Accordo.it
Programma partner Fai Pubblicità Abbonati Accedi
INFO E CONTATTI
FAQ Programma partner Fai pubblicità su ACCORDO Politiche di gestione dei thread Regolamento di Accordo Contatti e info aziendali Privacy Banner e ad-block Servizio consulenza Servizio grafico per le aziende
Accordo.it
news
video
SHG Music Show
people
area abbonati
Home > Pickup fai da te, seconda parte
Pickup fai da te, seconda parte

Pickup fai da te, seconda parte

In questa seconda parte affronteremo, sempre con un taglio empirico ed elementare, i seguenti argomenti con la finalità di portare a termine la creazione di un pickup suonante: tipi di magneti, polarità e numero di giri (come influiscono sul suono finale), la ceratura e la magnetizzazione. Sentiremo infine alcuni sample di pickup realizzati da me con materiali differenti.

di mehari 17 MAR 57
Condividi

Vorrei rimarcare che su questi argomenti è già stato detto tutto e il contrario di tutto; ognuno ha la sua personale opinione e fare dei test e campionamenti oggettivi è molto difficile. Rimando alla competenza dei professionisti che bazzicano queste pagine per rispondere alle domande più specifiche, sono i benvenuti e li invito a intervenire; io mi limito a fornire alcune informazioni di base e illustrare i procedimenti che ho adottato personalmente.
Ricordo che stiamo parlando di single coil in alnico, vi rimando all'articolo precedente per ulteriori informazioni.

Tipo di magneti
L'alnico esiste in diverse gradazioni. Quelle usate più frequentemente nel campo che ci interessa sono le seguenti (elenco anche alcune caratteristiche di massima da prendere con le pinze, io chiaramente non li ho provati tutti, ho riassunto diverse descrizioni trovate in rete):
- Alnico II, suono morbido e livello di uscita moderato, bassi e alti presenti ma non troppo pronunciati, sustain aumentato grazie al ridotto potere magnetico e quindi poca influenza sulla vibrazione della corda;
- Alnico III, nitido, vintage, uscita molto bassa;
- Alnico IV, risposta uniforme su tutte le frequenze;
- Alnico V, il più potente come output, bassi e alti pronunciati.

Gli alnico di tipo II e III sono considerati latori di un timbro più vintage, mentre il V è quello considerato più brillante e potente. Per i miei pickup ho utilizzato alnico V acquistato da Stewart Mc Donald e alnico V (maxalco, un alnico a cristalli orientati) reperito in una utensileria.

La polarità e l'hum-bucking
I magneti di ogni pickup sono orientati tutti allo stesso modo con i poli N o S tutti dallo stesso lato. L'orientamento dei poli non influisce sul suono prodotto da un singolo pickup; diverso è il caso dell'utilizzo di due pickup contemporaneamente.
Un pickup single coil produce, di suo, un rumore, un ronzio, denominato onomatopeicamente "hum", questo è chiaramente percepibile soprattutto ad alti volumi, e non è eliminabile attraverso qualsivoglia metodo di schermatura.
Il segnale di hum di un pickup orientato con i poli in un certo verso ha fase opposta rispetto a quello di un'altro pickup con la polarità magnetica invertita (quindi uno con i poli Nord verso le corde e un altro con i poli Sud verso le corde). Questo aspetto può essere sfruttato per eliminare il ronzio: collegando contemporaneamente pickup a polarità opposta il ronzio viene cancellato poiché due hum di fase opposta si annullano.
E' quello che succede, per esempio, nelle posizioni due e quattro del selettore di una Stratocaster (centrale più manico e centrale più ponte) o in un singolo pickup humbucker (che è appunto composto da due bobine con magneti a polarità opposta).
E' per questo che il pickup centrale di un set per Stratocaster ha sempre polarità opposta rispetto agli altri; in questo modo, se accoppiato con quello al ponte o al manico, si ottiene la cancellazione dell'hum. Per riconoscere la polarità basta avvicinare tra di loro i pickup dal lato rivolto alle corde (o usare un magnetino in alnico del quale si annota la polarità): se si respingono hanno la stessa polarità (es. ponte e manico), se si attirano hanno polarità invertita; buono a sapersi se dovete montare un set e non sapete le posizioni dei pickup.
Anche i due pickup per Telecaster hanno polarità invertita, in questo modo la posizione centrale è priva di hum.
Ricordiamoci che è sempre possibile cambiare la polarità di un pickup in alnico (vedi parte sulla magnetizzazione).
Giusto per dare l'idea qui c'è un sample delle cinque posizioni di una Strat. Senza suono, sentirete solo il ronzio, nella prima terza e quinta posizione. Il segnale è di proposito molto amplificato per evidenziare il ronzio.







L'overwound
Quanto influisce il numero di spire sulla timbrica del pickup?
Parlando sempre in termini generali, maggiore è il numero di giri (e quindi maggiore è la resistenza della bobina) e più alto sarà l'output del pickup.
Parallelamente, con il crescere del numero di giri il pickup si fa più scuro, aumentando le frequenze medio basse a scapito degli acuti che si affievoliscono. Sarebbe più corretto dire che il picco di risonanza, il gruppo di frequenze più evidente, si sposta verso le zone basse dello spettro audio.
Attenzione! Tutto questo ha un limite però: non è possibile aumentare indefinitamente l'output oumentando il numero di spire, diciamo che oltre un certo numero di giri non conviene andare perché l'aumento di segnale è penalizzato da una perdita di frequenze utili e da altri fenomeni che peggiorano la resa del pickup.
A questo link trovate una tabella (oltre ad altre utili informazioni) sui numeri di spire e sulle impedenze di diversi pickup Fender di varie ere, giusto per farsi un'idea.

