Mi sono chiesto se quest'estate mancata potesse influenzare malsane comparative per veri nerd della chitarra. Resta il fatto che, in uno scambio di vedute con il buon RozzoAristocratico, è venuta fuori una prova che sembra uscire da BanzaiTV.
In pratica, vista la natura eterea e impalpabile del suono, il paragone è stato come prendere una poderosa Ferrari per farci un giro su sterrato in mezzo ai boschi, e viceversa mettersi alla guida di un Jippone attrezzato di tutto punto per cercare di competere con una fuoriserie su una pista di lucido asfalto. È semplicemente scorretto in tutti e due i casi, ma sapere com'è ha sempre il suo perché, passatemi l'involontaria rima.

Per la prova, mi sono armato di una Gibson Herb Ellis 165 e di un'Ibanez Steve Vai 555 alla quale è stato cambiato il corpo (sostituito con uno della 470 o forse 770, ricordo che era sempre in tiglio americano), distrutto dopo dieci anni di live e un po' troppi sollevamenti per la leva. Il body originale si era crepato in corrispondenza delle viti che rendono basculante il ponte, ho poi fatto "scaloppare" la tastiera fino al 12esimo tasto e il ponte originale è stato sostituito con il Lo-Pro Edge montato di serie sulla 777.
Passando dall’altra parte del confronto chitarra-ampli, troviamo un Laney A1: è stato la mia scelta perché è un amplificatore formidabile per il suono acustico, ci sta perfettamente con la semiacustica e ovviamente con la chitarra acustica o classica. La voce ne esce decente e graziosa come anche il basso e la tastiera.
Compagno sul ring, entra in scena anche un Marshall JTM. L'amplificatore appartiene a una serie vintage, quindi pronunciata per natura sulle medie e scarica di basse rispetto a serie come la JCM. Le caratteristiche sonore sono pressoché inverse rispetto al Laney.

Sull'A1, la solid body esce bocciata per quello che viene abitualmente considerato il suo clean. In questo caso, con la Vai ho ottenuto dei bassi un po' eccessivi ma molto lineari e sopratutto delle frequenze acute, quindi le prime tre corde della chitarra, con un tono che mi ricorda i live del grande Tuck Address, dove non usa amplificatore ma passa semplicemente da un preamplificatore, poi in un equalizzatore e in ultimo entra nell'impianto diretto. Acquisii lo stesso suono come esperienza oltre vent'anni fa, studiando con Joe Diorio che predilige lo stesso sistema: diceva sempre che il suono lo devi avere nella testa, e così facemmo diverse lezioni dentro un monitor live, altre con un cassa Montarbo e così via, ma sempre con il suo suono scolpito da un equalizzatore che metteva tra la chitarra e quel che trovava.
Nel caso della prova in questione, da un lato viene fuori che la credibilità tra chitarra jazz e chitarra rock stia più nell'ampli. La Vai si è scurita troppo sulle frequenze basse nel Laney, viceversa in un ampli rock la Gibson tende a "spernacchiare" sulle medie. Tutto questo sempre pensando ovviamente a un suono jazz, perché poi semplicemente si arriva al giusto suono e non al suono giusto, quindi ho limitato volontariamente questa prova a un solo suono/stile.

Personalmente, d'istinto ho un po' storto il naso: dopo anni di volontaria ma anche involontaria educazione d'ascolti più o meno raffinati e ricercati, mischiare tutto è stato a tratti destabilizzante, ma anche divertente tanto quanto parlare dopo aver inalato l'elio racchiuso nei palloncini che si comprano alle fiere.
Per gioco, ho provato per qualche istante la 165 con il canale distorto del Marshall portando il gain a tre quarti. Avendo montato corde lisce in acciaio .012/.052, senza contare l'influsso del pickup Gibson 490R al manico e la natura hollow body dello strumento, il risultato era simile a quello di una Ferrari impantanata in un guado profondo cinquanta centimetri durante un giro in uno sterrato. Ha prodotto una distorsione malsana, ingolfata e intrattabile almeno alle mie orecchie collegate alle dita.
Per carità, la semiacustica in crunch è una cosa, ma se si parla di una pura hollowbody con tanto di unico pickup il discorso cambia. La chitarra è pensata per un suono rigorosamente clean grosso e se vogliamo grasso, dove le saturazioni potrebbero raggiungere al massimo un leggero crunch, comodo per tenere testa al poderoso suono di un combo di fiati da cui uscire pulita e robusta.
