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Djiangologia
di [user #18675] - pubblicato il

Jean Baptist e Reinhardt detto Django era uno zingaro, nato zingaro e zingaro rimasto fino al giorno della sua scomparsa . Era uno sbruffone litigioso e pieno di sé. Si riteneva il più grande chitarrista del mondo (e forse lo era). Otteneva onorari spropositati, che assolutamente non divideva con i suoi musicisti e che sperperava nei modi più diversi. Attratto dal gioco e da ogni forma d’azzardo era capace di dilapidare in poche ore somme che per l’epoca erano enormi. Si racconta che avesse sempre in tasca arruffati come cartacce banconote per somme altissime, orologi d’oro al polso, ogni forma di anelli a tutte le dita della mano destra, collane e bracciali vistosissimi. Vestiva sempre abiti elegantissimi e costosissimi camicie cucite su misura e scarpe italiane di vernice. Le sue chitarre, sempre fatte su misura dai più famosi liutai del tempo, erano dei veri e propri gioielli.

Quando iniziava i concerti si sedeva elegantissimo, sorridente e attendeva che uno della band gli consegnasse in mano la Maccaferri lucidissima. Però lui era uno zingaro e a volte capitava che nel bel mezzo di un tour, nei più lussuosi alberghi di Parigi, scappasse per fare festose rimpatriate fra la sua gente. All’ombra delle roulotte dove venivano organizzate incredibili feste in suo onore, dove lui era considerato dai suoi “cugini” poco meno che un dio.

Django già da bambino era un bravissimo suonatore di banjo, era l’attrazione della tribù Manouche in cui viveva all’interno di una roulotte. In verità poco si sa della sua infanzia, di sicuro non ebbe nessun tipo di educazione né musicale né scolastica, infatti era del tutto analfabeta. La prima incisione la fece a 18 anni, nel Marzo del 1928 , a Parigi come “accompagnatore” di un trio composto che suonava walzer tanghi più pezzi gitani. Nel novembre dello stesso anno Django ebbe un incidente che gli cambiò la vita. Infatti a causa di un incendio nella sua roulotte perse l’utilizzo delle ultime due dita della mano sinistra. La leggenda narra che a causa dell’incidente avrebbero dovuto amputargli la mano ed il piede sinistro, ma Django rifiutò l’amputazione superando fortunosamente il rischio di cancrena. Durante la convalescenza sviluppò una tecnica che gli consentisse di continuare a suonare la chitarra anche con tre sole dita. E’ proprio questo che vorrei approfondire in questo articolo.

Il suo più grosso problema era come suonare gli accordi. In effetti non era semplice farlo con tre dita! Prima di tutto dobbiamo tenere conto che delle tre dita rimaste “buone” c’era il pollice, che normalmente non viene utilizzato direttamente dai chitarristi per suonare, ma solo come appoggio della mano sul manico. Quindi Django dovette incominciare ad usarlo per prendere le note sul E basso, lasciando quindi libere altre due dita, l’indice ed il medio, che servivano per prendere gli altri voicings degli accordi. In oltre non poteva prendere tutte le note che compongono l’accordo e quindi decise di “scegliere” di suonarne solo alcune! Il dito medio ed il mignolo non erano amputate ma erano “offerse” ovvero non riusciva a muoverle e a dare forza sui tasti, ma le utilizzava per “mutare” le corde che non dovevano suonare.

Nell’esempio che voglio mostrare in questo articolo farò vedere come Django “accompagnava” un blues con i suoi accordi a tre dita e mezzo! Questo lo ritengo interessante, non per pura curiosità, ma per vedere quali note di un accordo Django riteneva più incisive, è anche utile sapere questo per chi ha tutte le dita!
