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Mixaggio degli album.. oggi

di Sykk [user #21196] - pubblicato il 03 aprile 2014 ore 07:20:38.
Ascoltando molti dischi rock degli ultimi 10 anni ho sempre l'impressione che la batteria sia troppo in evidenza, soprattutto i piatti, e che anche il basso sia molto pompato, come se i produttori pensassero che ormai in un periodo in cui si preferisce comprare un Iphone piuttosto che un hi-fi, tutti ascoltino la musica in cuffia.
La cassa poi è talmente artefatta con l'uso dei compressori che viene da pensare perchè non si usino semplicemente dei trigger con dei campioni.
Sarà che sono cresciuto (almeno musicalmente) col sound dei '60/'70...

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in verità ti dico: le ...
di francescoRELIVE [user #13581]
commento del 03/04/2014 ore 12:59:43
in verità ti dico: le casse di adesso sono tutte triggherate.

Tuttavia è lo stile che va adesso: colpa del mastering che pompa tutto per far sembrare figo il pezzo.


Se proprio ti rompe la musica moderna, riascolta qualche disco degli Steely Dan :D
Rispondi
Re: in verità ti dico: le ...
di E! [user #6395]
commento del 03/04/2014 ore 14:10:5
Condivido in pieno il commento di Francesco.
Ci sono ottimi suoni anche sui dischi di oggi, ad esempio quelli dei Radiohead. Ma alla fine il suono è solo una questione di gusti.

Oggi tutti equalizzano pesantemente, aggiungono plug-in digitali, comprimono all'inverosimile.
Oggi si registra praticamente solo in digitale.

Non sai quanti problemi ho avuto per ottenere dei suoni "reali" per il mio disco...!!









Rispondi
Re: in verità ti dico: le ...
di Sykk [user #21196]
commento del 03/04/2014 ore 21:31:11
mah adesso che siano tutte triggerate non credo, comunque quello che manca secondo me anche è la voglia dei fonici di lavorare su microfonazione e ripresa in generale.
Negli anni sessanta si faceva così, invece adesso ti piazzano 4 microfoni davanti al cono e rimandano tutto al mixaggio.
Ma non sarà mai la stessa cosa.
Rispondi
La parole d'ordine è LOUDNESS. ...
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 03/04/2014 ore 15:42:20
La parole d'ordine è LOUDNESS.
Rispondi
Re: La parole d'ordine è LOUDNESS. ...
di Claes [user #29011]
commento del 04/04/2014 ore 10:17:17
Assolutamente! Anni ´50 vi era un certo Phil Spector... aveva ben 3 batteristi sincronizzati in studio per avere loudness. Si era mono su 2 piste - base più canto e questo da missare in mono. Col multipiste 8, 16 e 24 si potè separare le piste della batteria e lavora re in eterno con l' EQ. La logica diventò loudness al massimo e le bands in studio insistevano su questo elemento. Devo prepararvi commenti su rhythm box e samples - long story!
Rispondi
Re: La parole d'ordine è LOUDNESS. ...
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 04/04/2014 ore 11:03:26
Io guardo su YT video sul mixing e mastering e c'era chi diceva questo:
La spasmodica ricerca del volume con maximizer compressori multibanda e limiter.

Si chiama LOUDNESS WAR.

L'espressione loudness war (o loudness race), in italiano traducibile in guerra del volume, si riferisce alla tendenza dell'industria musicale a registrare, produrre e diffondere musica, anno dopo anno, con livelli di volume progressivamente più alti, per creare un suono che superi in volume i concorrenti e le registrazioni dell'anno precedente.
La tendenza a incrementare il volume medio della stessa canzone (in questo caso Something dei Beatles, masterizzata su cd 4 volte dal 1983) come dimostrato dalle forme d'onda illustrate in questa immagine.

