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Johnny Smith e il trasformismo

Johnny Smith e il trasformismo

<img src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/35479/600x0/00/t_ristampa.jpg" alt="Ristampa"><i>NdR: Nel novembre 2002 l'accordiano DOC Giovanni Ghiazza propose un'interessante articolo sulla Guild Johnny Smith Award, chitarra di cui è felice proprietario, ponendosi alcune domande sui curiosi rapporti tra mr. Johnny Smith, vero trasformista dell'endorsement, e cinque nomi del calibro (in ordine cronologico) di D'Angelico, Guild, Gibson, Benedetto, Fender, tutti coinvolti - prima o poi - con Johnny Smith. Un primato che difficilmente verrà superato e una lettura piacevole che riproponiamo nella consueta rassegna di ristampe di qualità da Accordo che fu.</i>

di Giovanni Ghiazza 08 AGO 10
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Chi lo avrebbe mai detto che il trasformismo, usanza diffusa in politica, si potesse trovare anche tra le nostre beneamate sei corde? Ebbene sì. Ed i marchi coinvolti sono di massimo livello: D'Angelico, Guild, Gibson, Benedetto, Fender. Gli ingredienti della storia sono proprio stuzzicanti. L'altro giorno in ufficio, in un momento di pausa, sono andato a visitare il sito internet di Guild. Nella sezione "Benedetto signature models" vengo a conoscenza dellla resurrezione della "Johnny Smith Award", arch-top di massimo livello che fino a poco tempo fa portava il nome di "Artist Award". Queste le date e lo sviluppo della vicenda...

25 giugno 1922
A Birmingham nasce John Henry Smith, che negli anni cinquanta assurgerà alla ribalta quale chitarrista con il diminutivo Johnny Smith.

1952
All'età di trent'anni, dopo trascorsi musicali nelle forze armate USA nel periodo bellico, il nostro J.S. registra la memorabile "Moonlight in Vermont" assieme al sassofonista Stan Getz. L'album ottiene un notevole successo. Utilizza una chitarra D'Angelico Excel Cutaway 1000.

1954
I lettori del periodico Down Beat votano J.S. quale 'best guitarist' dell'anno. E' chiara fama! Negli anni seguenti il nostro J.S. non riesce però a ripetersi e dopo il 1960 si ritira 'virtualmente' dalla scena.

1956
Guild, all'epoca guidata da Al Dronge, sigla un accordo di collaborazione con J.S. per la produzione di una arch-top di alto livello. J.S. dichiarò di aver chiesto una chitarra 'che uguagli o sorpassi la qualità della D'Angelico che suonavo in quei tempi'. Nasce così la Guild 'Johnny Smith Award'. Egli però non la usò nelle sue esecuzioni a causa di un attrito con Dronge circa il metodo di realizzazione della spalla mancante, anche se, per sua stessa ammissione, il particolare non aveva effetti sull'acustica e sulla suonabilità dello strumento.

1960
J.S. sposta l'endorsement su Gibson, che dal 1961 mette in listino la 'Johnny Smith'. Guild mantiene in produzione il modello rinominandolo 'Artist Award Model'.

1989
Gibson toglie dalla produzione la 'Johnny Smith'. Guild prosegue invece con la sua Artist Award Model.

1995, novembre
Fender Musical Instrument Co. acquista la Guild, per entrare in segmenti di mercato dove il suo marchio era ed è assolutamente debole (acustiche folk, arch-top jazz).

1999, 10 marzo
Il rinomato liutaio Bob Benedetto stipula con Guild un 'Design and consultant agreement'. L'azienda lo propone quale 'il successore di D'Angelico e D'Aquisto'. Inserisce in listino, in piena politica Fender, alcuni modelli 'signature' tra i quali la Artist Award Model.

2002
La 'Artist Award Model' torna a chiamarsi 'Johnny Smith Award' con l'extra 'Benedetto signature'. 

Durante i quarantacinque anni di vita il modello, pur nelle sue diverse paternità, ha subito poche e modestissime variazioni, ritengo di principale valenza estetica, mantenendo l'impostazione di base di John D'Angelico: cassa da 17' profonda 3', piano armonico in abete 'carved', catenatura 'X', fasce e fondo in acero, tastiera in ebano, spalla mancante arrotondata, scala 25', mini humbucking sospeso con solo il controllo di volume montato sul battipenna.

A questo punto le riflessioni che propongo sono:

  1. Chi è Johnny Smith per un chitarrista, anche non più giovanissimo, dei giorni nostri? Quanti hanno ascoltato su un disco Johnny Smith (io no)?
  2. A fini commerciali il marketing Fender ha messo a punto la seguente ricetta, già collaudata con le sue Strato e Tele: riedizione con specifiche 'di allora' più 'firma' ... qui addirittura doppia! Mi viene da pensare che lo strumento sia al top, quindi non migliorabile nelle sue caratteristiche acustiche, funzionali ed estetiche, e quindi, non avendo nulla di più concreto da giocare, Fender si avvalga dell'effetto psicologico della 'firma di garanzia'. Le vendite di tale tipologia di strumento risentono secondo me di un prezzo elevato, anche se giustificato, che ne limita la diffusione, e della concorrenza del mercato dell'usato dove si trovano le medesime chitarre 'mint' a meno della metà del nuovo.
  3. Perché John D'Angelico non ha avuto bisogno di endorsement? E neanche il suo allievo e successore Jimmy D'Aquisto? (questione di essere e non solo apparire?)
  4. Dobbiamo riconoscere a Johnny Smith il merito del floating pick-up, che consente di mantenere inalterate le caratteristiche acustiche della chitarra? O era, come penso, usanza comune in quegli anni aggiungere un pick-up sulla propria acustica, sospendendolo alla fine della tastiera?

Infine, quale felicissimo possessore di una Guild Artist Award 'normale' (è uno strumento fantastico! Imperdibile!), ho un nuovo sogno, che credo proprio rimarrà tale: avere da spupazzare per una mezza giornata le Johnny Smith delle diverse paternità: D'Angelico, Gibson, Guild/Dronge, Guild/Benedetto ... per veder di nascosto l'effetto che fa!

Good vibrations only!

Fonti:

  • G. Gruhn 'Gruhn's guide to vintage guitars' ' ed. Miller Freeman
  • G. Gruhn & W. Carter 'Acoustic guitars' - ed. Miller Freeman
  • H. Gregory '1000 great guitarists' - ed. Miller Freeman
  • H. Moust 'The Guild guitar book' ' ed. Hal Leonard
  • www.guildguitars.com
chitarre semiacustiche johnny smith



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