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1958 Fender Stratocaster Serial 026714 - Finitura factory black [IT-EN]
1958 Fender Stratocaster Serial 026714 - Finitura factory black [IT-EN]
di [user #63578] - pubblicato il

Se trovare una bella chitarra Fender anni ’60 in Custom Color è il sogno di tutti, scoprirne una prodotta negli anni ’50 è una vera utopia!! Considerate dei veri e propri “unicorni” per i collezionisti, sono in tutto e per tutto dei tesori da scoprire. Questo è il caso di questa incredibile Fender Stratocaster del 1958, nella splendida finitura nera originale di fabbrica.

Questa è la storia di un’incredibile scoperta, che inizia molto tempo fa, a metà degli anni ’50, quando la band “The Shades” si formò a Port Arthur, in Texas, da un gruppo di studenti universitari, con Johnny Preston come cantante, Everett “Johnny” Wilson come chitarra ritmica; Butch Crouch alla chitarra solista, Dale Gothia, sax; Larry Barbin, basso; e Mike Akin, batteria. “The Shades” Erano praticamente una band R&B piuttosto che un gruppo rock and roll.

Nel 1958, i due chitarristi Everett “Johnny” Wilson e Butch Crouch acquistarono due nuovissime Fender Stratocaster nel 1958, una in colore sunburst e una in colore nero, quando la band divenne un impegno a tempo pieno e di successo, tanto da attirare l’attenzione di un disc jokey e compositore locale, J.P. Richardson, noto come “Big Bopper”, e del suo manager,  Mr. Bill Hall, che entrò in un club in cui la band stava suonando una sera. 

“Suonavamo sei sere a settimana in circa tre o quattro club diversi“, ricorda Preston.  “In un particolare sabato sera, non sapevo che Bill Hall e J.P. Richardson – The Big Bopper – fossero tra il pubblico. Erano venuti ad ascoltarci senza dirlo a nessuno. Immagino che se non fossimo stati bravi, non sarebbero tornati a trovarci. Era al Twilight Club di Port Neches. Fu allora che ci conoscemmo e iniziai ad andare alla stazione radio. “

Richardson e Hall volevano registrare Preston, ma lui fu sorpreso dalla canzone che volevano che lui incidesse, una novità che Richardson aveva scritto chiamata Running Bear che  era carina e orecchiabile ma ben lontana dal materiale che Preston stava cantando con gli Shades. Preston ammettè che “non gli importava molto, davvero”, ma accettò di registrare la canzone, così come My Heart Knows, una ballata scritta insieme a Richardson. Spiegò a Colin Escott: “Sono andato avanti e l’ho fatto comunque, però, perché pensavo che avremmo potuto chiedere più soldi per la band se avessimo avuto un disco in uscita. “

Sfortunatamente, Richardson morì il 3 febbraio 1959, poco dopo che Running Bear fu  inciso, nello stesso tragico incidente aereo dell’Iowa che uccise Buddy Holly e Ritchie Valens (“il giorno in cui la musica morì”), e non fu chiaro per un certo periodo se la canzone sarebbe stata pubblicata. Catturò l’attenzione di Art Talmadge di Mercury, con il quale Hall aveva un accordo di produzione-rilascio (che coinvolgeva anche altri talenti della Gulf Coast di Hall, come Benny Barnes, Jivin’ Gene e Rod Bernard). La Mercury pubblicò Running Bear b/n My Heart Knows sul singolo 71474 della Mercury nell’estate del 1959. Sembrava solo un successo minore, ma esplose ampiamente nel dicembre di quell’anno, raggiungendo il numero uno e rimanendo nella Top 40 per quattordici settimane.

Preston, che aveva iniziato un tour con gli Shades dopo l’uscita del disco, divenne improvvisamente una star, e il disco divenne un enorme successo negli Stati Uniti ma anche nel Regno Unito, dove gli Shades andarono in tour nel 1960 davanti alla Regina d’Inghilterra!

Everett “Johnny” Wilson suonò negli “The Shades” professionalmente fino al 1964, quando si sposò e smise di fare la vita del musicista, mettendo da parte la sua chitarra e il suo amplificatore.

Ora ci catapultiamo nel 2022, quando la vedova di Johnny e suo figlio hanno deciso di vendere la sua attrezzatura, e si sono messi in contatto con John Shults, proprietario del negozio TrueVintageGuitar, di Birmingham Alabama. John si reca a Port Arthur, in Texas, per incontrare la famiglia del proprietario originale, e rimase molto sorpreso quando si trovò di fronte ad un “twin amp” del 1960 in tolex blonde, un “Deluxe” del 1958 in tweed e, naturalmente, l’incredibile Fender Stratocaster del 1958 in factory black finish.

