BallsBreaker - Dal cassonetto alla 4x12
Vorrei raccontarvi la storia della testatina mini che vedete raffigurata nel mio avatar, è una di quelle storielle che nascono alla discarica e si sviluppano tra alcoliche serate e gioviali raduni di cronici malati di musica e fai-da-te elettromusicale. Era un giorno bigio, piovoso ed ero andato in discarica a liberarmi di alcune cose inutili (ma veramente inutili, potete credermi, se le butto via io...) e, mentre mi aggiravo tra i cassoni con passo felino e sguardo da lupo, tutt'un tratto lo vidi.
Mi colpì fin dal principio. Solo, perso, nel cassonetto destinato all'oblio dei piccoli elettrodomestici oramai non più all'altezza di svolgere il loro compito nelle case dei sempre più tecnologici italiani. In fondo cos'era mai, solo un vecchio aerosol, equipaggiato con una pompa a elettrocalamita e della vetreria ancora degna di questo nome: vetro vero, mica plastica come gli odierni. Come spesso capita per questi oggetti, era per lo più intonso (si sa l'aerosol si compra, magari per i bambini, ma farglielo fare è tutta un'altra storia), al suo interno, oltre i tubicini, celava una bottiglietta sigillata di liquido balsamico di ignota natura che mai e poi mai avrei osato aprire e annusare, e che ancora conservo come una magica pozione.
"Vieni" gli dissi "ti porto via con me, ho già un progettino nella testa che ti sistemerà per i prossimi veticinque anni o forse più". Quindi lo raccolsi, amorevolmente, tra gli sguardi attoniti dei consumatori cronici con la sindrome da pulizia.
Il destino, lo sapete, a volte è beffardo (la maggior parte delle volte) ma a volte è benigno e questa era una di quelle volte, infatti a poca distanza dall'oggetto appena raccolto ne vidi un'altro, molto più logoro e malconcio ma altrettanto attraente ai miei famelici occhi di questo-lo-recupero-so-già-che-farne: una vecchia fonovaligia a valvole, priva del braccetto porta puntina e del coperchio ma sicuramente gravida di un piccolo amplificatore in embrione, una larva diciamo, ma una volta nelle mie mani già crisalide.
Via da qui piccoli amici, andiamocene da questo luogo infernale, per i più, luogo di perdizione e di spreco consumistico, cimitero di cellulari fuori moda e vecchi decoder di sky, ma per me paradiso di sogni e regalie, speranze e illusioni, venite con me amici fedeli, seguitemi nel mio tempio, il purgatorio del recupero catartico, l'antro della fenice, il luogo della rinascita: il mio box.

Eccoci qui nella caverna. Tutto ciò che qui entra si muta e si trasforma, o riprende nuova vita o ritorna per sempre nell'oblio, colpevole solo di aver trovato me e non qualcun'altro più competente e volenteroso.
Ogni intervento è un'operazione a cuore aperto. Sintesi, riassorbimento, catarsi, ottimizzazione, ciò che è utile rimane, ciò che non ha speranza ritorna da dove è venuto per l'ultimo viaggio, anche perché lo spazio non è infinito e il tempo pure. Via gli ormai inutili tubicini e alambicchi, via la fiacca pompa, via il motore-fardello e via la plasticosa e opprimente veste del mangiadischi.
Rimane l'essenziale: il cuore, piccolo chassis forellato di umile ferro e stagno con ventricoli di vetro e vene di filo elettrico. E rimane il corpo, legno telato, piedini in gomma, maniglia sicura e lucente fibbia. Lui è pronto, io sono pronto... mica tanto pronto: l'aggeggio sì funziona, ma così com'è con la chitarra non suona! il mio spirito vacilla, probabilmente il mio mojo non è abbastanza forte, è necessario l'intervento sciamanico di uno stregone potente, che io conosco, l'anima ribelle della valvola alberga in un popolano reietto, tale Svalvolman, proveniente dalle terre del sud, che trascina la sua esistenza ai margini di un villaggio vicino, nel ghetto, esiliato dai concittadini perchè molesto e diverso.
In un bel giorno di primavera, complici i venti favorevoli dal sud, intraprendo il periglioso viaggio, attraverso le selvagge terre brianzole, dimora di rudi e selvatici autoctoni, schivo le minacce di mini-amplificatori a modelli fisici, evito le lusinghe del Pod e, una volta definitivamente sconfitto il DSP, giungo finalmente a destinazione.