Propongo due corus di un tipico blues in Bb a la Django. Gli accordi sono i seguenti:

| Bb6 - - -| Eb7 - - -| Bb6 – F7 C#°| Bb – F°-| Eb6 - - -| Ebm6 - - - | Bb – F7 -| Bb6 - C#° -| F7 – E7 - | F7 - - - -| Bb6- B° -| F7 – C#°|

|Bb – F° -| Eb6 – Ebm6 - | Bb – F7 -| Bb6 – E7-| Eb7 - - -| Eb7 - - -| Bb6 – F7 Eb°| Bb – C#° -| Cm7 - - -| F7b5 - - -| Bb6 – Eb7 -| Bb6 – F7|

Il giro armonico è un classico blues maggiore in dodici battute. Nella figura1 c’è la griglia di accordi a tre dita. E’ da leggere come segue: nella griglia dell’accordo il E basso è la linea più a sinistra. Quindi gli accordi si “leggono” da sinistra a destra. Il numero messo sulla nota al basso è il relativo tasto. Ogni accordo della griglia è considerato ripetuto per due battute tranne quando c’è scritto diversamente sotto. C’è inoltre da considerare che: Django utilizzava il pollice per prendere le note al basso, sarebbe d’uopo per noi penta diti utilizzare il medio o l’indice per prendere le note al basso. Provate e divertitevi. E se vi piace nel prossimo articolo parleremo di cosa Django suonava sopra questi accordi.

django reinhardt lezioni
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Commenti
Bene, bravo, bis!
di nicksoglia [user #14968] - commento del 18/09/2009 ore 10:4
Grande Striscia! Non ho avuto il tempo di guardare bene l'articolo, ma solo un'occhiata "volante"... penso che qui ci sia un argomento che merita! Purtroppo è difficile suonare Manouche... in particolare almeno per quanto mi riguarda la difficoltà sta, al di là degli accompagnamenti, che col tempo uno riesce a "fare suoi", nel suonare sopra gli accordi... come tu dici in fondo all'articolo! In particolare suonare qualcosa di non scontato e, pensando a un grande... un mostro del genere come Bireli Lagrene riuscire a unire gusto a velocità e tecnica! E rilancio con una domanda: come fare per "allenare" la velocità di esecuzione... sia con mano destra che con mano sinistra, e inserirci non solo la velocità fine a sè stessa, ma la suonata... "di pancia", nel senso di una scelta di cosa suonare fatta con gusto, non la classica sbrodolata di note della serie motifacciovederechenesuonomillealsecondo? Grazie! E aspetto risposte, e ovviamente il secondo articolo!
Rispondi
Re: Bene, bravo, bis!
di Striscia [user #18675] - commento del 18/09/2009 ore 11:0
eh...questa è una domanda da un milione di dollari!! Magari sapessi risponderti esaustivamente... Quello che ti posso dire è che la musica Mnaouche è una fusione di tanti stili diversi, si va dallo Swing delle orchestre degli anni trenta, ai valzer tzigani, alle sonate zingare, al blues, al tango ed anche alla musica classica! Quindi un consiglio che mi sento di darti è di ascoltare, ascoltare, ascoltare tanta musica non solo la Manouche, e poi l'altro consiglio che mi sento di darti è di cantare "prima" quello che suoni, proprio per cercare di essere il più "musicale" possibile! Per il resto ci vuole talento che se non hai nessuno potrà mai darti.
Rispondi
Re: Bene, bravo, bis!
di max64max [user #20205] - commento del 18/09/2009 ore 11:1
bella domanda, al di la della velocita,a mio parere non indispensabile per suonare bene, come si fa a fare qualcosa di non scontato e già sentito? è come parlare o scrivere, un fatto è conoscere bene l'italiano un altro fatto è avere cose interessanti da dire...o le hai o non le hai, dico ovviamente in generale, ci sono in giro mirabolanti chitarristi con tecniche da paura, superate solo dalla noia assoluta di quello che suonano...per la velocità devi suonare piano, sembra un controsenso ma è così, quando studi scale o assoli o armonie suona lentamente, molto lentamente e assimila, la mano destra impara a suonare quello che la sinistra propone...entrambe quello che la testa propone. lavora sulla pennata, io ho adottato la pennata pettinata ed è stato un mondo nuovo tra gli esercizi puoi cercare di imparare i solo che più ti piacciono cercando di capire cosa fanno gli esecutori, nel senso di capire su che cosa si muovono, per fare questo con facilità c'è un programmino che credo tutti conoscano, si chiama transcribe e rallenta la velocità mantenendo la tonalità, con l'equalizzatore è possibile risaltare gli strumenti che ci interessano di più. io faccio questo lavoro con i solo di coltrane e altri, non necessariamente chitarristi. spero ti sia utile Djiango è stato un fenomeno assoluto, la cosa più travolgente per me è il suo senso del ritmo, un battersita con la chitarra a prescindere dalle corde e dalle dita, davvero impressionante saluti a tutti Max
Rispondi
Re: Bene, bravo, bis!
di joerocker [user #11075] - commento del 18/09/2009 ore 23:2
potresti spiegare che intendi per pennata pettinata?
