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PRS? Chitarre da crisi di mezza età…
PRS? Chitarre da crisi di mezza età…
di [user #17844] - pubblicato il

È il commento di un appassionato dinnanzi a una vetrina traboccante di alcune tra le chitarre più esclusive in circolazione.
D’accordo, è un titolo un po’ forte. Da fanatico del marchio, mi si è gelato il sangue quando ho sentito pronunciare quella frase. A dirla, un chitarrista intento a rifarsi gli occhi davanti alla vetrina di turno.

Era un ragazzo, non giovanissimo, ma neppure di quelli a cui daresti già del “lei”. Te lo immagini già, smaliziato nella sua lunga storia di acquisti, vendite, scambi tra chitarre orientali, qualche americana, molte messicane, tutte in quel sottobosco di fascia media e medio-alta in cui ormai sembra si possa trovare davvero di tutto, senza rinunciare né alla qualità né allo stile. Forse sono un po’ ragionamenti da “la volpe e l’uva”, ma quando si arriva a quel livello di esperienza - e ci siamo passati tutti - pare quasi che l’acquisto di una chitarra di livello superiore sia uno sfizio da ricconi, non più una cosa da puristi del suono né da professionisti.

La riflessione, era chiaro, nasce dalla nomea che le chitarre PRS si sono fatte negli anni: strumenti di pregio, curate sul piano sonoro quanto sul versante estetico, senza compromessi, e per questo con prezzi da capogiro.
3, 4 o 5mila euro non sono una cifra che qualsiasi musicista è disposto a sborsare a cuor leggero. Uno studente non ci va nemmeno vicino e un professionista potrebbe avere qualche remora prima di sbatacchiare sui palchi un oggetto di tale valore. La conclusione ovvia, secondo quel quasi-non-più-giovanotto, è che chitarre di quel livello smettano di essere strumenti musicali e comincino a diventare giocattoli per ricchi, acquistati da avvocati e dentisti più che artisti e turnisti.

Il sottoscritto non può essere imparziale perché, lo ammetto, ho sempre avuto un debole per le creazioni di Paul Reed Smith, da quando - sbarbatello - ho imbracciato una Custom 24 con manico in stile vintage (credo che in quel periodo si chiamasse ancora Wide Fat) e ci ho trovato il suono più dolce e la miglior suonabilità che ancora oggi ricordi in una chitarra elettrica. Ma proverò comunque ad analizzare la cosa.

PRS? Chitarre da crisi di mezza età…

Le PRS non costano tanto. Non tutte almeno.
La serie SE - Student Edition nasce appositamente per “regalare il sogno” a chi non può permettersi un esborso importante. Hai il marchio sulla paletta, e lo stesso non si può dire (o almeno non si poteva dire fino a qualche anno fa) per gli altri marchi storici della chitarra americana. Con 5-700 euro ti porti a casa una PRS vera, non una Epiphone quando vorresti una Gibson o una Squier se il tuo sogno è una Fender.
Ma in cuor tuo lo sai: non è la stessa cosa. Non è “lei”.

Sembrava ieri quando il laboratorio svelava la serie S2 - Stevensville 2, per riempire il gap tra le accessibili Student Edition e i top di gamma. Invece sono trascorsi 10 anni da allora, la serie è cresciuta e accoglie anche modelli inediti, tutti interessantissimi. Legni ed elettroniche sono gli stessi che PRS ha sempre usato sulle fasce superiori, anche i macchinari sono identici, così come la manodopera.

Ma manca sempre “quel qualcosa”. Paul Reed Smith è “fino fino”, come diciamo qui a Napoli, e sa bene che le sue chitarre, nell’immaginario generale, sono anche quel morbido contour che si appiana senza scalini al centro del top, la bombatura che diventa concava in corrispondenza dei potenziometri, quella silhouette quasi da violino che solo con una Core, cioè la fascia americana più alta prime delle Private Stock, si può avere.
Forse è quello che distingue l’esperienza di un fan delle chitarre PRS da quella di un fan Fender o Gibson.
Il percorso di crescita è semplicemente diverso: se ami la Telecaster, prendi una Squier che sul piano estetico è assai simile al “the real thing”. Manca il nome sulla paletta, ma basta fare un piccolo sacrificio per avere anche quello. Il Custom Shop è un’altra cosa, è chiaro, ma la Telecaster ce l’hai già, ed è quella vera, al millimetro. Lo stesso si dica per una Les Paul: ti basta una Studio, persino una Faded, per abbracciare lo strumento che hai sempre desiderato. Puoi prendere ancora di meglio, ma tutto sommato ti senti appagato.
Con PRS invece no. Devi avere quella, quella e basta, e qualsiasi alternativa al prezzo inferiore cambia per qualche elemento sostanziale. Magari ha il top con lo scalino di una S2, o il manico avvitato di una Standard. Insomma, non è una Custom della serie Core e non lo sarà mai. E Paul lo sa, maledetto.

PRS? Chitarre da crisi di mezza età…

Tuttavia, quella cura per il dettaglio - anche quelli superflui come finiture, vernici, binding e venature del top - va di pari passo con una qualità innegabile. Quindi quegli strumenti, con un certo sacrificio, se li comprano anche i professionisti. Non si vedono spesso, ma ci si stupirebbe a scoprire quanti artisti affermati tengono una PRS al sicuro nel loro studio, pronta per regalare la sua voce al prossimo turno in sala, lontana dai riflettori che tanto ne valorizzerebbero l’aspetto, ma anche da quei viaggi in flightcase che fanno paura a chi con le chitarre ci lascia un pezzo di cuore.

PRS? Chitarre da crisi di mezza età…

Viene da sé che il ragionamento può essere esteso a moltissimi altri marchi, alla liuteria, a tutto ciò che viene additato come lusso, sovraprezzo oltre le logiche dello strumento da lavoro secondo i canoni del chitarrista comune. Sono insomma chitarre da sogno, è vero, ma non pezzi da collezione fine a se stessi. Il più delle volte sono strumenti performanti che, anzi, forse riescono a distaccarsi dai meccanismi malati del marchio storico visto come griffe, o di modelli che si sente di dover possedere solo perché si è cresciuti circondati da idoli che ne imbracciavano uno uguale. Se li si desidera, è per un amore genuino, incondizionato.
Io stesso mi sono ripromesso che un giorno aggiungerò una Core alla mia rastrelliera. Sarà probabilmente una Custom 24, 50esimo anniversario perché sono nato nel 1985 proprio come l’azienda di PRS, e mi piace l’idea di avere una chitarra celebrativa di un suo compleanno importante che poi sarà anche il mio.
Il mio cinquantesimo compleanno.
In piena crisi di mezza età.
Oh cavolo…
chitarre elettriche curiosità prs
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