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Fabrizio Sauro - Thrilling
di [user #1550] - pubblicato il

Lauro L27 scrive:Se mai si dovesse ricercare la definizione del blues, penso che la maggior parte di noi, penserebbe ad un tempo lontano nella memoria, che molti di noi non hanno vissuto se non nella immaginazione nutrita di fotografie, libri, films e musica soprattutto, tanta musica. Ma per ciascuno di noi, quella definizione avrebbe un significato dotato di sfumature ben diverse, logico però e naturale anche pensare ad un luogo lontano: il Delta del Mississippi, il luogo in cui tutto ha avuto inizio e a polvere, immagini in bianco e nero, povertà, abiti logori, sguardi tristi, fango, segni del tempo che passa. Ma, domanda da un milione di dollari: è possibile suonare il Blues senza essere nativi del sud degli Stati Uniti o, peggio ancora, esser nati in una terra di nebbie e zanzare a migliaia di miglia di distanza ? Il fango di un delta però ... eh eh eh ... ce lo abbiamo anche noi.

copertina Thrilling Fabrizio Sauro

Una breve biografia

Fabrizio Sauro nasce nel 1969, inizia a suonare la chitarra dalla età di tredici anni completamente autodidatta, studiando sui dischi di Robert Johnson, Muddy Waters, Albert Collins e volgendo anche particolare attenzione ai bluesmen bianchi quali Jonny Winter e Roy Buchanan dal quale rimane fortemente influenzato.
Frequenta per tre anni la scuola di Musica Moderna di Ferrara ma l'amore per il blues e per tutto ciò che gli gira intorno lo spinge a partire per Chicago nel 1994 dove ha l'occasione di accompagnare in due serate la grande KOKO TAYLOR. Nel settembre 1998 ha suonato a Cairns, Australia insieme a MICK TAYLOR, chitarrista storico dei ROLLING STONES, tornato in Italia fonda  la Rollin'and Thumblin' Blues Band; gruppo con il quale comincia ad esibirsi in giro per l'Italia. Registra un CD dal titolo RAILWAY TO HELL che viene molto apprezzato dalla critica e recensito positivamente sulle riviste specializzate del settore (CHITARRE nr. 196 del giugno 2002, GUITAR CLUB,...).  In conseguenza, viene invitato in molte importanti manifestazioni Italiane in cui ha l'occasione e la bravura di dividere il palco con artisti del calibro di Nine Below Zero, Lousiana Red, Jeff Haley, Robben Ford, John Mayall, Ten Years After, Junior Watson, Luther Allison, Eric Sardinas e molti altri. Ha suonato  inoltre al foro italico di Palermo insieme a Jamiroquai che gli ha espresso il suo grande apprezzamento. Compone brani e colonne sonore destinate a film e cortometraggi per "Religion Today International Festival Of Cinema" che ha sedi a Trento, Assisi, Jerusalem, Kairouan e la sua passione per il cinema è sfociata anche in due brani scritti per il regista tedesco Wim Wenders.
Due sue composizioni sono state inserite nelle compilation Italian Street Blooze Caravan e Maxwell Street Crotalo edizioni; Blues for Ray dedicato al grande RAY CHARLES è considerato il migliore brano blues del 2006 per classe ed originalità.
Entra in pianta stabile nella Vince Vallicelli Band insieme a Pippo Guarnera partecipando a molti festival blues d'Italia: Pistoia Blues, Capo D'Orlando Festival Blues Liri Blues Festival, Campli Blues Fest, Harp Attack, Lucerna Blues Festival, Cosenza Jazz Fest, Tropea Festival Blues, Ortigia Festival Blues, Velden Austria aprendo per James Cotton e moltissimi altri.
Altri progetti lo vedono impegnato con musicisti di diversa estrazione come il percussionista partenopeo Flavio Piscopo (musicista straordinario capace di infiammare il pubblico con virtuosismi ritmici spaziando dal sound mediterraneo al jazz) e con FRED WOLF (talentuoso armonicista che ha alle spalle migliaia di serate on the road in giro per tutta Europa).
Sta creando i Double Shock, un duo acustico/elettrico insieme alla pianista tastierista Annamaria Toselli,  musicista dotata di grande sensibilità blues e non solo.