Diciamo che in linea di massima il numero di giri oscilla tra gli 8mila e i 9mila, corrispondenti a impedenze tra 5,8KOhm (Strat single coil) e 8KOhm (P90), ma si può arrivare anche a 9-10KOhm in qualche pickup "Hot" soprattutto nella posizione ponte.
Altro fattore da tenere a mente è che la posizione del pickup rispetto alla corda influisce sul suono: al manico le vibrazioni sono maggiori e il pickup rileva più bassi (quindi è possibile e consigliabile avvelgere meno spire); al ponte è l'opposto. E' per questo che a molti il suono del pickup Stratocaster al ponte non piace: troppi acuti e poco corpo. Originariamente i tre pickup Stratocaster erano uguali, è logico quindi che l'output del pickup al ponte fosse molto minore che negli altri due).
Si definisce quindi overwound un pickup avvolto con una quantità maggiore di filo (rispetto a uno standard di riferimento, chiaramente). Generalmente 10% massimo 15% di filo in più. Underwound nel caso contrario, se ha meno spire.

Progettare un pickup "alla buona"
Per noi comuni mortali è impossibile prevedere con certezza la sonorità di un pickup che stiamo costruendo; oltre a questi due fattori (magneti e spire) ne intervengono molteplici che non è possibile controllare e modificare. Molto è dato dal caso, noi possiamo limitarci a scegliere i magneti e decidere il numero di spire e... sperare. L'unico altro parametro che possiamo modulare è il pattern di avvolgimento: una macchina avvolge una bobina spira accanto a spira, molto regolarmente, un uomo in carne e ossa non è in grado di farlo, se non in tempi lunghissimi. Fortunatamente questo fatto ha un riscontro positivo: il pickup scatterwound, cioè avvolto senza una particolare regolarità, è risaputo che produce un suono più vivo e presente di uno avvolto in maniera regolare.

La ceratura
La ceratura è un procedimento indispensabile per poter sfruttare appieno le caratteristiche timbriche di un pickup.
Senza di essa la bobina di filo avvolto al magnete non è perfettamente immobile ma è soggetta a vibrazioni a causa del suono prodotto dalla stessa una volta amplificata, tali vibrazioni producono a loro volta del suono che a sua volta viene amplificato e così via. Tutto ciò crea una risonanza chiamata in inglese "squeal", che si manifesta come un acuto e insopportabile fischio quando si usano distorsioni o comunque alti livelli di guadagno. Attenzione, è un feedback a tutti gli effetti ma è da non confondere con il feedback tanto caro a molti rockettari, cioè la retroazione tra la chitarra e l'amplificatore su frequenze decisamente più basse e meno fastidiose.
Tramite la ceratura tutti gli spazi d'aria tra le spire della bobina vengono riempiti di cera e quindi l'avvolgimento è impossibilitato a muoversi e vibrare, in questo modo si ottiene l'eliminazione del fischio.
N.B. Questo procedimento è applicabile anche a pickup commerciali che manifestino una tendenza allo squeal perché cerati male, non cerati o secchi dopo anni e anni di esposizione all'atmosfera.
Nel caso di pickup già cerati, ma che fischiano ugualmente, si può tentare, prima di metterli a bagno per una ceratura completa, a scaldarli con un phon (ovviamente dopo averli smontati e tolti dalle mascherine di plastica) fino a vedere la cera che si scioglie, è possibile che questo procedimento sia già sufficiente.

I materiali da usare
Quello che vedete in foto è ciò che serve per effettuare la ceratura, nell'ordine: un contenitore a prova di fornello (io ho usato un vecchio pentolino da campeggio), un contenitore (preferibilmente di vetro) che possa entrare nel primo e possa rimanere sospeso in esso (come si vede ho realizzato un supporto con il fil di ferro), un fornello (meglio se elettrico), del fil di ferro, un termometro in grado di misurare temperature attorno ai cento gradi, paraffina, cera, del nastro telato o del filo cerato e dell'inchiostro nero (se siete perfezionisti).

