Primo Ambassador del marchio, rock star iconica e senza dubbio l’artista più proficuo tra i titolari di chitarre signature a marchio Gibson, Slash espande la sua collezione di strumenti personalizzati con una Les Paul Goldtop dalla curiosa storia.
La chitarra prende il nome di Gibson Slash Victoria Les Paul Standard Goldtop e trova le sue origini nel finire degli anni ’90.
All’epoca, Slash subì un furto: numerose chitarre sparirono dal suo studio casalingo.
L’artista racconta di essere riuscito a recuperare gran parte degli strumenti, tutti eccetto una Les Paul Goldtop. Così, si è messo in moto per rimpiazzarla con una nuova Goldtop.
Solo anni più tardi Slash è riuscito a scoprire il responsabile del furto di quella chitarra: una donna di nome Victoria, ed è a lei che ha voluto dedicare la nuova sostituta entrata in scuderia, e che ora ottiene una replica ufficiale da Gibson.

La Les Paul Victoria riflette i canoni Gibson per eccellenza, con accorgimenti espressamente richiesti dall’artista.
Il body è in mogano, come il manico. Sul corpo poggia un top in acero di grado AAA, caratteristica condivisa da tutti i modelli della Slash Collection.
Su indicazione del chitarrista, Gibson ha sagomato per la Goldtop un manico a C e vi ha montato una coppia di Custom BurstBucker Alnico 2 con poli a vista, cablati a mano a dei condensatori Orange Drop per una risposta organica e naturale sui controlli di tono.
Sul retro della paletta è presente l’autografo di Slash accompagnato dall’inconfondibile loghetto con teschio. La natura di signature è evidenziata anche dal coperchio per il truss rod, ma nella confezione è incluso anche un secondo truss rod standard, privo di riferimenti a Slash.
Le Victoria saranno disponibili solo presso rivenditori selezionati e arriveranno tutte con corde Ernie Ball .010-.046 modello Slash, quattro plettri Dunlop Tortex signature e una tracolla in pelle. Una custodia rigida marrone in stile vintage completa il tutto.
Sul sito Gibson, la Les Paul Goldtop Victoria può essere vista a questo link con foto ravvicinate e scheda tecnica approfondita.
La chitarra prende il nome di Gibson Slash Victoria Les Paul Standard Goldtop e trova le sue origini nel finire degli anni ’90.
All’epoca, Slash subì un furto: numerose chitarre sparirono dal suo studio casalingo.
L’artista racconta di essere riuscito a recuperare gran parte degli strumenti, tutti eccetto una Les Paul Goldtop. Così, si è messo in moto per rimpiazzarla con una nuova Goldtop.
Solo anni più tardi Slash è riuscito a scoprire il responsabile del furto di quella chitarra: una donna di nome Victoria, ed è a lei che ha voluto dedicare la nuova sostituta entrata in scuderia, e che ora ottiene una replica ufficiale da Gibson.

La Les Paul Victoria riflette i canoni Gibson per eccellenza, con accorgimenti espressamente richiesti dall’artista.
Il body è in mogano, come il manico. Sul corpo poggia un top in acero di grado AAA, caratteristica condivisa da tutti i modelli della Slash Collection.
Su indicazione del chitarrista, Gibson ha sagomato per la Goldtop un manico a C e vi ha montato una coppia di Custom BurstBucker Alnico 2 con poli a vista, cablati a mano a dei condensatori Orange Drop per una risposta organica e naturale sui controlli di tono.
Sul retro della paletta è presente l’autografo di Slash accompagnato dall’inconfondibile loghetto con teschio. La natura di signature è evidenziata anche dal coperchio per il truss rod, ma nella confezione è incluso anche un secondo truss rod standard, privo di riferimenti a Slash.
Le Victoria saranno disponibili solo presso rivenditori selezionati e arriveranno tutte con corde Ernie Ball .010-.046 modello Slash, quattro plettri Dunlop Tortex signature e una tracolla in pelle. Una custodia rigida marrone in stile vintage completa il tutto.
Sul sito Gibson, la Les Paul Goldtop Victoria può essere vista a questo link con foto ravvicinate e scheda tecnica approfondita.
Ho visto nuove Fender American Strat con il cantino che usciva dalla tastera perchè il ponte montato fuori asse!!! :-) :-) :-):-)
però sotto il marketing qui ci sono strumenti veri, tosti. Tutt'altro che inutili.
Io ho provato una signature Slash e vi posso assicurare che era una chitarra perfetta da un punto di vista di liuteria e finiture, con un suono eccezionale. Altro che fuffa, qui c'è sostanza eccome.
Detto questo io non la comprerei, costa troppo per le mie tasche.
Ci cascano di nuovo, si ricomincia con il solito andazzo?