Un discorso a parte va fatto sull’altra chitarra in questione. La reattività dell'Ibanez nel Laney per acustica giova sicuramente alle frequenze medio alte, confezionando un suono molto particolare se si pensa a una parte funky, ma in generale il tutto è sovrastato dalle frequenze basse tanto scure e cupe. Apparentemente fanno il loro lavoro, ma sono sicuramente difficili da controllare e quantomeno a tratti poco intellegibili anche se sempre scolpite e lineari.
La Gibson trova la sua giusta dimensione e tono naturale nel Laney, mentre nel Marshall l'esubero delle frequenze medie e relativo scavo sulle basse fanno un suono quasi innaturale nell'accompagnamento in quanto un po' troppo spigoloso per il plettro. Cerco subito di accompagnare con le dita adattando il tocco, avverto comunque minor disponibilità di sfumature e dinamiche.
Nel solismo, risulta semplicemente sovraesposto. Viene a mancare la morbidezza sulle frequenze acute, che risultano così a tratti quasi fastidiose e comunque pungenti.
Va da sé che su Banzai TV ho visto giapponesi fare le peggior cose proporzionatamente alla voglia di stupire sperimentando l'inverosimile.
Probabilmente, alla maggior parte dei chitarristi non verrebbe mai in mente di acquistare un Marshall se si suona jazz e si possiedono solo semiacustiche, viceversa allo shredder incallito tra valvole e distorsori non verrebbe mai in mente di comprarsi un ampli per ottenere un ottimo suono acustico da strumenti acustici, ma forse a tutti e due resterebbe semplicemente la curiosità di poter sapere come suona.
Due giorni dopo aver girato il video, riascoltandolo, provo per qualche istante la stessa sensazione che si prova al risveglio dopo un sogno di quelli incasinati con tutte le cose fuori posto. Sento le macro differenze percepite durante la registrazione più lievi e attenuate, come se fosse l’intenzione nell’ottenere un sound jazz credibile a sovrastare sia le chitarre sia gli amplificatori, ma poi mi risveglio e ancora mi chiedo: ma conta di più la chitarra o l’amplificatore?

Possono essere i pickup, l'ampli, i legni, la scala, il ponte, le valvole...puó essere la tua giornata storta o l'arrivo di una bella notizia. Possono essere mille cose ad influenzare la percezione del suono. Se suoni per tre giorni consecutivi con single coil al quarto giorno gli humbucker ti sembreranno scuri e vorrai buttare via le chitarre con gli humbucker.
Alcuni giorni il volume a 3 non lo senti, altri giorni è fastidioso. Alcuni giorni percepisci delle frequenze che non avevi mai sentito prima.
Ci sono tante e tante variabili che la cosa migliore è godersi il momento in cui quello che suoni ti piace.
PS: Mick Thomson con la semiacustica è inguardabile ahahah!
per la mia esperienza e per il suono che serve a me (essenzialmente... pulito), conta di piu' la chitarra .. io ho a disposizione nel mio studiolo (nel senso che non e' tutta roba mia) vox ac 30, vox pathfinder, pignose, fender twin, soldano testa + 4x12, ampeg portaflex piu', a volte, un combo mesa e poi varie soluzioni di "diretta"..
se registro e poi riascolto, specialmente se la parte e' inserita in un brano, sicuramente sento quale chitarra ho suonato, mentre, dopo un po' di tempo, posso anche dimenticarmi che ampli ho usato e poi non riconoscerlo piu'..
Laney + Gibson molto più credibile di Jem + Laney, ma accettabile.
Chitarre + Marshall in entrambe i casi pco convincente almeno dall'ascolto con cuffie da MacBook.
Ma io non amo molto i marshall a prescindere.
Facciamo la stessa prova col stesse chitarre ed il mio JC 120, dentro al quale "sbatto" acustiche, ed elettriche senza ritegno ?
Paolo si divertirebbe come un bambino!
Su un valvolare come il Cicognani 6v6 JazzBlues,idem,basta non andare fuori scala con il gain....
Tutto sta nelle "quantità" applicate,anche perchè sarebbe assurdo fare metal con una full hollow,per molti altri motivi! :-)
Credo che l'ampli conti parecchio,alla fine,probabilmente più della chitarra,infatti tra il SR Jam ed il DV Mark,pur essendo simili come concezione,il Jam è più "trasparente" ed ha un pre più morbido,rispetta di più lo strumento,ogni ampli è diverso dall'altro,questo fa molta differenza,con i giusti accoppiamenti si possono fare cose "turche" credo.
sempre che non parliamo di chitarre che montano pickup ESTREMAMENTE diversi
Fermo restando che sono anch'io convinto che sia preferibile un buon ampli ad una buona chitarra, penso che questa frase sia proprio sbagliata.