I due contenitori serviranno a costituire un doppio bollitore. In quello di vetro si pone la cera e la bobina, il tutto si mette poi nel secondo che viene riempito d'acqua e posto sul fornello. In questo modo il comparto cera/pickup non viene a diretto contatto con l'alta temperatura del fornello ma, come una sorta di bagnomaria, il calore viene trasmesso attraverso l'acqua (che a più di cento gradi non sale).
Il fornello serve ovviamente per scaldare. E' opportuno usarne uno elettrico visto che la cera è infiammabile.
Il fil di ferro serve per immergere, muovere e recuperare la bobina durante il processo; se avete optato per cavi cerati sul pickup, potete usare direttamente quelli in quanto sono rigidi e resistenti, in alternativa con cavi in pvc meglio saldarli dopo e usare il fil di ferro per movimentare il pickup.
Il termometro è necessario per monitorare la temperatura: quella ideale è tra i sessanta e i settanta gradi; abbastanza alta da rendere la cera sufficientemente fluida da penetrare bene nelle spire e non troppo alta da causare deterioramenti delle basette, del filo e dei magneti.
Munitevi anche di un orologio.
Il nastro telato è utile per ricoprire l'avvolgimento dopo la ceratura. Una volta cerato è decisamente meno delicato di prima ma è meglio andare sul sicuro visto il lavoro fatto. I più pignoli tingeranno di nero il nastro dopo averlo posizionato (può andar bene l'inchiostro nero delle ink-jet, dato con un pennellino).
Il materiale per cerare: Il mix ideale per ottenere una buona ceratura è 75% paraffina e 25% di cera d'api (in peso), questa magica alchimia dona la giusta morbidezza alla cera una volta raffreddata (la paraffina pura è molto più friabile e si scheggia) e permette una fluidità ideale in fase di bagno. La paraffina la si trova in colorificio e costa pochissimo; anche la cera la trovate in un colorificio fornito (però vi spennano, meglio andare da un apicoltore se ne avete uno in zona).
Operazioni preliminari
La sicurezza prima di tutto. Invito chi volesse cimentarsi in questa pratica a prendere delle elementari precauzioni: fornello elettrico e non a gas (visto che la cera è altamente infiammabile), guanti, occhiali e lontani bambini e gatti. Lavorate con le finestre aperte o in giardino (chi ce l'ha) e ricavatevi un'area sgombra e protetta dagli eventuali schizzi etc.
Prima di iniziare ricontrollate ancora una volta che il pickup sia ben cablato e che non sia interrotto. Qualsiasi inconveniente è più ostico da risolvere se il pickup è già stato cerato.
Io utilizzo una precauzione supplementare (che applico anche ai pickup commerciali prima di montarli) per proteggre il pickup da rotture: una goccia di cianoacrilato lungo il percorso del filo dagli occhielli per il cablaggio alla bobina; questo lo protegge da eventuali accidentali strappi e danneggiamenti (soprattutto in fase di montaggio), dato che questa zona rimane scoperta e comunque non protetta dalla cera.
Se maneggiate il pickup con il fil di ferro, piegatelo in modo che l'estremità, una volta infilato il buchino della vite che si usa per agganciarlo, non corra il rischio di rompere la bobina. Guardate la foto, in questo modo inoltre è difficile che il pickup si sganci dall'uncino.

Come procedere
Piazzate il vostro doppio bollitore sul fornello con il mix di cere nel barattolo di vetro e l'acqua nel contenitore esterno. Attenzione: controllate bene il livello dell'acqua; arrivate a coprire metà del vaso in vetro ma non andate oltre altrimenti c'è il rischio che, bollendo, l'acqua strabordi ed entri nel vaso con le cere. Mentre aspettate che la temperatura si alzi vi è concesso bere un caffè o farvi una birretta a seconda che sia inverno o estate.
Una volta che il mix di cere è completamente fuso, controllate man mano la temperatura. Una volta arrivata a circa settanta-ottanta gradi spegnete il fornello, aspettate un po' per controllare che la temperatura non salga ancora (nel caso aspettate o mettete un po' di acqua fredda nell'intercapedine del bollitore per sveltire il raffreddamento).

A questo punto potete immergere il pickup nella cera e avete tutto il tempo di farne almeno due prima che sia necessario riaccendere un po' il fornello (potete lavorare fino a 60 gradi).
Una volta immerso il pickup vedrete delle piccole e medie bollicine salire dal fondo del contenitore: è l'aria che lascia le spire della bobina per far spazio alla cera.
Girate un po' il pickup sui vari lati per agevolare il processo; dieci minuti bastano e avanzano.
A questo punto tirate fuori il pickup e appoggiatelo su un foglio di carta, pulite l'eccesso di cera dalla basetta superiore e dai poli finché è liquida (occhio che scotta) e lasciate raffreddare il tutto. Il più è fatto.
Una volta cerati tutti i pickup, lasciate pure raffreddare il vaso con le cere così com'è, sarà già pronto per la prossima volta.

Dopo la ceratura
incrociate le dita e provate la resistenza del pickup: non spaventatevi se leggete una resistenza decisamente maggiore di prima, ciò è dovuto al riscaldamento del filo, che probabilmente sarà ancora bollente. Con il raffreddamento alla temperatura ambiente tutto ritornerà come prima.
Tagliate una striscia di nastro telato (io uso nastro per medicazioni) dell'altezza e lunghezza adeguata e nastrate il pickup senza tirare o schiacciare troppo. Pitturate eventualmente di nero o altro colore a voi gradito.
Io consiglio di riportare sul pickup (o annotarvi a parte) il numero di giri dell'avvolgimento e la resistenza della bobina (utile in caso vogliate cercare di riprodurre le stesse caratteristiche o cambiare qualcosa).

Magnetizzazione
Se siete partiti da magneti già pronti e magnetizzati non avete bisogno di questa procedura, viceversa, se i magneti che avete montato erano vergini, occorre magnetizzarli.
La stessa operazione la potete effettuare se volete rimagnetizzare un pickup per qualche motivo scarico o se volete cambiare la polarità di una bobina.
Io ho usato con successo due metodi.
Il primo prevede di fissare (stanno attaccati da soli) due magneti (della dimensione di una moneta da un euro circa) alle due ganasce di una morsa, regolandola in modo che tra i due magneti possa passare agevolmente il pickup. I magneti usati sono quelli molto potenti (detti alle terre rare o al neodimio) che si possono trovare in ferramenta, e vanno sistemati in modo che si attraggano tra di loro. Una volta posizionati i magneti, si fa passare il pickup nel mezzo diverse volte, fino alla completa saturazione (non c'è un metodo per rilevarla). Questo è il metodo proposto da Stewart Mc Donald:







Qualcuno però obietta che, mentre si passa il pickup tra i due magneti, un polo si magnetizza correttamente quando si trova in asse con i due magneti ma poi, scorrendo via, la magnetizzazione si rovini a causa della coda di campo magnetico non più in asse al polo che ormai si è spostato verso il polo successivo.
Qualcuno propone allora questo secondo metodo (che io non ho ancora usato): si creano due pile di magneti al neodimio (quattro o cinque magnetini per pila, più o meno del diametro dei poli dei pickup o poco più) e, tenendo il pickup fermo in una morsa, si avvicinano (rimanendo in asse al pickup) le due pile (orientate in modo che si attraggano tra loro come nel caso precedente) a ogni polo e si riallontanano rimanendo in asse per qualche ciclo, poi si passa al polo successivo.

