Il castello magico della musica
<img alt="" src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/29850/600x0/00/t_cassette.jpg"> Quando avevo 13 anni ascoltavo tantissima musica grazie ai molti amici più grandi di me che fortunatamente mi passavano cassette e vinili in quantità industriale. Ho iniziato a suonare quasi obbligato da mia madre con lo scopo di farmi fare qualcosa. Si è fatta prestare una vecchia chitarra classica da mio zio e mi ha spedito a 200 metri da casa mia con chitarra alla mano senza fodero. Ed eccomi a casa di un ragazzo di qualche anno più grande di me che si chiama Chicco Gussoni (lo avete visto a Sanremo). Sono rimasto subito folgorato da quanti dischi aveva e della chitarra m'importava poco a dir la verità. Aveva una grande passione per la musica e io lo stesso... ancora oggi lo ringrazio per avermi prestato la maggior parte di quei dischi che sono finiti su centinaia e centinaia di C90 e hanno rappresentato la mia scuola. (In realtà le persone che devo ringraziare sono davvero tante!)

Mi ha insegnato il giro di Do e le solite cosette ma la cosa che mi incuriosiva di più era che riusciva a tirare giù le canzoni dai dischi!! Ma come è possibile?! Ci devo riuscire assolutamente!! Così potevo suonare tutte le mie canzoni preferite!! E quante ore passate sui dischi e sulle cassette!!!
E ricordo ancora il giorno in cui Chicco mi accompagnò nel negozio del mitico Raf Montrasio a comprare la mia prima acustica: una Suzuki!
E fu anche la prima volta che ho sentito Raf suonare i suoi arrangiamenti con degli accordi per me stranissimi allora... e oggi quegli arrangiamenti li ho trascritti e raccolti in un libro dedicato a lui che è quasi finito.
Io ho iniziato così... ho suonato di tutto ...bene e anche male ...ma non mi bastava! Volevo capire e voglio capire!
La parola chiave era per me analizzare per poter rielaborare, riutilizzare, sfruttare al massimo tutto quel materiale musicale che riuscivo a tirar giù dai dischi e l'orecchio e la mia forte curiosità sono state le mie guide. E non sempre affidabili! Ho perso molto tempo ma ho fatto anche altre cose... la vita non è fatta solo di chitarra!
Ci sono davvero tanti modi di studiare e tutti intrecciati: ascoltare tanto, suonare sui dischi, suonare dal vivo, suonare generi diversi, suonare l'elettrica, suonare l'acustica... elenco già citato nel mio articolo precedente...
Dopo questa breve parentesi autobiografica che penso sia comune a molti "ragazzi" della mia generazione e certamente alle generazioni precedenti, vorrei sottolineare quanto materiale abbiamo a disposizione oggi con un semplice click sul mouse e quanto poco viene sfruttato! Pensate a Youtube! Ormai anche gli extraterrestri per conoscere il pianeta Terra si collegano a Internet, chi glielo fa fare di venire fino a qui!
Ieri commentando l'articolo sul blues di Saketman2 ho sentito dell'astio... niente di grave solo un pacifico scambio di opinioni. Quando si parla di teoria sale sempre la tensione e sinceramente non capisco il perché. In realtà credo che ci sia una visione distorta della teoria musicale. Anzi, eliminiamo subito il termine teoria e parliamo di linguaggio musicale. Ogni linguaggio ha una grammatica e certamente non inizi a parlare studiando la grammatica. Sicuramente ci sono degli studi approfonditi su questo argomento e non aggiungerò niente di nuovo. Abbiamo imparato a parlare ascoltando i genitori e le persone che stavano con noi e poi tutti a scuola per imparare a leggere e scrivere e mille altre cose... e poi abbiamo fatto mille altre esperienze di vita... abbiamo viaggiato... abbiamo imparato un'altra lingua... ma continuiamo a fare errori grammaticali, errori di sintassi, di pronuncia dopo tutte queste esperienze, perché? Forse per pigrizia, disattenzione, abitudine, insomma ricadiamo sempre nelle stesse cose. Parliamo male l'inglese dopo dieci anni e più di studi scolastici, perché? Forse perché siamo partiti dalla grammatica!?