Questo fenomeno può essere osservato in varie aree dell'industria musicale, in particolare nella diffusione e nella pubblicazione di album su CD e DVD. Nel caso dei compact disc, la guerra deriva dal desiderio di artisti e produttori di creare dischi che suonino a un volume sempre più alto o perlomeno maggiore di quello degli artisti e delle etichette discografiche concorrenti.[1]

Tuttavia, dato che l'ampiezza massima del livello sonoro di un CD non può superare un certo limite, il volume complessivo può essere aumentato soltanto riducendo la gamma dinamica. Tutto ciò è fatto spingendo il materiale sonoro con un volume più basso a un livello più alto, mentre i picchi di volume più alti vengono o distrutti o notevolmente compromessi. L'uso estremo di questa compressione può introdurre distorsioni e clipping nella forma d'onda della registrazione.

vai al link

Rispondi
Re: La parole d'ordine è LOUDNESS. ...
di Claes [user #29011]
commento del 04/04/2014 ore 14:07:2
Alza il volume dello stereo e basta!

GIUSTISSIMO – è un articolo e link che spiega tutto percui aggiungo qualcosa dal punto di vista uso delle registrazioni per disco vinile e radio. Vi erano "radio singles" a lungo! Ed è totalmente vero che vi era una acerrima concorrenza tra le case discografiche, loudness war. Si avevano segreti di stato! Vale notare che le varie case "majors" avevano una propria fabbrica e dischi stampati per altri erano di qualità più bassa. Compressore/limiter è (penso) inventato per la cinematografia. Un nastro magnetico ha una specie di limiter da parte sua... sound da ampli a valvole con tuttto a valvole rende l'idea. Più i microfoni diventavano sensibili e perfetti, più diventava difficile controllare transienti improvvisi di una batteria – su pezzi vecchi la batteria è piuttosto "indietro" amenoché sia un assolo di Gene Krupa!

Sino al '75 (tornato in Danimarca) non ho avvertito / notato una guerra del volume davvero specializzata in Italia. Neanche poi quì. Da notare è che prodotti USA erano normalmente 110V / 60Hz necessitando un trasformatore con spina USA. Prodotti come microfoni Shure non avevano problemi!

A un certo punto si arrivò al mastering specializzato: vinile mono poi stereo, cassetta, e poi anche il digitale. Per i veci: vi ricordate dell' introduzione dello stereo con panoramiche esagerate? !!!!! Mastering vinile step-by-step: Si arriva con un master ¼" e da questo si trae il master da usare per il disco. Questo è un test da infarto... se il nastro non rende, è back to square one. La faccenda è l'opposta del giradischi e si "incide" su un disco vinile vergine che direi "soffice" e non come un disco fabbricato. Fatto questo, lo si può ascoltare un paio di volte prima che si deteriori. Ci vuole di solito una qualche minima regolatina EQ prima di fare una seconda incisione. Fatta questa, non la si può ascoltare! Dal positivo appena inciso si ricava uno o più negativi per stampare dischi – questa procedura è in metallo ma non so quale, nè ho mai visitato una fabbrica.

Deutsche Grammofon Gesellshaft: nessun compressore / limiter e la DGG è ultra-hi-fi e con tutti i transienti preservati al 110% - qualità inadulterata. Da musica Classica sino all'avanguardia tipo Stockhausen. La dinamica è folle. Se un pezzo parte con un pianissimo arriverà di certo un fortissimo! Non bisogna esagerare col volume d' ascolto. Un disco DGG estremo è "Presque rien numero un" di Luc Ferrari. Parte con il suono di leggera brezza e onde colte in riva all' Atlantico su una spiaggia in Francia. E... continua e continua... all' improvviso parte il motore di un camion a tutta birra! Roba da scassare gli altoparlanti e c'è un buon effetto stereo quando parte subito dopo. Tutto torna poi alla brezza, la spiaggia, le onde. Dinamica!
Rispondi
Re: La parole d'ordine è LOUDNESS. ...
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 04/04/2014 ore 15:12:11
Sei un enciclopedia con le gambe :)

corneliuspedia non Wikipedia.

