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Esquire 60th Anniversary
di [user #21858] - pubblicato il

Prima o poi la maturità chitarristica porta la voglia di Telecaster e di confrontarsi con questo semplice e ostico strumento. Si provano modelli, annate, ponti, legni, configurazioni di pickup e manici fino ad arrivare alla propria scelta definitiva. Io la volevo con corpo in frassino, manico e tastiera in acero, ponte e meccaniche vintage e possibilmente del caratteristico colore giallino anni '50, infatti ho fatta mia un’Esquire sunburst. Fatta mia, che rende meglio l’idea della carnalità del nostro rapporto con le chitarre!

Devo ammettere che ho reso complicata la questione prendendo una simile chitarra con soltanto un pickup al ponte, tant’è che trovavo inutilizzabili quasi due posizioni su tre del selettore, e alla fine ho ceduto alla via più facile: ho aggiunto quello al manico.

Parto con la storia dello strumento in quanto è abbastanza particolare e perché ho trovato poche informazioni sullo stesso, solo su forum di telecateristi d’oltreoceano nonostante sia stata prodotta esclusivamente per il mercato europeo.

L’anno di grazia è il 2006 e mamma Fender celebra uno dei suoi molteplici anniversari producendo diverse chitarre commemorative, fra cui la più esclusiva dovevaessere la Telecaster '52 American Reissue Limited Edition, in mille pezzi numerati sulla placca reggi-manico, con un caratteristico intarsio (a tre legni differenti) sul body di un diamante 60° anniversary (1946/2006).
Finita questa produzione pare si siano ritrovati con un avanzo di 93 corpi, forse non particolarmente perfetti e quindi verniciati in sunburst e non in butterscotch in modo che la parte verniciata nera mascherasse le imperfezioni, ribadisco che questa è una teoria non ufficiale e molto da forum (leggasi bar), infatti la qualità di legni e verniciatura sono a mio avviso ottimi, degni della fama e del costo delle produzioni American Reissue.

Il servizio clienti dell'azienda è sempre molto gentile ed efficiente, infatti inviando una mail con il seriale impresso sul ponte (tipico nelle Telecaster d’epoca e nelle Vintage Reissue), ho ricevuto la scheda completa delle caratteristiche della chitarra e la conferma della tiratura in 93 pezzi.

La prima cosa che colpisce è l’accattivante custodia argentata con finiture in pelle nera. Una volta aperta e annusato l’odore del legno, si appoggia lo sguardo sopra una chitarra dolcemente adagiata su un lussurioso tappeto rosso passione: lei è lì con il suo frassino alla nitro, il manico chiaro chiaro e un pickup di tipo Broadcaster. Accarezzi il corpo e provi subito il feel della mano. U shape, forse un po’ ostico per chi viene da altre chitarre più corsaiole, ma alla fine ti ci trovi in ogni punto.

Dopo un certo periodo ho iniziato a cercare un adatto compagno per questo Broadcaster e, complice il routing già predisposto e nascosto dalla mascherina color crema, alla fine ho optato per un classico Seymour Duncan, ma un po’ particolare: il Five-Two!
Il nome può trarre in inganno e far pensare a una riedizione, invece la sigla riguarda le caratteristiche costruttive, magneti in Alnico 5 per le tre corde basse e Alnico 2 per quelle alte con il sistema RW/RP che rende silenziosa la posizione centrale con i due pickup accoppiati. Basta montare un semplice condensatore già compreso fra gli accessori in dotazione con la chitarra (insieme a un cavo, la copertura per il ponte e un altro ponte a sei sellette).
Con una equalizzazione più spostata verso i bassi, è un tipico magnete dall’output moderato che ben si accoppia con il ponte e permette di tenere una buona dose di gain sull’ampli per suonare cose non tipicamente country o r’n’r, ma il suono arriva definito anche se cerchiamo sonorità che vanno dal rockabilly moderno fino al metal vecchia scuola.
Ovviamente, la morte sua è sui puliti chiari e twangosi, ma quelli sono sicuramente dovuti più alla chitarra in se che al pickup.

Ricoperto il tutto con una mascherina nera rubata a una Vintage '52, mi sono ritrovato anch’io nel club dei malati di telecasterite, perché comprarla o costruirsela non basta, va anche goduta e fatta vibrare come insegnano Bruce, Keith, Brad...

Devo ammettere che ho un’insana passione per le chitarre con personalità ed estetica non comune, ma non ho trovato difficile far convivere nel mio attuale set questa Fender insieme a una sgargiante Ibanez Paul Stanley, in modo da avere il massimo della complementarità e della versatilità in ogni contesto.

Vorrei ringraziare ancora una volta il sempre disponibile Migi (di guitarmigi & ibanez87) che si è sorbito le mie richieste di modifica, schermatura e settaggio anche se non si trattava di una bimba della sua marca prediletta, ma avevo già proposto la Iceman per il suo coloratissimo sito!

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