L'impresa però non è mica facile: il chirurgo dei tubi a vuoto è inafferrabile, schivo, introvabile o ubriaco già di prima mattina, e dal momento in cui gli estorco la promessa di prendersi a cuore il piccolo, passano diverse lune prima che la magia si compia e la crisalide possa trasformarsi in un meraviglioso lepidottero, il bozzolo che la custodì dalla raccolta fino alla metamorfosi fu un sacchetto in materiale magico e impermeabile di un emporio locale, tale Bennet.
Con quel magico involucro, dopo innumerevoli tentativi e schermaglie finite in un nulla di fatto, mi presentai nella stamberga del druido e, dopo aver cacciato un'orda di prostitute che ballavano davanti alla parete a specchi mentre alcuni chitarristi le ignoravano, preoccupandosi solo di verificare se il loro strumento fosse o meno vintage, lo affrontai: "To' - gli dissi, chiudendolo in un angolo e adescandolo con patatine e birra del discount -ecco il tuo destino, saran sei mesi che ti inseguo, oramai la luna sorge nella costellazione della lira: è il momento propizio, l'eletto è nella bisaccia del mio destriero e non può attendere oltre se non vogliamo che il digit-male prenda il sopravvento."
Grugnendo e scaracchiando come un pazzo, il guru termoionico accettò i poveri resti e ritornò nel suo antro, portandosi dietro il suo pestilenziale odore di calumet-camel, bofonchiando risposte in frequenza e vaneggiando di pornografica ibridazione tra tubi e componenti a stato solido... era completamente folle, ma la sua magia era grande, io lo sapevo e me ne andai pieno di speranze.
Qualche tempo dopo il tam tam della foresta mi avvisò che nei territori selvaggi un bambino era nato, godeva di buona salute ma aveva un caratteraccio: era sì piccolino, ma terribilmente rompiballe.
Sellai il cavallo e, nonostante la pestilenza che dilagava nella brughiera, mi recai tosto presso l'Homo Electricus, indugiando fuori dalla sua spelonca con degli asciugamani caldi, un bacile di acqua bollita, una chitarra e un cavo. Quasi indispettito dalla mia titubanza si levò un vagito terrificante, e proveniva dalla caverna, era lui: BallsBreaker! e da quel momento ebbi la certezza che non me ne sarei liberato mai più.
Piaciuta la trasposizione fantasy? In realtà non l'ho romanzata più di tanto. Diciamo la verità, fatti e persone citate sono completamente reali. In ogni caso, ecco in soldoni cosa è stato fatto per far nascere questo nostro pupillo.
Oltre trovare simultaneamente tutto il materiale (merito delle mie assidue frequentazioni dell'area ecologica), un'altra bella fortuna è stata che lo chassis dell'amplificatore entrava perfettamente nella valigetta dell'aerosol, larga circa trenta centimetri. Questo ha semplificato di molto il lavoro, sembrava fatto apposta. Da parte mia ho realizzato mascherina, griglia, zoccolo ECC83, fori, schermatura interna etc. e ho rigorosamente recuperato da rifiuti tutta la componentistica: due potenziometri, una valvola Philips ECC83, un paio di interruttori, il cavo di alimentazione. L'unico componente acquistato: due euro, lo zoccolo per l'ECC83.

Il vecchio Svalvo, Belzebù lo benedica, ha interfacciato il finale, progettato per una puntina da giradischi, consistente in un triodo/pentodo da due watt di potenza (ECL86), con la chitarra, inserendo la ECC83 come preamplificatrice e pilotandola con due controlli: Gain e Volume. Il circuito originale era già punto a punto e i nuovi componenti (pochi in verità) sono stati cablati allo stesso modo.

A chi interessa lo schema è qui
Una volta imbastito il tutto io poi ho apportato un paio di migliorie per rendere il circuito un po' meno chiuso sui toni a bassi livelli di gain (sono l'interruttore a sx che aumenta leggermente i bassi e quello a destra che seleziona un MidBoost/flat/Bright) che semplicemente permette a un certo range di frequenze di scavalcare il potenziometro del gain. Non abbiamo ritenuto utile inserire un controllo di tono, oltretutto lo spazio non abbondava.
Come suona ?
Beh, quando l'abbiamo provato, attaccato a una Marshall 2x12, ci si è aperto un sorriso a 32 denti, non ci aspettavamo un risultato simile, era proprio bello... e mica fioco e piccolino, ma inaspettatamente grosso e loud! Il bello è che, a differenza di molte testatine di questo wattaggio, la presenza di un controllo di gain permette di ottenere un suono saturo senza dover tirare il collo all'ampli. Va bene che sono due watt, ma se gli tiri il collo arriva il vicino di casa e il collo lo tira lui a te.