A questo proposito senti questa simpatica canzone dei SUPERGRASS il video è molto divertente

vai al link
Rispondi
Dipende dal genere di cui ...
di dissident [user #3486]
commento del 04/04/2014 ore 02:15:26
Dipende dal genere di cui parli, comunque.
Nel metal ad esempio i piatti ormai è come se non ci fossero e spesso anche il basso :D
Rispondi
gusti ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 04/04/2014 ore 07:23:
gusti
Rispondi
Re: gusti ...
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 04/04/2014 ore 13:13:59
Non è questione di gusti è un fenomeno concreto come puoi leggere nel mio post sopra.
In cui porta l'esempio di una masterizzazione di un pezzo dei Beatles in tre epoche diverse è il volume ad ogni volta è stato aumentato.
Rispondi
Re: gusti ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 04/04/2014 ore 13:53:2
intendevo dire che uno puo' gradire un tipo di mix/masterizzazione o un'altro a seconda dei propri gusti ... non c'e', per me, un meglio o peggio assoluto ..
Rispondi
Re: gusti ...
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 04/04/2014 ore 14:10:28
Ah beh non avevo capito...cmq ovvio, qualsiasi cosa è questione di gusti.

Ma come aveva notato l'autore del post è vero, c'è una tendenza nell'industria discografica ad aumentare sempre più la percezione del volume alto.
Rispondi
Re: gusti ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 04/04/2014 ore 14:35:39
quello e' poco ma sicuro ... anche nelle mie produzioni, dagli anni 90 ad oggi, mi sono dovuto preoccupare sempre di piu' di far suonare i brani piu' forte. Allora il "mastering" era un blando limitare alcuni picchi soprattutto per la stampa in vinile ed era una cosa che faceva chi stampava i dischi, le produzioni mandavano semplicemente i master con i mixaggi ..
Adesso devi applicarti tu stesso che produci per sparare forte... penso molto dipenda dal fatto che la gente ascolta soprattutto o con le cuffiette, con le cassettine del computer o con impiantini minimali del supermercato. Le potenze sono basse, ma si vuole comunque il volume molto alto, quindi bisogna comprimere ...


in ogni caso sta un po' finendo ...
Rispondi
Re: gusti ...
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 04/04/2014 ore 15:05:30
===in ogni caso sta un po' finendo ... ===

Meno male perchè certe canzoni sono esageratamente compresse.
Rispondi
Re: gusti ...
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 04/04/2014 ore 15:18:49
A questo proposito senti questa simpatica canzone dei SUPERGRASS il video è molto divertente

vai al link
Rispondi
Re: gusti ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 04/04/2014 ore 16:32:31
:-)
Rispondi
Mix digitale DIY
di Claes [user #29011]
commento del 06/04/2014 ore 10:37:51
Che sia da studio per CD o a casa per MP3 è assolutamente (purtroppo) necessario usare compressore/limiter. In ogni caso, il digitale sa di plastica, è "piatto" e di solito "pompato". Per qualche anno vi era il formato DAT (Digital Audio Tape) a 48 kHz -6 dB – marginamente meglio ma... a nastro. Qualche commento riguardo al DIY a casa:

Registrate il vostro progetto in WAV e trarre da questo un MP3 da mandare in giro, pubblicare sulla rete, ecc. Potreste ancor meglio fare 2 mix – uno da WAV e uno da MP3. Questo è perché un MP3 ha meno alte frequenze e bisogna compensare con EQ! C' è in ogni caso il processo del Normalizing che appiattisce la dinamica con un ulteriore compressore/limiter – questo trattamento è inevitabile specialmente per musica rokkettara a tutta birra dall' inizio alla fine ma senza esagerare. In teoria si può andare a 0 dB ma penso sia meglio essere un pochettino più in giù a -3 dB ma questo ritocco riguarda solo il volume generale e non la dinamica.

