Così mi ritrovo una domenica sera, la sera di San Valentino (festa a cui gli americani tengono tantissimo, specie i texani, anche se non li avrei mai fatti così romanticoni), all’interno del Continental Club sulla Maine Street di Austin per vedere e sentire la all-star band che risponde al nome di Haybale. È una formazione di signori di mezza età che si sono stancati di andare in giro per il mondo al servizio di noti nomi del country (il loro pianista è stato il pianista di Johnny Cash per decadi) e hanno deciso di tornare a esibirsi la dove la musica si è sviluppata veramente in America: nei piccoli club. Alla chitarra, ovviamente, c'è Redd Volkaert, che arriva sorridente a bordo della sua Mini con l'ampli in una manco, una valigetta coi pedali nell’altra e una Telecaster artigianale nella elegante gig bag in cuoio a tracolla.



Diego: Ciao Redd! Grazie per aver risposto alle mie domande. Ok iniziamo, puoi per favore dirmi chi sono state le tue maggiori influenze? Ascoltandoti suonare si possono sentire tonnellate e tonnellate di musica ascoltata e imparata nel corso degli anni...
Redd: Ciao! I miei chitarristi preferiti sono Jimmy Bryant, Roy Nichols, Johnny Winter, Mike Bloomfield, Eldon Shamblin. Sta tutto lì.
D: Puoi dirmi qualcosa a proposito degli anni passati con Merle? Hai suonato le parti di Roy Nichols o hai rivisto le parti a modo tuo?
R: È stato un periodo fantastico. Ho suonato le parti di Nichols per la maggior parte del tempo, ma ho sempre messo del mio su tante cose, soprattutto nelle parti da solista.
D: Ascoltarti dal vivo è come essere investiti da un camion! Si va di matto su ogni canzone, soprattutto quando suoni quelle frasi out alla fine del giro, che cosa fai esattamente?
R: Non credo di avere abbastanza tempo per descrivere ogni dettaglio, che comprende il processo di pensiero, la tecnica, il fraseggio, il timing, ecc... so solo che mi viene spontaneo.
D: Si sente che sei un grande fan delle chitarre lapsteel-pedalsteel, cosa preferisci di questi strumenti e come fai a raggiungere e imitarne il suono finale?
R: Amo i suoni che possono ottenere questi tipi di strumenti, cerco di emularli piegando le corde e gli interi accordi, ma la cosa più importante è la ricerca della sonorità generale di una lapsteel.
D: Ho apprezzato in particolare le tue parti ritmiche, specialmente quando accentui il secondo e il quarto movimento nei brani più honky tonk. Come ci si approccia al ruolo di chitarrista ritmico?
R: Mi immagino come parte della sezione ritmica, pensando, di volta in volta, a quello che fa il rullante, o il charlie, o la cassa, e suonando focalizzandomi su alcuni di questi elementi.
D: Hai un "piano" quando inizi l'assolo? Mi spiego: a volte sembra che tu sia diviso in due parti, come quando inizi l'assolo suonando come un twanger classico e, 8 battute dopo, cominci a giocare con gli accordi, come un suonatore di pedal steel, per poi tornare a fare il chitarrista tradizionale.
R: Penso che è come se stessi ascoltando qualcun altro: mi piacerebbe sentire più di uno stile in una canzone, quindi cerco di strutturare l’assolo come fosse un botta e risposta tra due strumentisti diversi tra loro, che giocano e si scambiano le parti (ma sono solo io...).

D: Ok cominciamo a parlare di gear. Cosa usi dal vivo? Chitarra, amplificatori, effetti, ecc...
R: Ho diverse chitarre tipo Telecaster, un amplificatore Grammatico modello Twin coi JBL D120, pedali ed elettronica Durham e Boss, nient'altro.
D: Qual è la ricetta per una "Telecaster perfetta"?
R: Deve essere leggera, con un grosso manico e una verniciatura sottile.
D: Come mai ti sei spostato da Nashville ad Austin?
R: Mi piace la scena musicale di Austin, è meno commerciale, e le persone sono più attente alla musica che ai vestiti, al taglio di capelli, alle scarpe...
D: Come è il tuo lavoro quotidiano in questo momento della vita?
R: Ho la fortuna di lavorare con la musica a tempo pieno, il che vuol dire suonare dal vivo, fare svariate clinic, l'insegnamento e le session in studio di registrazione, tutto questo per 5-7 giorni a settimana.
D: C'è un segreto per suonare nel tuo modo?
R: Pratica tutti gli stili, le scale e le forme degli accordi. Esercitati su tutti i tipo di tempo, se lo fai ti assicuro che si sente.
D: Che consiglio daresti a un musicista oggi?
R: Fai del tuo meglio, non mollare, non essere in ritardo, sii sempre sorridente e felice,
utilizza una strumentazione buona e affidabile, stai zitto e ascolta invece di parlare. Oh sì, non dimenticare di fare tanta e tanta pratica!
D: Grazie mille per il tuo tempo!
R: Grazie a voi!