Generalmente questi ampli di piccolo wattaggio sono mortificati dall'usanza di accoppiargli un cono di piccolo diametro (Fender Champ, Epiphone Valve Junior). Usando almeno un 10" già suonano decisamente meglio, con un 12" sono già molto più ricchi di bassi.
La timbrica è abbastanza incentrata sui medi, con bassi e alti non troppo pronunciati, è abbastanza sensibile al tocco, dinamico.
I suoni che si possono ottenere smanettando sui due controlli sono basilarmente quattro.
- Clean (Gain tra 1 e 4): bello, vintage, puntuto. Unico difetto il volume finale non è granchè alto. Ottimo in casa, insufficiente se avvicinato a una batteria.
- Clean "sporco" (gain tra 2 e 3 e volume a manetta): sfrutta la saturazione (modesta) della ECL82 finale.
- Crunch/Drive (gain tra 4 e 6): bellissimo, la morte sua, soprattutto con single coil, il volume qui è già sostanzioso.
- Over the top (gain tra 7 e 10): quasi hi gain ma mai zanzaroso, ottimo con chitarre con un output robusto, tipo la Maplecaster (vedi video).
Il primo sample è stato fatto con una macchinetta fotografica e l'audio non è granchè, si percepisce però la pastosità del suono, dovuto forse anche alla 4x12 (300w, così è scritto) che il piccolo scuoteva discretamente, la chitarra usata è la Maplecaster fatta da me, che ha due pickup single coil con un discreto output.
Il secondo sample è stato registrato con un PC (aggiunto un po' di reverbero) e il piccolino era collegato a un cono celestion 70/80 da 12 pollici, microfonato (cono del cabinet Laney VC30) e suonato con una Stratocaster American Standard del 1990 in ontano, pick up originali, capotasto in ottone. All'inizio sta sul pulito, poi alzo il gain e si sentono una serie di crunch, che sono l'espressione migliore del piccolo rompiballe. Lo slideshow mostra alcune fasi della realizzazione.
Il fruscio che si sente in sottofondo non dipende dall'ampli, che emette solo un debole ronzio, ma dal fatto che non ho potuto collegare correttamente il microfono al pc e ho dovuto alzare il livello con un editor audio perchè la registrazione era un po' bassina, quindi il rapporto segnale/rumore è sfavorevole.
Morale della favola: occhio lungo in discarica e fantasia al potere!
quasi quasi mi iscrivo ad un serale per elettronica
avevo già visto il primo video, ma il secondo ha confermato
la bontà del piccolo aerosol!!
con attaccato il tuo super pedale, come se la cava?
preferisco usarlo da solo..... è una sensazione mia....... è più ... lui...
ma l'aerosol fa respirare meglio anche i coni della cassa! :-)
allora è un ottimo lavoro di TEAM!
con HB tipo Gibson l'avete 'testata'?
Grande progetto e gran suono!
Rock On !
P.S. BallsBreaker? il frantumantore di maroni?....aaahh, allora i vicini sono venuti a bussare alla tua porta! he he he he XD
Ci voglio venire! Comunque aggiungo una cosa. Di suoni me ne intendo come tanti qui (e meno di tanti altri) e questi escono davvero ottimi anche dal computer che siede davanti a me.
Ma di scrittura ambisco ad intendermene più di tanti altri (purtroppamente, mi dà da mangiare da sempre), e la tua brilla! Complimenti!
Grazie!
Le tre valvole uguali a partire da sinistra sono tutte ECC83? E per i trasformatori c'è qualche specifica?
Il suono secondo me è uno spettacolo,purtroppo non ci sono discariche qui in zona....
L'abbonamento non è gratuito.... ;)
Lo dico in senso buono ovviamente; sei stato bravissimo e molto creativo ed il risultato è pregievole! bravo!
Bell'attrezzo.
Le tue creazioni sono dei piccoli capolavori, complimenti. Continua così!
Anche l'articolo è stupendo, con quel racconto cavalleresco :DD
Un saluto,
Andrea.
Avete fatto un lavoro straordinario...
Scrivi in modo coinvolgente e, oltre ad essere disponibilissimo (eh eh ...questo lo so! :-D), sei molto preparato...
