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Arrogantia Pandora Vendetta 24 HH Trem: non omologarsi e vivere felici
Arrogantia Pandora Vendetta 24 HH Trem: non omologarsi e vivere felici
di [user #48220] - pubblicato il

Affidarsi a un artigiano è un rischio, ma la soddisfazione è garantita quando un chitarrista dalle idee chiare incontra una realtà ambiziosa come Arrogantia.
Tutto è cominciato con un articolo di giornale inviatomi via email da un amico. Oggetto dell'email: "Guarda un po' questa..."
Nell'articolo in questione si parlava di una persona coraggiosa (soprattutto di questi tempi) che, perso il proprio lavoro, aveva deciso di prendere il toro per le corna, mettere a frutto vent'anni di esperienza nella costruzione di chitarre elettriche e aprire il proprio laboratorio di liuteria. In Italia. Nel 2016 o giù di lì. Un prodotto originale e artigianale. Un coraggioso pazzo, ho pensato leggendo l'articolo.
Quella persona era Emanuele Chiarlone e, a quel tempo, non potevo immaginare né che gli avrei commissionato uno strumento né che saremmo diventati ottimi amici (cose che succedono quando si condivide la passione di una vita). Al di là del profondo inchino per la capacità di correre consapevolmente dei rischi, quel che mi aveva colpito parecchio era l'originalità dello strumento unita all'incredibile cura dei dettagli e all'impatto del marchio: Arrogantia.
Non ci sono dubbi: una cosa del genere non lascia spazio alle vie di mezzo. La cosa incredibile è che poi Emanuele è una persona umilissima e disponibile, ben disposta all'ascolto delle altrui opinioni, aperta. Tutto l'esatto contrario dell'arrogante, ma il nome che ha scelto per il suo progetto riassume in un'unica parola - che va intesa nel senso più positivo possibile del termine - tutta la sua filosofia: ho fatto delle scelte ben precise, con delle motivazioni ben precise, e queste scelte sono confluite nel mio progetto. Se la filosofia di questo progetto fa per te, sei il benvenuto. Altrimenti sei il benvenuto lo stesso, ma il mondo è pieno zeppo di altre chitarre.

Arrogantia Pandora Vendetta 24 HH Trem: non omologarsi e vivere felici

In oltre 34 anni con una chitarra addosso, ne ho conosciuti di liutai italiani davvero in gamba, alcuni sono diventati amici (a partire da uno che di liuteria elettrica ne capisce, cioè quel Galeazzo Frudua i cui strumenti ancora affascinano parecchio e che mi ha insegnato molto a proposito del prendersene cura). Eppure questo non è bastato a farmi fare quel salto, dalla sicurezza delle forme e delle soluzioni conosciute verso l'ignoto senza rete (o quasi). Poi ho incontrato Emanuele, ci siamo scritti, abbiamo parlato a lungo, gli ho spiegato perché il suo progetto mi piace e cosa volevo trovare nel MIO strumento, così il progetto ha preso forma: quando le cose procedono spedite, vuol dire che la scelta è giusta.

Ho deciso di sacrificare uno strumento di pregio (che suono poco e niente) per avere il budget necessario e ho commissionato a Emanuele la mia Arrogantia: una Pandora con doppio humbucker, tastiera a doppia ottava e tutta una serie di altre opzioni per le quali ricordo bene di avergli detto "ricordati che alla fine tu mi odierai". Quello che volevo ottenere era una singola chitarra che contenesse il più possibile le caratteristiche di tutti gli strumenti che ho avuto, che ancora possiedo e soprattutto che suono (di quelli che non suono, cosa me ne faccio?): Fender Stratocaster e Telecaster, Gibson SG e Les Paul, Ibanez RG, Kramer Baretta, PRS e chissà che altro.
Una follia? Può essere, ma almeno dal mio punto di vista penso che ci siamo riusciti.

La base di partenza è proprio la Pandora oggetto dell'articolo di Accordo e del test di Michele Quaini: quando Ema ha realizzato la Pandora mi ha dato il colpo di grazia perché le sue proporzioni mi sono congeniali. A questa già ottima base di partenza, un po' per scelta e un po' per colpi di fortuna (o sfortuna, nel caso di Emanuele che ha poi dovuto fare il lavoro), si sono aggiunte una serie di cose che, nel loro insieme, hanno prodotto il gioiello che mi sono portato a casa.

Arrogantia Pandora Vendetta 24 HH Trem: non omologarsi e vivere felici

Vediamole più in dettaglio.
Body in unico pezzo di padouk stagionato 27 anni: non c'è una sola goccia di umidità in questo legno, l'igrometro non la rileva nemmeno. Questo ciocco di legno è "colpa" del papà di Ema, che lo ha reperito presso una falegnameria locale e "colpa" anche di Ema, che lo ha lasciato in bella vista il giorno che sono andato a trovarlo. "Quello cos'è?", ho chiesto. "È padouk", ha risposto. "Ora sono c...i tuoi" ho concluso, e così è stato.
Cosa gli sia costato lavorarlo (fa una polvere rossa micidiale che macchia come vernice e che non è esattamente salutare da respirare) e verniciarlo/lucidarlo (ha pori piuttosto aperti e si beve la vernice), lo sa solo Ema. La realtà è che le chitarre di padouk che si vedono in giro, molto spesso, non hanno un top in acero incollato sopra e sono quasi sempre finite a olio o simile, a poro aperto. Qui non ci siamo fatti mancare niente. Soprattutto i moccoli.

