Non ci sono cambiamenti, solo aggiunte con qualche contraddizione. Chiaro esempio: rebalancing contractual relationships between creators and their contractual counterparts while respecting contractual freedom che in pratica significa che contratti stipulati in precedenza sono da rivedere rispettando però la libertà di azione. Tutto questo vale chi produce o pubblica e si aspetta royalties bilanciate al sorgere delle vendite in rete, ma anche da links pubblicati e, forse, invenzioni elettroniche che hanno strettamente a che fare con la musica tipo MIDI.
La ragione è quella di detrarre una percentuale certamente enorme dai profitti Google, Firebox e altri. A questo livello sono favorite di lunga le edizioni musicali. Con 1 pezzo in hit parade ci sono 10 versioni cover, miglia di bands dove c'è da badare alla bolletta SIAE, uso film-TV. Introiti saranno in aumento anche per compositori. Una casa discografica ha un master e basta.
In pratica, ci dovrà essere nuova burocrazia, sistemi ben adatti a "tradurre" le direttive e dunque un bel pò di lavoro extra. Ho fatto un speed-reading e da musicisti è tutto "no problem.
La ragione è quella di detrarre una percentuale certamente enorme dai profitti Google, Firebox e altri. A questo livello sono favorite di lunga le edizioni musicali. Con 1 pezzo in hit parade ci sono 10 versioni cover, miglia di bands dove c'è da badare alla bolletta SIAE, uso film-TV. Introiti saranno in aumento anche per compositori. Una casa discografica ha un master e basta.
In pratica, ci dovrà essere nuova burocrazia, sistemi ben adatti a "tradurre" le direttive e dunque un bel pò di lavoro extra. Ho fatto un speed-reading e da musicisti è tutto "no problem.
Ciao
A me meraviglia il fatto che l'han fatta franca fino a oggi.....era ora!!!
Spero che negli States e nel resto del mondo seguano l'esempio..
Non ci siamo registrati da nessuna parte = nessun rendiconto da fornire. Il tutto è costato un fracco e ora secondo un amico che segue quello che c'è sul mensile Vinile, un esemplare originale è valutato 5000€ (ma non ci credo). In ogni caso royalty zero per band, autore, e produttore Ermanno Velludo.
Né io né i miei collaboratori siamo diventati milionari, ma il reddito dei nostri diritti d'autore è comunque una parte consistente dell' introito totale del lavoro.
I contratti discografici spesso prevedono una spartizione dei ventiquattresimi che spesso ne fa entrare una buona parte per vie più o meno lunghe alla produzione.
Ma l'essere professionisti nel campo musicale prevede anche la capacità di stipulare i contratti "giusti" e di trattare su queste cose. O al limite di circondarsi delle persone giuste che sappiano contrattare per te.
Senza polemica eh, ma questa storia che uno bravo a fare una cosa sia anche capace di promuoverla o venderla, mi sembra molto sbagliata.
Ciao
Se sei in grado di gestire tutto autonomamente, molto bene, è una dote importante in un professionista in campo musicale almeno quanto saper suonare. Se non sei in grado affidati ad altri.
L' ultima frase significa ciò che dice: se non sei in grado di valutare la bontà di un ipotetico contratto di produzione discografica, circondati di, o in questi casi, affidati a chi lo sa fare.
Nello specifico caso di questo post, ci sono un sacco di avvocati e commercialisti specializzati in campo musicale e artistico in genere, che possono aiutarti nel valutare i contratti discografici o di altra natura, ovviamente al costo di una parcella che riflette il grado di competenza, esperienza ed affidabilità di chi la emette.
Ciao
Fior di professionisti hanno acquisito con gli anni l'esperienza adatta a discernere i contratti buoni da quelli cattivi. E non vanno a cercare nessuno che dia garanzie in tal senso. Anche per un fattore economico.
Un aiuto di questo tipo è una consulenza e al di fuori della musica in altri ambiti le aziende si avvalgono di consulenti esterni solo quando ne hanno bisogno. Dato di fatto pure questo.
I professionisti che soccombono davanti a qualsiasi difficoltà dovrebbero prendersela con sé stessi. Sono un'impresa, se va bene è per merito loro, se va male colpa loro. E avvalersi di consulenti resta sempre una scelta.
