Marty Adam Friedman nacque a Washington DC l'8 Dicembre 1962, è un virtuoso che ai suoi tempi ha riscosso grande successo, ma come molti altri grandi chitarristi oggi non lo sento più nominare. Friedman ha suonato in gruppi come Cacophony (dal 1986 al 1988) e Megadeth (dal 1989 al 1999). Come tanti grandi chitarristi, Friedman cominciò a suonare da autodidatta e, come lui stesso racconta, a quei tempi emulava il chitarrista dei Kiss, ovvero Ace Frehley. Ancora in età adolescenziale conobbe Tom Gattis e insieme formarono il gruppo Deuce. La band tentò di produrre un disco, ma alla fine uscirono fuori solo due demo.
Nel 1986 Friedman si trasferì a San Francisco, dove conobbe il giovane Jason Becker, che non aveva molta esperienza musicale ma nel quale Friedman vide molto talento (e che talento). Così i due diedero vita ai Cacophony e si preparavano all'incisione di un disco.
In quei tempi era da poco nata Shrapnel Records e loro conobbero il propretario Mike Varney, che si interessava molto di produzioni virtuosistiche, così nel 1987 la band incise l'album Speed Metal Symphony. È difficile definire lo stile del disco: dentro c'è musica classica, giapponese e anche altre influenze, ma divenne un lavoro di fondamentale importanza per lo stile virtuosistico.

Marty Friedman: un illustre nel silenzio

Nel 1989, dopo che il chitarrista dei pantera Dimebag Darrell ebbe rifiutato l'offerta di Dave Mustaine, fondatore dei Megadeth, Friedman abbandonò la carriera da solista e decise di aggregarsi al famoso gruppo statunitense. Incisero il primo disco insieme, ovvero Rust In Peace, che è uno degli album storici del Thrash Metal.
Friedman instaurò un rapporto di amicizia con il batterista Nick Menza, che lo ha accompagnato in diversi dischi. Dopo incisioni come Countdown To Extinction e Youthanasia, Friedman realizzò che era ora di lasciare la band per concentrarsi su altre sonorità. Il chitarrista decise di non partecipare al tour Risk, mandando su tutte le furie Mustaine, il quale fu costretto a chiamare il secondo chitarrista Al Pitrelli che, non conoscendo a fondo le canzoni, contribuì a quella che viene ricordata come una delle peggiori esibizioni della band.
Anche quando Friedman cercò di recuperare i rapporti, Mustaine lo tenne a distanza anche perché convinto che il chitarrista avesse intenzione di far virare lo stile della band verso sonorità alternative rock.

Marty Friedman: un illustre nel silenzio

Oggi Friedman vive in Giappone e ha pubblicato diversi album con alcune innovazioni, ma che poi lo portano inevitabilmente alle sue radici. I suoi ultimi album sono:
Music for Speeding (2003)
Loudspeaker (2006)
Tokyo Jukebox (2009)
Bad DNA (2010)
Tokyo Jukebox 2 (2011).