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AI... dove stiamo andando?

di Zoso1974 [user #42646] - pubblicato il 25 marzo 2024 ore 10:43
Ieri mi è capitato di leggere un articolo su questo brano blues creato da zero da un nuovo motore di Intelligenza Artificiale sviluppato appositamente per la musica.
(Il testo è stato creato da ChatGPT)
 

Quanto fa paura?
E siamo solo agli albori di queste tecnologie.
E' uno stravolgimento totale del nostro mondo... l'arte stessa (in ogni sua forma) rischia di perdere senso.
Nel giro di pochi anni non saremmo più in grado di distinguere un contenuto artistico creato da un umano da quello creato da un'AI. E' qualcosa di inquietante.
 

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di c.simone [user #48943]
commento del 25/03/2024 ore 11:09:28
Ciao, buon giorno
perdona l'ignoranza ma non capisco in che modo l'intelligenza artificiale riesca a fare una cosa del genere.
Avevo letto delle cose ma non pensavo fosse possibile fino a questo punto.
Comunque si, abbastanza inquietante.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 25/03/2024 ore 11:41:10
Beh, esattamente come fa ChatGPT per il linguaggio.
Viene "istruita" con milioni di brani, catalogati per genere, stile, velocità etc... e poi a richiesta riesce, con algoritmi probabilistici a creare un brano nuovo in base ai dati statistici che ha raccolto.
Fondamentalmente non sa nulla di musica, ma sa che in un dato genere ci sono certi suoni, che certe note seguono spesso certe altre e che la melodia si sviluppa spesso in un certo modo etc... e mettendo insieme tutto crea qualcosa di "nuovo".
Vale per il linguaggio, per la musica, per la fotografia, per i video... insomma, è applicabile a qualunque creazione umana...

Rispondi
di c.simone [user #48943]
commento del 25/03/2024 ore 12:17:59
Capisco,
grazie per la spiegazione
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 25/03/2024 ore 14:48:38
E questo è niente.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 25/03/2024 ore 12:11:47
Credo che stiamo andando incontro a un cambiamento radicale con l'affermazione della AI, una rivoluzione di magnitude ben maggiore addirittura di quella apportata da internet ad inizio millennio. I risvolti saranno tanti e temo i cambiamenti non saranno del tutto indolore (penso al mondo del lavoro in generale), soprattutto se non si creano anche dal punto di vista giuridico dei paletti ben chiari. Credo che i tuoi timori abbiano un fondamento. Tra le forme d'arte certamente la musica rischia di essere monopolizzata (soprattutto a livello commerciale) da queste nuove tecnologie. Poi, ovviamente, ci saranno sempre musicisti che continueranno a fare musica in modo tradizionale, però temo che gli spazi e le possibilità di affermazione saranno sempre più ridotti. La produzione musicale sarà inondata da produzioni a basso costo fatte da queste tecnologie e le case discografiche (che già investono oggi poco e niente sui nuovi artisti) per sopravvivere cambieranno totalmente funzione e scopo. Temo veramente sia la fine di un'epoca.
Rispondi
di c.simone [user #48943]
commento del 25/03/2024 ore 12:19:50
Condivido la tua visione
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 25/03/2024 ore 12:46:00
Immagino anch'io che la musica "commerciale" diventerà presto monopolio dell'AI, magari (ma non è detto) con un umano a metterci la faccia e forse la voce.
A livello qualitativo, potremmo solo guadagnarci, visti i livelli infimi degli ultimi 15 anni di pop... :)
Quindi, continuando ad essere "positivi", potremmo auspicare che la musica e gli artisti di un certo livello potrebbero trovare nuovi spazi... ma già mentro lo scrivo ci credo poco... :)
Il fatto che si possa creare un brano musicale fatto e finito in pochi minuti mettendo una descrizione sommaria in un motore di IA fa immediatamente precipitare il valore del prodotto finale... insomma è veramente difficile ipotizzare uno scenario. Sicuramente tutto sarà profondamente diverso per le generazioni future.