Ciao
Nei primissimi tempi ho avuto qualche problema ad interfacciarmi con il livello dei professionisti veri e navigati a livello prettamente musicale: non ero abbastanza smaliziato per suonare a livello professionale e garantire la qualità che veniva richiesta sul piano prettamente musicale, e anche a stare nei ritmi di lavoro richiesti. Avevo un diploma nello strumento e una tecnica buona, ma mi sono accorto che non bastava per fare la professione. A livello gestionale semplicemente mi mancava totalmente l'esperienza e i vari contratti erano sempre un salto nel buio. Un paio di belle fregature le ho prese, ma ho risolto semplicemente da un lato studiando seriamente e dall'altro chiedendo lumi a chi ne sapeva più di me perché faceva questa professione da quando io stavo alle elementari.
Dopo 19 anni un po' di cose mi sembra di averle imparate, sicuramente più per osmosi che interpellando i commercialisti e avvocati specializzati, che pure in certi casi sono fondamentali nella gestione di alcuni aspetti lavorativi.
Vedo i giovani -sempre meno- che vogliono affacciarsi a questa professione essere purtroppo quasi sempre nella condizione in cui mi trovavo io quando ho cominciato: pieni di speranze e buona volontà, ma non abbastanza preparati né sul piano musicale, né sul piano gestionale. Esistono eccellenti eccezioni, ma sono una minoranza.
E vedo che tutti si arrabattano per la maggiore a chiedere a chi ne sa di più o a chi ha semplicemente più esperienza e in casi rarissimi scomodare professionisti della consulenza. Forse per motivi economici o forse per motivi di inesperienza.
Ma l'idea che mi sono fatto è che davvero in questo lavoro si impari più per "osmosi" che per le consulenze professionali.
non deve essere facile, massimo rispetto per te e chi come te si guadagna da vivere suonando
alla fine io non mi lamento, anche io ho comprato una casa quest'anno, per fortuna grazie ai miei lavori svolti, l'ho pagata tutta senza mutui o prestiti, se aspettavo come te i diritti d'autore, compravo con i soldi della siae la casa di Barbie ahahahahahahahahah
Mi dispiace. E penso che gli squali sono sempre all' attacco.
Per il resto abito nella stessa città di uno degli autori più apprezzati del panorama pop moderno, ha fatto molta gavetta, ma ora scrive per gli artisti in voga. Recentemente ha vinto un disco d'oro con una canzone che ha cantato Emma Marrone.
Sicuramente deve sottostare a compromessi indicibili, ma pur conoscendolo poco, so che non se la passa male.
Per la mia esperienza posso dire che la carriera di autore non è facile ma nemmeno troppo difficile, almeno in certi ambito, sempre se si hanno le capacità, soprattutto imprenditoriali, e magari anche qualche botta di cul... ehmm fortuna, che nella maggior parte dei casi conta più del resto.
Avvocato, commercialista? Trovatevi amici che conosce qualcuno che conosce uno studente di legge. Sarà grato per lavorare gratis. Anche un avvocato anziano che vi aiuterà gratis tanto per lo sballo.
I contratti di oggi di solito hanno una durata di mesi (non anni) e si diversificando molto a seconda che siano contratti di produzione o solo di distribuzione, o anche, qualora fossero contratti di produzione, se il produttore sia interno, cioè già sotto contratto e assegnato dalla società o esterno, cioè chiamato solo per quel lavoro.
Oppure ancora che ci sia da fare tutto il lavoro da zero (caso rarissimo) o che si arrivi a presentare una preproduzione o addirittura un prodotto già completo..
Nella ripartizione delle percentuali si tiene conto anche di altre royalties, come le ipotetiche percentuali sulle vendite, i diritti di interpretazione ecc... Di solito si fa in modo che ognuno abbia la sua piccola parte e le percentuali variano di molto a seconda delle persone coinvolte, non come numero ma come credibilità professionale.
Sul fatto di interpellare un avvocato anziano o uno studente, lascia perdere: se si hanno perplessità o si cercano sicurezze su un contratto di 200 pagine con clausole sull' ipotetico tipo "dovesse capitare x, allora sei obbligato a fare y", meglio contattare professionisti di chiara fama e comprovata esperienza, che di questo tipo di contratti ne vede tre al giorno, non chi è anziano ma magari ha lavorato in un altro ambito, oppure chi è troppo giovane per sapere quel che deve fare.