E ora ... a noi: 1500 LP's, altrettanti cd (quasi, forse di più) ma di dischi "ad argomento" blues così vari, coinvolgenti ma soprattutto belli da sentire, ne ho veramente pochissimi; BB King, Ronnie Earl, Ry Cooder, Paolo Bonfanti ... chi altri ?

Fabrizio e Fred Non me ne voglia Neil Zaza la cui recensione dovrà aspettare ancora un po'ma Thrilling di Fabrizio Sauro è disco di bellezza assoluta.
Il disco è uscito a nome di un chitarrista che ha scritto, arrangiato e suonato tutti i brani (eccetto uno) eppure, è il musicista che appare meno in assoluto, che si sente meno, poche note ma quelle assolutamente giuste: buon senso e buon gusto sempre.
Fabrizio sauro ha scritto e pubblicato un lavoro in cui appare si come chitarrista ma soprattutto come musicista al servizio del gruppo con cui si trova a suonare, potrebbe benissimo essere un disco di Fred Wolf, armonica e voce in diversi brani.

I musicisti

 

Alessandra Alberti e Ceryl Porter - voce
Annamaria Toselli - pianoforte
Pippo Guarnera - Organo Hammond
Fabrizio Sauro - chitarre e voce
Fred Wolf - armonica a bocca e voce
Vince Vallicelli, Dino Deghenghi e Lele Barbieri - batteria
Marco "Jessy" Tarozzi e Francesco Boni - basso elettrico

Nei brani del disco non trovate solo "blues" inteso come musica caratteristica di un luogo od uno stile ma un approccio globale alle ragioni ed agli stili di una musica tale da rendere Thrilling un vero e proprio compendio di stili.

I brani in breve

Intro: un pensiero, la introduzione
The Wailing Of The Blues - Delta, disperazione, anima, spiritual
The Mojo Is Gone - rabbia, tormento, elettrica, un omaggio a Muddy Waters
Aire Are - organo, chitarra e batteria swing al fulmicotone
God Bless The Child - uno "slow soul blues jazz" senza tempo, sospeso nell'aria, una parte vocale di Cheryl Porter strepitosa supportata da Pippo Guarnera all'Hammond e da interventi di chitarra dal gusto straordinario; un brano da pelle d'oca.
Chitlis Con Carne - un classico di Kenny Burrell rivisto con classe ed eleganza
Bass Player Blues - il brano "a cappella" del disco, spiritual, gospel, una preghiera
Crossroads - il classico di Robert Johnson rivisto con forza ma grande rispetto per un brano che ha segnato la storia del blues e del rock in una versione che non sfigura a fianco di quella più famosa dei Lynyrd Skynyrd
Blues For Ray - il capolavoro del disco ... ne parleremo in seguito ...
Life Is A Movie - una ballata dal drive radiofonico accattivante e sbarazzino, se avete una decappotbile è la vostra canzone, giù la capote e via in autostrada
6.00 a.m. - il saluto al mattino, un bellissimo strumentale ispirato a chi è in grado di catturare l'anima di un uomo
Moods - coda pianistica, il nostro eroe si allontana al tramonto e se ne va

C'è il fango del delta, il soul, il gospel, il rhythm'n'blues, il rock, una spruzzata di manouche, lo swing: insomma, Thrilling è un  disco di bellezza abbagliante, bello, bello, bello; stilisticamente catalogabile tra il nostro Paolo Bonfanti e John Mayer, anche se più "blues".
Dopo ripetuti ascolti e ripetuti significa una cosa sola, pare che il punto debole, se così si può chiamare, dell'intero lavoro sia la potente versione di Crossroads, seppur pienamente riuscita, in grado di reggere benissimo il confronto con versioni molto più famose e blasonate da questa e quell'altra parte dell'oceano. Sia ben chiaro: è da leggere come un complimento perchè se un autentico pezzo di storia della musica quale il classico testè citato pare non appartenere pienamente alle intenzioni del disco (suoni diversi ? studio diverso ? registrazione precedente ?), significa trovarsi di fronte ad una capacità di scrittura non comune ed il bello è ... ancora con ampi margini di miglioramento.
E siamo solo al secondo disco, si può crescere ancora.