Alla lunga credo che in generale l'IA porterà grandi benefici all'umanità. Ma il passaggio non sarà indolore.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 25/03/2024 ore 13:01:26
Sono d'accordo non sarà comunque un passaggio indolore certamente. Sui benefici futuri dell'AI per l'umanità credo sia troppo presto per fare qualsiasi pronostico. Viviamo veramente tempi di grandi cambiamenti e l'umanità si trova di fronte a sfide gigantesche: dalla crisi climatica, ai conflitti regionali che rischiano di esplodere in un conflitto mondiale... Speriamo bene!
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 25/03/2024 ore 15:08:27
sicuramente non potrà creare qualcosa di peggiore della trap.... ;)
Rispondi
di Daffy Dark utente non più registrato
commento del 25/03/2024 ore 16:41:5
Ma, ironia a parte,
Gerry Scotti ci ha fatto l'album di Natale lo scorso dicembre, Gerry Christmas, con questa nuova fonte tecnologica, io piuttosto di prendere un cd del genere mi butto sulla trap;)
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 29/03/2024 ore 11:59:54
ahah questa non la sapevo!! vado a cercare, anzi no ;)
Rispondi
di Daffy Dark utente non più registrato
commento del 29/03/2024 ore 12:56:34
Purtroppo è vero, fai bene a non documentarti, io l'ho scoperto per caso;)
Rispondi
di melonstone [user #55593]
commento del 25/03/2024 ore 14:34:06
E' un argomento interessante ed io credo che tu abbia ragione, c'è un rischio molto alto. Non ricordo bene l'autore, ma qualche anno fa lessi un intervento su La Lettura del Corriere in cui uno scrittore disse che sarebbe arrivato un momento in cui sarebbe stato impossibile distinguere la realtà dalla finzione. Credo sia arrivato, basti pensare ad esempio a cosa è accaduto con la foto di famiglia dei reali inglesi: quando tutti hanno a portata la possibilità di "truccare" la realtà, allora non esisterà più il concetto di realtà, perchè non sapremo più cosa è vero oppure no.
Se vogliamo tornare alla musica, vi ricordate il caso dei Milli Vanilli? In quella storia si nascondeva già il pericolo della mistificazione. In fondo, nei dischi che compriamo, abbiamo la certezza che siano veramente quegli artisti a suonarli?
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 25/03/2024 ore 14:44:51
Il confine ormai è stato ampiamente superato.
La mia bacheca Facebook è piena di immagini di attrici famose in abiti succinti o paesaggi da vacanze meravigliosi e altre strabilianti immagini che ad un occhio esperto sono chiaramente generate dall'AI, ma poi sotto hanno miglliaia di commenti di gente che crede fermamente siano immagini reali. E' un bel casino...

Perchè a differenza dei Milli Vanilli, per creare un contenuto fake è sufficiente mettere una descrizione in un generatore di immagini e premere enter... roba da un minuto.
E sarà lo stesso per la musica... per i testi... per i video... in pratica non avremo più la certezza che ciò che vediamo e sentiamo sia "reale". Era in minima parte così anche prima, ma ormai rischiamo che i contenuti falsi superino quelli reali... e allora che senso avrà tutto quanto?

Credo fermamente che l'AI sarà un grande balzo in avanti per l'umanità in tanti campi.
Ma quello che al momento mi inquieta veramente è la parte che concerne la creazione di contenuti "artistici", non tanto per una questione di perdita di posti di lavoro (anche) ma per le implicazioni filosofiche che si porta dietro. Che valore avrà tra 5 anni una nuova canzone o una bella fotografia se sappiamo che può essere stata creata in un minuto da una AI?

