CHITARRA DIDATTICA ONSTAGE RECnMIX RITMI NEWS
Squier: storia di una piccola grande marca
di [user #18572] - pubblicato il

Cari Accordiani, chi di voi non ha mai avuto o almeno provato una Squier? Credo che la quasi totalità di noi, almeno una volta, si sia trovata ad avere fra le mani e a suonare questa piccola della famiglia Fender e ne sia rimasta, per qualche motivo sorpresa, vuoi per la scorrevolezza del suo manico, o per la sua maneggevolezza, se non per il suo suono indissolubilmente legato alle sue sorelle maggiori.

Non bisogna però pretendere da una buona chitarra a prezzo contenuto, di averne tra le mani una perfetta in tutta la sua componentistica.

Nel complesso è ben bilanciata e si imbraccia bene. Parlando dei modelli Stratocaster, le sonorità dei magneti ricalcano abbastanza l'idea di pulizia e di nitidezza adatte a ritmiche funky e suoni anni '60; il selettore a 5 posizioni permette di giostrare parecchio con la timbrica generale anche se i single coil non riescono a spingere più di tanto.

I single coil della Squier faticano ad uscire fuori in situazioni più rockettare e senza l'ausilio di un buon amplificatore si rischia di non riuscire proprio ad ottenerle. Per fortuna che, con l’aiuto di una buona effettistica, si riescono comunque ad ottenere dei suoni abbastanza graffianti.

Altrettanto vero è però il fatto che per sonorità abbastanza pulite, non sono affatto male.

Per quanto riguarda la gamma Telecaster devo dire invece che queste risultano molto meglio bilanciate per le timbriche basse.

Sempre perle Stratocaster Il ponte fisso tremolo è di sufficiente qualità anche se è carente nella tenuta dell'accordatura: bastano pochi vibrati decisi e bisogna armarsi di orecchio per re-intonare le corde...

Un altro piccolo difettuccio della chitarra è che in molti modelli ha 21 capotasti e non i più usuali 22.

Per un chitarrista con poca esperienza non fa molta differenza. Anzi, diciamo pure che non ne fa affatto.

Quando invece si raggiungono certi livelli la mancanza del ventiduesimo capotasto, e quindi l'impossibilità di raggiungere il RE dell'ottava più alta costringe il chitarrista a fermarsi a un RE bemolle può risultare infinitamente fastidioso.

Comunque dobbiamo sempre tenere presente che è una chitarra di fascia economica e che , cosa da non trascurare affatto, si presta a modificazioni soprattutto per quello che concerne i Pick Up.

Una volta ho conosciuto un ragazzo che, vista la sua grande passione per la S. R. V. ha cambiato i Pick Up e, non contento, si è cimentato con l’estetica, fino ad ottenerne una piccola copia.

Ovviamente non ha potuto montare il ponte con leva vibrato per mancini. Per farlo avrebbe dovuto intervenire sul body stesso a livello dello scasso.

Giustamente non ha ritenuto opportuno allargarlo, e secondo me ha fatto bene, il body, avrebbe rischiato di perdere delle sonorità.

Ho sentito anche di un ragazzo che disponendo di Pick Up Americani di una Fender Standard, ha montato sulla Squier, al posto di quelli di serie, un humbucker al ponte insieme ai due single coil della U.S.A. Confrontata con una Strato USA non aveva assolutamente nulla da invidiare (nel suono) tranne che per un manico non così scorrevole e il sustain leggermente più basso.

In effetti le differenze esistono, comunque un’ operazione di questo tipo a mio avviso è fattibile solo se si dispone di Pick-Up ottenuti a prezzo scontato, altrimenti, fatti due conti per una simile conversione… davvero bisogna essere pazzi perché si spenderebbe una cifra analoga a comperare una Stratocaster U.S.A. di seconda o terza mano. Comunque, a parte il manico e i Pick Up la Squier non ha effettivamente molto da invidiare a una U.S.A.

A questo punto molti di voi penseranno: non è che poi ci rimanga ancora molto da sostituire.

Tenete comunque presente che il Body non è poi così male.

Senza dubbio ritengo però che in tutti gli interventi in cui ci si intenda cimentare, bisogna tener sempre presente il rapporto qualità/prezzo, e cioè non esasperare la voglia di modificare troppo queste chitarre.

Ricordiamoci che se intendiamo cambiare i Pick Up, con altri di fascia superiore a scelta tra le mille proposte che il mercato propone, cambiare ponte vibrato, cambiare meccaniche, rischiamo di raggiungere un costo che, difficilmente non giustificherebbe l’aver comprato una Squier al posto di una Fender.