John chiese se la famiglia avesse ancora vecchie foto del passato, offrendo fino a 10k $ per una bella foto del proprietario e della sua chitarra, che sarebbe stata utile per documentare l’originalità e la storia dello strumento, ma sfortunatamente tutti i ricordi della carriera musicale di Johnny erano andati persi da tempo, a causa di un trasloco dalla vecchia casa di famiglia.

Ma “The Shades” erano davvero  una band piuttosto famosa alla fine degli anni ’50, primi anni ’60, e andarono in tour anche con il cantante cajun Rod Bernard, tra gli altri, così, entrando in contatto con il figlio di Rod, Shane, uno storico della cultura cajun / creola, siamo stati in grado di trovare alcune immagini incredibili,  del 1957 e della fine del 1958, che ritraggono “The Shades” con le loro chitarre,  e naturalmente eccolo lì il “nostro” Johnny con la sua fedele Black Stratocaster del 1958!

La prima foto del 1957, mostra il sig. Wilson con una Martin D in raro “shade top”, che era già una chitarra costosa per l’epoca, mentre il sig.  Crouch, la chitarra solista, stava suonando un modello Fender Student “duo sonic”.

La seconda immagine, del 1959 circa, mostra l’intera band e i due chitarristi con le loro nuovissime Fender Stratocaster, una in sunburst e una, ovviamente, in finitura nera.
La chitarra, che presenta tutte le specifiche di fine 1957, inizio 1958, ha il profilo a forma piena desiderato, su un bellissimo manico in acero figurato. I tasti originali sono piuttosto bassi ma comunque molto suonabili. La finitura del corpo è l’inconfondibile formula acrilica a tinta unita “lucite” anni ’50, che non prevedeva un ulteriore strato trasparente e che mostra un bellissimo e intenso “weather checking” mentre nei pochi punti di usura è visibile il fondo in colore “desert sand” tipico dei custom color del periodo.

La chitarra, anche se è stata praticamente dimenticata per decenni, è ancora in gran forma, con 3 pickup originali perfettamente funzionanti senza riparazioni o riavvolgimenti, e le uniche “modifiche” degne di nota erano alcune viti, quelle del ponte, e quelle di regolazione dei pickup, che erano più lunghe, al fine di regolare i pickup il più lontano possibile dalla corda.

Di conseguenza, il sig. Wilson aveva leggermente abbassato una parte della base della cavità del pickup di mezzo e di quello al ponte, per consentire alle viti di pickup più lunghe di funzionare come voleva.

Tutte le saldature sulla chitarra rimangono originali di fabbrica e non è possibile trovare alcuna prova di smontaggio, poiché sia le connessioni tra l’uscita del  jack che portano al potenziometro del volume che quelle tra il jack e la piastra per le molle nella cavità del tremolo sono quelle originali.

La piccola modifica sulle cavità centrali e del ponte per le viti più lunghe è stata perfettamente restaurata dal liutaio ToneTeam Romano Burini nel 2022.

Lo strumento suona in maniera eccezionale e rappresenta il sogno di ogni collezionista, una chitarra – appartenuta ad un unico proprietario – con una grande storia, un glorioso passato musicale, in condizioni eccezionali e in un rarissimo abito “custom color”, poiché negli anni ’50 ogni finitura “non standard” doveva essere espressamente richiesta in Factory.

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[EN] 1958 Fender Stratocaster Serial 026714 – Factory Black finish

Finding a cool 60s Fender Guitar in Custom Color is everyone’s dream, but talk about finding a true genuine Fender Custom Color from the 50s? That is real “unicorn” league, and an absolute treasure if you can find one. This is the case with this incredible Fender Stratocaster from 1958, in gorgeous factory original Black finish.

This is the story of an incredible “guitar find”, that started long ago, in the mid 50s, when the band “The Shades” was formed in Port Arthur, Texas, from a group of University students, with Johnny Preston as the lead singer, Everett “Johnny” Wilson as the rhythm guitar; Butch Crouch played lead, Dale Gothia, sax; Larry Barbin, bass; and Mike Akin, drums. They were pretty much a R&B band rather than a rock and roll group.

Everett “Johnny” Wilson and Butch Crouch bought two brand new Fender Stratocasters in 1958, one in sunburst and one in black color, as the band became a full time commitment and quite a successful act, that got the attention of a local disc jokey and songwriter, J.P. Richardson, known as the “Big Bopper”, and his manager, mr. Bill Hall, who came into a club the band was playing one night. 

