tre posizioni è spostato nella parte bassa, accanto ai potenziometri di volume e tono indipendenti per ogni pickup.
La The Paul si posiziona nelle fasce più accessibili del catalogo Gibson e può essere vista nel dettaglio sul sito ufficiale a questo link.
NB: il pickup al manico, stando al sito Gibson, è il 490R.
Nel 2016 c'erano le faded che erano belle per il prezzo, poi nel 2017 sono aumentate di 100 euro e abbiamo perso sia i pick up con la cover metallica sia la tastiera con i trapezi... nel 2018 altri 100 euro piu' tanto per gradire... idem con le tribute, quelle del 2017 belle, la goltop era deliziosa, nel 2018 100 euro in piu', nel 2019 altri 100 euro in piu' e via i trapezi dalla tastiera (via anche la finitura gold). Ora la politica prezzi mi e' chiara, la chitarra mi piace anche pero' dai, come fai a metterla a quel prezzo che ti sei evitato il top in acero e pure un po' di altro lavoro mettendo il selettore nello stesso vano dei potenziometri...va beh pare che ci sia la custodia rigida... pero' mi sa che qui ballano comunque 1200 euro, sembra piazzarsi tra la tribute e la studio. Gibson ti ho sempre amata ma dovessi comprare una chitarra nuova la tentazione di passare ad altri marchi in attesa che tu rinsavisca sarebbe forte.
Ciao!
Ciao
II suono era parecchio scuro, tanto che cambiai i pick up con dei Di marzio splittabili, senza però ottenere il risultato sperato. Allora ero un fenderista dedito al rock e perciò la rivendetti quasi subito. Ora che amo le sonarità Jazz forse riuscirei ad apprezzarla maggiormente.
In ogni caso anche a me il prezzo di questa riedizione mi sembra un po' alto
Ma visti i pickup già rodati e il dna Gibson innegabile e ben stampato sulla paletta, immagino sia una chitarra ben caratterizzata e proposta a un prezzo più basso della Standard che resta sempre il cuore della produzione.
Poi l'estetica è discutibile, ma non ci vedo nulla di male. Oltretutto considerando che è una riedizione.
ormai strumenti sempre meno precisi e performanti a prezzi sempre più alti.
E state certi che queste chitarre tra 50 anni saranno mummificate, certamente non come le loro nonne che oggi valgono un'occhio della testa!
P.S. sembra fatta del legno di un'anta di un armadio IKEA
Siamo abituati male, molto male.
Ne ho una del '78 con i T Top: cattiva come poche, per niente scura...peccato che per questa riedizione non abbiano usato l'ebano per la tastiera come nell'originale.
Ma 40anni fa erano altri tempi, Fender sfruttava la bassa manodopera messicana della California del Sud,comprava pezzi di scarto dai ladri di TV e autoradio e le faceva colorare dai tizi delle autocustom nei loro garage,poi vedeva il primo drogato che passava e gliela appioppava e da lì che iniziò il vostro AmericanDream con le band di tossici caxxoni da garage...
Gibson può fare la politica dei prezzi che vuole (lasciamo stare l' "analisi" dei costi di produzione, per favore), ma se una chitarra entry level comincia a diventare un oggetto da "vorrei ma non posso" per la fascia di clientela a cui sembrerebbe destinata... boh, è strano chi lo fa notare?
Si tratta della reissue di un modello “essenziale” ma sempre di fascia medio alta, oltretutto - a differenza dei modelli faded - verniciato gloss e con astuccio rigido in dotazione.
Verniciatura gloss e astuccio rigido ce l'ha in dotazione anche la mia SG Standard con i P90, pagata 850 euro nel 2012, mentre adesso te la vendono a 1.300-1.400.
Dai, è innegabile il forte aumento del listino Gibson negli ultimi anni.
E' legittimo, ma allora ci avevano abituato male LORO prima...
Secondo inflationhistory corrispondono a 2.155,64 € di oggi.
Inflationhistory... mò me lo segno, grazie. Capire l'economia con un click del mouse: eh, signora mia, che bella cosa er progresso!
Ma tu 'o conosci facciamocome.org? Guarda, pure lì se 'mparano 'nsacco de cose che 'nce se crederebbe...
Basta farsi due conti, io nel 1981 lavoravo, signora mia.
Vabbè, prendo atto.
Chissenefrega se te la vuoi comprare o no.
Però se intervieni in un dibattito già articolato buttando lì solo una cifra fuori contesto...
Passo e chiudo, ciao.
In primo luogo perchè i marcatori dell'andamento economico sono i beni di prima necessità, non gli strumenti musicali, per cui l'incidenza dell'inflazione e del costo del denaro su di essi ha un andamento diverso e non supinamente proporzionabile al costo della vita. In secondo luogo non considera due fattori alla base dell'economia di mercato: costo della produzione e concorrenza. Oggi produrre un articolo di consumo a bassissima teconologia costa sensibilmente meno di 40 anni fa, inoltre al tempo il prezzo era (giustamente) determinato anche dal dover rientrare dei costi di studio, progettazione e prototipazione, dopo 40 anni e decine di migliaia di Les Paul direi che questa voce può tranquillamente considerarsi zero.
Il secondo elemento che turba l'equazione ora-allora è la concorrenza: oggi in qualunque parte del pianeta hai accesso ad un catalogo di migliaia di chitarre provenienti da tutto il mondo; 40 anni fa no e come sappiamo la concorrenza è il fattore principale di riduzione dei prezzi.
Ciao
Da ragazzino impazzivo per il les paul, oggi non avrei problemi a permettermelo ma, visto che suono un quarto d'ora alla settimana, non lo prendo perché sarebbe uno spreco
Quanti ricordi :)
Ciao
Al tempo dicevamo anche che Ghigo era il migliore chitarrista rock italiano ma col senno di poi, credo che non fosse vero :)
Eravamo ragazzini che sognavamo di diventare Rockstar, la foto di quella chitarra mi ha fatto riemergere dei bei ricordi, tutto qui.
Evidentemente abbiamo ricordi e riferimenti musicali diversi: i miei gruppi italiani del tempo erano Strana Officina, Vanadium, Bulldozer, Death SS, Negazione CCCP; nulla di male, anzi, il mondo è bello perchè vario.
Ciao
Per non parlare dei prezzi... BORING!
Secondo me questi prima o poi falliranno, non hanno imprato la lezione nonostante l'avvio della procedura di bancarotta?