Sample
Il pickup è finito. Da qui a farlo suonare ce ne vuole ancora. Solo una volta montato potremo saggiare l'eventuale successo e goderci il frutto di tutto il nostro lavoro.
Riporto qui sotto diversi sample, a testimonianza che la qualità che si riesce a ottenere è soddisfacente.
Ricordo ancora che il pickup è un trasduttore, cioè riporta in segnali elettrici quelli che sono gli impulsi della corda che vibra, influenzata dalla meccanica della chitarra (legni, hardware, setup e spirito santo). Non voglio affrontare qui l'argomento di quanto influisca sul suono il pickup. Sicuramente molto ma non è il 100%, ricordiamoci quindi che un pickup scarso può far suonare male una chitarra ma un pickup eccelso non trasformerà un catafalco di truciolare in una Custom Shop (anche se comunque lo migliorerà parecchio). I sample sono registrati tutti con gli stessi settaggi su un ampli Laney VC30, canale pulito, e appositamente lasciati nudi e crudi per apprezzare meglio eventuali differenze.
Il primo è della Uncle Dave's Strat, una Stratocaster autocostruita della quale trovate qui alcune foto e informazioni, equipaggiata con tre single coil alnico V staggered, presi da Stewart Mc Donald e avvolti come segue:
Manico 8200 giri  5,8K;
Centrale 8600 giri 6,2K;
Ponte 9700 giri 6,9K (è quindi sovravvolto).
Ogni riff è ripetuto per le cinque posizioni del selettore.






Il secondo è della Maplecaster, due single coil con magneti in Maxalco e con bobine "Tapped" cioè selezionabili parziali (impedenza più bassa) o complete (più alta); al momento di bobinarli non avevo il contagiri quindi posso indicare solo la resistenza in continua; ogni riff è ripetuto per pickup manico (parziale) -  manico (completa) -  manico più ponte (parziali) - manico più ponte (completi) - ponte (parziale) - ponte (completa) .
Manico 6,8K/8,5K
Ponte  8,5K/10K






Il terzo è di una Telecaster del 1967 che aveva i pickup interrotti per ossidazione del filo. Quello al manico sono riuscito a recperarlo, quello al ponte l'ho dovuto riavvolgere mantenendo bobina e magneti originali:
Manico 7K
Ponte 9K
Ogni riff è ripetuto per le tre posizioni.







Il quarto è una American Standard del 1989, pickup originali a parte quello al ponte che è un Seymour Duncan stacked, quindi humbucker con una bobina fantasma.
Impedenze pickups:
Manico 6,2KOhm
Centrale 6,2 KOhm
Ponte 10 KOhm
Ogni riff è ripetuto per le cinque posizioni del selettore.






L'ultimo è una comparazione tra la Uncle Dave's Strat e la Stratocaster American Standard.
Entrambe hanno corpo in ontano e manico in acero, tasti della stessa misura. Le corde montate sono le stesse ed entrambe le mute sono abbondantemente usate.
L'Am. Std (sverniciata e lucidata a gommalacca, corpo in due pezzi) ha blocco inerziale in lega, manico più sottile, capotasto in ottone, ponte a due pivot e pickup di serie (a parte il ponte che è un Seymour Duncan stacked)
La Blackbeard (verniciata poliuretanica molto sottile, corpo in tre pezzi) ha blocco inerziale in ottone, manico "Fat" capotasto in osso, ponte a sei viti, pickup al manico sottoavvolto, centrale normale e ponte sovravvolto.
Per ogni riff, ripetuto per ognuna delle cinque posizioni del selettore, sentite l'American Standard a sinistra e la Uncle Dave a destra (occhio a come indossate le cuffie).
A ciascuno il suo giudizio su quale delle due sia migliore, sempre che ce ne sia una, chiaramente è una questione di gusti e di sfumature.







Conclusioni
A questo punto avrei finito, non pretendo certo di mettermi a produrre pickup su scala commerciale e tantomeno di insegnarlo a voi, ma la soddisfazione di far nascere un set per una chitarra, riavvolgere un vecchio pickup interrotto, eliminare fastidiosi rumori dando nuova vita a uno strumento abbandonato, è qualcosa che appaga e lascia una piacevole sensazione di utilità.
Questo voleva solo essere uno spunto, magari per qualcuno che, come me qualche anno fa, non sapeva assolutamente da che parte girarsi e, grazie a qualche appassionato che ha voluto condividere le sue pur elementari esperienze, si è buttato in quel meraviglioso ma spinoso mondo che è il fai da te chitarristico.
Concludo con la massima che chiude tutti i miei commenti: "Fa quel che puoi, con ciò che hai, dove sei" (F.D.Roosevelt).