Rispondi
Re: Bene, bravo, bis!
di max64max [user #20205] - commento del 19/09/2009 ore 00:2
si, scusa il termine usato...è la pennata continua, o non alternata, ti serve una spiegazione dettagliata? se si devo pensarci un attimo perchè un fatto è fartela vedere un altro è scriverla e farmi capire... fammi sapere ciao Max
Rispondi
Re: Bene, bravo, bis!
di joerocker [user #11075] - commento del 19/09/2009 ore 13:1
Beh se semplicemente mantieni il verso della pennata continuo anzicheè alternato, ho capito, anche se non so quando o dove scegli di farlo. Se poi ci sono altre sfaccettature e vuoi spiegare meglio...Vedi tu!
Rispondi
Re: Bene, bravo, bis!
di max64max [user #20205] - commento del 19/09/2009 ore 13:5
a dire la verità non so spiegarti come e perchè, io usavo il modo alternato, da anni sono passato al modo continuo in modo completo, è radicalmente cambiato il mio modo di suonare, in meglio. il punto è che non decido quando e come usarlo, va in automatico e non so più usare il sistema alternato... ciao Max
Rispondi
Questo è uno dei po
di Cukoo [user #17731] - commento del 18/09/2009 ore 10:5
Questo è uno dei pochi video nei quali si vede Reinhardt in azione. vai al link Qui il pollice sembra usato poco.
Rispondi
Re: Questo è uno dei po
di Striscia [user #18675] - commento del 18/09/2009 ore 11:0
si...non sempre usava il pollice, quando suonava in trio le note al basso non le suonava per niente le "demandava" al contrabbasso. Quando suonava da solo invece era "costretto" a suonarle e quindi usava il pollice. Ma non sempre sempre a volte usava il medio e con l'indice prendeva due note assieme, altre volte usava anche le due dita offese per prendere una nota, magari ghost, sui cantini.
Rispondi
Re: Questo è uno dei po
di Cukoo [user #17731] - commento del 18/09/2009 ore 11:4
Grazie per le precisazioni. Ci puoi dire se è un pezzo di Django o una progressione tua? Da ultimo: puoi dare una controllata alla tablatura del F7(b5)? A me sembra un F7(b9).
Rispondi
Re: Questo è uno dei po
di Striscia [user #18675] - commento del 18/09/2009 ore 11:5
Non è nessuna delle due, è un classico giro blues, che ha suonato anche djando molte volte, con gli accordi di tre note! Potremmo dire una trascrizione "rivisitata". L'accordo è in realtà un F7b9/B ovvero con la quinta bemolle al basso! Puoi vederlo come un F7 lidio! Proprio perché Django suonava in lidio (magari senza saperlo!) sugli accordi di dominate!
Rispondi
Re: Questo è uno dei po
di Striscia [user #18675] - commento del 21/09/2009 ore 14:3
...ecco un video in cui si intravede Django usare il pollice! vai al link
Rispondi
Re: Questo è uno dei po
di Cukoo [user #17731] - commento del 21/09/2009 ore 15:0
Grazie per la segnalazione.
Rispondi
oh mio dio
di appio [user #3689] - commento del 18/09/2009 ore 10:5
non sapevo la storia di Django, sono allibito! tanto più dopo aver guardato lo schema! Oh mamma, e suonava quella roba con tre dita...
Rispondi
Molto molto interess
di jimi_42del [user #14838] - commento del 18/09/2009 ore 11:0
Molto molto interessante! conoscevo la storia delle dita "fuori uso" di Diango ma non avevo mai letto delle trascrizioni... come dici tu, può essere molto utile anche per i normodotati. Appena prendo in mano la chitarra ci do un occhio. Bravo!
