Vincenzo Atzori e Luca Maggio dell’Associazione Apulian Guitar Startup di Foggia hanno portato nella loro città una grande attrattiva per guitar geek: un’imponente mostra di chitarre, bassi, amplificatori e altre rarità originali vintage Fender. L’evento si è svolto nell’ambito dell’edizione 2019 del Medimex Festival grazie al supporto di Puglia Sounds.
Fulcro dell’esposizione sono i 132 strumenti elettrici Fender raccolti in 25 anni di dedizione da Flavio Camorani, per l’Associazione Prisma Melody diretta da Michela Taioli. In particolare, la collezione passa in rassegna il periodo d’oro della produzione di Fullerton, dalle origini al 1974.
Non mi sono lasciato sfuggire l’occasione di documentare in video questa splendida mostra e ho prodotto due brevi filmati per raccontarvela.

In realtà, organizzare un resoconto ordinato ed esaudiente del Fender Vintage Museum non è affatto impresa semplice: ogni singolo pezzo di questa collezione meriterebbe un intero filmato a sé stante.
In questi due episodi ho dunque provato a presentare in generale il museo nel suo complesso, evidenziando alcuni particolari e raccontando qualche storia in modo piuttosto casuale.
Ciò che subito attira l’attenzione del visitatore è un’impressionante schiera di Stratocaster: Camorani è riuscito a mettere insieme un esemplare in finitura standard sunburst per ciascuno dei vent'anni di produzione vintage della Stratocaster, dalla sua introduzione nel 1954, al 1974.
Ospite per l’occasione è la chitarrista Simona Armenise, attualmente impegnata nella lavorazione del suo secondo album in collaborazione con Ares Tavolazzi, già bassista degli Area. Simona ci offre l'opportunità di ascoltare la voce di un paio di Strat pre-CBS mozzafiato.
Il nostro tour prosegue con altre chicche imperdibili per gli appassionati dello storico marchio californiano.
Chi fosse interessato a conoscere anche i più minuziosi dettagli del “Fender Vintage Museum”, può fare riferimento al libro di Flavio Camorani e Vincenzo Atzori “Our Vintage Soul”, disponibile sul sito flaviocamorani.it. Il volume contiene una serie di minuziose schede tecniche dei pezzi più importanti della collezione, illustrate con ottime fotografie.
Fulcro dell’esposizione sono i 132 strumenti elettrici Fender raccolti in 25 anni di dedizione da Flavio Camorani, per l’Associazione Prisma Melody diretta da Michela Taioli. In particolare, la collezione passa in rassegna il periodo d’oro della produzione di Fullerton, dalle origini al 1974.
Non mi sono lasciato sfuggire l’occasione di documentare in video questa splendida mostra e ho prodotto due brevi filmati per raccontarvela.

In realtà, organizzare un resoconto ordinato ed esaudiente del Fender Vintage Museum non è affatto impresa semplice: ogni singolo pezzo di questa collezione meriterebbe un intero filmato a sé stante.
In questi due episodi ho dunque provato a presentare in generale il museo nel suo complesso, evidenziando alcuni particolari e raccontando qualche storia in modo piuttosto casuale.
Ciò che subito attira l’attenzione del visitatore è un’impressionante schiera di Stratocaster: Camorani è riuscito a mettere insieme un esemplare in finitura standard sunburst per ciascuno dei vent'anni di produzione vintage della Stratocaster, dalla sua introduzione nel 1954, al 1974.
Ospite per l’occasione è la chitarrista Simona Armenise, attualmente impegnata nella lavorazione del suo secondo album in collaborazione con Ares Tavolazzi, già bassista degli Area. Simona ci offre l'opportunità di ascoltare la voce di un paio di Strat pre-CBS mozzafiato.
Il nostro tour prosegue con altre chicche imperdibili per gli appassionati dello storico marchio californiano.
Chi fosse interessato a conoscere anche i più minuziosi dettagli del “Fender Vintage Museum”, può fare riferimento al libro di Flavio Camorani e Vincenzo Atzori “Our Vintage Soul”, disponibile sul sito flaviocamorani.it. Il volume contiene una serie di minuziose schede tecniche dei pezzi più importanti della collezione, illustrate con ottime fotografie.
Ciao
Mi dispiace che "skippiate" i miei video, anche perché dedico molto tempo e attenzione a creare sottotitoli in Italiano: proprio per consentire una comoda visione anche agli amici chitarristi connazionali che non hanno molta dimestichezza con la lingua inglese. In genere ricordo sempre che ci sono dei meravigliosi sottotitoli in Italiano attivabili dalle opzioni del player.
Quanto ai perché, direi che "Louisiana Wannabe" non c'entra assolutamente nulla... e infatti nelle mie produzioni video e musicali non nascondo mai la mia italianità-terronità-pugliesità-baresità : )
Utilizzo la lingua inglese semplicemente perché le cose di cui parlo o di cui canto, potenzialmente, non interessano soltanto gli italiani e mi rivolgo idealmente ad un'audience internazionale, che ovviamente fa riferimento alla lingua inglese.
Ho molti amici sparsi per il mondo, nel mio piccolo, sono un musicista conosciuto e apprezzato anche all'estero (essì, anche nel Mississippi : ) . I contatti più interessanti che ho, anche sotto l'aspetto più "professionale, sono all'estero e basta dare un'occhiata al gruppo facebook BTR o ai commenti del canale per vedere che ricevo molti feedback anche fuori dai confini nazionali. Io stesso seguo con interesse canali di Olandesi, Tedeschi, Svedesi etc. che parlano in Inglese e l'accento delle loro rispettive lingue-madre non mi disturba affatto. Sicuramente non sono altrettanto attratto da contenuti in lingua Olandese, Tedesco o dialetto di Stoccolma : ) Per il resto spero che il mio Inglese non sia proprio così tragico come lo descrivete, anche se comunque, come tutti, non ho smesso di studiare ed imparare e cercherò di fare sempre meglio in futuro. Spero che d'ora in poi concediate una chance anche ai Video di Bob's Tone Review, anche perché sono fatti con il cuore per gli amici chitarristi.