L'esigenza di amplificare la chitarra deriva dal fatto che è uno strumento che non ha molta voce e viene polverizzato da quasi qualsiasi strumento con cui suona.
Il fatto che poi l'ampli ne modifichi la voce è un effetto collaterale, che ai primi tempi mi pare non fosse molto gradito.
"...I'm really more interested in music than the guitar. See, the guitar is a tool to play music. And I think about being a musician rather than a guitar player..."
Ci sono esempi di tipo diverso che sembrano fatti apposta.
Brian May non rinuncerebbe mai all'accoppiata Red Special - AC30: l'ampli ha il livello di saturazione e di armoniche che gli servono e suona come vuole lui; la chitarra è fatta apposta per indurre il feedback e disegnata sulle sue esigenze. Difficile dire cosa sia più importante.
Dall'altra parte: Gary Moore suonava sostanzialmente identico con in mano la Les paul di Green e una Strat ed era lui stesso a dire che un chitarrista deve riuscire ad ottenere il suo suono più o meno con qualsiasi rig.
Casi estremi ...
Il resto è la classica storia dell'uovo e della gallina: un diisquisizione abbastanza fine a sè stessa ma che comunque è un invito ad avere una mentalità aperta.
Tra la scelta se sia meglio una chitarra da quattro soldi su un ottimo amplificatore, invece di un'ottima chitarra su un ampli da poco, io direi meglio il primo caso.
Occorre però distinguere tra suonabilità di una chitarra, ovvero la possibilità di un'ottima regolazione, intonazione, feeling con lo strumento che a volte su uno strumento troppo economico viene meno. Anche un amplificatore troppo economico potrebbe avere una bassa suonabilità, non avere cioè un suono adeguato, pur lavorando con i vari controlli, spesso molto ridotti in numero.
Tuttavia la concezione di una chitarra elettrica è molto più semplice di quella di un amplificatore e per quanto vogliamo realizzarla scarsa non suonerà mai così male come potrebbe fare un'elettronica non idenea in un ampli.
Per farla breve se vuoi il suono di Brian May ti conviene partire dal VOX AC30 e poi abbinarci una chitarra. però questa è la teoria.
La pratica è che cronologicamente, tutti (me compreso) ci innamoriamo prima delle chitarre per poi capire con un pò di maturità che ampli e chitarra vanno a braccetto.
dire che contano mani, testa e cuore è vero, ma forse troppo banale.
ciao
30% Chitarra
40% Ampli (a condizione che chi equalizza sa' il fatto suo)
40% chitarra
10% cavo
ovviamente ,a parità di "mano"
Per non esagerare direi
70% ampli + eventuale pedalame
30% chitarra
Suonerà sempre meglio una chitarra economica su un ampli bello piuttosto che una mega chitarra su un amplificatorino.
Credo che per la scelta di un particolare suono, vuoi che sia jazz o Metal estremo, quello da scegliere bene sia l'amplificatore e non la chitarra.
Su un jazz chorus non credo sia difficile suonare jazz con una ibanez metallara e, non credo sia impossibile suonare Metal con una strato attaccata a un mesa.
È chiaro che la mano conta, che se uno è bravo suona con tutto e si adatta meglio a vari tipi di chitarre, ma se quando un turnista va in studio si porta più di una chitarra un motivo ci sarà, no?
Ad ogni modo, è una questione di fisica... una semiacustica con un P90 (vedi ES125 da me citata), messa davanti a un ampli higain ad alto volume è INSUONABILE: se non ti fidi, ti sfido a venire da me in saletta a provarci, magari mettendo un orecchio di fronte alla 4x12 ;-)
La Gibson Byrdland
Che in teoria dovrebbe essere una chitarra Jazz.
Quindi conta di più l'amplificatore e le mani della chitarra per fare un suono più che un 'altro.
Del resto c'è chi suona jazz con la Telecaster.
La domanda dovrebbe essere stravolta in questo modo: il "TUO suono" è legato più alla chitarra, all'ampli o alla pedalanza? E poi: quale deficit ti pone maggiori vincoli espressivi, brutta chitarra, brutto ampli o cessi pedali? E poi ancora, rinunceresti ai colori, cioè il tono e all'ambiente, o alla dinamica di gain e sustain?