“We were playing six nights a week at about three or four different clubs,” Preston recalls. “On a particular Saturday night, I didn’t know that Bill Hall and J.P. Richardson — the Big Bopper — were in the audience. They had come to listen to us and didn’t tell anybody. I guess if we weren’t any good, they wouldn’t come back to see us. It was at the Twilight Club in Port Neches. That’s when we got acquainted and I started going up to the radio station.

Richardson and Hall wanted to record Preston, but he was surprised by the song that they were keen on him cutting, a novelty Richardson had written called Running Bear that was cute and catchy but a far cry from the material Preston was singing with the Shades. Preston admits that he “didn’t much care for it, really, ” but he agreed to record the song, as well as My Heart Knows, a ballad co-written with Richardson. He explained to Colin Escott, “I went ahead and did it anyway, though, because I thought we could book the band for more money if we had a record out.

Unfortunately, Richardson died on february 3rd, 1959, soon after Running Bear was cut, in the same tragic Iowa plane wreck that killed Buddy Holly and Ritchie Valens (“the day the music died”), and it was unclear for a time whether the song would get released at all. It caught the ear of Mercury’s Art Talmadge, with whom Hall had a production-release agreement (that also involved Hall’s other Gulf Coast talents, like Benny Barnes, Jivin’ Gene and Rod Bernard). Mercury released Running Bear b/w My Heart Knows on Mercury single 71474 in the summer of 1959. It looked like only a minor hit, but broke widely in December of that year, hitting number one and remaining in the Top 40 for fourteen weeks.

Preston, who had begun touring with the Shades following the record’s release, was rather suddenly a star, and the record became a huge success in United States and United Kingdom too, where The Shades toured in 1960 in front of the Queen of England!

Everett “Johnny” Wilson played in “The Shades” professionally up until 1964, when he got married and stopped doing the musician’s life, putting his guitar and amplifier in storage.

Now fast forward to 2022, when Johnny’s widow and his son decided to sell his gear, and got in touch with John Shults, store owner of TrueVintageGuitar, from Birmingham Alabama. John travelled to Port Arthur, Texas, to meet with the family of the original owner, and was very surprised when he found a near mint 1960 “twin amp” in blonde tolex, a 1958 “Deluxe” in tweed and, of course, the incredible 1958 Fender Stratocaster in factory black.

John asked if the family still had any old pictures from back in the day, offering up to 10k $ for one cool picture of the owner and his guitar, which would have been helpful in documenting the instrument’s originality and history, but unfortunately all of those were long lost in Johnny’s old family house.

But “The Shades” were really quite a famous band in the late 50s, early 60s, and toured also with Cajun singer Rod Bernard, among others, and by getting in touch with Rod’s son, Shane, an historian of the Cajun / Creole culture, we were able to find a few amazing pictures from 1957 and late 1958 that portray “The Shades” with their guitars, and of course there he is “our” Johnny with his faithful 1958 Black Stratocaster.

The first picture from 1957, shows mr. Wilson with a very cool shade-top Martin D series, which was an expensive guitar back in the day already, while mr. Crouch, the lead guitar, was rocking a Fender Student model “duo sonic”.

The second picture, from around 1959, shows the entire band, and the two guitar players with their brand new Fender Stratocaster, one in sunburst and one, of course, in black finish.

The guitar, that features all late 1957, early 1958 specifications, has the desired full shape profile, on a beautiful gently figured maple neck. The original frets are quite low but still very playable. The body finish is the unmistakable, 50s “lucite” acrylic solid color formula, that required no additional clear coat, and which shows plenty of awesome natural finish checking, and very few spots where the finish has chipped revealing the light desert sand colored primer.

The guitar, even if it’s been basically forgotten for decades, still was in great shape, with 3 full working original pickups with no repairs or rewinds, and the only smaller modifications found were a few screws, including the pickups adjustment ones, that were longer, in order to adjust the pickups as further from the string as possible.

As a consequence, mr. Wilson slightly lowered a portion of the bottom of the middle and bridge pickups cavity, to allow the longer pickup screws to work as he wanted them.

All the solder joints on the guitar remain factory original, and no evidence of disassembling can be found, since the connections between jack output lead to volume pot and between jack to the tremolo claw ground are pristine and originals.

The small modification on the middle and bridge cavities for the longer screws has been perfectly restored by ToneTeam Luthier Romano Burini in 2022.

The instrument sounds fantastic and represents every collector’s dream, a – one owner from new – guitar with a great story, glorious musical past, in exceptional conditions and in a very rare “custom color” dress, since back in the 50s each “non standard” finish had to be specifically requested for at the Factory.
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