Comunque sia è sempre una buona chitarra, e ricordiamoci che , come da una Epiphone non possiamo pretendere di avere una Gibson, anche per questa, vale lo stesso rapporto.

Ma vediamo ora un po’ di storia di questa sorellina minore di casa Fender.

Sta di fatto che, a mio avviso, che come tutte le cose interessanti e sorprendenti della vita, tutto iniziò con una scintilla.

Tranquilli, non intendevo dire che sia nata da un incendio, ma che se incendio c’è stato questo è scaturito dall’estro creativo di un intraprendente uomo che di mestiere faceva tutt’altro: il contadino e il calzolaio.

Ma vediamo ora come è nato tutto questo…



Jerome Bonaparte “J.B.” Squier, era un giovane immigrante inglese che arrivò a Battle Creek, nel Michigan, nella seconda metà del 19° secolo, di mestiere faceva, come ho precedentemente detto, sia il coltivatore che il calzolaio ma, dotato di una grande personalità creativa in campo musicale, nouva per quegli anni in America, aveva imparato l’eccellente arte europea della creazione del violino. Fortemente motivato in tutto questo, quando si trasferì successivamente a Boston nel 1881, costruì e riparò violini con suo figlio, Victor Carroll “V.C.” Squier.

In quel periodo, i loro violini furono notati per le loro vernici insolite, e le loro qualità. Furono quindi considerati come esempi eccellenti Americani nella storia della realizzazione della prima arte nella costruzione di strumenti a corda. Effettivamente, J.B. Squier divenne il più famoso costruttore negli Stati Uniti e insegnò come realizzare i violini a molti suoi apprendisti liutai, e tanto fu la fama che si creò che fu in breve definito "lo Stradivarius americano".

Victor successivamente aprì il suo primo negozio nel 1890. Quando crebbero i suoi affari, Squier trasferì la società a 429 Lago Ave. Qui si diede da fare attivamente tanto da creare una relazione di scambio tra le varie scuole di musica Nazionali e molti violinisti famosi, al fine di migliorare la qualità dei suoi violini ricercando quindi il perfezionamento del suono nei suoi strumenti.

Intorno al 1900, le migliori corde di violino erano fatte in Europa. Victor Squier cominciò a produrre da solo le proprie corde per i suoi strumenti, soprattutto grazie ad una macchina in grado di produrre 1.000 corde di ottima qualità al giorno. I violini, i banjo e le corde da chitarra Squier furono conosciute presto su scala nazionale ma soprattutto erano molto popolari fra studenti per il loro prezzo ragionevole.

Negli anni trenta, Squier cominciò a costituire anche strumenti elettrici; la società realizzò anche pianoforti, radio e fono-registratori fino al 1961.

Ecco un depliant di corde Squier del 1965:

In seguito la Società di Squier cominciò a stringere accordi con l’inventore e uomo d’affari della California del Sud: Leo Fender, venuto alla ribalta con le sue chitarre elettriche nuove ed insolite. La Società di Squier divenne costruttrice ufficiale di attrezzatura Fender nel 1963. All’inizio del 1965 Fender comprò la Società di Squier, poco prima che la stessa Fender fosse comprata dalla CBS nel maggio di quell’ anno. A metà degli anni ‘70, il nome Squier fu ritirato e le sue corde presero il nome Fender.



L’idea di dar vita ad una Fender nuova albeggiò nei primi anni ‘80 quando l'era CBS finì e gli uffici di relazioni della Fender notarono l'abbondanza di creatori di chitarre giapponesi che erano vistosamente copiate fino ad essere addirittura clonate. Allora Fender disegnò originali modelli vintage di ottima qualità e soprattutto a costi contenuti. Alcuni di questi modelli avevano dei particolari alquanto bizzarri.

Un esempio particolarmente irritante per Fender fu quello di un fabbricante Giapponese che usò un logotipo sulla paletta copiando la grafica del logo Fender ma sostituendolo con la parola Tokay dove la T copiava vistosamente il lettering Fender .

Fender agì aprendo una sua fabbrica ufficiale in Giappone nel Marzo del 1982. La Fender Giapponese produsse chitarre con materiale ed assistenza tecnica proveniente dagli stabilimenti Fender degli Stati Uniti; Nel Maggio di quello stesso anno, la Fender Giapponese aveva in produzione sei chitarre: la Stratocaster ‘ 57 e ‘62, un Telecaster ‘ 52 e ’57, e per bassi un Precision Bass ‘62 e un Jazz Bass ‘62

Intanto arrivò in Europa l’onda delle copie Fender Asiatiche; allora si cercò un’alternativa a questo buon mercato che risultava per la Fender interessante. Si pensò quindi di riesumare il logo Squier che fino ad allora era rimasto inattivo e fu quindi utilizzato per questi modelli di produzione Giapponese, che divennero noti come Squier JV (“Japanese Vintage”).