Senza contare poi cosa può fare la propaganda politica con mezzi del genere...
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 25/03/2024 ore 14:44:26
Credo che si stia vivendo, con questa AI, un passaggio antropologico veramente epocale, e come ho già detto in passato, potrà portare benefici, ma anche malefici.
D'altronde, stiamo vivendo già oggi grossi disagi legati al nostro caro e inevitabile"progresso", con il consumare a tutto spiano combustibili fossili (invece di innovare e investire su altre tecnologie).
Il cambiamento climatico sta portando disastri, sul pianeta. Sulla terraferma, ma in particolare negli oceani. E non lo dico io, lo dice la quasi totalità della scienza e degli esperti. Negarlo, o mettere la testa sotto la sabbia come si sta facendo, è veramente stupido.
Quando i ghiacciai nel nostro arco alpino si finiranno, lo capiremo meglio.
L'Intelligenza artificiale porterà benefici in alcuni campi, ma sarà devastante in altri.
Fino ad oggi abbiamo sempre innovato per avere "aiuti nel fare qualcosa", la differenza questa volta è che AI, "farà, cose".
Lo dimostra questo brano, ma questo brano è nulla, in confronto al potenziale.
A me, fa un po' paura, o meglio, mi fa paura l'uomo.
E... più che la domanda: dove stiamo andando?
Direi: In che mani siamo?
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 25/03/2024 ore 15:28:23
Purtroppo credo che per il cambiamento climatico si sia già presa una decisione politica di non attuare nessun provvedimento veramente risolutorio per cercare, non dico di risolvere, ma almeno di contenere il problema. Mi pare che la politica (non parlo solo di quella italiana perché un discorso mondiale) non abbia la forza e la volontà di guidare un cambiamento di paradigma del sistema economico/produttivo. Ci si sta abituando (o ci vogliono fa abituare) all'idea che sia un problema ineluttabile. Si trovano soluzione di compromesso mano mano che gli effetti del cambiamento climatico diventano più evidenti. Mi viene da pensare ad esempio ai pericoli che corre in Italia l'agricoltura e a tutte le conseguenze connesse. Già in alcune regioni si sta ponendo il problema di come riorganizzare le culture, visto che alcune produzioni come quelle ortofrutticole ormai sono diventate in alcune zone impossibili e poco redditizie da gestire. Da questo punto di vista hai ragione, non si preannunciano tempi buoni e forse il discorso della musica fatta dall'AI non è il peggio che ci aspetta.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 25/03/2024 ore 17:04:12
Anche questo tool AI per la voce è abbastanza impressionante!
vai al link
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 25/03/2024 ore 18:02:05
Per la produzione di materiale "inedito" credo che in futuro le AI spopoleranno.
Credo che il fascino della band che suona dal vivo rimanga immutato, anzi, grazie alla presenza delle AI diventerà ancora maggiore.
Non ci vuole molto a ottenere una specie di Spotify personalizzato con dei brani creati dal nulla secondo i gusti personali, così che ognuno senta la musica che meglio si addice al singolo. Però questo vorrebbe dire non poter condividere l'esperienza musicale e condividere una canzone con qualcuno è un'esperienza quasi mistica, basta pensare a quanto desideriamo cantare insieme a migliaia di sconosciuti il brano della nostra band del cuore al loro concerto - sempre che la band del cuore sia ancora in vita. Quest'estate ho visto il musical "We will rock you" a Londra mentre ero in vacanza con la mia famiglia, e ragazzi, l'esperienza è stata bellissima, la metà dello spettacolo era il pubblico che cantava trasportato i brani che la band suonava dal vivo, e più il pubblico andava su di giri più la band suonava con energia.
Voglio pensare che l'uomo non sia così stupido da rinunciare a queste emozioni. Con Internet e i vari servizi di streaming l'industria musicale è cambiata radicalmente e cambierà ancora di più con le intelligenze artificiali, ma cantare a squarciagola insieme ad altri umani (o sentire come vibrano le budella suonando un bel powerchord) non sarà sostituibile da un algoritmo. E mettiamo che il brano artificiale suoni meglio di un brano mainstream attuale (e ci vuole molto poco), chi andrà mai a vedere un concerto di un computer? Ci saranno ben delle persone a suonare no?
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 26/03/2024 ore 01:16:38
Se la intelligenza artificiale potrà fare bella musica, perché no?
Fra tot anni ognuno dei nostri nipoti avrà in casa il robot ad auto apprendimento che sbrigherà le faccende di casa come caricare la lavatrice o stendere il bucato o cucinare, ecc. Anche questa sarà epocale, io credo già fra cinquant'anni sarà possibile. Via via tanti lavori verranno in futuro soppiantati da robottini i.a.
Un'altra cosa che arriverà saranno i nostri cloni i.a., leggevo che così come i ricchi avranno robot più bravi, anche i cloni saranno di vario tipo. I cloni saranno i.a. contenute in un server capace di evolversi con noi, sin dall'infanzia. In questo modo ad esempio le scelte anche morali sarà possibile delegarle alla propria i.a. personale (il nostro clone), che a sua volta comanderà il robot a casa, risponderà alle comunicazioni, educherà i figli, eventualmente andrà lei a lavoro, in tribunale o guiderà la macchina, ecc ecc perché ci avrà seguito una vita intera peggio di un maggiordomo.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 26/03/2024 ore 17:12:55
Speriamo non finisca come Terminator però... 😅
Rispondi
di alexus77 [user #3871]
commento del 26/03/2024 ore 04:16:01
Considerata la banalita' compositiva di gran parte della musica mainstream, non e' che poi l'AI sia tanto peggio (o meglio). Ma dubito un computer avra' mai l'ispirazione di un professionista che sa cosa sta facendo. Certo, se l'audience e' mediocre, si ascoltera' contenta anche delle cialtronerie artificiali. Direi che questo mette in evidenza ancora di piu' l'importanza dell'educazione e della cultura musicale.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 26/03/2024 ore 09:18:32
Sul discorso "ispirazione" io la vedo diversamente.
Non credo ci sia nulla di magico nella creazione artistica. Si tratta solo di elaborare, incrociare e miscelare le proprie conoscenze tra di loro. Non c'è nulla di esoterico e nulla che un AI non possa fare esattamente e probabilmente meglio di un uomo avendo a disposizione molte più informazioni di quante una singola mente può contenere o vivere.
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 26/03/2024 ore 10:17:5
"Non credo ci sia nulla di magico nella creazione artistica"

