Qualcuno aggiunge che il suo clone suona meglio dell'originale. Qualcun altro evidenzia gli errori che lo sprovveduto Michael avrebbe commesso durante la progettazione e indica il modo per correggerli limitando i danni. Tralasciamo i commenti.

Il nostro rispettabilissimo direttore mi ha pregato di dire qualcosa su questo gioiello equipaggiato con trasformatori DeYoung, componenti non eccelse ma decisamente sui generis, che vanificano qualunque tentativo di replica.
È mia convinzione, come affermato in un burrascoso articolo, che la dinamica non è dell'amplificatore ma viene impressa dall'esecutore mediante un tocco sapiente avvalendosi anche della qualità del trasduttore e dell'intero strumento, ma è l'estrema linearità dell'amplificatore a fare banco per il risultato finale, la magnifica conseguenzialità degli stadi di amplificazione nel pre, la coerenza dell'eterna relazione tra tensione, corrente e resistenza che governa qualunque apparecchio elettronico di amplificazione.
Il mito di Soldano nasce in un modesto laboratorio americano quando Michael decide di modificare un vecchio Fender Bassman cedendo poi l'apparecchio a un chitarrista amico ormai invaghitosi di quel suono.
Ne seguono altri che esaltano le agili dita di chitarristi entusiasti e poi la produzione in piccola serie realizzata ex novo e non modificando apparecchi già esistenti.
Steve Lukather ed Eric Clapton diranno meraviglie di queste macchine in grado di gestire piacevolissimi clean e distorti arroganti avvalendosi di ben cinque valvole di pre e quattro robuste finali per circa 100 watt in uscita, una potenza di tutto rispetto, magnificamente modulabile da una serie di controlli semplici e ben disposti sul frontale.

Il circuito
Due canali, clean e lead, con equalizzazione in comune, possibilità di esaltazione del clean aggiungendo con uno switch un ulteriore stadio di guadagno al quale può essere sommata una opzione Bright ottenuta parallelando un piccolo condensatore.
Un finale molto simile a quello del Twin con una sfasatrice in "coda lunga" e quattro 5881 o 6L6 in disposizione classica con l'aggiunta di un controllo Depth che si comporta come un Loudness in HI-FI rendendo più udibili le frequenze basse a volumi modesti.
Loop difficilmente gestibile dato il già alto livello presente nel send e questa sezione del circuito ha subito numerose modifiche nel tempo, interventi più o meno validi ma certamente non in linea con la filosofia dell'ampli considerando che Re Soldano lo ha disegnato così pur essendo certamente in grado di concepirlo diversamente.
I limiti
Elevata potenza in uscita, un ampli decisamente da palco, molti accorgimenti nei controlli sono stati aggiunti per poterlo usare a volumi relativamente bassi, ma la vera espressione e il carattere deciso e magnifico dell'ampli si riscontrano solamente dopo i venti watt, quando il clean perde quei riflessi taglienti e si inebria con bassi equilibrati e piacevolissimi leggibili sulle labbra di Clapton e di chi si è beato di quei suoni su palchi più o meno importanti.
Loop di effetti spesso ingestibile per i motivi già citati.
Limitata gestione del commutatore esterno che si presta solamente alla scelta del canale.
Prezzo decisamente alto, nulla può giustificare quei soldi se non l'acquisito blasone e l'uso sapiente nel tempo da parte di ottimi esecutori in brani immortali.
Le (mie) considerazioni
Una responsabile e ottima filtratura degli elementi più salienti di apparecchi già validissimi e famosi, racchiusa in una testata che rappresenta ancora un'eccellenza nel mondo dell'amplificazione per chitarra.
Timbro bellissimo e difficilmente equiparabile, "grande espressione" come definì Knopfler quando lo scelse per il suo tour, clean da favola, distorti inconfondibili, volumi importanti e ottima trasportabilità.
Praticamente un sogno.
PS: ottima trasportabilità!!??
E' un pò che me lo chiedo, visti i tuoi commenti sgrammaticati da far vomitare e la mancanza di un qualsivoglia senso in essi.
lo SLO di Soldano rappresenta l'AMPLIFICATORE ed è puramente ANALOGICO, non digitale
non colgo il termine di paragone
Se faccio una profilata con il Kemper o con L'Axe Fx di un qualsiasi ampli e abbasso il volume della chitarra il suono si pulisce eccome.
Il Kemper non si comporta al 100% come un amplificatore a differenza dell'Axe Fx, questo è vero, ma dal suono che profili di base puoi agire su tutti i controlli che vuoi e modificarli.
Il Fractal risponde al controllo del volume, il Kemper non so dire non avendolo mai provato, ma puoi modificare i suoni. (EQ, gain)
Casomai possiamo discutere che sia un pre-amp o un amplificatore completo, chitarristicamente ma anche in Hi-Fi gli ampli sono fatti da una sezione pre-amplificatrice e un finale di potenza, il pre, tratta segnali di livello abbastanza bassi e che non hanno sufficiente energia per muovere i coni, se i segnali pre-amplificati vengono poi dati in pasto a un finale di potenza lo scopo di quest'ultimo è appunto quello di fornire la corrente necessaria a muovere i coni....Per il Kemper ci sono due versioni una delle quali contiene un finale in classe D da 600W integrato quindi a rigor di logica è un amplificatore, ma lo sarebbe in senso lato anche senza finale di potenza, esattamente come il fractal, il pod o qualsivoglia diavoleria tipo pedalini analogici con emulazione di cassa che puoi attaccare direttamente all'impianto..... DETTO questo, non capisco perchè in un post dove si parla della SLO100 si debba tirare in ballo il Kemper.
Il Kemper è un amplificatore, come lo è il Fractal, come lo è una SLO100, una JCM800.
proprio per sottolineare l'identità di profiler di questo ottimo apparecchio riportando le caratteristiche citate dalla casa ideatrice
so che il Kemper è validissimo, ma so anche che puoi suonare soltanto quello che hai profilato e null'altro
forse mi sbaglio, non lo so, ma il mio scritto riguardava lo SLO, non il Kemper
ma giusto,
non tirato,
idoneo
la differenza di potenziale consente lo scorrere di una corrente pari a circa 1 mha nella 12ax7 con i valori imposti da Soldano
è l'uso di condensatori di disaccoppiamento catodico molto bassi in capacità a determinare una maggiore definizione ed a diminuire in qualche modo la mediosità della risposta
lo stesso discorso lo troviamo nel mitico ATOMIC 16 che monta un solo microfarad elettrolitico some disaccoppiamento sui catodi
eppure tira da matti
per quanto riguarda la trasportabilità è senz'altro pesante, ma molto equilibrato ed ergonomico
ps la testata non è enorme più piccola di una marshall...si trasporta bene
***Una responsabile e ottima filtratura degli elementi più salienti di apparecchi già validissimi e famosi, racchiusa in una testata che rappresenta ancora un'eccellenza nel mondo dell'amplificazione per chitarra***
Overdrive, ma solo per verte timbriche, non lo trovo abbastanza versatile. Ovviamente il mio è un parere che si basa sul gusto personale e non sulla indubbia qualità dell'apparecchio.
Non lo comprerei insomma.
ciao
Per me l'amplificatore ideale rimarrebbe comunque un preamp slo100 con più definizione (leggi = meno basse tra sec e terzo stadio) su un finale Marshall come colorazione,EL34 o 6L6 è indifferente,si possono far suonare molto simili coi giusti filtraggi e coi trasfi adatti....