Top in acero marezzato bookmatched, verniciato talmente bene che la linea di giunzione la si deve cercare con la lente di ingrandimento.

Manico in acero marezzato tagliato di quarto con tastiera incassata in ebano africano a doppia ottava e segnatasti dot.

Per i tasti ho colto lo spunto datomi da un amico che vive a Tokio e ha un liutaio giapponese pazzo: ho scelto dei Jescar EVO Gold in lega di rame e credo ottone. Sono bellissimi da vedere (dorati) e la loro durezza/resistenza all'usura è intermedia tra i tasti tradizionali in nickel/argento e gli stainless steel (che trovo eccessivamente brillanti). Per mettere la ciliegina sulla torta, ho chiesto dei jumbo per la prima ottava e dei narrow jumbo per la seconda. Con una tastiera a scala corta (che si fa apprezzare da morire) e a doppia ottava, i narrow nella seconda ottava si sono rivelati un'ottima idea, soprattutto per uno che ha le mani grandi come le mie e alle volte pena un po' nelle zone alte della tastiera. La sonorità resta molto calda e rotonda, bella definita e precisa e senza alcun eccesso di brillantezza.

Arrogantia Pandora Vendetta 24 HH Trem: non omologarsi e vivere felici

Hardware Schaller completamente dorato (scelta obbligatoria visti i tasti, volendo evitare contrasti cromatici tipo pugno in un occhio). Ottime le meccaniche bloccanti, strepitoso il ponte Vintage, praticamente tutti i pregi del Floyd Rose uniti alla maneggevolezza di un ponte tradizionale a sei sellette.

Per i pickup nessun dubbio, ho scelto MAMA. Come ho detto personalmente a Claudio Malerba, hanno fatto un salto qualitativo spaventoso negli anni. Su sua indicazione (e ci ha azzeccato, in base alle sonorità che andavo cercando e alle caratteristiche dello strumento) mi sono orientato sullo strepitoso Exploder Custom per il ponte e su un ottimo Tex Fire per il manico, entrambi in Alnico5 ed entrambi della loro serie OMNIA. Personalmente, non ho mai sentito degli humbucker splittarsi in single coil in questo modo. Non sono degli humbucker dimezzati, sono dei veri singoli, senza cali drastici di volume, senza perdita di ciccia e senza sacrificio di frequenze. Valgono ogni centesimo. In full humbucker sono perfetti: aggressivi, dinamici, definiti (il matrimonio col padouk è riuscito), caldi e mai e poi mai eccessivi. Si ripuliscono col volume in modo strepitoso.

Emanuele usa esclusivamente battipenna custom fatti da Silvano Pulice di Battipenna.it e la mia Pandora non fa ovviamente eccezione. Ho scelto un bel tartarugato scuro su cui Silvano ha magistralmente inciso il kanji "chikara", che significa precisamente Forza, intesa come forza interiore, perseveranza, resilienza, caparbietà. Non credo si potesse trovare di meglio per esprimere, con la sua semplicità elegante, il concetto alla base di questo progetto.

Da un punto di vista puramente fisico e meccanico, la chitarra risulta un capolavoro di ergonomia e comodità.
Di legno ce n'è in abbondanza, è più spessa e massiccia di una Les Paul, non ci sono camere tonali eppure il peso resta molto più che accettabile (4 kg).
Le smussature ricavate nel body per il corpo e l'avambraccio destro permettono di suonarla da seduti come se si fosse in piedi e viceversa e si può andare avanti per ore, perché non si avverte alcuna fatica. Sembra quasi di non averla addosso, eppure il legno è ben tangibile.
Il manico è un altro elemento la cui presenza è tutt'altro che trascurabile, eppure è di una comodità estrema e la scala corta si fa veramente apprezzare alla grande, soprattutto con la tastiera a doppia ottava.
Lo Schaller Vintage lavora benissimo, morbido, preciso, sensibile alla minima sollecitazione e, grazie alla combinazione con le meccaniche bloccanti, il capotasto in TUSQ ben sagomato e lo zero fret, la chitarra resta sempre accordata e perfettamente intonata, anche dopo venti minuti di dive bomb.

