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L'influenza dei legni in un'elettrica

L'influenza dei legni in un'elettrica

<a href="http://people.accordo.it/users/Cordarotta">Cordarotta scrive</a>: Mi rifaccio a un intervento di Luca Villani, durante una discussione del 24 agosto sulla <a href="http://chitarre.accordo.it/articles/2011/08/56042/la-bistrattata-les-paul-studio-60-tribute.html">Les Paul Studio '60 Tribute</a>, perché vorrei fare luce su un paio di dubbi che mi sono venuti in seguito. Ecco ciò che veniva riportato.

di servizio_consulenza 13 SET 129
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La nota morta è un fenomeno dovuto al meccanismo di funzionamento delle chitarre solidbody che, oltre a essere molto differente (per certi versi opposto) da quello degli strumenti acustici, è anche diverso da come (ahimè) lo si continua a intendere nell'accezione comune.
Tu stesso, nell'articolo, hai scritto che il body della tua chitarra comincia "a vibrare che è un piacere": beh, questo non è affatto un pregio, di per sé, dal momento che il principio sul quale si basa l'impiego del legno solido al posto della cassa vuota è l'abbattimento delle risonanze acustiche allo scopo di lasciare la maggior quantità di energia vibrante possibile alle corde (che è ciò che esclusivamente i pickup utilizzano per generare il segnale).
Alle frequenze alle quali il corpo dello strumento vibra, invece, corrisponde proprio una sottrazione di energia uguale e contraria alle corde, alla quale si deve ciò che genericamente (in modo un po' approssimativo) chiamiamo "colorazione dei legni". Se queste frequenze sono troppe e la vibrazione è di entità elevata, la chitarra suonerà elettricamente poco incisiva e povera di armoniche, non il contrario.
La nota morta è un estremo di tale fenomeno, nei rari casi in cui un picco di sottrazione di energia si concentra particolarmente in un range di frequenze molto ristretto.

A pensarci, ma neanche tanto, risulta tutto molto logico e lineare. Io per primo ho sempre dato per scontato che quanto vale (in fatto di risonanza dei legni) per uno strumento acustico, vale pure per uno strumento elettrico, ritenendo che un pickup è in buona sostanza un microfono che capta vibrazioni non solo dalle espansioni polari ma anche dal retro, perché che il campo magnetico generato non è unidirezionale al 100%. Ora però ho un dubbio riguardo le chitarre elettriche hollow, semi hollow (con e senza blocco centrale) e solid body chambered. Le prime due tipologie vengono costruite nella maggior parte con multistrato, vuoi per economia su grande scala, vuoi per tenuta alla deformazione e anche per abbattere le risonanze tipiche dei legni masselli che possono innescare fischi vari, motivo per cui si è pensato di inserire blocchi centrali. Tuttavia sono chitarre che vibrano e hanno una cassa di risonanza che influenza in modo caratteristico (non in negativo) il suono captato dai trasduttori. Le solid body chambered, lasciando stare il discorso dell’alleggerimento, addirittura mi sembrano andare contro il principio ben argomentato da Luca Villani, dal quale si evince che in uno strumento elettrico virtualmente perfetto, qualsiasi cosa che vibra oltre le corde tese tra ponte e capotasto, sottrae energia e degrada il segnale che arriva ai pickup. Le mie considerazioni sono errate? Mi dispiacerebbe in futuro trovarmi a sostenere opinioni inesatte.