Oltre tutto quello che le impressioni possono suggerire all'ascoltatore, un brano deve essere menzionato in particolare, non perché gli altri gli siano inferiori, ma perché rende evidente come ci si trovi di fronte ad una gemma di straordinario valore.
Fred Wolf. Chi si cela dietro questo pseudonimo ? Nel brano Blues for Ray, di cui leggerete le ragioni nella intervista poco sotto, è in grado di riprendere la grande tradizione della armonica a bocca e ridarle forza e dignità: Little Walter, Walter Horton, Charlie Musselwhite, Terry McMillian, Antonio D'Adamo, Fred Wolf; chi altri ?
In questo brano ci sono sangue, sudore ed una passione in grado di portarvi alle lacrime: non c'è una sola nota di troppo e non una che manca.
Siamo di fronte ad un capolavoro; la scrittura di Fabrizio e la sua discreta presenza alla chitarra sono ossigeno purissimo per chi crede che la musica sia emozione soprattutto, coinvolgimento, poesia, amore, tristezza, dramma, sconforto.
Blue è la definizione di questo brano, non Blues ma BLUE (ricordi Massimo ?): quel sentimento in grado di muovere il cuore della gente verso la tristezza, lo sconforto, la solitudine, Blue nella intenzione profonda di urlare sommessamente al buio, nel silenzio di un dramma che si consuma ogni giorno, ogni giorno ... ogni giorno, ed il giorno dopo ricomincia; Cristo Santo ... erano anni che non ascoltavo un brano del genere.

Fabrizio e FredVolete il disco ? Nulla di più facile, scrivete a devilriff@telematicaitalia.it (un indirizzo che è tutto un programma) oppure telefonate allo 329-5737437, vi risponde lo stesso Fabrizio e all'indirizzo www.fabriziosauro.com c'è anche un "guestbook" da firmare.
Doveroso, in chiusura, un ringraziamento a Marco Zanolini della Heddon che ha prodotto il lavoro, credendo nel progetto.

Un piccolo, simpatico aneddoto: ci troviamo io e Fabrizio al Ludovico, un bar di Ferrara per festeggiare l'uscita del disco e chiediamo al gestore di ascoltarlo "on air"; bene, dopo solo dieci muniti di ascolto, era già stata venduta la prima copia ... :-D
Ora tocca a voi; personalmente vi auguro di cuore di divertirvi come mi sono divertito io ad ascoltarlo e a registrare la chiacchierata che segue ...
Buon Anno a tutti

INTERVISTA: Fabrizio Sauro

 

- Un classico. Partiamo dall'inizio. Come hai iniziato?
- Ho iniziato a suonare la chitarra da bambino, trovando per casa una vecchia eko acustica lasciata in un angolo da uno zio. La passione vera e propria è nata per caso. Mio padre, andato prestissimo in pensione, aveva accettato un lavoro nel servizio d'ordine di un club chiamato Topkapi; avevo 7 anni quando mi portò con sé la sera in cui suonava Ray Charles ... anche se il posto non era certo adatto ad un bimbo!! Ricordo due signorine che lavoravano lì dentro che mi fecero bere un goccio di qualcosa che per me era fuoco! e quando Ray ha iniziato a suonare, mi hanno messo a sedere sul pianoforte dove sono rimasto fino alla fine! Guardandolo così da vicino da quella sera ho perso qualsiasi interesse in tutto ciò che non fosse musica e ovviamente blues. Sicuramente complice fu anche il coktail!!

- Scelta dello strumento: come è avvenuta la scelta della chitarra? elettrica o acustica?
- La mia prima chitarra è stata una semiacustica "EL TORRES" alla quale ero veramente affezionato; peccato che durante un trasloco, un addetto alle "grandi manovre" me l'ha fatta cadere per terra spezzando il manico in 2 ... l'avrei ucciso! Poi il grande amore per la Fender TELECASTER di cui sono possessore di alcuni esemplari insostituibili! Per me è la chitarra in assoluto più difficile da suonare ed è proprio questo il suo bello: non ti perdona neanche un errore!!