Arrogantia Pandora Vendetta 24 HH Trem: non omologarsi e vivere felici

Dire che tutta 'sta roba messa insieme suona benissimo è ovvio e banale, ma è così: suona benissimo.
Il sustain generale è tantissimo, l'attacco micidiale e i bassi sono i più fermi e controllati che abbia mai sperimentato (e ce ne sono di bassi qui). Armonici ovunque come se piovesse. La prossima settimana potrò provarla in un contesto di gruppo, per cui potrò avere conferma di una precisa impressione: questo strumento ha tutte le carte in regola per bucare qualsiasi mix. Il set di pickup MAMA rende piena giustizia allo strumento e le combinazioni possibili permettono una notevole versatilità: col selettore in posizione centrale (ponte+manico) e la possibilità di scegliere se splittare il pickup al ponte o quello al manico, si possono ottenere sfumature tutte validissime (tra cui un suono tipo Telecaster con singolo al ponte e humbucker al manico).
Le sonorità di questo strumento non sono immediatamente riconducibili a questo o a quello poiché le sue caratteristiche costruttive ne fanno una chitarra con una sua precisa e spiccata personalità e questo, ovviamente, si riflette sui suoi suoni. I pickup fanno un lavoro eccellente, non si impongono mai e lasciano che lo strumento restituisca al 100% tutto ciò che riceve, nel bene e nel male (una chitarra senza pietà, che non fa sconti di pena: se cappelli, si sente di brutto).
Qualcuno potrà ritenerlo un difetto, ma io penso sia l'esatto contrario: non volevo una chitarra strana che suonasse come una Stratocaster o come una Les Paul: quelle chitarre le ho già, che me ne sarei fatto? Volevo uno strumento ergonomico che avesse i suoni che ho in mente ma che li restituisse a modo suo ed è esattamente quello che ho avuto.

A questo proposito, tuttavia, le parole servono a poco ed è meglio lasciar parlare un video: abbiamo fatto qualche ripresa al volo in laboratorio, per cui perdonate la qualità e soprattutto le innumerevoli cappelle esecutive.
È tutto molto genuino e casareccio, al volo e buona la prima: la cosa importante è che si senta come suona questo strumento, o meglio che si sentano alcuni dei modi in cui può suonare. A casa la collego a un rack composto da Marshall JMP1, Alesis Quadraverb GT e Marshall Valvestate 8008 su cassa Blackstar 2x12 e il dettaglio degli effetti come chorus e delay è impressionante, non escono così con nessun'altra delle mie chitarre!
Per il setup, niente di esoterico: testata Blackstar HT-5 Metal (canale clean) con cassa Blackstar 1x12, pedaliera Boss GT-1, un Boss DS-2 e un MXR Carbon Copy. Niente altro, tutte cose di comune reperibilità e dal costo contenuto.