Rispondi
Grandissimo Django e
di domenicodionisio [user #13620] - commento del 18/09/2009 ore 11:4
Grandissimo Django e complimenti a Striscia per l'articolo. Mi sento di consigliare a tutti gli accordiani (o perlomeno a coloro che non l'hanno ancora visto) un bellissimo film di Woody Allen intitolato "Accordi e disaccordi". La storia non parla affatto di Django (anzi lui nel film non compare mai), ma bensì di un chitarrista inventato dal buon Woody. Ma la figura di Django è talmente imponente da essere una vera e propria ossessione per il protagonista del film, tanto che si defisce "il secondo miglior chitarrista del mondo dopo Django" ed ogni volta che lo ascolta suonare letteralmente sviene. ;-)
Rispondi
Re: Grandissimo Django e
di mi.cantino [user #5744] - commento del 23/09/2009 ore 15:5
Verissimo! Film da vedere assolutamente. Se non sbaglio però un "django" nel film compare...
Rispondi
Grande!
di alessandrolandozzi utente non più registrato - commento del 18/09/2009 ore 11:4
Questo si che è un articolo con i controballs! A parte che non ricordavo la storia di questo personaggio, l' antitesi del pianista sull' oceano, un Buscaglione della chitarra, ma quello che mi ha veramente entusiasmato è la parte pratica del tuo articolo e queste diteggiature secondo me sono importantissime per comprendere bene la tastiera della chitarra. Comunque, piccola parentesi, in Piazza della Repubblica a Firenze, si esibiscono, come artisti di strada, un gruppo di nomadi, chitarra, contrabbasso, violino e a volte una specie di clavicembalo di cui non ricordo il nome esatto, e, al di là dei brani che eseguono, molto come dire "turistici", quello che mi impressiona è il senso del ritmo, sconvolgente! Che sia innato? Mah.. Aspetto il seguito e stracomplimenti!
Rispondi
Davvero un articolo
di E! [user #6395] - commento del 18/09/2009 ore 11:4
Davvero un articolo interessante, complimenti. Non riesco a leggere benissimo certi numeretti, ma ci si arriva ugualmente ad intuito. Aspetto il prossimo
Rispondi
Accordi
di bluesmanpie [user #9398] - commento del 18/09/2009 ore 13:1
ciao, puoi inserire un file con gli accordi che si vedono male (almeno per la mia scarsa vista...). Grazie e bell'articolo! PIE www.provaciancorasam.ilcannocchiale.it
Rispondi
bellissimo articolo,
di axys81 [user #7362] - commento del 18/09/2009 ore 13:2
bellissimo articolo,come bellissima è la musica di Django. Se non l'avete già visto procuratevi Accordi&Disaccordi di W.Allen,un film simpaticissimo interpretato da Sean Penn,chitarrista frustrato dalla competizione chitarristica con un certo "zingaro" :D
Rispondi
si parliamone
di davidederosa64 [user #20297] - commento del 18/09/2009 ore 13:2
Voglio farti i miei complimenti per l'articolo dove hai illustrato con una buona doti di sintesi chi fosse Django,e per il lavoro ben fatto su di un argomento poco trattato.Infatti quello degli accordi è l'aspetto più recondito dello stile di Reinhardth. Lui aveva per lo più un ruolo da solista.Comunque io ho approfondito la sua Arte in età matura e mi ha cambiato la vita puoi giurarci.Consiglio ai più giovani di lasciarsi sedurre da questo personaggio che può essere definito tranquillamente il primo Guitar Heros della storia moderna. Un in bocca al lupo. Ciao.
Rispondi
Interessantissimo
di gratta [user #13442] - commento del 18/09/2009 ore 14:1
dacci un seguito...
Rispondi
E' un pò come quand
di feidtublec [user #18093] - commento del 18/09/2009 ore 14:2
E' un pò come quando ho visto su youtube i video di quel tizio senza braccia che suoa la chitarra con i piedi. E bene. Ho commentato dicendo che non mi meritavo di avere le braccia.