- Suoni o studi altri strumenti oltre la chitarra?
- Con mio grande rammarico, ti dico che mi sarebbe piaciuto moltissimo suonare il pianoforte.
- Ne possiedo uno con il quale mi trovo delle cosette che poi trasferisco sulla chitarra: per comporre melodie è il massimo! L'unico pezzo che riesco a suonare con il piano è La Donna Cannone di De Gregori e neanche tanto bene !

- Hai intrapreso un percorso didattico guidato (conservatorio, lezioni private, ecc ... oppure il tuo è un approccio del tutto istintivo? Suoni ad orecchio? Conosci la musica scritta?
- Io mi considero autodidatta, anche se dal 1992 ho frequentato per quasi tre anni la scuola di Musica Moderna di Ferrara per approfondire la tecnica "PLETTRO DITA" da applicare ogni tanto al mio modo di suonare che ritengo comunque abbastanza personale. Che senso ha essere il clone di qualcuno? Per quanto riguarda l'istinto è la cosa fondamentale per me specialmente nel live! In studio, stai più attento e sei meno esagerato! La cosa che non mi và giù è di non sapere leggere e scrivere la musica! Un musicista completo dovrebbe saperlo fare, ma l'istinto e l'orecchio mi hanno salvato in più situazioni, in una in particolare (ne leggerete oltre i dettagli ...);

- Considerarti autodidatta è in ogni caso un aspetto plausibile ... considera che si considerava autodidatta anche uno come Andres Segovia quindi direi che ci può stare; dimmi qualcosa del rapporto che hai con la didattica dello strumento: hai il tempo di dare lezioni? Se sì, come insegnante, cosa cerchi di trasmettere ai tuoi allievi? Note,ritmo,stile e via discorrendo oppure cerchi di andare anche oltre?
- Di tempo in certi periodi dell'anno ce n'è anche troppo visto la magra di date! Ai miei allievi cerco di trasmettere innanzitutto la voglia di divertirsi altrimenti è tutto inutile. Ho un mio percorso didattico di base che varia naturalmente secondo i gusti dell'allievo. Puoi insegnare jazz, scale, accordi ecc.. per quanto riguarda il blues nessuno te lo può insegnare ... o ce l'hai "dentro" o non ce l'hai!! Ho un allievo giovanissimo del quale sentiremo parlare molto presto: ha soltanto 15 anni e tira giù da solo Jimmy Page con una naturalezza che fa paura!! Se non si monta la testa, ha una carriera davanti che lo aspetta a braccia aperte! E'veramente un fenomeno!

- Cosa deve avere un giovane musicista per diventare un buon chitarrista oggi?
- Credere in quel che fa, in ogni caso! Farsi una cultura musicale più ampia possibile ascoltando di tutto! Riuscire al momento giusto, a sfruttare le buone occasioni che gli si presentano, anche a costo di accettare proposte che non corrispondono ai propri gusti, per non finire come me, che per un eccessivo amore delle proprie idee ho perso non uno, ma due treni con artisti di fama. E forse la cosa più importante è l'umiltà, rendersi conto che in giro c'è sempre qualcuno dal quale puoi imparare!

- Ti trovi maggiormente nel Fabrizio più vicino al blues delle radici o a quello più moderno?
- Senza il blues delle radici, non esisterebbero il 90% dei gruppi moderni; io mi sento vicino ad entrambi perché li amo entrambi!

- Alle sue origini il blues inizia come combinazione di culture differenti; sei d'accordo con questa affermazione e cosa pensi quando senti parlare di "blues", lo ritieni possibile ancora oggi ?
- Sì sono abbastanza d'accordo per quanto riguarda le origini. Oggi parlare di blues non è sempre facile! Molti puristi addetti ai lavori, sono molto critici verso gli artisti che interpretano o rivisitano classici in chiave moderna; mi spiego: oggi esistono molti chitarristi dotati di buonissima tecnica che applicata ad un fraseggio, fa storcere il naso ai suddetti! Personalmente penso che ognuno si esprima come meglio crede, l'importante è dare emozioni a chi ti ascolta! Qui sta il bello e il difficile!