Questi modelli di alta qualità presentavano una piccola decalcomania del logotipo Squier sulla paletta e una dicitura “Original Contour Body” ed avevano il blocco del ponte-tremolo costruito in zinco (più economico rispetto all’usuale acciaio).

Questi primi modelli Squier JV furono prodotti fino alla fine del 1984 e sono estremamente ricercati oggi per la loro qualità. Poco dopo la loro introduzione, apparve un nuovo logotipo Squier più grande, accompagnato dal più piccolo ma ormai familiare logo Fender.

Tra il 1983 ed il 1985 la Squier visse il suo periodo magico. Verso la fine del 1983 Fender decise di importare gli strumenti Squier negli Stati Uniti per competere con le molte copie esistenti nel mercato nazionale.

La serie incluse i modelli: Stratocaster, Telecaster e il Precision Bass, e tre Bullet strumenti di fascia più economica.

In quel periodo Fender, per supportare e rilanciare il marchio Squier, avviò un’operazione pubblicitaria il cui slogan ( head-line) era: “There’s Magic in the Breed,” ovvero: “c'è del Magico nella Razza". Questa campagna ottenne ottimi risultati e il marchio Squier, associato alla Fender, entrò nel mercato Americano .

Nel 1989 comparve in catalogo Squier anche la serie Standard. Questa serie si basava sui modelli Original Vintage. Nel 1989 si aggiunse anche alla serie la Squier II Stratocaster con un ponte-tremolo di fattura più moderna, la produzione continuò fino al 1995, ma anche questa serie si sarebbe poi evoluta.

Dal 1996 al 1998, si aggiunsero alla produzione anche: L'Affinity, la Pro Tone e modelli della Serie Vista

Venne poi la Serie Standard attualmente in produzione, che con i modelli Pro Tone, furono subito considerati strumenti eccellenti con tocchi speciali (anche con parti di plastica di effetto vintage).

Ma vediamo ora come è proseguita la produzione Orientale nei vari stabilimenti e Paesi che si sono susseguiti nella produzione.

Dopo la produzione Giapponese c’è stato un periodo di transizione tra questa e la produzione che la ha sostituita: quella Coreana .

La produzione Coreana determinata dalla sigla S ed E fu prodotta circa dal 1987 fino ai Primi del 1990 e iniziò con il modello Telecaster ’52.

Trattandosi del periodo appunto di transizione tra gli stabilimenti Giapponesi a quelli Coreani, molte parti della componentistica varia passarono direttamente su questi primi modelli che infatti utilizzano le meccaniche Gootoh per esempio come la precedente produzione. Successivamente si aggiunsero anche i modelli Stratocaster e tutti gli altri.

Voglio però soffermarmi su una cosa che penso dobbiamo sempre tener presente: sono i periodi in cui la produzione cambia paese.

Il primo e il secondo anno di queste produzioni possono anche a volta avere delle anomalie con i modelli successivi in cui appunto la produzione si è assestata.

Lo so, è difficile pensare che una così grande organizzazione produttiva presenti queste smagliature nella propria catena di produzione.

Ma se ragioniamo con i costi di mercato, capiamo benissimo come ad un attento esame di bilancio per una casa come la Fender che produce quindi su larga scala, talvolta è richiesta una velocità di operato a livello contrattuale che la spinge a cambiare luogo senza magari aver organizzato perfettamente a livello di componentistica, i suoi nuovi stabilimenti, e quindi a utilizzare per la sua nuova produzione molte o alcune partii che sono rimaste ancora inutilizzate al momento della chiusura, del precedente stabilimento.

Tutto questo per noi delle volte può essere particolarmente interessante. È quindi possibile trovare in queste nuove produzioni delle annate interessantissime.

Intorno al 1995 la produzione passò in Indonesia, per arrivare ad oggi a quella Cinese.

La produzione Cinese, come precedentemente quella Indonesiana, recano la scritta Crafted (in China/Indonesia).

Attualmente la produzione e si è arricchita dei nuovi modelli Vibe.

La serie Classic Vibe è l’ultima nata e quella con una fascia di prezzo maggiore.