Rispondi
Breve aneddoto: come
di Max57 [user #13806] - commento del 18/09/2009 ore 14:5
Breve aneddoto: come saprete, qualche anno fa usci un film in cui una delle figure, anche se non quella del protagonista, era quella di Django e l'attore che lo impersonava, fra l'altro grandissimo appassionato della musica manouche ed esecutore straordinario, era un certo John Jorgenson. (vai al link) Bene, al festival di Soave di qualche anno fa John fu ospite e star della manifestazione, partecipandovi praticamente in abiti di scena, dato che era truccato da Django perche' il film era in lavorazione in quel periodo. Sapendo quanto lui ami il personaggio e la sua musica, gli chiedemmo, durante un seminario memorabile, se fosse capace di eseguire un pezzo di Jango immedesimandosi a tal punto nel personaggio da riuscire a suonarlo con tre dita anziche' con tutt'e cinque.............. ci stese tutti. Praticamente rifece il pezzo appena eseguito con mignolo e anulare immobilizzati. Io non ci provo manco con 10, porca miseria !!! Ciao Max
Rispondi
Bell'articolo, siamo
di vix86 [user #18127] - commento del 18/09/2009 ore 16:3
Bell'articolo, siamo tutti in attesa del seguito!
Rispondi
F7b5 ???
di RedRaven [user #20706] - commento del 18/09/2009 ore 20:5
non capisco come si possa fare questo accordo con pollice, indice, medio: sicuro della diteggiatura? Articolo molto interessante. Come ti sei documentato per la trascrizione? grazie e ciao M.
Rispondi
Una leggenda!!!!!!!!
di mytele [user #19958] - commento del 18/09/2009 ore 21:2
Una leggenda!!!!!!!!!!!!
Rispondi
10 CD 10
di Cukoo [user #17731] - commento del 18/09/2009 ore 23:1
Mia moglie, dietro mie precise indicazioni, mi ha regalato qualche anno fa il cofanetto 'Django Reinhardt, Portrait' con 10 CD per circa 10 ore di ascolto e un bel libretto da 40 pagine. Prezzo intorno alle 30,000 lire. Anche adesso si trovano splendide occasioni. Ragazzi, il jazz è un affare!
Rispondi
Fenomenale...
di voodooman [user #8538] - commento del 19/09/2009 ore 05:4
...il gusto melodico, il senso del ritmo...come per tutti i geni non ci sono spiegazioni ma solo bocche aperte e commenti entusiastici. Se poi penso che: 1) aveva due dita in meno, 2) era analfabeta, 3) tantomeno la musica aveva studiato (mentre noi stiamo a scervellarci sui modi, i rivolti, le sostituzioni ecc.) 4) l'unica cosa e che da piccolo gli hanno buttato un banjo in braccio...e basta.... ....mi vien voglia di buttare la chitarra nel caminetto e darmi al gioco delle bocce! Boh? Voglio sperare almeno che da generazioni i suoi parenti suonassero, come è stato per Mozart. Adesso non ricordo esattamente la storia, ma mi sembra che i genitori lo avessero portato a sentire un musicista i cui spartiti erano segretissimi e custoditi a chiave....Al ritorno a casa Mozart ha preso penna e calamaio e ha trascritto tutto quello che aveva sentito...aveva meno di 10 anni!
Rispondi
In ordine sparso, cioé disordinatamente.