:|
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 26/03/2024 ore 10:48:17
E' così. Il cervello è un organo che agisce tramite chimica e impulsi elettrici... segue comunque un percorso logico e replicabile... per quanto complesso non c'è magia dietro.
Certo pensarci leva molta poesia... però quello è.

Tempo fa vidi un documentario dove un gruppo di neurologi studiavano li cervello di Sting durante la fase creativa... come si attivavano aree del ricordo etc... il documentario però finiva senza risposte perché ad un certo punto Sting stesso decise di fermare i test perchè scoprire i meccanismi creativi temeva avrebbe compromesso le sue future creazioni... molto interessante!
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 27/03/2024 ore 10:58:55
La magia è che alcuni ci riescono, altri no. Hanno studiato Sting perchè lui ci riesce.

Non si tratta solo di elaborare conoscenze, perchè c'è gente che ha ascoltato e studiato più musica di tanti artisti creativi, eppure non elabora proprio nulla.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 27/03/2024 ore 11:05:34
Sì, ma sono tutte meccaniche del cervello comunque. Non tutti i cervelli sono uguali ma tutti funzionano con gli stessi principi. E sono principi "meccanici ed elettrici" e riproducibili per quanto complessi.
Non condivido la frase "una macchina non potrà mai avere l'ispirazione di un essere umano" per il semplice fatto che il cervello umano è, per quanto complesso, una macchina anch'esso. E in un futuro non lontano, una macchina specializzata solo in uno scopo specifico, supererà di gran lunga le capacità del nostro cervello in quanto a creatività e originalità.
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 27/03/2024 ore 11:50:3
E come fa a riprodurre OGNI cervello, visto che non sono tutti uguali?
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 27/03/2024 ore 12:09:05
Viste le enormi capacità di calcolo, probabilmente potrà riprodurli tutti e oltre.
Visto che può essere istruita con una quantità di informazioni infinitamente maggiori di quanto un singolo cervello potrà mai apprendere.
Vabbè, vedremo... è una tecnologia che si sta sviluppando molto velocemente. Secondo me tra pochi anni i discorsi che facciamo adesso potrebbero già essere abbondantemente superati.
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 27/03/2024 ore 12:18:08
La tecnologia può replicare, non creare.