- Nel clima attuale, c'è una grande riscoperta del blues delle radici, le operazioni di Eric Clapton soprattutto; ed un uso sempre più frequente di strumentazione semplice se non addirittura acustica. Ritieni che sia collegata (anche) ad una riscoperta del blues delle radici ed ai suoi valori?
- Senza dubbio Mr Clapton è a parer mio uno dei massimi interpreti del blues "alla vecchia", parliamo di un signore che ha fatto dei capolavori (from the cradle, unplugged, session for Robert Johnson per citarne alcuni!). Come ti dicevo prima, tutto parte da lì, senza leggende tipo Muddy Waters forse i Rolling Stones non sarebbero mai esistiti!! Molte band moderne si avvalgono molto spesso di musicisti che suonano strumenti "strani" e a volte i risultati sono sorprendenti; in ogni caso io penso che il blues delle radici abbia in qualche modo sempre un ruolo fondamentale in qualsiasi genere si affronti.

- Cosa pensi del cambiamento del mondo musicale ?
- E'inevitabile e giusto che tutto si evolva, quindi anche la musica cambia. Mi danno fastidio quelli che considerano il blues roba superata senza rendersi conto che le band più moderne e non solo al blues devono tutto! Potrei citarti molti esempi, ma rischierei di dilungarmi troppo. Spero di avere risposto alla tua domanda.

- Ah beh, direi di si, anche perchè ne parleremo ancora; qualche musicista che apprezzi in particolare ? Qualcuno che segui con interesse, anche Italiano.
- C'è un chitarrista gitano che ho visto suonare ad Umbria  jazz nel 1993: si chiama Stochelo Rosenberg. Sto ancora cercando il sonno che mi ha fatto perdere! Un mix di virtuosismo e feeling unici e all'epoca aveva solo 24 anni; mamma mia, una furia elegante! Io sono cresciuto a pane e Hendrix ma anche Django Reinardht, Jimmy Page e molti altri. Mi piace Pino Daniele specialmente la versione più vecchia: lui è un grande chitarrista.

- Delle esperienze degli ultimi anni quali ricordi maggiormente ?
- Un bel ricordo è la serata di apertura del concerto di Jamiroquai al foro italico:  bellissimo! Un palco enorme, 100.000 watt e la sorpresa di essere chiamato da lui a suonare al suo fianco; che tipo incredibile!! Poi tutti i festival blues ai quali ho partecipato. Ma la cosa che mi è rimasta più nel cuore sono i viaggi in furgone insieme a Pippo e Vince durante la tournee dalla Svizzera fino in Sicilia: non mi sono mai divertito così tanto in tutta la mia vita! Scriverci  un libro sarebbe il massimo e chissà, magari un giorno ...

- Impegni futuri ?
- Bella domanda! Vedremo!!!

- Elenco della strumentazione
- Facilissimo!! Fender Telecaster come se piovesse . Due National: un resolectric e una style 0. Per l'acustica una Godin. Ampli: Fender Hot road deluxe 40 watt, Fender twin amp 100 watt, un lombardi 50 watt e un Fender da 6 watt del 1969. Effetti compressore boss  e un blues driver sempre della boss.
 
- Ok, affrontiamo il disco ora, parliamo del progetto; rapporto con il gruppo e scelta dei componenti. Casuale, derivata dalle esperienze live o altro ancora ?
- Sicuramente, per degli ottimi risultati, il fattore umano è al primo posto: se all'interno di una band non regnano il buon umore e la collaborazione, le cose non andranno mai bene! Credimi, so quel che dico! Di certo serve un leader, qualcuno che si assuma la responsabilità di un sì o un no finale, dalla scelta del repertorio alle scalette per il live, agli arrangiamenti e tanto altro. Penso sia il ruolo più difficile. Far conciliare più personalità è un'ardua impresa: ci vuole tatto, intelligenza, essere stronzi quando serve!! In questa produzione sono presenti musicisti di varia estrazione; l'ossatura della band è chitarra, hammond, batteria e armonica. Non è stato difficile per me il compito di scegliere i componenti: con Pippo e Vince abbiamo fatto un casino di date e quando il mio progetto ha preso corpo la mia scelta è caduta automaticamente su di loro. Ho imparato tanto da questi due "vecchietti"! Personalmente devo tantissimo a Pippo Guarnera: è un musicista straordinario e un grande uomo. Quando faceva 500 date ogni due anni, io dovevo ancora nascere; ha un curriculum da paura! Le sue collaborazioni sono talmente tante ...  Per me è il miglior Hammondista attualmente in circolazione. Per chi non lo sapesse , Pippo ha fatto di recente un disco a suo nome, "SPINNIN' THE BLUES": ve lo consiglio caldamente!!