Risponde Luca Villani di I-SPIRA pickup: Per chiarire il mio pensiero vorrei prima puntualizzare che un pickup e un microfono sono due cose diverse non per mia opinione, ma per principio costruttivo. Il microfono converte le onde di pressione che si propagano fisicamente nell'aria in corrente elettrica (attraverso un elemento mobile, che è la membrana), il pickup genera una corrente in ragione delle perturbazioni del proprio campo magnetico, causate dal movimento esterno di un oggetto ferromagnetico (la corda, sia essa ricoperta in acciaio, nickel o bronzo, ma non il legno, la plastica o similari e nemmeno qualsiasi oggetto ferroso che non sia in rapido movimento all'interno delle linee del campo, quindi per certo nulla che possa trovarsi al di sotto del pickup) ed è un dispositivo privo di parti mobili sensibili alle vibrazioni dell'aria o degli oggetti (al di là di un'eventuale debole e qualitativamente infima capacità microfonica, che si cerca però di evitare il più possibile con l'accuratezza della costruzione e con la successiva paraffinatura).
Detto questo, una rapida occhiata alla fisica coinvolta nel meccanismo di produzione del suono delle due tipologie di strumento mostra chiaramente che chitarra acustica e solidbody non hanno molto a che spartire l'una con l'altra: semplificando al massimo, l'acustica crea il suono amplificando la vibrazione della corda tramite la tavola armonica e la cassa di risonanza, la solidbody genera il proprio segnale attraverso il rilevamento del movimento delle corde da parte dei pickup, che non amplificano nulla, ma semmai trasducono, cioè convertono l'energia meccanica della corda in una debolissima corrente elettrica alternata.
L'influenza degli elementi costruttivi della chitarra elettrica a corpo solido non va a interessare direttamente il pickup, ma può causare (non sempre e in misura molto difficile da stabilire a priori) alterazioni delle caratteristiche della vibrazione della corda in maniera mediata da ponte, capotasto (nel caso delle sole corde a vuoto) e tasti.
L'importanza di questa azione è data da quando e quanto essa sia in grado di condizionare le caratteristiche della vibrazione della corda. 
La corda è un elemento elastico di massa molto ridotta e la sua fragile energia è soggetta all'influenza sottrattiva da parte della grande massa rigida dello strumento.
L'integrità della vibrazione della corda è funzione inversa della capacità di interazione del supporto sul quale è ancorata: in altre parole, meno lo strumento interferisce con la corda e più ricca di sfumature e duratura è la sua vibrazione. Dal punto di vista teorico, quindi, una chitarra costruita in materiali perfettamente inerti a qualunque frequenza sarebbe semplicemente perfetta.
Nella pratica, però, questo non avviene e ogni soluzione storicamente adottata (Telecaster, Stratocaster, Les Paul, ecc.) è da sempre caratterizzata da una percentuale residua di assorbimento di alcune frequenze dello spettro, variabili in certa misura da strumento a strumento e dovute a complesse interazioni reciproche e imprevedibili tra tutti i componenti presenti al completamento della costruzione.
Proprio per questo, da un lato è praticamente impossibile isolare l'azione di questo o quel singolo elemento, essenza o sistema costruttivo, così come prevederla con regole schematiche, dall'altro la perfezione della chitarra ipotetica che citavo poc'anzi non corrisponde a nessuno dei suoni storici di riferimento ai quali siamo abituati da decenni. Per cui, nonostante la sua maggiore efficienza teorica, potrebbe paradossalmente essere giudicata all'atto pratico troppo artificiosa e non piacere a nessuno di noi. In questo quadro si inseriscono anche le solidbodies di tipo chambered, nelle quali l'influenza (comunque di modestissima entità, dato l'importante spessore restante del corpo) delle cavità certamente sottrae di certo qualcosa all'energia vibrante delle corde, ma evidentemente ciò avviene in regioni dello spettro la cui predominanza non è di per sé indispensabile per tutti noi al fine di giudicare il suono piacevole.

Risponde Andrea Ballarin di Manne guitars: Le corde della chitarre sono un sistema passivo. Loro vibrano e diversi fattori ne influenzano la vibrazione.
Nulla può aggiungere qualcosa, ma solo togliere. Non pernsiamo però che il togliere sia qualcosa di negativo (non è un deperimento), anzi è proprio quello che dona alla nostra chitarra il timbro che ci piace.
Questo molto in breve è il succo dell'argomento.
La sonorità della chitarra, ovvero la sua dinamica, come risponde al tuo modo di suonare, è dato proprio dalla sua costruzione e dai materiali con cui è costruita. Non è solo una questione di timbro, di frequenze, ma anche di compressione o meno dell'attacco e dello sviluppo delle note, che sono ciò che ci da più o meno sintonia con lo strumento.
Questa è la vera caratteristica propria dello stumento.
Il pickup è un trasduttore, ovvero è solo l'orecchio che ascolta la corda che suona: se non ti piace lo cambi. È il vestito ma non è la persona.