di Giovanni Ghiazza [user #31] - commento del 19/09/2009 ore 11:5
Bell'articolo, ricco di spunti e di contenuto musicale. La sua lettura normale, che non ho ancora provato a leggerlo con la chitarra in mano, mi suscita ricordi e pensieri di vario genere, riconducibili fondalmentalmente a considerazioni di ordine umano/aneddotico e di ordine prettamente chitarristico. Considerazioni umane: * sotto il profilo storico la grandezza artistica di Django è assodata: è l'unico chitarrista europeo che troviamo citato da tutti i grandi chitarristi jazz americani dell'epoca, cioé quelli che la chitarra jazz l'anno definita, ed anche da grandi musicisti e band leader dell'epoca, tanto che fu accolto in pompa magna quando fu invitato negli USA; * Django appartiene a quella ridotta schiera di uomini "nati geni" al quale rapportarsi (cito, in quanto simili per molti aspetti umani, Wes Montgomery e Jimi Hendrix), inarrivabili astri dell'universo chitarristico dai quali farsi guidare; ma anche esempi di uomini che non hanno mollato neanche davanti a difficoltà enormi e sono riusciti a superarle; * al termine di un seminario, Philip Catherine raccontò un paio di aneddoti stupendi: 1. alla firma del primo contratto Django andò con un amico, con l'intesa che avrebbe dovuto "firmare" e star zitto: egli, prima di firmare, disse invece che una clausola non gli andava bene e la puntò con il dito: prevedeva che le spese di albergo fossero a carico della casa discografica....; 2. andò ad ascoltare alcune volte una pianista classica che suonava Ravel: ad un certo punto le disse che c'era una nota sbagliata, fece verificare ed aveva ragione (pur non sapendo leggere il pentagramma!)... Considerazioni musicali: * sovente le soluzioni preconfezionate ci rendono pigri e monotoni: trovare soluzioni imponendosi dei vincoli (es. usare meno dita, meno corde, ecc.) obbliga a riflettere ed essere maggiormente creativi e consapevoli; * a Django non piacevano le archtop, tanto è vero che non volle suonare con la L5 che Gibson gli riservò per la sua tournée americana: riteneva che avesse troppo poco volume (de gustibus...)
Rispondi
Re: In ordine sparso, cioé disordinatamente.
di Cukoo [user #17731] - commento del 19/09/2009 ore 14:0
C'è una sua registrazione di Minor Swing con la elettrica, penso una L5. Che comunque. è vero, non gli piaceva. Capricci dei grandi, io farei carte false.
Rispondi
Django e le elettriche
di leopetrucci [user #18078] - commento del 19/09/2009 ore 15:2
Sono poche le registrazioni che si hanno di Django con chitarra elettrica. Molte di queste si riferiscono spesso ad un LP registrato a Roma da Django nel 1940 con una band di musicisti romani. Django effettuò l'intera registrazione con una chitarra avuta in prestito dal chitarrista romano Nino Frusciella che in quel periodo suonava nello stesso locale dove Django si esibiva la sera, in Via Bissolati. La chitarra era una italianissima Mogar da Jazz con buca tonda (Monzino & Garlandini di Milano) amplificata con un pick up artigianale sulla buca, realizzato da un riparatore di radio a valvole per Frusciella che "non riusciva a farsi sentire sul palco" (parole sue..!). Il pick up purtroppo è andato perduto ma la chitarra (ho avuto il piacere di restaurarla) viene oggi usata in concerto dal figlio di Frusciella, Marco. Sulla chitarra è incisa la firma di pugno di Django. La chitarra è stata esposta al Secon Hand n. 30 allo stand di Chitarre.
Rispondi
Re: Django e le elettriche
di Cukoo [user #17731] - commento del 19/09/2009 ore 21:2
Copio il tuo commento e lo metto nella directory "Perle"
Rispondi
Incontri
di 16mm [user #13613] - commento del 19/09/2009 ore 17:0
Buongiorno a tutti. Quando si parla di Django intervengo sempre, un po' perché ha espresso l'unica musica che so suonare, un po' perché la sua è stata una lezione culturale che risulta ancora valida. Vero che amava spendere, vero che si perdeva in colossali baldorie con parenti ed amici (arrivò in ritardo, ubriaco fradicio, ad uno dei concerti alla Carnagie Hall organizzato da Duke Ellington proprio per suonare insieme...), ma mi pare che questi aspetti facciano parte del folklore, della leggenda. L'elemento che musicalmente e culturalmente caratterizza Django Reinhardt e ci deve interessare di più è senza dubbio quello degli incontri. Che significa? Significa che fin dagli esordi, Django