Come ho già avuto modo di dire prima ed al tempo del crak, non è una bestemmia ne un peccato mortale dedicare uno strumento ad un'artista significativo e rappresentativo per il brand, ma uno, un solo modello, uno per tutta la vita dell'artista e poi basta, non uno all'anno, il pubblico o spero la maggior parte di esso, ormai l'ha capita questa strategia da bottegai, non è serio, non è bello, non è dignitoso per un marchio storico e prestigioso che sta lottando per ritornare all'apice e riguadagnare la fiducia dei propri estimatori, attirare gli appassionati con questi stratagemmi.
E' fallimentare ed è già stato ampiamente dimostrato.
Questa me l'ero proprio persa. Ma l'avevano detto a te, direttamente? Perché non mi ricordo messaggi del genere lanciati dalla nuova proprietà, ma se tu "sai cose" allora ok.
*** Ci cascano di nuovo ***
Dove, esattamente? Nella politica dell'endorsement, che fanno (DEVONO fare) tutti i grandi marchi se vogliono attirare l'attenzione del maggior numero possibile di potenziali clienti?
Poi, se la qualità dei prodotti non risultasse all'altezza delle aspettative suscitate, allora la cosa gli si ritorcerebbe contro, ma non è certo il caso di Gibson, direi.
*** E' fallimentare ed è già stato ampiamente dimostrato ***
Anche qui devo essermi perso qualcosa, magari puoi aiutarmi con qualche esempio, grazie.
In effetti, vedere gente che si lamenta delle troppe signature dedicate a Slash, ma che non si rende conto che stiamo parlando della signature di una signature fa veramente... ridere? piangere? Non lo so, fate voi.
(tra l'altro, al buon Les Paul la Gibson ha dedicato TUTTE le solid body prodotte negli anni '50 e fino ai primi anni '60. Slash al confronto è un poveraccio, altroché...)
As simple as that.
Le regole del gioco sono queste, poi sta a noi accettarle o meno.
Non ho niente contro le signature e chi se le compra, anzi, la mia dream guitar è una Gretsch Setzer Black Phoenix e se costasse di meno sarebbe già qui con me.
Viva le allodole consapevoli! ;-)
Per il resto, come ti capisco! Mogano e P90: what else? Non suono altro da anni, ormai ;-)
Io me ne frego del nome, se una chitarra mi piace la prendo e basta.
Penso che sia più un limite mentale di qualcuno.
Un ragazzino legge come sempre HM (Heavy Metal: giornale cartaceo che immagino non esista più da tantissimo), arriva alla sezione posta (il corrispondente dell’area commenti di un sito internet) e pensa: ma possibile che tutte le discussioni finiscano allo stesso modo? il thrasher che accusa il glamster di essere un faggot (salvo sotto sotto invidiare alle compagnie glam il numero di ragazze) , il glamster che accusa il thrasher di ascoltare rumore (salvo sotto sotto sapere che quella è esattamente la stessa accusa che veniva mossa alla musica glam da chi ascoltava musica “normale”)…. Potete non crederci , ma questa diatriba demenziale c’era tutte le settimane
Lo stesso ragazzino che ovviamente ragazzino più non è, a oltre trent’anni di distanza, legge le recensioni di Accordo e pensa : ma possibile che nel commento a qualsiasi articolo che parla di gibson o di fender.. parta inesorabile il pippone contro il “MARKETING” ? Ma possibile che a commento di qualsiasi recensioni in cui si parla di un pedale che costa più di 50€ parta il pippone per cui quasi qualunque primate con il pollice opponibile potrebbe comprare con 5 € i componenti e farsi un pedale che caga in testa al klon?
Anche assumendo che tutto ciò sia vero, e dando per scontato che le stesse persone che scrivono queste cose non siano le stesse che poi provano a permutare (a malincuore) la fantastica chitarra di liuteria per comprarsi una fender e una gibson, ...possiamo dare per assodato che…
- sì: è l’ennesima operazione di marketing
- si: è l’ennesimo furto ai danni dell’ingenuo che non ha capito che un harley benton è uguale ad un analogman
e possiamo lasciare spazio a chi è in grado di dare agli altri lettori elementi utili per capire il prodotto in questione, che so : è fatto così e fatto cosà ; oppure : ha questo problema, ma questo punto di forza …etc
la butto lì, così tanto per dire …
forse scrivere per avvisare gli altri che sono degli ingenui che si stanno per fare fregare non è poi così importante: chi lo voleva capire lo ha già capito, chi crede diversamente tenderà ad essere un po’ indispettito da chi lo dipinge come un coglione che abbocca stupidamente alle lenze del marketing
my 2 cents
Ciao
Mi fa piacere che siano migliorate.
Che profilo di manico ha la tua Slash, se posso chiedere?
alla fine ho trovato una dignitosissima Classic 2019 che usata mi è costata una cifra molto ragionevole e non mi fa rimpiangere signature dai prezzi esorbitanti
Il motivo? Quell'arpeggio di Don't cry ascoltato nel lontano 1994 quando avevo solo 14 anni... presi la chitarra e non la mollai mai più: w il richiamo del riccioluto ed i suoi superpoteri di marketing.