Avvocati: non è mica detto che ne sanno più di tanto - alla fine dei conti! L'esperienza più divertente è questa: c'è da fare un contratto USA, Mega con Arista riguardo Ace Of Base al primo hit, All That She Wants. Meeting con l'avvocato di Arista, e una folta schiera di avvocati di Mega - uno in toto per la band presente, uno per il manager, uno per ciascuno dei 4 membri del gruppo presente (4), uno per Mega, uno per il boss e proprietario di Mega.
Tutti in estasi, contratto USA!!! Basta firmare e controfirmare ogni pagina di 90. Si alza Jenny e dice "io NON firmo un contratto che non capisco"! Panico! L'avvocato Arista non è in grado di spiegare, né alcun'altro presente... Incaricato della cosa, mi sono messo a un tavolino distante e spiegato il contratto a Jenny (la mora) - ci siamo divertiti a prenderci un sacco di tempo e conseguente pericolo di infarto per il resto dei presenti.
Un contratto USA è fatto apposta per scombussolare un artista, è incapibile per i comuni mortali. Le parole "tecniche" derivano dal Latino - avete un vantaggio! Il mio - Francese, Italiano, Inglese e Danese. La derivazione latina di certe parole fondamentali è in comune e evidente in queste lingue - un vantaggio, anche per la comune formulazione in Inglese, poi ritradotta in Italiano!
Un avvocato da €€€€ all'ora, è il vantaggio di avere una rappresentazione che non induce a scherzi da nessuna parte. Un amicone può decifrare il testo e tener con che, alla fine di tutto dello scritto, c'è una "eccezione all'eccezione" riferita al paragrafo 16.IV e l'eccezione 4 B.2. al paragrafo 3. Un circuito eterno di paragrafi simili è certamente possibile. Anche un apprendista è in grado di individuare trappole del genere.
Non credo però che vi siano cose estreme in Italia - casomai, altre influenze. Quelli che si occupano di edizioni sono generalmente tranquilli e ben considerati a livello lavorativo. I discografici sono generalmente all'opposto! In comune, boss di gruppi finanziari che controllano le Multinazionali...
- contratto di sei mesi, due singoli e se va bene rinnoviamo per un anno e magari facciamo il disco (meglio se ce l'hai già pronto e prodotto al limite si fa qualche correzione) se va male torni da dove sei venuto.
- percentuale consistente alla casa di produzione, altre percentuali da dividere tra artista, produttore, autori ecc... in questi casi resta all'artista tra l'1 e il 6%, dati alla mano, sperando che nella guerra tra poveri tra artisti e autori non si scannino col famoso: "Canto la tua canzone se mi dai x ventiquattresimi". Ma resta un comunque dividersi le briciole.
Per quanto riguarda la distribuzione di solito le produzioni hanno già contratti a tempo più o meno lungo con le agenzie: la stessa casa di produzione di solito si affida sempre alla stessa distribuzione e spesso, ma non sempre, la distribuzione stessa è una società controllata finanziariamente dalla produzione, o addirittura una divisione della casa produttrice stessa. L' introito viene stornato dalle royalties di produzione. Di solito la voce in capitolo degli artisti in questo senso è pari a zero.
Da anni attraverso i sindacati (il più serio è secondo me l'IMAIE) si cerca un dialogo per fissare tetti minimi, ripartizione più equa, ma è sempre come gridare nel vento.
L' unica conquista degna di nota è il riconoscimento di un diritto di interpretazione da corrispondere ai musicisti, che dovrebbe essere ricavato dal guadagno (o cresta) della distribuzione sui supporti vergini. Ma anche questo viene ignorato quasi sempre.
Gli avvocati servono, ma non devono essere avvocati qualunque: devono essere specializzati nel campo e fungono di solito da revisori dei contratti e da legali rappresentanti dell' impresa di artista o della società/cooperativa di artisti. Ripeto: deve essere gente preparata: un avvocato qualunque non va bene.
Stessa cosa per i commercialisti: ne esistono di specializzati nel gestire le finanze di questo tipo di imprese e con l'esperienza maturata negli anni, sanno consigliare su contratti e clausole varie. Una delle più famose abita in provincia di Piacenza e gestisce le imprese di parecchi artisti italiani.