fai da te pickup

Link utili

  • Avvolgere un Pickup
  • Tabella spire
  • Uncle Dave's Strat



Avatar
eux_j • 15 anni fa
sono senza parole... graze per la splendida lezione! eugenio
Avatar
mehari • 15 anni fa
ma no che lezione.... sono solo spunti.....per provare..
Avatar
maccarons • 15 anni fa
Ho dato solo uno sguardo all'articolo,lo leggerò con più calma,ma voglio farti subito i complimenti,promette insegnamenti a iosa,e vorrei vedere per quel che ne so io:))
Viva l'Italia
Avatar
antani85 • 15 anni fa
Hai fatto due splendidi articoli!! Hai risposto a molte delle mie domande senza risposta!! Sinceri complimenti!
Avatar
mehari • 15 anni fa
bene !!!
spero di rispondere anche ad altri !! ciao
Avatar
Jimmi • 15 anni fa
Ottimo lavoro, complimenti ! Mi sembra che i suoni Strato e Tele ci siano tutti e siano di otttima qualità. Mi congratulo con te per le spiegazioni dettagliate, complete e precise che hai dato ad ogni "passaggio" che serve alla costruzione dei pickup. Un articolo di grande utilità per tutti noi. Grazie e buona giornata!
Avatar
marco619 • 15 anni fa
Ti ringrazio profondamente per tutto quello che hai voluto condividere con noi, un articolo superiore, agomento ben spiegato ( e ben documentato), complimenti vivissimi
Avatar
Cukoo • 15 anni fa
Gran lavoro! Complimenti.
Avatar
mrc.mgg • 15 anni fa
"... un pickup scarso può far suonare male una chitarra ma un pickup eccelso non trasformerà un catafalco di truciolare in una Custom Shop."

- scrivere 100 volte sul quaderno
- ripetere 100 volte e mandare a memoria
- inserire nel file "le 10 cose più importanti da sapere sulla chitarra elettrica"

:-)

buon suono,

Marco
Avatar
mehari • 15 anni fa
mica male... mi dici le altre 9 così me le segno ?? :)
Avatar
nick74 • 15 anni fa
sia un ottimo muletto per l'Uncle Dave's Strat!!! :)
Personalmente il carattere della tua crezione mi piace di più.
Quindi grande lavoro ed ottimo articolo.
Buon suono
Avatar
mehari • 15 anni fa
in ogni caso è questione di gusti, l'uncle dave è più "asciutta", cosa desiderabile magari con suone un po' saturi, sul clean forse l'am std è più godibile.... comunque sono sfumature e gusti personali.
grazie del commento
Avatar
gna • 15 anni fa
Ottimo tutorial. Una domanda: io credevo - letto da qualche parte - che l'alnico V e` piu` squillante mentre il II e` piu` scuro/ medioso. Ricordo da qualche parte in internet di aver letto delle caratteristiche di alcuni pickups, in cui il set 'vintage' era in Alnico V mentre quelli piu` moderni o a la 'texas special' erano in alnico II o III.
Qui essenzialmente tu dici il contrario. Questo mi ha sorpreso. Volevo un commento su questo. Grazie. Ciao.
Avatar
mehari • 15 anni fa
No in effetti non dico il contrario
sono sicuro che i texas special sono alnico V
a questo punto occorrerebbe trovare una definizione "standard" della parola Vintage... credo abusatissima.
Il V ha sicuramente maggior output degli altri e una risposta più "aperta"; come dicevo nell'articolo ho riassunto varie definizioni che ho trovato in rete.
La cosa che secondo me ha maggior ricaduta sul suono è la potenza magnetica, che se minore, permette una miglior vibrazione delle corde (e quindi più sustain). Appena li recupero proverò a usare dei poli in alnico II.
Avatar
strato78 • 15 anni fa
"Una volta posizionati i magneti, si fa passare il pickup nel mezzo diverse volte, fino alla completa saturazione (non c'è un metodo per rilevarla). "

Puoi farlo procurandoti un Gaussometro: non è difficile da reperire e non è proibitivo come costo. Ogni tipo di alnico ha un suo valore massimo tipico:

link

Complimenti per l'articolo, ovviamente votato con piacere! ;)
Avatar
mehari • 15 anni fa
certo, diciamo che però dopo tutto l'accrocchio empirico/spannometrico usato finora inserire un gaussometro avrebbe un po' guastato la festa.....oltretutto non so nemmeno quali sarebbero i valori ottimali !!!
per ora teniamoci i nostri risultati fortuiti !! :)
Se poi incappi in quello che crede che i vecchi pickup suonino meglio perchè sono smagnetizzati ??? azzz.... meglio non poter controllare !!
grazie
ciao
Avatar
strato78 • 15 anni fa
Devo dire che anche queste considerazioni hanno una loro logica, peraltro impeccabile: direi che l'approccio scientifico c'è comunque! :)
Di sicuro non si può dire che fai pickups a "Test di Gauss"....
Avatar
strambers • 15 anni fa
bellissimo articolo (lo sapevo!), ma mi è venuta un'idea e se, invece di un piezo, si usasse un single coil autarchico di un piezo posizionato sulla buca di un'acustica ne uscirebbe un suono da elettrica? forse mancherebbe il posto per il rotellino del volume e tono. attendo notizie un abbraccio
Avatar
mehari • 15 anni fa
beh... pickup magnetici da buca per le acustiche ce ne sono.... e il suono è molto più simile a una elettrica (pensa a un'archtop cassa alta con un pickup magnetico) che al suono di un piezo che rispecchia molto di più l'acustica....
la limitazione è che devi montare corde da elettrica (suonano meno e diverse da quelle acustiche) perchè il pickup magnetico "trasduce" bene i cantini ma non le basse...
Avatar
luvi • 15 anni fa
Questo succede solo se pretendi di utilizzare su un'acustica un pickup progettato per elettrica, come si è fatto negli anni '70 e come purtroppo qualche costruttore fa ancora!
Il limite del "fai da te" sta in questo caso proprio nel progetto, il cui comportamento non è possibile controllare se non empiricamente (ne fai uno e vedi come suona, ne fai un'altro diverso e vedi che succede, ecc. ecc.) e che è limitato dalle strutture standardizzate offerte dall'industria di terze parti che permettono ben poche varianti (del resto molto ben spiegate nel tuo ottimo articolo!).
Il mercato, però, offre più di una soluzione di trasduzione magnetica per acustica (compresa quella che io stesso produco) che quanto a similitudine con il suono acustico è decisamente più performante dei sistemi piezoelettrici, al suono dei quali è vero che siamo ormai (mal) abituati, ma che sono in realtà assai artificiosi e poco "acustici", al punto che tendono ad appiattire la personalità di qualunque strumento, facendo suonare uno strumento da 150 euro sostanzialmente simile ad uno da 1500!
Avatar
mehari • 15 anni fa
sono contento che un "pezzo da 90" dei pickup girovaghi tra le mie pagine..... a parte gli scherzi mi fa piacere che tu abbia apprezzato l'articolo (che ovviamente come avrai subito capito ha valenza didattica e sperimentale e non vuol chiaramente andare a paragonare le mie bobine con prodotti di qualità come i tuoi)
per quanto riguarda l'acustica mi pare di aver visto dei pickup con una parte metallica vibrante e una bobina aggiuntiva che, vibrando in simpatia con la cassa della chitarra, restituiva un po' di quella sensazione di "acustico" che manca generalmente nei pickup magnetici... mi sbaglio ?
Visto che ci sei (e io non ho trovato molto) puoi dare qualche link attendibile sulla classificazione dei vari tipi di alnico e delle loro caratteristiche sonore ?? mi sembra che sia la parte più nebulosa e mitologica dell'argomento...
Avatar
luvi • 15 anni fa
Figurati... è un piacere!
Onestamente non conosco il pickup per acustica al quale stai facendo riferimento...
I sistemi che conosco in grado di affiancare la trasduzione piezo e quella magnetica sono i magneto-dinamici: in pratica si tratta di "pastiglie" costruite in modo similare ad una capsula per cuffie che, poste a contatto con la tavola armonica, si muovono impercettibilmente producendo un segnale molto debole che va poi necessariamente preamplificato.
Il limite dei pickup magnetici consiste nel fatto che essendo notoriamente insensibili alle vibrazioni fisiche del legno, possono captare solo quella parte del carattere dello strumento che riesce ad essere trasmessa attraverso le corde (meno articolata e ricca rispetto al suono acustico), non certo ciò che acusticamente percepiscono le orecchie di chi sta di fronte a chi suona.
Questo limite è proprio però anche degli altri sistemi di trasduzione (inclusi per altro verso anche i microfonini a condensatore posti a volte all'interno della cassa armonica, che dalla loro posizione captano un segnale fortemente risonante, lontano dall'equilibrio del suono che si diffonde in ambiente), nessuno dei quali può percepire la propagazione delle onde sonore generate in aria dallo strumento.
Per questo l'amplificazione della chitarra acustica è ancora lontana dall'aver trovato una soluzione unica autosufficiente e trova la sua dimensione più completa nel compromesso offerto dal mix di vari sistemi, sopra i quali, ben distante, trionfa ancora per qualità e realismo la buona e vecchia ripresa multi-microfonica che si mette in atto per la registrazone in studio, putroppo assai poco pratica da riprodurre su un palco. ;-)
Avatar
luvi • 15 anni fa
Il discorso sulle caratteristiche sonore dell'alnico è effettivamente nebuloso...
Se ne può parlare in relazione alle situazioni nelle quali esso costituisce anche il traferro della bobina (ha ciòè del filo avvolto attorno), come nel caso dei singlecoil per strato, perché altrimenti il magnete è responsabile per lo più del volume di uscita e dell'attacco più o meno diretto delle note, ma non colora il suono in modo percettibile.
Dire quali siano esattamente i suoni di un certo tipo do alnico resta però argomento poco definito comunque, perché le varie categorie sono sì definite in funzione delle percentuali relative di ferro, alluminio, nickel, cobalto e metalli minori, ma sono caratterizzate da ampie tolleranze al loro interno, che non consentono di dare definizioni particolarmente nette a riguardo.
Il progetto del pickup è ciò che in definitiva sposta tutti gli equilibri, indipendentemente da quale sia il materiale magnetico prescelto, per cui è possibile fare un pickup corposo e con acuti brillanti in alnico II così come un pickup fiacco e cupo in alnico V!
Potremmo provare a generalizzare il discorso dicendo che a parità di progetto, maggiore è la categoria di alnico impiegata e maggiori sono la prontezza di attacco della nota, la presenza degli estremi della banda sonora ed il livello generale di uscita. :-)
Avatar
mehari • 15 anni fa
quindi potrebbe essere per esempio che in termini di sonorità conti di più QUANTO un magnete sia caricato rispetto al suo massimo potere piuttosto che il tipo di magnete ?
e se si..... quale sistema proporresti (fattibile in casa) per magnetizzare l'alnico, diverso dai magneti al neodimio ?? (sempre che questo metodo non vada già bene?)
Avatar
luvi • 15 anni fa
E' un altro degli elementi, nessuno dei quali preso da solo pare determinante! Nemmeno i costruttori sono concordi tra loro... c'è chi magnetizza a differenti gradazioni e chi ritiene ininfluente la cosa... Ognuno usa il metodo che predilige e pare non esserci una regola universale.
In mancanza di un magnetizzatore tarabile occorre perlomeno un gaussmetro che permetta di controllare i livelli di magnetizzazione raggiunti: effettivamente sono cose poco alla portata dell'hobbista (a meno di aver tempo e voglia di costruirsi da soli un gaussmetro, del quale credo di avere visto qualche progetto in rete, ma che non so se funziona e se lavora nel range di grandezze di campo opportune)...
Comunque sia, i magneti al neodimio vanno più che bene per magnetizzare l'alnico e mi pare la soluzione più efficace e praticabile, a meno che non si disponga di alnico già magnetizzato. ;-)
Avatar
JackDynamite • 15 anni fa
osservo ammirato.
Avatar
Oliver • 15 anni fa
Alla faccia dello spunto! :)
Gran lavoro.
Avatar
diumafe • 15 anni fa
E' esattamente quello che ho pensato!! :-DDD
Avatar
diumafe • 15 anni fa
Non so cosa dire.
Questo è un capitolo di un libro.
Bellissimo.
Avatar
mehari • 15 anni fa
infatti l'ho copiato pari pari.......non sapevi che avevo scritto un libro ?
si intitola : "1000 e uno modi per perdere tempo utilizzando solamente una chitarra"......
votami và che così ti scippo il titolo... :)
Avatar
diumafe • 15 anni fa
Benissimo, allora mi merito una copia omaggio del tuo testo! :-D
Il voto è d'obbligo quando si trattano tali argomenti in questo modo.
Alla grange.
Avatar
alessio326 • 15 anni fa
scusatemi, ma mi è venuta in mente una cosa:
avete presente i geomag?
togliendo questi cilindretti composti, se non sbaglio, di ferrite magnetizzata, e incollandoli su un magnete (non ferrite magnetizzata) piatto facendo però in modo che le basi dei cilindretti possano toccare il magnete, e facendo poi tutte le cose comuni a tutti i pickup (avvolgimento, ecc...) che suono si potrebbe ottenere?
mi diverto a sperimentare qualsiasi cosa mi viene in mente, e sarei curioso di sapere se secondo voi riuscirei ad ottenere un suono almeno accettabile?
Avatar
mehari • 15 anni fa
beh... puoi provare, non è necessario neanche il magnete di base, dato che già i cilindretti sono magnetici, il più è assemblere la basetta etc...
se vuoi farlo controlla le polarità dei magneti in modo che siano tutte orientate uguale.... suonare suonerà.... bisogna vedere come.... fai sapere gli sviluppi
Avatar
alessio326 • 15 anni fa
il magnete sulla base lo avevo pensato al fine di evitare che questi cilindretti perdano il loro magnetismo con il tempo a causa della continua sollecitazione.
comunque proverò, se otterrò risultati particolari scriverò sul mio diario ;)
Avatar
mehari • 15 anni fa
no se sono ceramici non perdono il magnetismo (e del resto neppure l'alnico) se non sono sottoposti a un campo magnetico di forte intensità...
Avatar
alessio326 • 15 anni fa
ok, un costo (sai che costo...) in meno
Avatar
iv3shf • 15 anni fa
leggere i tuoi articoli è sempre fonte di cultura! e invidia!!
Adesso smonto quella Peavey che ho nell angolo e vedo se riesco a farla diventare una Frankestein. Poi ho un Hondo archtop che ....
I tuoi articoli sono troppo pericolosi! Fanno venir voglia veramente di provarci, non quelle cose nebulose in cui non si capisce ..na mazz..