Per dare un pò di profondità bisogna effettare le piste adeguatamente, cioè usare riverbero e/o delay cortissimo. Esempio batteria: cassa a secco (e normalmente con ritocchi EQ) ma rullante effettato con per esempio delay cortissimo (senza repeat) e/o gated reverb. I piatti con riverbero un pocchettino più lungo... ma giusto un pochettino. Per hi-hat è meglio sbatterlo quasi o del tutto al centro della panoramica. In generale bisogna mantenere la batteria "centrata" e solo i piatti e tom-toms con un pò di stereo.

Il basso elettrico o da keyboard va secco. Chitarre dipendono da quale ruolo vi è. Io sbatterei su una chitarra Funk un pò di delay corto che non si nota. Per assoli, metterei un riverbero giusto un pò più lungo e alto di volume.

Da un keyboard si trae un segnale stereo per accordoni che raramente hanno bisogno di effetti extra. A parte questo, per il resto si comportano "da chitarra" a 6 o 4 corde. Panoramica... mica facile!

Una sola chitarra: per dare spazio, è forte avere una pista copiata per poi missare un pochettino in stereo da due piste mono – EQ per differenziare le due piste e panoramica opposta alla posizione della pista di partenza aiuta la spazialità. Un assolo è da piazzare su una pista separata, al centro.

Due chitarre: di solito sono due ritmiche – devono essere accuratamente bilanciate in stereo. Pur avendo sounds / effetti differenti come d'obbligo devono appunto essere buone per ascolto in cuffia. Assolo su pista separata e al centro come sempre - amenoché vi sia un qualche duetto da panorare in stereo da due piste separate.

EQ: 110% di quello che si missa è importante per farci stare il tutto al massimo livello possibile. Bisogna esagerare. Un sound da LP + Marshall va ridotto; medie più spinte e meno frequenze basse. Su un sound da Fender, basse a 0 e medie da regolare a seconda del sound voluto. Di solito bisogna dare una spinta alle alte.

Distorsione: questo effetto non è certo da esagerare!!! Potrebbe bastare il 50% o poco più di quello che usereste dal vivo. Non è l'intento di una registrazione di avere un sound da live – per quello c'è una versione live che di solito è più lunga + strutturata in vari modi per fare scena. Scordatevi tutto e fate un prodotto da disco.

Esempio voce: per una voce secca bisogna aggiungere un pò di delay! Molto dipende pure da compressore/limiter dato che è inevitabile usarlo. Effetti speciali vanno solo usati se davvero utili per l'intento specifico e per il pezzo in questione – il meno si usano, il meglio è. Ascoltate i vostri pezzi preferiti per analizzare dettagli minimi che non c' entrano coi pedali usati o ampli con riverbero (difficile è battere un ampli Fender con riverbero / tremolo D.O.C.).

Missaggio alla Claes: parto dalla batteria. È il polso del pezzo e indica dove siamo e che tipo di musica è. Se possibile lo li sbatte su un "group" per avere un fader stereo a controllare il livello generale di tutte le 5-6 piste della batteria con un fader stereo. Next up il basso e non deve interferire a livello di frequenze con la cassa – ci deve essere posto per entrambi. Il resto della base si bilancia dopo, e poi... vi è la voce! Già in partenza vi sono da eliminare i "p" ed esse sibilanti e sopratutto costringere un cantante ad avere tecnica microfonica. Dunque muoversi avanti-indrè a seconda del volume della sua voce. Un microfono a condensatore è difficoltoso da manovrare e quindi userei un SM57. L'importante è che il testo sia ben capibile alla fine dei conti. Per cori vi è da sbatterli in stereo e di solito doppiati o triplicati!

Il risultato finale si giudica sulla base del sound da cuffia, altoparlantini da PC, YouTube, ghetto blaster... un ultra-controllo per basse ed alte è però tramite hi-fi – rivela sopratutto la vera ampiezza delle frequenze basse.
Rispondi
Quello che tu dici è ...
di Tosky [user #23855]
commento del 08/04/2014 ore 13:56:52
Quello che tu dici è vero ed è riassumibile nel concetto di Loudness War.

un video:
vai al link

poi puoi sbizzarrirti a cercare articoli in rete.


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