Ben 47 anni fa, nel lontano 1970 Ibanez aveva cominciato a produrre copie (veramente era il '69, ma facciamo finta di nulla) di marchi più ricercati come Gibson e Fender, ma non erano repliche dozzinali come accade spesso nell'epoca moderna: erano ottime chitarra fatte con cura e con buoni materiali, per non parlare della sublime mano d'opera dei buoni e onorevoli Giapponesi. Queste chitarre costavano molto meno dei modelli di riferimento e offrivano livelli qualitativi di tutto rispetto, tanto che Gibson fu costretta a denunciare Ibanez talmente stava diventando minacciosa per il mercato della grande G (inoltre Ibanez all'epoca fu la prima a fornire ai negozi strumenti perfettamente settati e accordati). Raccontata la storiella (spero sia stata di vostro gradimento), ora passerei a descrivervi la chitarra.

Lo strumento si presenta bene, uguale identico a una Les Paul oroginale con buone rifiniture senza nemmeno una sbavatura.
Il manico è un pezzo unico di mogano verniciato e avvitato al corpo. La tastiera è in palissandro scuro, con blinding laterali in plastica e segnatasti in finto madreperla dorato. Lì ci sarebbe da fare un appunto perché la colla è un po' assente in alcuni, ma penso che sia colpa del tempo, non di chi li ha incollati quarant'anni fa. La forma è la classica Fat C in stile Gibson ma in scala un poco ridotta e con un radius alquanto piatto.
Il corpo è composto da due pezzi di mogano, nullaltro da dire.

La paletta è in stile open book, composta da quattro pezzi di mogano (ebbene sì, la paletta e il manico non sono un unico pezzo). Le meccaniche sono delle Ibanez con la forma delle Gibson Deluxe, però in nikel argentato, ma non tengono bene l'accordatura (primo poi le cambierò con delle autobloccanti). Il ponte è fisso in stile Tune-o-matic con tanto di bloccaponte, non c'è un granché da dire: credo che tutti conoscano questo tipo di ponti.
I pickup sono due humbucker: al manico un bel Maxon (marca giapponese famosa negli anni '70 per i suoi pickup) mentre il pickup al ponte è un Ibanez Super Overdrive.

Sul suono arriva il bello. Fantastico, corposo, profondo e caldo, è lo stesso che ci si spetterebbe da una vecchia Gibson. Non si può dire che sia allo stesso livello, ma è comunque un gran bel suono vecchio stile, molto rock. Se si imposta bene l'ampli, riesce a spaziare benissimo al blues e, con l'ausilio di alcuni effetti, anche fino al thrash metal. Anche se il manico è avvitato, il susatain è più che accettabile.
In definitiva è una chitarra di buon livello, che mi sento decisamente di consigliare, ma solo a chi non ha i soldi per una Gibson o a chi è affascinato dal concetto e dal suono di queste vecchie signore giapponesi.
Sono purtroppo (o per fortuna?) chitarre sottovalutate, visto che con la Les Paul se la battono comunque in qualità complessiva. Personalmente di quel periodo lì col manico avvitato ne ho provate solo un paio, ma ne ricavai un'ottima impressione.
Ho una PF350 cherry wine dell'80, era il top gamma con piccole differenze estetiche, oltre il manico incollato, dopo che Ibanez e Gibson s'azzuffarono cambiò qualcosa nella paletta e nell'hardware, la spalla superiore curva alla base e il body con il retro della pancia superiore smussato... la tua non ricordo se lo è, ma le Gibson senza svasatura sono un tormento per le costole.
Confesso che saltuarialmente mi prende lo schiribizzo di cederla, pesa 4,5 kg circa e gli anni passano, ma poi ci ripenso perché non vale la pena, vale molto di più di quel che ti offrono sul mercato... e poi suona da dio, i suoi Super70 hanno un colore timbrico più unico che raro.
Senza contare che si beve tutto, da pedali a ampli non batte ciglio.
Ancora complimenti, goditela e in bocca al lupo ;)
Aggiungo che sta cosa è solo qui in Italia, te le tirano appresso su MM ma non si vendono, mentre lo stesso strumento su ebay internazionali è sempre quotato di più, poi puoi sempre trovare l'occasione anche da fuori.
Quando mettevo in vendita la mia ricevevo richieste solo dall'estero, ma non amo vendere o comprare in rete (s. Tommaso docet) non è il mio mestiere e declinavo le offerte.