Senza parlare di quell'altro pazzo: siete DUE MITI !
i miei più sinceri complimenti!
Bravissimo!
Scusa l'ignoranza, ma la strato non è dell'89?
Almeno dal numero di serie...
Io ho un vecchiomanuovo Lesa di mio nonno, in passato mi balenò un'idea che si potesse fare una roba del genere, ma poi non ci pensai più...ora vedendo cosa hai ottenuto mi viene da pensare che ne vale assolutamente la pena!!!
I MIEI PIU' SINCERI COMPLIMENTI, " W IL DIY ".
E che sia da esempio per tutti noi.
Ciao.
Ne voglio uno.
Senti, io capisco poco di elettronica e di sistemi di amplificazione, però mi trovo tra le mani una vecchia radio, sai quelle con uno spartano giradischi sopra, con all'interno(nel circuito) ben 4 valvole, da me non conosciute..
Si potrebbe fare qualcosa ?
Non ho l'autorevolezza come chitarrista, il mio livello è molto raso terra, però scrivo e pubblico racconti e romanzi e devo dirti che questa atmosfera fantasy nel narrare le vicende della tua trouvaille l'ho trovata molto piacevole, fluida e accattivante.
Ciao !
Gian
grazie
p.s. Il racconto fantasy mi ha fatto proprio ridere; mi sono anche immedesimato immaginandomi le scene. Bellissimo!
Complimenti e continua così!
Ah dimenticavo....che suono il piccolo ampli! una vera bomba!
1) se era una fonovolagia del tipo Europhon o Lesa con testina piezo, queste molte volte avevano l'autotrasformatore, cioè con il secondario ricavato aggiungendo qualche spira al primario, filamento compreso;
2) essendo nato per amplificare il segnale di una testina piezo, già di valore notevolmente più alto ( circa 1 Vca ) di un segnale da pickup di pochi mV, pertanto una ECL86 o ECL82 bastava ed avanzava, forse era più conveniente realizzare il tutto ex novo, ti sarebbe costato di meno ( ho un Amplicase Silverthone con un amplificatore da 3 W Harmony nel fodero, ma a 117 Vca, con finale 50C5 e raddrizzatice a 35 volt, ma ha l'isolamento sulla 1° valvola d'ingresso tramite trasformatorino ed ho adattato al tutto un autotrasformatore per rasoi Remighton);
3) negli anni 60 di norme antinfortunistiche eravamo lontani mille miglia da oggi, poi i condensatori elettrolitici vanno cambiati tutti a priori;
Ho fatto molto meglio, resuscitando un vecchio Geloso G 215 da 12 W con push-pull di 6v6, cambiando il ponte al selenio ( li c'è ancora nella foto ) con 4 x BY 127 e tutti gli elettrolitici, più il commutatore per l funzionamento a 12 Vcc.( io al posto tuo, avrei recuperato solo il case ).
Bisogna realizzare un'efficiente collegamento di terra del tutto se non vuoi rimanere come un pollo arrosto di mia conoscenza ( confido nell'enorme professionalità di Svalvolman ), ciao da Franco.PS) ho fatto lo stesso in maniera moderna, cioè ho comprato la sola testatina Epiphone Valve Junior, l'ho collegata alla mia Marshall 912, ma ho anche provato con una Marshall 4 x 12", ragazzi che botta, a pochi euri per giunta.
so che il segnale phono è più basso ma così abbiamo inserito uno stadio di gain regolabile
si l'elettrolitico dovrei cambiarlo... ma è ancora li.
lo chassis è stato messo a terra, comunque anch'io confido......
abbiamo provato a mettere un diodo al silicio ma con il selenio secondo noi suona meglio
il case è di un'altro apparecchio, è lo chassis che è stato recuperato....
Stavo pensando proprio di comprare un madamp da 2w me noi megalomani pensiamo sempre: Cosa facciamo con 2W???? Invece lo hai dimostrato ampiamente cosa si fa con 2W.
Bravo, prooooooprio Bluues, mi sa che il piccolo da salotto sarà proprio così 2w e una cassa autocostruita con un Ciare.
Un piccolo OT.. difficile l'allineamento del manico al body della tua Maple?
Complimenti, Francesco.
Ma giustamente con il manico imbullonato non dovrebbero esserci problemi..?