- Qualcuno tra i componenti del gruppo ti ha influenzato particolarmente o ha influenzato la stesura dei brani ? Hai scritto i brani pensando a qualcuno del gruppo, per es. Pippo Guarnera oppure i musicisti si sono messi al servizio del TUO progetto ?
- Quando sono entrato in studio avevo già le idee ben chiare sui brani da registrare. Non volevo peccare di presunzione così ho scelto di inserire qualche cover invece di proporre tutti brani miei. La track n°4 per esempio è un brano di Vince, un classico gig per l'organo Hammond dove chiaramente molto è concentrato su batteria e Hammond: lo stesso vale per la cover di Billie Holiday dove la voce di Cheryl la fa da padrona. Per il resto ho sommato la creatività dei singoli musicisti alle mie idee: quando hai la fortuna di avere dei musicisti del genere devi lasciarli suonare!! Per esempio Fred, il mio armonicista insostituibile, ha un rapporto carnale con l'Harmonica: in tutti i sensi lui è veramente un grande! E come canta!!

thrilling e gibson- Come è avvenuta, se c'è stata, la fase di adattamento reciproca?
- Qui hanno suonato tutti musicisti, ad eccezione di un brano, che con il blues ci vanno a letto e ci si alzano per tutta la vita! Quindi non c'è stata nessuna fase di adattamento: di tutti i brani è stata tenuta BUONA LA PRIMA!! per non perdere la magia creata dall'improvvisazione!! Per un gruppo è molto importante "il groove".

- Beh, mi sembra che lo abbiate trovato eccome; avete suonato dal vivo ? sovraincisioni ?
- Il groove lo abbiamo trovato subito inevitabilmente dopo moltissime date live! Le sovraincisioni riguardano chiaramente le ritmiche delle chitarre e le voci per il resto solo groove!!!!!

- Parliamo un po'dei brani ...
- Il disco apre con un mio personale pensiero narrato da Cheryl e dedicato al significato del Blues in generale, al rapporto morboso e carnale di amore e rabbia che suscita questa musica; poi si comincia con (THE WAILING OF THE BLUES) un delta dedicato agli schiavi che lavoravano nelle cotton farm voglio molto bene a questo pezzo per tanti motivi. Poi (THE MOJO IS GONE) scritto per Muddy Waters ho voluto far cantare questo brano a Fred che a parer mio ha interpretato benissimo. Poi si continua con un brano di Vince (ARE ARE) in una versione swing al fulmicotone. Il quinto brano è (GOD BLESS THE CHILD)  bellissima versione, siamo riusciti secondo me, a suonare un blues di rara bellezza e Cheryl è stata strepitosa! Poi si continua con uno strumentale di K. Burrell (CHITLIS CON CARNE) dove sembriamo veramente i NIGHTHAWKS dei bei tempi! Si continua con (BASS PLAYER BLUES) una canzone di Cheryl. Avevo pensato ad un arrangiamento chitarra e voce, ma quando lei ha cominciato a cantare, qualcosa mi ha detto che la chitarra sarebbe stata in più ed ho deciso di tenere il brano a cappella solo voce! La numero otto è un omaggio personalissimo a quello che io ritengo il padrino del blues R. Johnson (CROSS ROAD BLUES) Ho voluto fare una versione veramente incazzatissima tutta slide elettrico questa cover l'ho registrata più di tre  anni fa! Si prosegue con (BLUES FOR RAY) era inevitabile che io dedicassi un brano all'uomo al quale devo tutto! Qui devo assolutamente farmi i complimenti questo è uno slow di una bellezza che toglie il fiato veramente!! E Fred è stato magico! La numero dieci è (LIFE IS A MOVIE) non so immaginare un'altra definizione per quel che penso della vita in generale. I musicisti che mi hanno accompagnato per questa canzone, hanno poco a che fare con il blues all'infuori di Annamaria Toselli (LADY BLUES) con lei in duo abbiamo un progetto, (DOUBLE SHOCK) al quale tengo moltissimo! Personalmente ritengo Annamaria una musicista sensibilissima e preparata:  l'assolo di piano nel finale del pezzo parla!! L'undicesima (6:00 a.m.) è uno strumentale solo chitarra. Questo è il brano al quale tengo più di tutti semplicemente perché è dedicato, all'unica persona che mi è entrata dentro e per la quale farei di tutto. Il cd chiude con (MOODS) uno strumentale di Annamaria ... trentasette secondi carichi di emozioni.