E’ composta da: una Telecaster ’50, una Stratocaster ‘50 e una Stratocaster ‘60, una Duo-Sonic ‘50, un Jazz Bass ‘50, e due Precision Bass, ’50 e ‘60 .

Vediamo ora che cosa accomuna tutti questi modelli nella loro componentistica:

I legni utilizzati sono l’Agathis e il Tiglio.

Per tutti quelli come me che hanno voluto approfondire la famiglia dei legni Agathis, ecco la descrizione:

Nel genere Agathis sono comprese 21 specie di alberi della famiglia dei Sempreverde e di quella delle Araucariacee. Gli alberi di queste famiglie sono caratterizzati dal tronco molto grosso e da scarsi rami nella parte inferiore. Li si possono trovare solo in Oceania e in Asia sud-orientale (Malesia, Indonesia, Filippine).

Si può quindi capire come l’utilizzo di questi alberi locali limiti ulteriormente i costi.

Il body è costruito in laminato anziché in legno massiccio, quindi con parti multiple, ovviamente per avere così anche un costo unitario minore.

Anche l’essiccatura di questi legni per avere una riduzione dei costi è ottenuta con l’uso di particolari forni e non quindi seguendo la normale stagionatura.

Il manico è in acero con possibilità di tastiera sempre in acero (applicata), oppure in palissandro.

Esistono comunque dei modelli col manico e tastiera in acero in pezzo unico.

Il ponte tremolo è di tipo sincronizzato.

L’hardware di queste chitarre è realizzato in metallo stampato.

Le meccaniche sono fino alle produzioni Coreane di tipo Gootoh (anche se esistono delle variazioni), sono state poi usate quelle simil-fender (molto simili alle originali per design ma prive di firma).

I pick-up sono single coil, tranne ultimamente l’allestimento con configurazione HSS con al ponte un humbucker.

Ultimamente, la Squier ha realizzato dei modelli signature in collaborazione con artisti che utilizzano anche modelli di questa marca personalizzati. Tra questi:

Mike Dirnt Squier Precision Bass:

Pete Wentz Precision Bass:

Deryck Whibley Telecaster Squier:

Le Squier sono ottime chitarre e nella fascia low cost rappresentano un must per moltissimi ragazzi e non solo, che ne fanno uso.

In più, come già detto all’inizio, si prestano bene a modifiche di ogni genere, potendo così supplire alle mancanze di qualità di alcune parti che, per problemi di costo, non risultano particolarmente all’altezza.

Ma vediamole ora e, soprattutto, sentiamole suonare:

Squier Telecaster 18 watt tube amp

E cosa dire di questo incredibile negozio…o casa?

Mamma mia, GAS alle stelle!

Potete osservare anche modelli Fender decisamente vintage.

Fender Japan JV Stratocaster Vintage Strat Squier early 80's

Ecco una bella Squier JV a cui è stata fatta appunto una delle tante possibili valide modifiche

Blues on a Fender Squier JV with Seymour Duncan PickUps

Niente male cosa può fare questa Tele ‘52. Io la preferisco alla Fender Tele Mexico

Tele '52

E non dimentichiamo che queste Squier si prestano a qualsiasi tipo di customizzazioni. Guardate che chitarra si può ottenere montando i Pick-Up Fender Custom Shop. Forse ne soffrirà un po’ il portafoglio, ma il risultato sarà senza dubbio strabiliante.

Squier Strat with Fender Custom Shop '54 pickups

chitarre elettriche squier
Mostra commenti     161
Altro da leggere
California Classic: in prova la Strat-style di Xotic
Guarda il tributo di Andy Timmons ai Queen
La Flying V di KK Downing sbanca all’asta
Corvi e frassino per la McCarty fatta con l’acero del cimitero
Ritrovata la Strat firmata dai big e scomparsa alle poste
Ascolta la neonata serie Fender American Performer
Seguici anche su:
News
Impara a suonare e a tenere il palco con Carlos Santana
Billy Gibbons suona Rudolph La Renna con il capitano Kirk
SHG Music Show Milano 2018 apre i battenti
Paganini Rockstar
Roy Clark: il chitarrista intrattenitore
Come suona la chitarra in una camera anecoica
Chi ha inventato davvero il tapping
Come suona la mia stanza?
Certificato CITES: quando serve e come ottenerlo
Country Music Hall of Fame: il cerchio non sarà interrotto
Ryman Auditorium: la chiesa americana della musica live
La chitarra sparafulmini degli ArcAttack
Chris Shiflett vende tutto: "ho troppe chitarre!"
La storia del delay
La truffa delle chitarre online a prezzi bassissimi




Licenza Creative Commons - Chi siamo - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964