Si sente dire spesso di artisti che cambiando da una les paul a una strato abbiano sempre lo stesso suono, non contestiamo, facciamo finta di prenderlo per buono: vuol dire che nelle tavolozze messe a disposizione da strumenti differenti ci sono delle intersezioni e può essere fortunato chi ci casca nel mezzo. Un altro interrogativo allora può essere questo: in quali condizioni una strumentazione fa valere maggiormente la propria personalità? (suoni puliti, crunch, distorti, volumi alti...) E quindi di seguito un'altra: quale stile chitarristico risente meno della personalità della strumentazione?...
Potrebbe venire fuori che non serve essere Mazinga per suonare jazz con un marshall e metal con una semiacustica, ma sicuramente se fosse Mazinga a farlo... allora vorrei vedere chi avrebbe qualcosa da dire;)))
E non dimentichiamoci che, grazie a dio, vuol dire che un po' di fieno in cascina ci và, il chitarrismo è ormai tutto una marchetta, non saprai mai perchè e per come uno usa una roba piuttosto che un'altra.
Comunque, al solito si fa tutto un gran minestrone come se Dave Mustaine e Joe Pass facessero lo stesso mestiere, ma a me piace, perchè io al contrario di quanto asserito da un amico sopra, uso la musica per suonare la chitarra e non viceversa, mi piacciono le sue mille voci, e la sua "biodiversità".
non ricordavo questo particolare... ho preso una copia del libro e zac in effetti hai preso in pieno il bersaglio!!
Non ci è dato sapere se effettivamente fosse utilizzato da uno dei due mostri sacri della foto, sicuramente nella storia della chitarra Jazz si sono fatti tantissimi esperimenti, puliti distorti passando dai classici fino agli abbinamenti definibili più improbabili.
Indubbiamente in veste d'autore in prima istanza mi pongo di fronte alla divulgazione lasciando acceso il filtro che fa passare principalmente la storia del nostro strumento nei suoi abbinamenti definiti "classici" con questo o quell'amplificatore.
Poi sappiamo che dal contenuto nozionistico per padroneggiare strumento e suono, la crescita e personalizzazione può avvenire nel momento in cui ci si lascia le regole alle spalle e si è in grado di creare qualcosa di nuovo ma sopratutto che percepiamo come nostro e personale.
E allora che ben venga non limitarsi a questa o quella chitarra e necessariamente solo a certi amplificatori.
In fondo me lo ripeto sempre: gli strumenti sono "solo" strumenti, noi siamo la musica che suoneremo, con il nostro carico di esperienze, preparazione, attitudine e predisposizione!
Buoni abbinamenti Musicali a tutti :)
PaoloAnx
JazzRock
Claudia
Anche se la mia nuova Telecaster (arrivata ieri) suona divinamente rispetto alla mia vecchia stratocaster eheh
Claudia
Bassman :Q_____
Ne viene fuori una specie di kamasutra musicale, in cui gli accoppiamenti saranno più o meno soddisfacenti a seconda della "personalità" di chitarra e ampli. Possono essere buoni quanto si vuole, una chitarra "neutra" e un ampli "neutro" faranno un bel suonino limpidino precisino... del tutto scialbo. Mentre non è detto che collegare (quella che sembra essere) la miglior chitarra del mondo a (quello che sembra essere) il miglior amplificatore del mondo fornisca (quello che dovrebbe essere) il miglior suono del mondo...
Secondo me, lapalissianamente, il suono nasce... dalla fonte di produzione del suono, quindi dalla chitarra (che, nel caso di una solid body, vuol dire 80% pickup; il discorso può variare per una hb o una sh); un buon amplificatore è quello che rende questo suono intelligibile a volumi più o meno alti senza snaturarlo. Quindi, paradossalmente, cercherei una chitarra adatta al suono che voglio ottenere, e un ampli che sia così buono da non sovrapporsi a quel suono. Viceversa, chi è innamorato del suono di un ampli specifico, farà bene a procurarsi quell'ampli, e a collegarci una chitarra che gli consenta di manovrarlo senza troppi problemi.
Poi, resta il fatto che ognuno va alla ricerca del suono che ha in testa. Se come riferimento ho gli Iron Maiden, un set che mi rifà il sound di Gilmour magari mi sembra una ciofeca... e ovviamente in quel momento milioni di altri "grattugiatori" stanno invece cercando esattamente proprio quel suono che ho tra le mani, e non mi piace...