Sono veramente soddisfatto di questa scelta: ho deciso di correre un rischio e mi ritengo premiato. Ci si mette pochissimo a familiarizzare con questo strumento, ma non per questo si può dire che sia una chitarra facile. Ha un carattere tutto suo, bisogna imparare come vuole essere suonata, assecondarla. E lei ricambia.
Non è uno strumento banale né per tutti. Bisogna avere le idee molto, molto chiare su ciò che si vuole quando si decide di farsi realizzare uno strumento su misura. Se uno ha in mente il momento in cui rivenderà e quanto potrebbe ricavare, sta già sbagliando l'inizio. E poi, naturalmente, occorre incontrare la persona giusta col progetto giusto, con cui stabilire in primis un rapporto di reciproco rispetto e collaborazione, che vada al di là degli aspetti che legano un cliente a un produttore (ci sono anche quelli, ci mancherebbe). Alla fine, se tutto procede come si deve, bisogna essere felici e soddisfatti in due. E qui direi che ci siamo riusciti e anche alla grande. Consiglio a chiunque si sia liberato/a dal paraocchi e dal paraorecchie e voglia sperimentare strumenti davvero fuori dal comune di farsi un bel giro nel laboratorio di Emanuele, per conoscerlo e per provare i suoi prodotti. Le possibilità di personalizzazione, se ragionevoli, argomentate e condivise, sono moltissime: mi viene sempre in mente il paragone con un abito di alta sartoria, che deve calzarti a pennello perché tu voglia indossarlo per anni e anni. Se potete andate a provare con mano e orecchie, Perché è del tutto inutile parlare se prima non ci si è fatti un'idea oggettiva delle cose.
arrogantia chitarre elettriche gli articoli dei lettori pandora
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Commenti
di qualunquemente1967 [user #39296] - commento del 14/04/2018 ore 14:26:18
Strumento interessante ... Arrogantia pandora vendetta ? Veramente orribile il nome 👎
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 14/04/2018 ore 15:35:02
:) In realtà il nome del modello è Pandora e basta, Arrogantia il marchio. Vendetta è solo il "soprannome" che abbiamo dato alla mia, per ragioni che sono qui del tutto irrilevanti. Nome a parte, posso confermare che lo strumento è interessante per davvero.
Rispondi
di Tubes [user #15838] - commento del 14/04/2018 ore 14:34:12
Ciao,
faccio subito una premessa ; la chitarra non è bella . E' bellissima .
La cura dei particolari è massima, non riesco a trovare un difetto . Purtroppo ho un problema all'audio del pc e per adesso non posso sentirla, ma non dubito che suoni da Dio . Però nella recensione vedo che qui e lì ti metti sulla difensiva, cercando di portarci dal punto di vista, che non è la rivendibilità dello strumento il focus di una chitarra di pregio, che non bisogna omologarsi alla moda imperante, ecc. ecc. Tuttavia, anche tu hai chiesto nelle specifiche all'atto dell'ordine che la tua nuova chitarra suonasse in quelle maniere lì, cioè richiamando e possibilmente migliorando i grandi classici . Questo è il punto di vista che nel mio caso mi ha, fino ad adesso, tenuto lontano dalle chitarre di liuteria, e sì che ne ho spesi di soldi sugli strumenti . Il fatto è che se voglio uno Stratocaster, cerco di comprami una Stratocaster e possibilmente una di quelle buone, provandone e riprovandone fino a quando non la trovo . Idem per una Gibson . Se voglio una Martin, non me la sento di andare da un liutaio e dirgli di costruirmi una chitarra che suoni da Martin, vado in negozio e prendo l'originale . E, soprattutto, visto che per scelte di vita e professionali non lo sono, per tutto ciò non mi sento di essere considerato un omologato, uno che fa parte della massa . E' semplicemente perchè se certi brand rappresentano il mito è perchè il mito lo hanno contribuito a creare con le loro opere e con gli artisti che hanno utilizzato certi marchi . La chitarra di liuteria deve allora rappresentare una grande novità e chi ci si accosta deve avere il coraggio di sperimentarla . Per adesso a me piace suonare su strumenti che,seppur in maniera industriale, siano prodotti nei luoghi e nelle forme che hanno generato l'immaginario chitarristico nel quale sono cresciuto . Per il resto, grandissima stima per la professionalità di questi artigiani italiani, e tanto lavoro per loro considerato questi prodotti magnifici usciti dalle loro mani .
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 14/04/2018 ore 15:45:51
La mia intenzione non era quella di voler criticare a prescindere le scelte altrui, mi spiace aver dato questa impressione. In realtà non ero nemmeno sulla difensiva. Volevo solo cercare di spiegare il (mio) punto di vista e le ragioni che mi hanno convinto a fare questo passo. E credo sia importante sapere se è davvero ciò che si vuole, per evitare più che altro di buttare via del denaro e restare delusi. Emanuele poi non fa mistero del fatto di avere concepito il suo progetto proprio a partire dai punti di forza di tutti gli strumenti che hanno fatto la Storia della chitarra elettrica nel tempo. E io, partendo da questa base, ho però voluto qualcosa che si distinguesse nettamente da tutta una serie di altri strumenti che ho (Strato, Les Paul, SG, Ibanez RG, PRS e via dicendo), pur facendomi ritrovare i pregi innegabili di ciascuno di essi in una chitarra sola. L'invito indiretto a non omologarsi, se si sente l'esigenza di uno strumento artigianale, è più che altro un invito ad avere il coraggio di farlo...ma dopo essersi chiariti le idee, come dicevo sopra. :) Dopodichè, ci mancherebbe, ciascuno fa le sue proprie rispettabilissime scelte sulle quali nessuno è in diritto di sindacare. Ciao!
Rispondi
di Floyd [user #143] - commento del 14/04/2018 ore 14:56:52
Bellissima! Mi sarebbe piaciuto sentire anche il suono pulito, per capire il vero timbro dello strumento
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 14/04/2018 ore 15:37:02
Ciao! Tra i link utili suggeriti in coda all'articolo ne trovi ad un paio di video su Facebook, uno dei quali fatto coi suoni puliti. Si tratta sempre di riprese fatte al volo con uno smartphone, ma danno un'idea piuttosto buona comunque. Se per qualche ragione non dovesse riuscire a vedere i video, dimmelo che ti mando i link.
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 14/04/2018 ore 16:53:58
bella, la peavey negli anni '80 ne faceva una praticamente uguale (o quasi) :)
come ebbi già a dire un bel po' di tempo fa, la cosa più interessante (per me) di questo strumento è la tastiera incassata
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 15/04/2018 ore 03:13:46
Si, era la Peavey T-60, gran chitarra tra l’altro.
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 15/04/2018 ore 09:06:37
esatto, me n'è passata qualcuna per le mani...come un fesso non l'ho presa.
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 15/04/2018 ore 15:39:29
E si...hai ragione! Ci sono alcune notevoli somiglianze estetiche, anche se penso che la Peavey T-60 non fosse tra le fonti di ispirazione di Emanuele, almeno non consciamente...Però ne hai beccata un'altra che possiamo allegramente inserire nella lista di strumenti che confluiscono in questa Arrogantia, anche se penso di poter dire che le somiglianze tra le due si fermano giusto ad alcuni particolari estetici! :)))
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 15/04/2018 ore 15:53:51
la T-60 aveva uno splittaggio degli humbucker per l'epoca assolutamente geniale....era graduale, associato al potenziometro del tono, se ricordo bene
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 15/04/2018 ore 16:03:57
E' uno strumento che non conosco per niente. Ma certamente Hartley Peavey non è secondo a nessuno! Si trattava di una sorta di blender per le bobine, mi pare di capire. Idea semplice e geniale.
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 15/04/2018 ore 18:57:11
esatto. è una idea recuperata e migliorata da duesenberg sulla serie special (e forse su altre, credo)
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 15/04/2018 ore 21:55:3
Dai, in fondo abbiamo nel nostro piccolo un Hartley Peavey a Cairo Montenotte! :)))
Rispondi
di LuigiFalconio85 [user #42411] - commento del 14/04/2018 ore 19:21:36
Davvero una bella chitarra....complimenti...
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 15/04/2018 ore 15:37:48
Grazie! :)
Rispondi
di fbf [user #36393] - commento del 14/04/2018 ore 23:03:43
La forma non mi gusta tanto ma...che suono! Comunque un ottimo strumento da godere tutto! Complimenti
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 15/04/2018 ore 15:38:06
Grazie! :)
Rispondi
di Lisboa [user #47337] - commento del 15/04/2018 ore 00:30:19
Davvero notevole. Complimenti a questo liutaio che, come altri, sfida il mainstream per proporre l'opzione di prodotti cosí originali e di qualitá indiscutibile. Forse, a trovargli un difetto, la forma della paletta un pò sottotono. Ma corpo, manico ed elettronica sono da applausi...
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 15/04/2018 ore 15:29:50
Sottotono no, dai... :))) Sicuramente particolare. Vero è che, in generale, molto spesso le foto non le rendono la dovuta giustizia: ha dei particolari che si apprezzano di più vedendola dal vivo.