Io non parlo il dialetto ma chi usa il dialetto quotidianamente difficilmente commette degli errori. Con la musica succede lo stesso. Il delta blues di Robert Johnson tanto per fare un esempio potrebbe essere un dialetto che poi ha contaminato molta della musica successiva che oggi chiamiamo rock o in altro modo. Per capire quel dialetto devi mangiarti quelle registrazioni, devi conoscere e ripercorrere la storia dei musicisti, di quel particolare periodo storico e di quei posti, devi tradurre e leggere i testi, devi viaggiare in quei posti, devi consumarti le orecchie e le dita... quante cose! Chiaramente ognuno può approfondire nel limite del suo tempo, delle sue possibilità e via dicendo. Io non potrei mai parlare il dialetto napoletano come un napoletano ma posso "studiarlo" con tutti i mezzi che ho a disposizione (trasferirmi a Napoli, cantare le canzoni, entrare in quel mondo, registrare dei discorsi...) e qualcosa imparerò! Il dialetto si trasmette oralmente e fa parte della cultura di un territorio che nel caso di Napoli è stata esportata in tutto il mondo con le canzoni che hanno un linguaggio tipico e originale ma estremamente influenzato dalle tantissime culture che hanno contaminato Napoli come la storia insegna. Esattamente come per il blues. Le canzoni napoletane sono state tradotte in mille lingue e oggi Pino Daniele canta "A Me Me Piace 'O Blues". Questo è fantastico! Si può quindi continuare a parlare dialetto ma sarà difficile vivere e confrontarsi al di fuori del proprio territorio oppure assolutamente mantenere il dialetto che è una ricchezza ma aprire la porta e guardare fuori e perchè no cantare il blues in dialetto napoletano!
La trasmissione orale è fondamentale anche nel nostro mondo! Ma spesso non basta bisogna cercare oltre o approfondire. Questo non significa complicarsi la vita ma semplicemente non fermarsi alla superficie. Tutto questo entrerà a far parte del bagaglio che ognuno di noi si porta dietro come musicista e non solo.
In Europa c'è un linguaggio musicale che è consolidato da centinaia di anni di anni di storia ed è in continua evoluzione. Forse è meglio parlare di linguaggi. Pensate alla musica indiana, alla musica africana (generalizzando tantissimo perchè stiamo parlando di continenti!). Oggi questi linguaggi si contaminano e influenzano l'uno con l'altro e in realtà la contaminazione è sempre stata presente in qualsiasi periodo storico. La musica classica per esempio ha spesso preso ispirazione dalla musica popolare ecc. La teoria si dovrebbe occupare dello studio di questo/i linguaggi e offrire nuovi spunti, nuove idee ai musicisti e non creargli dei problemi o dei blocchi.
Piccola parentesi. Spesso e volentieri (vedi ieri) vengono tirati in ballo i modi e si scatena il pandemonio e allora riscateniamolo!! Ma cosa sono questi benedetti modi? E cosa significa armonia modale? Ma riguarda solo l'improvvisazione? Certamente no! Il discorso è molto più vasto e interessante e anche relativamente semplice.
La scala maggiore non è un modo? E se vi dicessi che il blues è una musica modale, che molta musica rock è modale (dalla canzone folk... all'heavy metal), non picchiatemi! Che gli autori di queste musiche lo sappiano o no è così! E non sto parlando di Shreding, o di uso quella scala modale su quell'accordo, si però B.B. King con tre note, si però con la pentatonica... Magari un giorno ne parleremo... Chiudo la parentesi nella speranza di incuriosirvi! :-)
La musica a partire dal suono è fisica, è matematica, esiste in natura! Pitagora, qualche anno fa :-)) aveva già un approccio matematico alla musica. Quando parliamo di chitarre tiriamo in ballo mille cose a partire dal legno fino ad arrivare all'elettronica ma il chitarrista spesso si dimentica della musica o meglio la delega semplicemente alle dita. Spesso ci si affida a box, forme, licks, a youtube e a molti stereotipi... a me non basta! Suonare non è solo una questione di sentimento e cuore. Non è una questione di poche note o tante note. Suonare non significa leggere o scrivere la musica. Suonare è l'insieme di mille esperienze musicali e non che contribuiscono alla nostra formazione musicale e umana intimamente legate alla voglia di comunicarle e di comunicare. Ci sono delle poesie di due righe con dei significati profondi e delle opere enormi con mille significati profondi e tra queste c'è anche tanta fuffa e mi ripeto come in ogni campo! Per qualcuno la musica è un lavoro e per qualcuno una semplice passione o passatempo. Ci sono mille, diecimila modi di avvicinarsi alla musica e ognuno spero troverà il suo ma sono sicuro un approfondimento di alcune cosette non potrà che migliorare il vostro rapporto con la musica e lo strumento. Alla base di tutto c'è lo scambio, il confronto e la passione che tutti noi abbiamo e soprattuto il suonare insieme e canzoni e canzoni e tanti calli consapevoli sulle dita! Vedi P.S.
Spesso però succede che ci chiudiamo nella nostra casettina senza finestre fatta di Jazz, di Blues, di Rock ecc. senza accorgerci che viviamo tutti nella stessa casa che è un castello immenso e magico, pieno di ricchezze, stranezze, curiosità e moltissime stanze tutte da esplorare e questo castello si chiama MUSICA! Nel castello ci sono anche molti fantasmi che ci fanno paura... ma ricordatevi che i fantasmi non esistono... forse!!
Buona MUSICA a tutti!
Davide :-)
P.S.
Che fatica che si fa a suonare anche solo per divertirs! Quando mi sento dire non è il mio genere, no il blues che palle... si ma il jazz... si però l'acustica... eh ma... si ma io... e ma i modi... e ma che modi... aaah il fingerpicking... E BASTAAAAA! Suona 'sta chitaraaaaaaa!