Il fatto è che se il mercato lo decide il nome inutile starne a discutere, tra l'altro non sono neanche cifre da stimolare lucro da compravendita, se non si è intenzionati a spendere per una chitarra l'equivalente di un pedale allora ci si rinuncia e basta.
Va comunque detto però che a differenza di altre strumentazioni una chitarra andrebbe sempre provata, e ti garantisco che nello specifico trovare differenze al buio con una Gibson è un pò dura, a cominciare dalla tastiera in ebano, manico intonso dopo circa 40 anni etc... perlomeno per la mia.
Certo il nome più che una garanzia ne fa una roba che te ne disfi senza soffrire, ma se ci devi suonare suonare è un conto e se ti ci fai i selfie è un altro ;)
solitamente le ibanez che avevo visto erano prese un po' malino per cui 500€ non è proprio un prezzo abbordabile considerando che una rettifica totale costa sui 200€. Sul suono sicuramente è difficile trovare differenze con Gibson anche perchè ci sono Les Paul che suonano male e altre che suonano molto bene. Tuttavia io anche per me la chitarra va provata: non è un pedale o un cavo.
Il nome si è una garanzia ma non sempre io consiglio anche molti ragazzi che vogliono prendersi degli strumenti ma non hanno budget altre marche rispetto alle più blasonate perchè magari hanno un rapporto QP maggiore.
In questo caso se uno mi chiedesse un'alternativa alla les paul gibson direi l'ibanez les paul oppure le varie tokai burns etc... il problema sta sempre nel poterle provare e trovare.
Ho due EL MAYA EM, vorrei cederne una ma la vorrebbero in regalo... allora sta lì ;)
E da ritenere un Custom Shop in futuro e rara.
vedi il mio articolo link
e il video link
Comprarla e poi metterci le mani per fargli fare lo step successivo, pertanto un modello delle serie meno costose, quelle base diciamo, che però hanno long tenon, manico e corpo in mogano, e magari un bel top fiammato e parlo di top in acero non strato impiallacciato, acero dello spessore giusto, tastiera in palissandro e binding eseguito benissimo, fatture e misure 59.
Le serie meno costose sono verniciate in poliestere, pertanto una bella sverniciata e poi dopo le cure dei legni rifarla in nitro, poi con calma tutto il resto, dall'H.W. ai PU che possiamo metter di gran classe visto che per adesso abbiamo speso poco.
Attenzione a quelle che hanno il manico in acero, queste non le prenderei e soprattutto....visto che si parla di L.P., niente manici avvitati, dovrà essere un clone di una 59 o 61-62, ovviamente dipende dalle fattezze originali anche se alcune si possono correggere.
Se la base è buona come è quasi sempre, con una spesa minima uno si ritroverà dopo le modifiche e le cure, con una gran chitarra.
Ovviamente è una cosa che può fare uno che poi se la tiene, uno che vuole la Les P. sognata e che le Gibson degli ultimi anni non possono più dare, Custom Shop e altre amenità a parte e comunque non ci metto la mano sul fuoco.
Cercatela con calma, ma non troppa stanno finendo, fatevi mandare molte foto i Jap sono disponibili, calcolate le spese di importazione e spedizione (qualcuno la spedisce gratuitamente), queste comunque non sono chitarre da collezione.
Il peso, deve essere pesante, le Les Paul buone pesano, il mogano buono ha il suo peso, non il contrario come qualcuno pensa, il mogano buono sudamericano e anche africano pesa, certo non il Sapele, ma quello non é mogano, comunque una L.P. che si rispetti non pesa mai meno di 4 Kg., ovviamente niente buchi o camere tonali che le Jap non hanno a parte qualche rara eccezione, infine ricordiamoci che è legno che ha quasi 40 anni, una sicurezza in più.
Ecco, questo è quello che mi sento di suggerire e che faccio io quando ne trovo una che mi ispira.
Dipende tutto da quello che si riesce a comprare.
Direte, ma tu sei matto, spendi 3-400 Euro e poi la spogli tutta e la rifai? Si, proprio così, alla fine non sarà più una L.P. da 3-400, Euro ve lo posso assicurare, si compra la qualità del legno e l'impeccabile assemblaggio manico corpo con misure standard originali, poi, in fondo, la chitarra è già tutta lì, si lavora per affinare, per portarla ad un livello superiore.