- Quali sono stati i tuoi obbiettivi rispetto al tuo primo disco; hai cambiato un po' stile ... in generale sembri meno aggressivo e molto più raffinato anche; però ... o almeno c'è un però?
- L'obbiettivo è sempre quello di comunicare qualcosa trasmettendo emozioni. Il mio primo lavoro, devi pensare è stato registrato in un solo giorno. Più che un disco, era stato concepito come demo dimostrativo poi però, ci siamo accorti che non era tanto malaccio e con una piccola distribuzione, i risultati sono arrivati; belle recensioni su riviste e giornali specializzati del settore e parecchie date live. In quel periodo, il mio modo di suonare era molto sul rock-blues. Poca attenzione veniva data agli arrangiamenti non perché non lo reputassi importante, semplicemente perché era così che mi sentivo molto rock! Non rinnego niente, quel disco, (RAILWAY TO HELL) fa parte del mio percorso musicale e quando mi capita di riascoltarlo, sorrido e dico a me stesso: eri proprio fuori!! Lo stile non è cambiato sostanzialmente, ma la maturità artistica sì. Mi sento molto più in intimità con la mia chitarra e la raffinatezza è stata una conseguenza inevitabile poi metti il fatto di avere suonato negli ultimi anni con artisti di varia estrazione che mi hanno stimolato tantissimo ed il risultato è qui.

- Ci sono stati dei cambiamenti nella strumentazione usata dal live allo studio o le differenze di sonorità sono state causate dalla differente produzione?
- Per le chitarre nulla è cambiato all'infuori di una Gibson E 175 usata per God bless the child. Lì occorreva una sonorità molto jazz inerente al brano. Devo però fare gli elogi ad un amplificatore Lombardi che ho usato in studio per un paio di brani è veramente sorprendente. Io non sono solito ad usare pedaliere galattiche anche perché sono convinto, che per quel che suono io, quando hai un bel pulito e un bel distorto non ti occorre altro! Il discorso cambia quando entri in studio per una produzione diversa allora ok lì serve un muro di effetti che io non possiedo ma che all'occorrenza trovo!! Per il live chitarra, jack, ampli e soprattutto nervo!!

- In conseguenza di ciò, ti riconosci un "TUO" suono?
- Quelle virgolette le puoi togliere. ASSOLUTAMENTE SI!!

- Le parti del disco: la più bella, la più difficile, la più strana e la più brutta
- Ma porca ... ma che ti ho fatto di male!! Vediamo: la più bella è quella che mi è rimasta dentro. La più difficile non c'è. La più strana te la dirò un giorno. La più brutta dimmela tu!!

- Un pensiero in totale libertà
- Alla melodia non si comanda !

- Se vuoi aggiungere qualcosa ...
-  Si vorrei esprimere il mio sentito ringraziamento a Marco e Andrea Zanolini per avere creduto in me e per avermi lasciato libero di esprimermi come meglio credo senza nessun condizionamento, dettato da esigenze di mercato. Spero che questa collaborazioni sia solamente un inizio. Senza di loro, non sarebbe stato possibile rendere vero un piccolo sogno di un piccolissimo artista, grazie di cuore.

album fabrizio sauro
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