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E comunque la paletta Tyler resta la più inguardabile degli ultimi 100 anni, al netto del fatto che tutto il resto in quelle chitarre è mostruoso. ^^
Rispondi
di MM [user #34535] - commento del 15/04/2018 ore 13:09:26
Apprezzo molto l'innovazione, e dev'essere certamente uno strumento ben suonante.
Apprezzo molto meno la paletta, e quello switch in quella posizione avanzata, mi capita a volte di suonare più verso il manico e la posizone per me è infelice.
Ultima cosa.... perché due sole viti di attacco manico/corpo?
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 15/04/2018 ore 13:28:49
mi pare di ricordare, ma lo prenderei con le molle, che due viti in questo caso siano più che sufficienti...perché il manico arriva molto più in profondità nel corpo rispetto al solito. oltretutto, credo sempre di ricordare che abbia un "sistema" che connetta manico e blocco del ponte...ma potrei ricordare male. ricordo che questa cosa mi colpì molto, insieme alla tastiera incassata
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 15/04/2018 ore 15:12:19
Ricordi così e così... :))) Le viti di ancoraggio del manico in totale sono 6: due sono quelle esterne visibili, due sono quelle che fissano anche il tensionatore delle molle del tremolo (quelle più in basso) e le altre due intermedie non si vedono perchè sono interne: si trovano sotto il pickup al manico, nello scasso del medesimo.
La configurazione dipende dal modello (Virtus o Pandora) e dal fatto che la chitarra abbia ponte fisso o tremolo (con relativo vano molle).
Il neck pocket è piuttosto profondo e corrisponde alla lunghezza notevole del tacco del manico...un very long tenon, diciamo.
Si vede bene qui:

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I fori che si vedono nell'ultima foto sono i due interni e i due più in basso, che corrispondono alle viti di fissaggio del tensionatore molle (un altro spettacolo di aggeggio...).

Qui si vede bene il tutto: vai al link

Qui si vedono le viti interne, dopo verniciatura degli scassi con vernice conduttiva: vai al link


In ogni caso, l'accoppiamento manico-corpo è già talmente preciso che il manico si incastra in sede e rimane fermo già senza viti (senza altre tensioni in gioco, ovviamente...come quelle delle corde).

Tacco: vai al link

Un insieme piuttosto stabile...
Si può vedere qui (la chitarra è la mia):

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Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 15/04/2018 ore 15:57:46
si dai, in sintesi ricordavo più o meno bene :D
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 15/04/2018 ore 16:02:33
Ma si, dai! :)))
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 15/04/2018 ore 15:19:09
Per la paletta, se è un fattore meramente estetico, c'è poco da discutere: i gusti sono gusti. Per le viti del manico, vedi la risposta qui sopra a Baconevio. Per il selettore pickup...beh, quello puoi farlo posizionare dove vuoi, in base alle tue esigenze. A me lì risulta comodissimo, per come suono e per come posiziono la destra: cambio la selezione dei pickup senza nemmeno guardare e la pennata non risulta mai intralciata (in ogni caso Ema usa dei selettori piuttosto "resistenti" agli "urti accidentali", per cui anche con una manata non voluta non è proprio facile modificare la selezione dei pickup in maniera indesiderata). Personalmente trovo tutta la disposizione dei controlli a me congeniale: ho tutto sotto mano senza dover cercare niente con gli occhi, anche il selettore a 3 vie per gli split. La posizione del selettore pickup è come quella della N4 di Nuno Bettencourt e gliel'ho sempre invidiata (almeno quanto il padouk)... :))) Ciò non toglie che, se a uno non va bene, il selettore si può posizionare altrove senza troppi vincoli (volendo si possono anche invertire selettore pickup e split switch, ad esempio).
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 15/04/2018 ore 15:44:28
Alcune foto dello strumento ultimato nella sua interezza:

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Spero si riesca ad apprezzare meglio anche il lato estetico, oltre che quello costruttivo.

Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 15/04/2018 ore 23:01:43
Parto dalla chitarra: lo switch in quella posizione per me è una croce, l'ho avuto su una N2 che alla fine ho convertito a pickup singolo. Ci inciampavo di continuo.
Come gia dissi per l'altra: non metto in dubbio il suono, ma il mondo è pieno di chitarre che suonano bene. Da vedere non mi piace, sia per il contour troppo modernista, sia per la paletta, che per il colore, troppo minimale. Ma sono gusti no? Quello che non capisco troppo è l'atteggiamento sia di chi scrive, sia leggendo su facebook, di chi l'ha fatta: ok essere orgogliosi, ok che piace a chi l'ha commissionata, ma c'è una esuberanza che nemmeno un bambino a Natale, come se il mondo non aspettasse che questa. A me pare un'altro (buono) progetto di liuteria. Ci sono già stati Parker, Tyler, Anderson, etc.
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 16/04/2018 ore 01:44:30
Ciao! Ma ci mancherebbe, come vado ripetendo di continuo, che ci si mettesse a sindacare sui rispettabilissimi e personalissimi gusti altrui. Ciò che piace a me, non necessariamente piacerà a te e viceversa. Gusti estetici e necessità funzionali sono cose estremamente soggettive, dipendenti dall'esperienza e dalla sensibilità di ciascuno. Personalmente trovo lo switch in quella posizione comodissimo, ma, come dicevo in risposta a qualcun altro che come te lo trova scomodo, lo switch uno se lo fa posizionare ove preferisce. Quanto al colore, a parte il top (per il quale mi sono liberamente ispirato nelle mie richieste al top della Les Paul '58 di Mark Knopfler, che ha delle sfumature che adoro...), ho voluto assolutamente che il legno rimanesse al naturale: il rosso del padouk, con le sue venature, sarebbe stato un delitto coprirlo...e quella "fetta" di acero "natural" non verniciato a mo' di binding serve anche a staccare un po'. Questo solo per argomentare meglio le mie scelte. Un altro potrebbe farsi verniciare lo strumento in modo del tutto differente. Quanto al resto, si...mi rendo conto che, pur non volendo, si corra il rischio di rendersi antipatici ad alcuni...ma, per quanto mi riguarda, è proprio come dici: ormai non mi capita più tanto spesso (soprattutto quando si tratta di chitarre elettriche), ma ogni tanto mi sento proprio come un bambino a Natale e questo, forse perchè questo strumento l'ho fortemente voluto, è uno di quei casi. ^^ Magari qualcuno potrebbe pensare che io agisca da gran paraculo e/o abbia qualche secondo fine, ma non è così: non ci guadagno proprio niente (la chitarra l'ho pagata fino all'ultimo centesimo) se non il piacere di condividere, con toni forse eccessivamente entusiastici, le mie impressioni relativamente ad un progetto che mi piace molto e che ritengo meriti di essere conosciuto (non è quello che facciamo un po' tutti in casi simili, in fondo?). Si, certo...è un altro buon progetto di liuteria (secondo me ottimo, ma resta una mia personale opinione). Ma ti faccio notare che è un progetto italiano e, come saprai sicuramente meglio di me, qui Ned Steinberger avrebbe avuto molta meno fortuna...Non parliamo di Ken Parker. Per loro (e nostra) fortuna, son nati altrove. Quanto agli altri, ottimi liutai, progettisti e realizzatori di chitarre...ma, tanto Anderson quanto Tyler (per non parlar di Jackson, Ibanez, Charvel & C.), per i loro strumenti si sono ispirati ad un classico intramontabile: la Stratocaster (chitarra che adoro da sempre e di cui ad oggi ancora possiedo due esemplari). Non mi metto a criticare le scelte di Anderson o Tyler, dico solo che personalmente se voglio una Strato mi compro una Fender o me la assemblo da solo. E, per dirla tutta, andrei di persona a dire a Paul Reed Smith cosa penso dei due anni spesi per progettare la "nuova" chitarra di Mayer (dal mio punto di vista, una sonora presa per i fondelli ed una totale mancanza di rispetto per i clienti di PRS, ossia coloro che di PRS hanno fatto la fortuna proprio perchè, guarda un po', nei primi anni '80 il buon Paul se ne era uscito con qualcosa di completamente diverso, pur ispirandosi evidentemente alla Strato ed alla Les Paul per molti aspetti). Dopodichè, ci mancherebbe altro, tu molto probabilmente non sarai mai cliente di Arrogantia e preferirai dell'altro. Io, invece, sono stato colpito come da un treno da questo progetto fin da quando l'ho conosciuto...e me ne sono