si buttò a capofitto nelle più diverse esperienze musicali, dalla Valse musette fino al Be-Bop degli ultimi anni della sua vita. Dico che questa è una lezione soprattutto per i giovani, che troppo spesso si auto-ghettizzano confinando la loro creatività in un solo genere musicale. Fra la Valse musette e le ultime incisioni di Saint Germain c'è lo stesso abisso che separa il blues dall'house music, tanto per dire. Questa sua capacità di assorbire gli stimoli ha reso fertile Djangoo, lo ha contaminato. Chi può farlo, cerchi le incisioni con il cantante Jean Sablon: c'è perfino un pezzo sulla storiella della cicala e della formica, con Sablon che canta, avvolto nella sua professionalità di crooner, mentre gli piovono addosso note e scale manco fosse il bombardamento di Londra.... Purtroppo questa intelligenza non fu capita sempre, mi spiace contraddire chi ha scritto l'articolo. Per dirne una, quando Django partì per gli Usa per suonare con il Duca non si portò dietro la chitarra perché convinto che le case produttrici avrebbero fatto a gara a regalargliene una. E invece....Invece Django si mise alla ricerca di un negozio di musica non appena capì che non avrebbe avuto alcun regalo. Comprò una Epiphone, se non sbaglio. Altro indizio di una certa solitudine di Django: agli inizi degli Anni '50 il pubblico lo considerava finito, espressione di un modo di suonare Hot che aveva già ceduto il passo al 'be cool' dei boppers. Risultato? Django si rifugiò a Samois sur Seine, dove si dedicò principalmente a dipingere e a giocare a biliardo da Chez Fernand (ci sono stato....). Quando però gli ritornò la voglia di suonare, lo fece in grande stile. Con una chitarra elettrica (forse una Gibson, in efffetti) in pugno radunò un gruppo di giovani boppers e ricominciò a proporsi a Parigi, incidendo secondo gli stilemi del momento. Per favore, per favore: ascoltate il risultato. Da Anouman all'ultima incisione di Nuages, fino a Les Nuits de Saint Germain des Pres...... Ultima considerazione, per non annoiarvi con un trattato. Le triadi proposte nell'articolo (prese, se non sbaglio, da un libro di Ian Cruickshank) erano sì suonate da anche da Django, ma erano principalmente utilizzate dai suoi due o tre chitarristi ritmici. Che, secondo espresso volere di Django, dovevano essere insieme 'pianiste et batteur', cioè pianisti e batteristi. Una lezione fatta propria da Jim Hall, fra l'altro. Se si suonasse un accompagnamento manouche con accordi più aperti, fra l'altro, ci sarebbero armonici in giro per la stanza, tanto da non capire più nulla. Le chitarre manouche sono cannoni, e come tutte le armi bisogna saperle usare.... Scusate ancora la petulanza Grazie a chi ha scritto l'articolo e buona giornata
Rispondi
Re: Incontri
di Cukoo [user #17731] - commento del 19/09/2009 ore 21:2
Grazie per questo commento. Non capisco la tua cautela nel proporre un bellissimo contributo, come se il luogo non fosse appropriato, o qualcuno si potesse annoiare. Scrivi tutto quello che puoi e che sai, 16mm, che ci fa solo bene.
Rispondi
di superloco [user #24204] - commento del 15/03/2017 ore 14:37:26
questo articolo per me è come un libro e mi ha fatto piacere rileggerlo, questo tuo commento che condivido del tutto. Che bello rileggere le storie di Django.
Rispondi
MAFIA
di Giacomo_glam [user #20147] - commento del 25/09/2009 ore 15:3
Non so se nessuno di voi ha mai giocato al videogioco MFIA...ma Minor Swing è una delle canzoni che si sentono di continuo nel gioco...è una canzone bellissima, ma ascoltarla per due mesi a fila in un videogioco, mi ha stressato...a quando il prossimo articolo con più dettagli sulla sua vita? Ciao
Rispondi
poesia
di melus [user #7623] - commento del 17/10/2010 ore 21:3
le su note arrivano dritte al cuore e la sua tecnica ha spesso mascherato l'arte sublime e purissima della sua musica. E' stato il primo grande chitarrista moderno,ha rivoluzionato lo swing donandogli leggerezza e magia, ha anticipato tutti i grandi chitarristi americani. Se ascoltate il brano deccaphone (ultimo brano inciso nel 1953) si sente la chitarra distorta,immaginava già hendrix. Mi dispiace un po' constatare, che in questo sito in qui si conosce tutto di chitarre e chitarristi, si stenta a conoscere quello che per me è stato ,in assoluto, il più grande di tutti.
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