La difficile educazione delle fanciulle
I chitarristi sono soliti dare una connotazione umana ai propri strumenti. Le chitarre diventano donne, ragazze, bambine. Forse un altro musicista non potrebbe dire lo stesso, ma persino la valvola ha una chiara identità, in questo senso.
Praticamente le colloca senza indugi in quello che noi, al di là di ogni becero maschilismo, vogliamo definire sesso debole, al contrario di quanto forse farebbe con un voluminoso contrabasso o un arcigno sax baritono - strumenti di un fascino senza uguali - e ha tutte le ragioni perché la chitarra sicuramente è femmina.
È femmina, ma non è donna matura, bensì una ragazza snella, spesso vestita con i colori del cielo e adornata di sobri luccichii proprio a quel modo che, una volta scelta, ci accompagna quasi per la vita e un qualunque divorzio da essa, anche se necessario, ci lascia dentro un incredibile senso di vuoto e un'amarezza senza fine.

Le valvole invece -altri oggetti intriganti senza i quali molte di quelle flessuose ragazze non riuscirebbero a esprimersi- sono, quando ne entriamo in possesso, molto più immature nei comportamenti, tanto da dover essere guidate ed educate con attenzione e sentimento per lenire le numerose asperità di un carattere a volte troppo ribelle e, comunque, difficilmente controllabile.
Oggetti gradevoli e fascinosi dunque, con la peculiarità di evidenti trasparenze che ne mettono a nudo pregi e difetti, permettendo una valutazione nell'immediato delle prestazioni che forniranno nell'ambito di un insieme e della qualità di modulazione che sapranno offrire a un pubblico critico e attento.
Definite comunemente con un sostantivo di genere femminile, sono anch'esse collocabili nella sfera del gentil sesso, forse per l'eccessiva fragilità del bulbo o per la delicatezza dei sottili filamenti interni che descrivono ampie volute e perfette spirali attorno a impalpabili lamine di metallo nobile, ben visibili, nonostante l'evidente gibbosità del vetro e messe in evidenza dalla tenue lucina che da sempre le caratterizza.
Femmine dunque - la definizione rimane una mia libertà del tutto arbitraria che vi prego di non giudicare - ma non donne e neppure ragazze, ma soltanto fanciulle, anche se con un loro carattere già affermato e presente che non riescono tuttavia a esternare se non si provvede a educarle nel modo giusto inserendole in un ambiente consono alle loro esigenze e ai loro limiti.
I pochi lettori che sicuramente leggeranno svogliatamente questo scritto sicuramente inneggeranno a una sopravvenuta follia del vecchio Gwynnett forse per l'età o per un certo isolamento proprio di musicisti e autocostruttori, ma vi assicuro che è solamente il desiderio incessante di umanizzare anche quello che umano non è, attraverso emozioni e piacevoli sensazioni molto simili a quelle dei bambini che ascoltano attenti una bella favola e poi si addormentano felici.
Ciao.
Bellissimo articolo!
Ciao e occhio a non fare danni con il ......condensatore! (:-DDD)
Ciao.
Le mie ragazze si sono emozionate, e i muliebri bulbi del prezioso TheGwyn sono un po' più rossi del solito.
Le capisco: avere un tale ammiratore non è cosa comune.
Ci sono chiari segni di andamento epidemico.
Su "The Gwynn" c'erano virus della EPDS (Elderly Poetic Delirium Syndrome), malattia antichissima, già citata nel "De deliriis veterum" di Quinto Orazio Valvola?
Indovinate cosa io abbia scelto ?
Ora, e già da tempo , sto in pace con le mie
affascinanti chitarre, stupende e fidate ...
si fanno toccare solamente da me ...
inoltre non sono monogame ...
e che goduria ...
In quanto alle valvole ... se ne stanno pazienti
nella loro tana, in quel Mesa Boogie che fa bella mostra di sè
nella mia camera da letto ed anche loro ... dormono con me,
senza nessuno che mi dica :- " porta quella robaccia in cantina " ....
molte chitarre si esprimono servendosi delle valvole e non solo ma rimangono oggetti se pure meravigliosi ed amabilissimi,
una donna non ha bisogno di nulla per esprimersi, la morbidezza di forme e di pensiero le appartiene da sempre insieme con un innato senso estetico e tutte le sue manifestazioni inneggiano al vezzoso e al delicato
ormai da una vita pratico con chitarre, valvole e affini e devo dire che veramente mi emozionano ma solo fino a quando non vi si sovrappongano occhi profondi e labbra magnificamente dipinte
Scherzi a parte (mica tanto!) un articolo stupendo e vero, piacevolissimo da leggere!
valvole e chitarre si esprimono, si fanno apprezzare, ci comunicano gioia, spesso rivelano la nostra genialità, quasi sempre ci appagano,
ma non trepidano, non piangono, non amano, non si emozionano per piccoli gesti quali il porgere una rosa maliziosa o un gioiello lucente