Quando nasce una pianta, questa è diversa da ogni altra pianta, non ce ne possono essere due uguali. Questo la tecnologia non lo può fare, perchè il suo "output" sarà sempre in base all'input, e quindi lo replicherà all'infinito, finchè non cambi l'input. E' un calcolatore, e per quanto possa essere veloce e capace (capacità di contenere informazioni), il calcolo sarà sempre lo stesso.
La AI ragiona, prende decisioni, reagisce, trova soluzioni, ma non crea.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 27/03/2024 ore 12:29:11
Quello che dico io, ma è il mio pensiero eh... non sono un neurologo.... è che nenche il cervello umano crea. Semplicemete rielabora in base alle proprie conoscenzie ed esperienze. Per questo dico che è replicabile.

Il lavoro del cervello è complesso e quasi impossibile per noi comuni mortali da decifrare per questo parliamo di "creazione", ma in realtà credo sia "solo" rielaborazione dei ricordi fondamentalmente. I cervelli creativi probabilmente hanno una maggiore capacità di miscelare e far interagire tra loro le informazioni, ma comunque c'è sempre un flusso dietro, che è replicabile.
Magari non ora, ma in futuro sì... e quasi sicuramente sarà anche migliorabile dalle AI.
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 27/03/2024 ore 12:36:02
Appunto: "capacità di miscelare...."

Non vale per tutti, no?
Se prendi due persone e gli dai un vissuto identico, stesse esperienze, saranno uguali anche i loro pensieri, sentimenti, caratteri e talenti?
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 27/03/2024 ore 12:51:21
Non c'è una risposta scientifica a questa domanda, perchè è "per assurdo".
Ma la capacità di "miscelare" è data anche da tratti del DNA immagino, ci saranno aree del cervello più sviluppate in certi individui e connessioni tra le aree che funzionano meglio o peggio in virtù di un maggior numero di neuroni o meno... non so... come tutto il corpo anche il cervello avrò dei tratti ereditari immagino.

Detto questo, esistessero per assurdo due persone con la stessa identica vita, probabilmente al netto delle capacità cerebrali, sarebbero molto molto simili.
Questo però ha poco a che fare con il discorso dell'AI, visto che il problema di una DNA "scarso" non è un parametro.
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 27/03/2024 ore 13:59:0
Se si riuscisse a replicare l'emozione, potrebbe essere. Ma la vedo dura.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 27/03/2024 ore 15:19:19
Basta levare l'immagine romantica dell'"emozione" che abbiamo in testa e ricondurla a quello che è realmente, solo chimica e corrente elettrica...
Rispondi
di alexus77 [user #3871]
commento del 26/03/2024 ore 14:51:26
Sono assolutamente d'accordo. Quello che pensavo e che ho chiaramente espresso male e' che in fondo l'AI non e' in grado di offrire altro che una complessa rielaborazione di quanto esiste gia'. Quindi penso che sara' eccome in grado di produrre risultati banali, come molta musica mainstream. Ma il genio musicale riflette la capacita' di rompere schemi e produrre qualcosa di innovativo, di mai sentito prima. In questo, dubito l'intelligenza artificiale possa competere con un musicista... o almeno me lo auguro
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 27/03/2024 ore 10:34:22
ci sono due cose che probabilmente l'AI non potrà mai fare, ovvero avere un proprio processo decisionale e l'intenzionalità di una scelta.

immagina di non aver mai sentito Smells Like Teen Spirit, poi senti l'inizio fino all'ingresso della batteria ed il brano si interrompe: da li il brano virtualmente potrebbe andare in qualsiasi direzione diventando un brano dance, Prog Metal, Disco, Hard Rock, un jingle.
ciò che rendeva "speciale" Kobain era rompere gli schemi quando e come voleva in maniera spontanea ma intenzionale, nonostante partisse come tutti dalla rielaborazione di musica che conosceva già.
anche chi tira fuori un'idea da un errore potrebbe scegliere di non seguire quella strada, se lo fa non per scelta aggiunge qualcosa che (almeno al momento) l'AI non può fare.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 27/03/2024 ore 11:09:12
Sono poco "romantico" sull'argomento, ma credo che un AI potrà presto percorerre, in un processo decisionale, tutte le strade corrette, errate e così così e creare cose originali come e meglio di un essere umano. Non credo siamo lontani...
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 27/03/2024 ore 13:32:18
ma il bello della musica e dell'arte in generale è che virtualmente non ci sono "strade corrette, errate e così così", ma sta tutto alla sensibilità dell'artista e ad una serie di fattori difficili da analizzare.