Bravo e complimenti.
Francesco
Avatar
mehari • 15 anni fa
ma si ! fai fai !
l'importante è fare UNA cosa per voltta..... io spesso faccio ca****te quando lavoro a più cose in parallelo....
Avatar
oblivions13 • 15 anni fa
Innanzi tutto complimenti per le cose che fai che sanno di meraviglioso!!!!!!
Volevo chiedere un paio di cose.....allora volevo sapere se andando a rifare un avvolgimento anche a te si rompe il filo,in tal caso come agisci?poi volevo dire se invece di fare la ceratura si agisce con una colla bi-componente o vinavil credi che si ottenga lo stesso risultato?un altra domanda misuri la resistenza ma non il valore di induttanza che in risonanza ti serve per fare il calcolo come fai a sapere in che range di frequenze centri il passa banda?ciao e grazie ed ancora complimenti!!!
Avatar
mehari • 15 anni fa
per le rotture del filo..... se hai appena iniziato ad avvolgere.... svolgi tutto e rifai.....
se sei andato oltre il primo quarto, ti consiglio di giuntare il filo (bisogna insistere bene con il saldatore e magari cercare di grattarlo un po' con della carta abrasiva 1000 o 2000) e andare avanti, per qualche giro a mano e poi riprendere tranquillamente.
La bicomponente o il vinavil non vanno bene per due motivi : primo sono irreversibili, se sbagli qualcosa butti via tutto; secondo sono troppo viscose e penetrano solo nei primissimi strati di spire.
Per quanto riguarda resistenza e induttanza....... io ho sempre fatto un po' fatica con l'elettronica..... mi rifaccio più che altro ai valori standard sul numero di spire e sulla resistenza, questo approccio non è certo scientifico ma va bene per l'esigenze dell'hobbysta come me......
spero di essere stato chiaro....
Avatar
oblivions13 • 15 anni fa
Chiarissimo grazie mille!!!!!e complimenti ancora!!!!
Avatar
daniep • 15 anni fa
Ciao posso chiederti dove hai preso il filo per avvolgere i pick up? Su questo sto incontrando un po' di difficoltà..
Grazie