I Jap negli 70 e 80 avevano la 59 in testa, ne avevano carpito i segreti e tutti sanno com'é andata........
Ho una Greco EG 700 modificata che in origine ha misure e fattezze della 59, long tenon compreso, lavorandoci l'ho portata ad un livello di eccellenza e posso garantire che è una bomba, anche nel peso, 4,800 Kg. che comunque non sono il massimo, ci sono Tokai Reborn 59 che arrivano a pesare 6 Kg. ma quelle non le vendono.
ho sempre pensato di essere stato un fortunato.....solo che è frutto di uno scambio con una hagstrom semiacustica che ho scoperto dopo essere un a delle chitarre preferite da Zappa e che ho visto sulla copertina della sua autobiografia....
A me nn piaceva ...a parte il manico e tastiera comodissimi.
comunque la Burny è favolosa : manico incollato . corpo in monoblocco di mogano (una zavorra!). ho cambiato solo l'attacco del jack.
Vorrei chiedervi un parere: essendo del 78, dovrei restaurarne i Pick-up e se si come fare?
Invece potrebbe essere una buona idea cambiare potenziometri e selettore.
Manico avvitato. Bello strumento... non eccezionale, ma se preso sotto i 300 euro un ottimo affare. Suonava bene, ed era bella a vedersi... ad esclusione delle sellette in plastica che ibanez spesso montava sulle sue LP economiche.
Da lì mi è partita la "made in japan" mania... volevo lun muletto per la mia Gibson, e sono finito con una Tokai LS-60 del 1980... sinceramente un altro livello rispetto all'Ibanez, ma l'ho pagata 770 euro.
Tanto? No... suono bene, forse meglio, della mia Standard del 95... e al momento è la chitarra che uso sempre.
P.S.
Ho anche una rarissima Ibanez copia Jazzmaster del '72... bella da paura. ;o)
Prima o poi una la riprenderò, ho veramente un ottimo ricordo, col senno di poi.
Hola
Acquistai nel 2005 nuova una Artcore AFS77-mg, semiacustica con cassa bassa, un colore grigio martellato favoloso, leggera, solida, un clone Bigsby che funzionava a dovere, binding, ben rifinita, elettronica e hardware dignitosi. L'ho tenuta solo tre anni perché è un tipo di chitarra poco agevole nel fondo scala (per i miei gusti) nonostante un manico scorrevolissimo che teneva bene l'action bassa, 3/4 cm in meno della spalla inferiore e sarebbe perfetta, anche se ergonomicamente ideale per il jazz standard (non è il mio stile) il suono verteva più su fusion-rock.
Ceduta per il poco uso ma rivenduta a più di quanto l'avevo pagata... devo dire che mi sono immediatamente pentito, oggi infatti è introvabile.
grazie per il consiglio
Forse in nylon o rotolanti con un Bigsby visto che questo con un tune-o-matic è sconsigliato.
Ai giorni nostri ne trovi poche perchè ovviamente erano la prima cosa che la gente cambiava... ma ne ho viste più di una e da ricerche fatte al tempo, era una cosa molto comune...
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Secondo me però sono di teflon... credo già ci fosse all'epoca, però confesso che su punte tune-o-matic non l'avevo mai viste.
Ahò, c'è sempre da imparare ;)
Parlando con degli esperti (veri) del MIJ, mi hanno assicurato che il prezzo massimo di vendita è sui 350 euri... 250 più plausibile per modelli non particolari.
Hai scritto incollato e io per tutto il tempo avevo in testa avvitato... :o)))
Sì, Ibanez incollate sono rare e costano un botto.
Avvitate sono molto più comuni... e spesso vengono sovrastimate... 500 euro non li valgono per me. Con 650/700 inizi a trovate Burny/Greco/Tokai incollate di tutt'altro livello...
E' un po' difficile però trovare una Greco o Tokai in buone condizioni a quel prezzo, e già non sono i 250 o 500 di cui si parlava.
Io poi col manico incollato sono un po' fissato, anche se poco customizzabili o intercambiabilità non offrono molti spazi, però dai... una Ibanez Les Paul dei '70 a 250 mi sembra difficile trovarla... bisogna avere proprio una fame nera per cederla a quel prezzo ;)
Ragazzi ho avuto lp Gibson, chitarre di tutto rispetto, ma questa Ibanez non la darò via mai!
...perchè ha un suono tutto suo, molto molto vicino al mio immaginario suono vintage dei magici '70
Srefano