Risponde Marco di M.O.V.Guitars: Premetto che non intendo assolutamente commentare quanto detto dall'amico Luca ma, dato che l'argomento mi tocca da vicino, ti riporto quelle che sono le mie esperienze.
Il legno, cuore di qualsiasi strumento, determina la voce fondamentale dello strumento. Non a caso, già sulla carta, in base al tipo di legni usati, possiamo già determinarne con una buona approssimazione il timbro finale. 
Ogni legno ha delle caratteristiche sonore peculiari, un carattere che, come in una ricetta culinaria, va unito con sapienza agli altri sapori per trovare il giusto eqiuilibrio. Sappiamo che un legno molto denso è spesso molto pesante, che tende ad avere un grande sostegno della nota, ma che ha acusticamente poco volume (stiamo parlando di quel che succede a una solid body scollegata), che sarà un buon veicolo per la trasmissione delle frequenze più alte. I legni meno densi e leggeri invece tendono ad avere un minore sostegno della nota ma un maggiore volume acustico e tenderanno per loro natura a facilitare l'emissione delle frequenze più gravi. Ogni strumento quindi avrà dei legni che offriranno ovviamente delle caratteristiche uniche nella risposta sonora, ma sicuramente ben riconoscibili per le loro caratteristiche dominanti.
Ora però bisogna capire come viene, in tutto questo, influenzata la vibrazione della nostra corda. Infatti, quando la corda viene eccitata, si crea un'intensa vibrazione che attraverso i punti di contatto (tasti, capotasto e ponte) mette in movimento i legni del nostro strumento. Il legno influenza, col suo vibrare, il movimento della corda, modificandolo a sua volta. 
L'esempio che faccio sempre è quello di un sasso lanciato nello stagno, questo crea delle onde che si propagano dal centro verso l'esterno ma, arrivate alla sponda, sbattono e ritornano verso il centro, fino a formare un disegno confusamente ordinato. A volte capita che ci siano delle frequenze che non vengono emesse perché completamente assorbite da vibrazioni opposte del legno, altre che invece vengono enfatizzate, come ha spiegato Luca. Non credo ci siano strumenti immuni a questo fenomeno.
Quante volte ti saranno capitate delle recensioni di chitarre solid body dove la prima cosa che viene ascoltata è proprio la voce acustica della chitarra e delle caratteristiche che questa possiede, per verificare poi che quanto succede in acustico sia quello che viene riproposto in elettrico.
Le casse armoniche presenti nelle semiacustiche sono invece una cosa diversa, la loro funzione è di far sì che la massa d'aria al loro interno modifichi il modo di vibrare dei legni stessi della cassa e di conseguenza anche il modo di vibrazione delle corde. Ovviamente una chitarra dotata di cassa vibrerà di più di una solida e avrà più volume, ma non viene per questo compromesso il bel suono, anzi. Prova a pensare alla L5, è completamente vuota e monta due humbucker, non per questo è muta o priva di sustain.
In buona sostanza, possiamo prendere dei concetti assoluti, dei postulati, ragionare sui moti di vibrazione dei materiali e trovare il modo giusto per applicare i migliori concetti di fisica applicata, ma gli strumenti sono altro.
Il mondo è governato da una infinita e imponderabile catena di cause/effetto, da cui nulla si può sottrarre.
Imparare a distinguere l'interazione tra i materiali, per la densità, la quantità e la posizione, trovo sia l'aspetto più divertente e più difficile da affinare. In senso assoluto, non sono sbagliate le tue considerazioni, ma tutto è relativo.

chitarre elettriche liuteria

Link utili

  • I-SPIRA pickup
  • Manne guitars
  • M.O.V.Guitars



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