Ma il tema qui è un altro: qualità e credibilità.
Ho posseduto diverse Slash's Signature, dalla prima epiphone Snakepit passando x la Gibson Custom Piezo, la precedente goldtop (2008), 1 Rosso Corsa (2013), 1 Anaconda Burst ultima serie e una Vermilion (2013), l'unica che possiedo ancora.
Con onestà, da amante del verde, non posso non dire di essere rimasto molto deluso dalla Anaconda: una classic di un colore speciale con pu sovravvolti o poco più, al di la del gusto o meno di alcune scelte estetiche.
Il trasparente più spesso mai visto su una Les Paul ed un manico 50's che con Slash non c'entra nulla.
Considerazioni di poco migliori x la Rosso Corsa, che ok montava i Seymour Duncan, ponte Tone Pros ed altre chicche ma era comunque una Standard con parti speciali e pesava come un macigno. La mia Standard 60's neck del 2003 se la mangia a 360 gradi. Dello stesso anno ho preso e tenuto la Vermillion che considero una botta di fortuna: gemella x anno della RC pesa 600gr in meno e la devasta da ogni punto di vista arrivando di fatto a rivaleggiare con qualsiasi Custom shop posseduta senza timori reverenziali.
Tutto questo x dire che la qualità è obiettivamente scesa: se il 98% delle LP anni 80 e 90 sono grandi strumenti sulla produzione recente anche se trovo idee interessanti e colori molto belli percepisco una produzione qualitativamente molto inferiore.
E non è un "si stava meglio quando si stava peggio", ho avuto in tempi recenti (post 2015 ) una R7, R8, una Custom S Series, una Tribute oltre alla Anaconda e x arrivare ai livelli della mia standard se non prendo la r8 mi ritrovo il broncio.
Ultimo aspetto l'opportunità.
È chiaro che un prodotto nuovo è una possibilità x chi magari all'uscita della precedente Signature non aveva possibilità o magari non ascoltava neppure la musica (mi metto nei panni dell'odierno 18enne fan di Slash, di certo nel 2010 ad 8 anni non poteva chiedere al babbo la AFD).
Però è pur veri che quando in 1 anno tiri fuori 5(!) Signature gemelle come linea di produzione (non sono serie limitate) di fatto le rendi meno "speciali" di quanto potrebbero essere.
In ogni caso proverò appena possibile la Victoria: già che hanno tolto gli "Slashbucker" (pickup inventati perché Slash da quando ha tolto il ciuccio ha sempre usato gli SD) mi fa più simpatia: manico 50's e retro marrone scuro ma non "darkback" già marcano male in partenza, speriamo siano legni fortunati e non ci sia la solita bara di trasparente sopra.
e che differenze avrebbe rispetto al modello Slash Signature Les Paul Goldtop 2008 ??
La Gold 2008 aveva i Duncan, profilo 60... diciamo che come logica era una riproduzione più "fedele" di ciò che Slash davvero suona.
A giorni forse la provo e vi dico, sono molto curioso e sempre pronto e speranzoso sul dover cambiare idea!
Niente di che, una buona les paul classic con un colore diverso e dei pu un briciolo più spinti.
Circa la Victoria poi ho provato anche quella: cambia il colore ma non la "musica", nel senso che è una chitarra comunissima (prendi una traditional gold, gli cacci il battipenna e le cover dei pu, con i SD suona pure meglio), non ha l'effetto "wow".
Non sono serie a tiratura limitata ma serie di produzione (le trovate stabilmente in vendita nei principali store), la percezione abbastanza chiara è che su sta pagando la finitura "diversa" ed io richiamo al proprio guitar hero.
Non sto dicendo che sono brutte chitarre, parliamo di strumenti che costano e con dei processi produttivi importanti: dico solo che come "fedeltà" alla chitarra di Slash sono peggio delle precedenti (x elettronica e profilo manico e poi non apprezzo le plastiche con le firme finte, mi fanno un po' tristezza).
A me poi delle Gibson recenti mi indispone la finitura, brillano troppo, a mio avviso hanno una tonnellata di trasparente sopra, se le mettete vicino ad una Custom Shop o ad una anni 90 sembrano quasi la caricatura.
Morale: alla fine mi sono comprato un'altra R7 darkback d'occasione, ho speso la stessa cifra ma sta anni luce avanti.
Circa chi chiede le sensazioni e impressioni ribadisco è una bella chitarra, già in negozio sono ben intonate e con action decentissime, come legni non gli ho trovato tanti armonici (ci sono strumenti che già da spenti suonano come arpe), queste decisamente no, amplificate suonano bene ma IMHO non da giustificare quel prezzo.
E ve lo dice anche il mercato dell'usato, begli esemplari praticamente nuovi (massimo possono avere un paio d'anni) stanno in vendita sui 2000€ e gli annunci sono sempre lì che nessuno le compra, mettete una Rosso Corsa del 2013 in vendita a 3000€ e forse l'annuncio non arriva neanche al giorno dopo.