Grazie, Francesco
alcune vecchie radio sono piccole e valvolari ma non di certo portatili, nel senso che vanno a 220 volts... e in quel caso si può fare... devi sentire svalvolman
montavano delle valvole miniaturizzate,penso per poter competere all'avvento dei transistor,ma alla fine vennero soppiantate,montavano all'interno una batteria ,se non sbaglio ,da circa 75 volts....più ovviamente le altre normali pile..ciao
le 12axt per intenderci vanno a 12volt.....con le batterie non ce la fai, altrimenti che radio portatile è ??
Lo stravoglio!!!
Ma è stupendo...e poi suona davvero benissimo!!
Molto belli i distorti: potenti e senza impastare nè spernacchiare!!
Complimenti a tutti e due!!
Ribadisco che, a parte recuperare il materiale dove ho ben spiegato che secondo me è il succo della questione, non è stato fatto nulla di trascendentale oltre che aggiungere qualche componente, nulla toglie il fatto che questo tipo di lavoro possa essere fatto sugli apparecchi che dici tu, magari con maggior profitto.
Noi abbiamo usato quello che ci è capitato tra le mani ed il risultato ci piace ed è li da sentire.
questo post mi ha fatto venire in mente che pure io ho passato un periodo dove andavo in discarica più per "prelevare" che per depositare.
Ho trovato una radio a rack della pioneer, una cassa in legno con cono da 15" FBT ( la gente butta proprio via di tutto) più altri coni con cui mi ero fatto fra l'altro l' impiantino sulla mitica TIPO :)
La cosa che più mi dispiace è che avevo raccattato anch'io lo stadio di amplificazione valvolare di un vecchio televisore ( ricordo ancora le valvole philips).
L' intenzione era di trasformarlo in un progetto come il tuo ma poi non ho trovato nessun "svalvoloman" della situazione ed E' rimasto giù in cantina per un paio d' anni finchè mi padre l'ha buttato via.
Che triste storia....che rabbia!!! cek :-/
sono divertito fino a quasi pisciarmi addosso e nello stesso tempo commosso quasi fino alle lacrime di elettronico fascio blu.
Bell' articolo, tra le varie tue mirabolanti doti aggiungi anche quella di cantastorie musical-fantasy...
Spesso un progetto nasce da cose impensabili o ritenute inutili, obsolete...sempre con passione però. Sempre perchè qualcuno ha creduto in qualcosa ed ha "visto oltre". Oltre quello che occhi normali e distratti vedono. Il "BallsBreaker" nasce dall' umile fantasia e creatività di un Mehari che ha mirato oltre l' apparente inutilità, nonchè immonda provenienza dell' apparecchio e del suo case "areosolico". C' ha creduto e benchè senza forma lo ha visto già finito, libero dalla patina dello spazio e del tempo...
Il mio apporto tecnico è stato solo il complemento, l' atto "sciamanico" o la scarica elettrica di Frankenstein, che gli ha dato voce e vita.
Il punto è che dove non manca la fantasia, c' è creatività. L' individuo nel quale albergano tali caratteristiche attitudinali non ha limiti. Su ogni cosa studia, su ogni cosa posa il pensiero. La sua immaginazione vola alta e diventa motore potente e strumento divino di creazione...dalla polvere.
Mitico Mehari!
P.S. In questi giorni, tra casa e ospedale, io e mio fratello Davide, abbiamo messo in moto un vecchio motozappa MAB CICALA 2T fermo forse da 30 anni. A detta dello stesso proprietario nessuno è riuscito mai a metterlo in sesto. Le sfide sono un difetto di famiglia a cui non sappiamo resistere...In 1 giorno la piccola cicala ha cantato gioliva e peperina.
Mio fratello è un geniaccio, bravo meccanico, uomo di modifiche e di lunga passione ed esperienza. Anche lui come il nostro Mehari ha sempre avuto fantasia ed immaginazione...ed anche in questo caso ha creduto di riuscire nella "missione impossibile", come l' hanno definita tutti quelli che lo hanno visto portarsi a casa il mezzo agricolo. Lo stesso proprietario e diversi meccanici "esperti" hanno scosso, addirittura con una punta di scherno, il capo...
Insieme abbiamo ragionato sulle idee e sul da farsi...e mentre lui creava un supporto esterno per il nuovo impulsore (preso da un vecchio Piaggio Superbravo), la sede per un piccolo magnete sulla ventola posta sopra il volano e dello scasso necessario sul carter, io ho ricostruito la centralina d' accensione. La cicala è ritornata in vita, tra lo stupore degli astanti.
Chi ha fantasia ed immaginazione non ha limiti!
Un abbraccio a tutti, amici
Ciao uàgliòooooo!!!!