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Fratture della mano e del polso del Musicista
Fratture della mano e del polso del Musicista
di [user #116] - pubblicato il

Le fratture della mano e del polso del Musicista richiedono un’attenzione particolare, da un lato legata al tipo di trauma e di conseguenza al trattamento più indicato per non inficiare i movimenti di estrema precisione e, dall’altro, legata alla sfera emotiva dell’artista.
Prosegue la rubrica della  Dott.ssa Marina Faccio chirurga della mano e dell’arto superiore. In questo spazio si analizzeranno le categorie dei disturbi più frequenti in cui possono incorrere i musicisti, sottolineando  l' importanza della prevenzione e della conoscenza dei primi sintomi.
I lettori avranno anche la possibilità di inviare i loro quesiti a domande@accordo.it.  e i temi di maggiore interesse saranno trattati all'interno della rubrica.


Fratture della mano e del polso del Musicista

I principi generali del trattamento delle fratture che si applicano alla popolazione generale, valgono anche per i musicisti, con alcune precisazioni:
  • evitare vizi di rotazione, disallineamenti ossei anche minimi, che potrebbero alterare i movimenti e quindi l’esecuzione
  • utilizzare tecniche chirurgiche che permettano una mobilizzazione precoce per diminuire il rischio di rigidità residue
  • ove possibile, preferire la chirurgia mini-invasiva
  • evitare, quando possibile, le incisioni chirurgiche nelle aree di contatto con lo strumento
  • nelle fratture articolari con consistente perdita di sostanza ossea, può essere indicata l’artrodesi (fusione) dell’articolazione in posizione funzionale
  • ritorno rapido, ma graduale all’utilizzo dello strumento, che viene integrato nel protocollo riabilitativo.
Nei traumi più complessi, non sempre è possibile applicare un approccio chirurgico mini-invasivo o una mobilizzazione precoce. 
E’ fondamentale che il chirurgo sia esplicativo e chiaro circa la natura del problema, le opzioni terapeutiche, le eventuali complicanze e i risultati possibili, senza trascurare l’impatto emotivo del trauma sull’artista.
Il trattamento chirurgico deve mirare, quando possibile, ad un rispristino dell’anatomia il più vicino possibile alle condizioni normali: difetti di rotazione e mal-allineamenti della frattura, seppur minimi, che potrebbero essere tollerati nella popolazione generale, potrebbero, al contrario, inficiare sul movimento preciso e raffinato che richiede lo strumento musicale.

Fratture della mano e del polso del Musicista

L’incisione chirurgica, qualora sia necessaria una riduzione e una sintesi a cielo aperto della frattura, dovrebbe evitare le aree tattili critiche. Così, ad esempio, negli strumenti a corda (chitarra, basso, volino, viola…) andrebbe evitato l’uso del bisturi sull’apice dei polpastrelli della mano sinistra o nei pianisti anche il margine radiale dei polpastrelli dei pollici.
Quando la frattura coinvolge l’articolazione in modo severo, spesso il risultato è un’artrosi post-traumatica caratterizzata da dolore, limitazione funzionale e rigidità. In questi casi può rendersi necessaria, per il ritorno all’attività musicale, una fusione dell’articolazione, soprattutto se sono coinvolte le articolazioni interfalangee distali; in questo caso l’intervento deve essere effettuato al fine di raggiungere la posizione funzionale migliore per il musicista. Per un pianista basterà una minima flessione, mentre per la mano sinistra di un chitarrista la flessione dell’ultima falange dovrà essere più pronunciata, per permettere un miglior contatto con le corde. L’angolazione da raggiungere va discussa pre-operatoriamente con il musicista stesso, ad esempio con l’aiuto di splint confezionati su misura ad angoli variabili.
In alcuni casi, quando la frattura coinvolge le articolazioni interfalangee prossimali o metacarpo - falangee, può essere indicata la sostituzione protesica dell’articolazione.

Fratture della mano e del polso del Musicista

La gestione del trattamento nell’immediato post-operatorio prevede il controllo dell’edema, promuovendo la mobilizzazione immediata delle articolazioni non direttamente coinvolte dal trauma, l’elevazione dell’arto, l’utilizzo del ghiaccio più volte al giorno e, successivamente,  massaggi retrogradi e bendaggi compressivi, effettuati dal Terapista della mano. Alla guarigione delle ferite chirurgiche sono mandatori i massaggi della cicatrice, per prevenire eventuali aderenze cicatriziali. Un’adeguata terapia antalgica è necessaria per combattere il dolore e promuovere il movimento.
La mobilizzazione precoce, ove possibile, ed un rapido ritorno all’attività musicale è importante per mantenere le capacità fisiche e l’integrità psicologica del musicista. L’approccio allo strumento in seguito ad un trauma dev’essere graduale, costante e facilitato, senza mai dimenticare le abitudini di buona pratica (riscaldamento iniziale, pause regolari, stretching finale…). Ad esempio per il chitarrista, negli stadi iniziali della riabilitazione post-trauma, è utile diminuire la forza da esercitare sulle corde, utilizzando corde più piccole o riducendo la distanza tra le corde e il manico, regolando il ponte.
Progressivamente, con l’aiuto del terapista, si aumentano il tempo di esecuzione quotidiana, la difficoltà del repertorio, la velocità e la forza.

Fratture della mano e del polso del Musicista

Gli obiettivi del trattamento fisioterapico mirano, in prima istanza, al recupero dei movimenti necessari per suonare un determinato strumento. In questo il protocollo riabilitativo si discosta dai principi utilizzati per la popolazione generale. Ad esempio per un pianista con una frattura di polso, sarà necessario raggiungere dapprima il movimento di pronazione e di deviazione radiale ed ulnare, per permettere il movimento delle dita sui tasti; per una violinista con lo stesso tipo di trauma al polso sinistro, invece, sarà prioritario il recupero della supinazione, della flessione e della deviazione ulnare del polso per poter suonare.
Durante la fase riabilitativa sono utili tutori in termoplastica, confezionati su misura dal Terapista, che di volta in volta vengono modificati per mantenere i risultati funzionali gradualmente riacquisiti.
La rieducazione propriocettiva e sensitiva-tattile è un altro step fondamentale, che viene attuato direttamente sullo strumento, coadiuvato dai massaggi desensibilizzanti e di rimodellamento cicatriziale, effettuati dal Terapista.
Nei traumi più complessi possono esitare delle limitazioni funzionali anche negli ultimi stadi della fisioterapia. In questi casi, con la collaborazione dell’insegnante, il musicista apprende dei movimenti compensatori utilizzando i muscoli dell’arto superiore non coinvolti dal trauma. Così, ad esempio, per guadagnare la supinazione completa del polso di un violinista, può essere utile un maggior utilizzo dei muscoli della spalla e della scapola.
Il chirurgo deve tener conto, ai fini del trattamento più adeguato, delle esigenze funzionali del musicista, che variano in base non solo alla strumento, ma anche al tipo di musica interpretata, evitando altresì di sottostimare l’impatto emotivo che il trauma può provocare nell’artista.
 
 Fratture della mano e del polso del Musicista
lezioni salute del musicista
Link utili
La pagina della Dr.ssa Marina Faccio - Chirurga della mano
Il sito di Symcro - Centro Ricerche Arto Superiore
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