D.
Avatar
alessio326 • 15 anni fa
Ora che ci penso... è per caso in programma una guida riguardo la bobinatrice?
Avatar
mehari • 15 anni fa
in che senso ??
la bobinatroce l'avevo mostrata nel precedente articolo (forse non l'hai visto)..... non credo serva una guida.... si guida da sola... ::)),
Avatar
alessio326 • 15 anni fa
Sul serio?? non mene ero accorto, scusa
Avatar
aPhoenix90 • 15 anni fa
Istruttivo come un libro. Un'ottima guida.
Insomma, un articolo proprio ben fatto (come sempre, del resto).
Ora bisogna vedere quando avrò il coraggio di cimentarmici ;))))

Ciao!
Avatar
superloco • 15 anni fa
bello. Articolo molto interessante.
Avatar
renzo54 • 15 anni fa
articolo stupefacente così come per il precedente. Una quantità di informazioni preziose ed interessanti date con estrema semplicità.
Non hai accennato ad un particolare importante per noi mortali: costo complessivo di quella stupenda Uncle David?
Ciao e complimenti ancora.
Avatar
mehari • 15 anni fa
beh... non ho fatto i conti precisi... direi circa 100 euro, considera però che il corpo è riciclato da una vecchia copia strato.
ho acquistato i tasti, le bobine per i pickup le meccaniche e il battipenna... tutto il resto l'avevo li in giro da anni che aspettava
Avatar
renzo54 • 15 anni fa
è ancora più stupefacente. Ma il manico era vergine o presentava già qualche serigrafia?
In gamba.
Renzo
Avatar
mehari • 15 anni fa
no il manico l'ho fatto da zero, tra parentesi a partire da un taglio di acero (neanche troppo bello) trovato da un montanaro con 'hobby della falegnameria ai piani d'erna (1356 m. s.l.m.) , una località sopra lecco
il logo me lo sono poi inventato.... sai magari un giorno sarò un brand.....
ribadisco, molti pezzi li ho recuperati, se avesso dovuto comprare tutte le parti avrei speso di più (ma non troppissimo di più)
Avatar
renzo54 • 15 anni fa
e quindi da solo ti sei tagliato il manico, frettato, verniciato etc......ciò non può che far aumentare la mia stima. Complimenti.
Ciao
Renzo
Avatar
mehari • 15 anni fa
grazie, se ti va, vai sul mio profilo e guarda tra gli articoli e i post, trovi un paio di resoconti sulla costruzione di due telecaster (maplecaster e thinline), una in acero e una in mogano

ciao
Avatar
Okumura • 14 anni fa
Devo dire che questo è veramente ottimo... Ma non riesco a capire una cosa... Quando si sta avvolgendo il rame come faccio a far creare delle spire uniformi ? Mi spiego meglio, nel video tu fai dei movimenti brevi e alle volte scattanti come fai a capire dove mettere più o meno filo ? Magari così è più chiaro, grazie in anticipo...
Avatar
mehari • 14 anni fa
non è proprio necessario che le spire siano uniformi anzi...(fai una ricerca del termine : scatterwound) e comunque dato l'alto numero di spire la "statistica" uniforma un po' tutto....
Avatar
ciccione • 13 anni fa
Già, proprio così: e se non cero il pickup questo diventa microfonico? Quindi, nel caso, potrei usarlo su una chitarra classica, in alternativa al piezo? Onestamente esistono già dei pickup per chitarre classiche/acustiche da mettere nel foro della cassa armonica. Non li ho mai provati ma credo che funzionino proprio sul concetto del pickup microfonico. Sempre nel caso, ma sai darmi dei suggerimenti sul tipo di magneti e numero di avvolgimenti? Ciao e grazie, Fabrizio
Avatar
mehari • 13 anni fa
no assolutamente....
per una chitarra con corde in nylon l'unica è un vero e proprio microfono da buca
per una con corde in metallo ci vuole un pickup a tutti gli effetti, anche se appositamente progettato per questo scopo
Nascondi commenti



Contribuisci
alla community.

Scrivi un articolo
su accordo.it


ultime people

Ogni volta che compare un video on-line in merito al nuovo gioiellino digitale di turno, le domande...

di Templeofguitar   27 LUG | 9

La mia estate di concerti è davvero bella e piena, perlomeno da spettatore. Da musicista... s...

di theoneknownasdaniel   18 LUG | 8

Buongiorno a tutti voi, come procede la vostra estate? Spero stiate bene. Vi condivido una mia imp...

di c.simone   11 LUG | 5

Accordo.it

Accordo.it è un prodotto editoriale. Tutti i diritti riservati.

Home
  • News
  • Video
  • Test
  • Didattica
Community
  • Preferenze sui cookie
  • Privacy
  • People
SHG
  • Music Show
  • Programma
  • Espositori
Copyright 2025 Accordo.it S.r.l.
Pubblicità Contatti

La tua Privacy è importante

Accordo.it e i nostri partner utilizzano cookie tecnici essenziali per il funzionamento del sito (inclusi i servizi di login e abbonamento). Con il tuo consenso, vorremmo utilizzare anche cookie analitici e di profilazione per migliorare la tua esperienza e mostrarti annunci personalizzati. Puoi consultare la nostra Informativa sui Cookie.

Personalizza le scelte

Personalizza le preferenze

Scegli quali categorie di cookie autorizzare. I cookie tecnici sono sempre attivi perché necessari al funzionamento del sito.

Tecnici Strettamente Necessari
Garantiscono la navigazione, il login e le funzionalità di abbonamento.
Analitici (Statistiche)
Ci aiutano a capire in modo anonimo come i visitatori interagiscono con il sito.
Marketing e Pubblicità
Utilizzati per tracciare i visitatori al fine di mostrare annunci pertinenti.
Torna indietro