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Sognando la Fender economica
Sognando la Fender economica
di [user #15771] - pubblicato il

Di tanto in tanto gli amanti riscoprono un particolare modello da quattro soldi che "è meglio delle Americane". Alcune linee guida sulle principali serie rivalutate dai collezionisti possono aiutare a orientarsi nella selva di edizioni degli ultimi decenni.
Quanti, come me, hanno sognato di trovare dal rigattiere una ’54 senza corde, impolverata e nascosta dietro una miriade di carabattole? Non so il vostro, ma il mio sogno finisce che, con una cifra ridicola, porto a casa la mia numero uno ed è un incanto.
Dopo svariate delusioni nel mondo reale il sogno si trasforma in qualcosa di più realizzabile: trovare una buona Fender che suoni come si deve senza spendere una fortuna o meglio spendendo poco.
Le possibilità sembrano non mancare se abbassiamo il target e tralasciamo i pregiudizi, alcuni hanno preso, a loro tempo, una chitarra senza spendere molto e ora possono vantarsi di avere una Squier JV che compete ad armi pari con le americane. Gli esempi sono infiniti, tutti abbiamo conosciuto o abbiamo avuto una made in Mexico che sbaraglia le americane oppure una Squier che spazza via tutte le Messico (ma anche quelle di prima?). E le koreane poi? Quotazioni in crescita e manici da favola, non fanno rimpiangere nulla della produzione Fender, peso ok e botta giusta.

Comincio quindi ad approfondire e cerco davvero di tralasciare i pregiudizi, cerco di capire dov’è la vena d’oro, magari quella ancora non scoperta. Ci metto dentro tutto, compresa la produzione attuale Squier e valuto cosa si trova nell’usato, recensioni e opinioni anche su forum internazionali per non essere contagiato dalle mode del Bel Paese.
Più cerco di approfondire e più mi vengono dubbi, non appena ho una certezza ecco che subito entra in conflitto e smonta la certezza precedente.

Partiamo per esempio dal basso, dal primo gradino: Squier Bullet attuale (da non confondersi con quelle degli anni '80).
Non male la produzione moderna, pur rientrando nella fascia dei prodotti molto economici. Sembrano molto migliorate rispetto alla versione precedente che va evitata come la peste in quanto il body è in truciolare/multistrato.
Affermazioni tipo “prova a riavvitare il ponte su un truciolare, alla terza volta ti resta in mano” oppure “non potrà mai risuonare, non è legno!” trovano immediatamente il mio consenso o quantomeno le accolgo con benevolenza. Sono talmente ovvie e scontate da non poter essere messe in discussione.
Se andiamo a guardare bene, sembra che i body prodotti in Korea soprattutto nel mitico stabilimento Samick siano per la maggior parte fatti nello stesso modo. Mai uno che si sia lamentato di questo, anzi, se ne lodano i manici da favola e il peso giusto. Estremizzando, possiamo affermare che se il truciolo viene impastato in Korea è ok, se in Cina fa davvero schifo. Le quotazioni sul mercatino o le chiacchiere nei vari forum dicono più o meno questo.


Visto che siamo in argomento Korea, sembra che le Squier prodotte verso la fine degli '80 siano decisamente buone. Le quotazioni dell’usato tendono in questa direzione.
A partire dal seriale possiamo capire se vengono da Samick, da Cort ecc. La serie Pro Tone sembra sia stata dismessa in quanto in concorrenza diretta con la produzione americana.
A un certo punto è iniziata la produzione Fender in Corea, sembra sempre a causa della qualità ormai elevata degli strumenti prodotti. La linea Lite Ash esce di serie con manici birdeye e body in frassino leggero da far sbavare, come se non bastasse Seymour Duncan come se piovesse. La manna!

Cosa si dice allora di questa serie? Provate a cercare, spulciate e leggete quello che vi capita sottomano. Che idea mi sono fatto? Niente di che, buoni i pickup ma niente di entusiasmante, meglio risparmiare un attimo e buttarsi sulla serie Classic o Classic Player messicana, sembra addirittura che i manici non siano finiti benissimo, problemi di dress ai tasti. A voi le conclusioni.

Entriamo un attimino più in dettaglio, proviamoci almeno.
Sono un sostenitore della tesi che, in una solid body, il suono lo faccia in buona parte la componente elettrica. Sicuramente legni scadenti non aiutano, ma con buoni pickup e circuito decente si ottengono comunque buone sonorità. Non parlo di suonabilità ma di suono.
Se anche tu la pensi così, come fai ad accettare il fatto che tutte le Japan suonino bene? Hanno utilizzato tutti i pickup possibili sia in alnico sia ceramici. Possibile che suonino tutti bene? Sempre, indistintamente a prescindere dall’anno/materiale di produzione? Ma se guardiamo dentro una Stratocaster serie E giapponese e dentro una Bullet attuale troviamo la stessa economicissima componentistica, dagli switch ai pot ai pickup.

Concludo con una leggenda: si narra che verso la metà degli ottanta partirono navi dagli USA con legni e materiale vario nonché personale Fender per far partire gli stabilimenti giapponesi. Visto che manodopera e pezzi erano quelli, ecco svelato il mistero. Le prime Fender giapponesi sarebbero quindi a tutti gli effetti delle USA.
Se fosse vera, e magari lo è, sarebbe sensazionale: le chitarre della transumanza!
Ma la produzione di metà anni '80 non era tra le peggiori tra quelle made in USA? Avevano portato all’estero proprio il meglio e si erano tenuti in casa gli scarti?
Si dice la stessa cosa delle prime messicane, che fossero costruite con legnami e componentistica USA. Ma come mai nessuno cerca le prime serie made in Mexico?
Stavolta si sono fatti furbi e a Ensenada hanno mandato gli scarti e si sono tenuti il meglio per il mercato più nobile?

Non vado oltre per non diventare noioso, l’idea che mi sono fatto è che non ci sono regole certe, che a prescindere da provenienza, periodo e prezzo, gli strumenti vanno provati e che non necessariamente il prezzo rispecchia il reale valore dello strumento, quantomeno rimanendo nella fascia di prezzo medio bassa.
chitarre elettriche fender squier
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