anche solo la scelta del timbro di uno strumento, l'accordatura della batteria, l'impostazione della voce, tutte cose che fanno parte dell'interpretazione e sono difficili da replicare perché vanno a sensazione sul momento, non sono programmabili.

tant'è che il brano proposto sopra nella parte strumentale è replicabile in mezzo minuto con GuitarPro in maniera anche più realistica. la voce è molto neutra: da qui ad arrivare all'interpretazione di Oh! Darling credo ci sia ancora strada da fare.

poi si vedrà, magari mi sbaglio
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 28/03/2024 ore 17:41:22
In realtà è proprio "l'avere un processo decisionale e l'intenzionalità di una scelta" che l'AI ha già, è questo che la differenzia dai precedenti sistemi basati su una memoria enorme di dati, tipo google, per fare un esempio.
Ed è questo l'aspetto inquietante, che se sfugge di mano... e sono certo che sfuggirà di mano.
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 29/03/2024 ore 08:23:26
boh, a me non risulta.
tutto quello che ho visto e sentito fatto dall'AI era piatto e svogliato. le immagini create sono tutte identiche come stile ed il concetto di creatività si limita alla sovrapposizione di dati già esistenti.
al momento l'AI non sceglie deliberatamente un accordo o una progressione strana in un punto preciso di un pezzo perché "sente" che li ci sta bene, o la sovrapposizione di note dissonanti o altre cose simili, lo fa solo se qualcuno gli chiede di farlo.

edit: prova a chiedere a chatGPT o Copilot di farti la tab dell'inizio di Smoke on the Water e vedi quanto è incapace di fare anche una cosa molto semplice che non sia banale elaborazione dati.
e per mia esperienza personale è incapace anche in quel campo.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 29/03/2024 ore 08:43:0
Credo tu abbia una vista parziale di cosa già sa fare l'AI. Anche in campo immagini, è in grado di creare qualunque stile dal fotoralismo, al manga, al dipinto ad olio o quel che è... se sul "fotorealismo" spesso non è difficile identificare un'immagine artificiale, quando si parla di disegno o simili diventa quasi impossibile in alcuni casi.
Nell'esempio di questo post, per la creazione del brano, il prompt inserito era semplicemente "Mississippi Delta blues song about a sad AI”. Ed è incredibile che con così poco abbia scelto tutto in maniera perfettamente coerente con la richiesta... dalla progressione armonica al suono di chitarra al timbro della voce, fino alle sfumature più piccole come licks e vibrati vari nel cantato. per non parlare del mixing, del riverbero etc... Già solo quell'esempio è lampante per le capacità dell'AI di generare qualunque stile.

Come ha fatto tutte quelle scelte ben precise partendo da una richiesta così generica?
Perchè di scelte si tratta. Semplicemente basandosi sulle sue conoscenze, ossia su migliaia di brani catalogati come missisipi blues che ha in memoria... esattamente come avrebbe fatto un umano, anzi meglio, visto che un musicista "generico" non è detto abbia questa gran cultura in blues.

Ora... le cose si fanno interessanti se la richiesta diventasse "Mississippi Delta blues song about a sad AI with a fuzz guitar and a rap interlude”. Cosa ne verrebbe fuori? Qualcosa di "originale" sicuramente.
Certo il prompt iniziale è umano. Ma le scelte dell'AI sono imprevedibili o meglio incomprensibili per la mente umana esattamente come il nostro processo creativo in un certo modo.

E poi non dimentichiamo che un AI è in grado di generare decine di migliaia di brani diversi in pochi minuti... non sarà difficile per chi li commissiona trovarne una decina al giorno buoni per essere commercializzati.
Insomma... di fronte a questo scenario, che senso avrà tra 10 anni scrivere musica?
E' un bel dilemma...
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 29/03/2024 ore 09:12:07
Il pensiero comune è che l’AI sia ChatGPT e poco altro.
L’AI è molto, molto, di più.
E siamo solo agli albori.
Un mare di uomini e donne stanno impiegando il loro cervello e il loro tempo su questo.
Vedrai quando si sentirà odore di business, ancora più forte, quello che succederà.
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