letteralmente innamorato perchè si propone di andare oltre gli schemi noti, fino al punto da farmi realizzare uno strumento (e ti dico che ne vorrei anche un altro, totalmente diverso da questo...complementare, diciamo..ancora più "strano"). Come hai detto tu, sono gusti...e dunque scelte. Ma io, nel rendermi conto che veramente con questa chitarra posso suonare di tutto e che la sua voce è sempre perfettamente pertinente al contesto, godo proprio come un riccio. E' questo l'entusiasmo che mi muove. Quanto ad Emanuele, non entro nel merito delle sue modalità (se vuole è capacissimo di farlo da solo) ma (e vale per lui tanto quanto per tutti gli altri che fanno un mestiere analogo) ti assicuro che farebbe volentieri a meno di difendersi da gente che se ne esce con certe gratuità che sfiorano l'insulto (a volte è anche per questo che, in un mondo superficiale fin troppo virato verso il virtuale in cui si tende a deridere e banalizzare ciò che non piace senza nemmeno provare a capirlo, si rende necessario ribadire come un mantra le peculiarità del proprio lavoro). Lui crede fermamente nel suo progetto, ci ha investito la vita e cerca di portarlo avanti con entusiasmo e convinzione. Ed è giusto così, altrimenti, soprattutto di questi tempi, avrebbe fatto meglio a lasciar perdere. Imparando a conoscerlo, si capisce quanto sia molto più un appassionato buontempone che un...arrogante presuntuoso (non lo è per niente). La critica, quando è seria, argomentata e magari costruttiva, è sempre la benvenuta. L'offesa no e non vedo perchè uno dovrebbe tollerarla senza dir niente. Sai, mi è stato chiesto di scrivere due righe sullo strumento in questione anche in altre sedi: ho risposto che non lo avrei fatto e per la semplice ragione che di discussioni in cui cerchi di proporre qualcosa di diverso e leggi commenti come "è un tagliere" o "è un comodino" ne ho fatte abbastanza per sapere che non approdano a niente. Ho scelto di prendermi il tempo di scrivere per Accordo proprio perchè sono già usciti in passato un'intervista ad Emanuele e due recensioni (una Virtus ed una Pandora) e, nel leggere i commenti, mi sembrava ci fosse un po' di interesse per questo nuovo marchio. Dopodichè, credimi, ci sono situazioni ancora più "estreme", sia in positivo (entusiasmo) sia in negativo (critica cretina e fuori luogo). Ti cito ad esempio l'Ibanez Italian Club, cui sono iscritto: sono una banda di pazzi furiosi in confronto ai quali io sono un vero dilettante, ma è gente sincera e genuina...e può contare sul supporto e sulla presenza di professionisti del settore (musicisti come Marco Sfogli, Cesareo, Gianni Rojatti, Andrea Martongelli o Thomas McRocklin o customizzatori come la coppia Fago&Migi..che se ne stan lì a sparare belinate o a ridere di quelle altrui). Beh, giusto per citare il buon Fabio Gobbi (Fago), proprio ieri leggevo un suo sfogo: lui si sbatte, entusiasta come un bambino, per fare video in cui si senta come suonano una chitarra, un pickup, un amplificatore...e la gente gli scrive "eh...ma suoni solo con tre dita" o "eh, ma quel solo mica lo fai uguale", come se lui fosse lì per mettersi in vetrina e non per rendere, gratuitamente, un servizio. Cosa c'entrano quelle critiche al limite dell'insulto all'intelligenza? Niente. Chiaro che poi uno perde anche un po' la voglia e gli viene il nervoso (uno mi ha definito la chitarra una "tavola Foppapedretti" e io la tavola gliel'avrei volentieri data nei denti, non perchè mi abbia offeso ma per la gratuità e la stupidità del suo atteggiamento). E poi però ci lamentiamo perchè in Italia non c'è questo e manca quello. :))) Dai, scusa la prolissità e la logorrea. Mi faceva piacere spiegarti meglio alcune posizioni e spero di non averti infastidito o annoiato. Buon tutto!
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 16/04/2018 ore 07:57:53
Il tuo intervento non era neanche male, però ci sei caduto anche tu nel giochetto delle critiche gratuite :-)
Anche il buon Paul e lo stesso Mayer hanno creduto nel loro progetto e ci hanno investito con entusiasmo e convinzione. Allo stesso modo di Emanuele. Perchè lodare il secondo e condannare il primo?
È solo una riflessione spontanea, nessuna polemica. Colgo anche l’occasione x farti i complimenti, mi piace il modo con cui rispondi ai commenti, come ti poni e mi piace pure la chitarra, progetto ambizioso e ben riuscito.

Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 16/04/2018 ore 10:50:45
:)))))))) Ahahahahah!!! Ok, ok...me la sono cercata. ^^
Polemica? Ma quale polemica...anzi, rispondo più che volentieri ad un'osservazione garbata.
Apprezzo anche io questo modo di porsi e, per dirla tutta, ho dovuto fare anni di esercizio per imparare che, in generale, cedere alle intemperanze, almeno fino a quando non mi si pestano forte i piedi, non è mai utile.

Veniamo a noi.
E' vero, da un lato hai ragione...ci sono caduto anche io. Ma...
Se andiamo a vedere, di nomi blasonati che si son rifatti alla Strato (Suhr, Tyler, Tom Anderson, Peter Florance, Don Grosh, Bill Nash, Melancon, Valley Arts e chi più ne ha, più ne metta) ce ne sono una marea.
Cosa li distingue da PRS? Beh, il fatto che costoro non hanno mai fatto mistero della cosa (in alcuni casi, copiando biecamente) nè mai fatto nulla per fingere che non fosse così.
Paul Reed Smith, invece, ha improntato fin dall'inizio il suo marketing sull'originalità, sulla diversità...a partire dalla scala da 25'', tanto per citare una cosa.
E' andato avanti così dal 1985 fino ad oggi, arrivando ad organizzare una kermesse come il PRS Experience, per mostrare alla sua clientela per quali motivi valga la pena scegliere una PRS invece di una Stratocaster o di una Les Paul.
Diciamo che in qualche decina d'anni ha costruito una sorta di rapporto di fiducia coi clienti, i quali sanno bene (almeno nella maggior parte dei casi) cosa aspettarsi da una PRS e cosa troveranno in una PRS che non troveranno mai altrove.
Ho una PRS Custom del 1987 a casa...e diciamo che ho una vaga idea di cosa la distingua dalle altre...e sono cose che mi hanno spinto a prenderla, scambiandola con una Strato Masterbuilt di Krause che faceva paura e, ragionevolmente, aveva un potenziale valore di mercato anche più alto nell'immediato.
Quando John Mayer ha mollato Fender, dopo la parentesi con una Jackson rosa (figata!), è approdato a PRS ed hanno tirato fuori quel mostro di chitarra che era la Super Eagle (c'era fin troppa roba anche per i miei gusti e costava un rene e mezzo...ma che chitarra!!!).
Adesso, dopo tutto questo, PRS ha bisogno di scimmiottare una Strato per tenersi un endorser? Peraltro, producendo una cosa piuttosto discutibile anche esteticamente?
Ha abiurato quasi a qualsiasi cosa: la scala, il ponte, la paletta, i pickup...tutto ciò che ha contribuito a costruire l'immagine di PRS facendone la fortuna e facendomi ammirare il buon Paul per il coraggio avuto nel creare un'azienda che si distinguesse davvero, ponendosi nel mezzo tra colossi come Fender e Gibson che nel tempo hanno schiacciato qualsiasi concorrenza (comprando i concorrenti e mettendoli nell'angolino).
Ecco, mi ha veramente deluso.
A lui non cambia nulla, figurati...però io lo trovo insopportabile.
Di contro, apprezzo la caparbietà e la convinzione con cui i migliori liutai nostrani si rifiutano letteralmente di costruire repliche (e, a parte Emanuele, parlo di gente come Frudua o Bruno Traverso, che conosco da una vita...e prova a vedere se ti costruisce la replica di una Stato per vedere dove ti manda...^^), convinti della bontà del loro progetto e delle proprie capacità.
PRS, da un certo punto di vista, mi ricorda un po' uno dei nostri partiti politici...duri e puri....mai con questi, mai con quelli, noi da soli, dovranno venire a parlare con noi...e adesso, praticamente vinte le elezioni, il loro capo politico corre dietro a tizio, caio e sempronio e prende le bacchettate sulle dita come uno scolaretto. ^^
Voglio dire...se fai il duro e puro, lo fai fino in fondo senza cedere a compromessi.
Anche se è John Mayer a chiederti di farlo.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 16/04/2018 ore 11:34:35
premesso che nemmeno io capisco il senso della signature di mayer, c'è da dire che PRS da una vita fa le bolt-on con manico in acero, ed ha fatto anche versioni con 3 single coil (305) quindi non è che sia proprio un fulmine a ciel sereno. Ma nel discorso globale di partenza poco importa, tutto sommato.
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 16/04/2018 ore 11:44:16
Ma ben appunto. Proprio perchè a catalogo non gli mancavano i mezzi per soddisfare le esigenze di Mayer (le CE sono chitarre splendide da sempre...la fai con la configurazione 305 e sei a posto, senza tradire il tuo marchio e senza prendere in giro i tuoi clienti), mi domando che senso abbia avuto spendere 2 anni per (ri)scoprire l'acqua calda cercando poi di farla passare per un'innovazione pazzesca. Comunque, scusate...non volevo gettare benzina su questo focolaio... :)))
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 16/04/2018 ore 21:39:31
No no, hai dato una bella riposta, me la so letta per bene ed e' anche condivisibile.
Non e' benzina sul fuoco, e' una tua visione, esposta e argomentata e va benissimo cosi.
Rispondi
di Jimbo1982 [user #23595] - commento del 16/04/2018 ore 00:19:25
Credo che sia il secondo articolo qui su Accordo circa questo marchio ed è la seconda volta che mi vien voglia di loggarmi per scrivere un commento dopo un lunga assenza. Per me il progetto ha forte personalità, lo strumento è evidentemente basato su un progetto chiarissimo al suo costruttore e realizzato con gran cura. Anche lo stile con il quale viene presentato (penso al sito per esempio) lo trovo molto professionale e intelligente, molto moderno. Ben fatto, Emanuele.
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 16/04/2018 ore 01:58:5
Uhm...Jimbo Jimbo....a me ricorda qualcuno....sarà mica che ci conosciamo e non ci sentiamo da un sacco di tempo? O trattasi di un caso di omonimia? :)))

Comunque, per la precisione, è il quarto articolo...dopo un'intervista al costruttore e due recensioni della Redazione e di Michele Quaini. ^^
Mi fa molto piacere che ti abbia fatto venire voglia di entrare e commentare...lo prendo come una conferma di interesse per l'argomento.
Rispondi
di adriphoenix [user #11414] - commento del 16/04/2018 ore 12:10:33
Per me è bellissima, un'opera d'arte...una sola cosa non mi piace..la paletta, su quello ci si potrebbe lavorare un po' meglio esteticamente, per il resto è seducente come una vamp anni '50..sbav! goditela!
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 16/04/2018 ore 12:18:13
Ahah!!! Grazie! Se ti sente che le dai della MILFONA, si offende e non mi suona più... :)))
Eh...la paletta di questi strumenti è più motivo di "divisione" tra i gusti che tutto il resto, pare. ^^ Ma se ne venissero modificate le forme e le proporzioni, forse risulterebbe "troppo", anche per via del modo in cui è concepita...il profilo "affilato" contribuisce ad alleggerire l'insieme, rendendolo più equilibrato e "slanciato".
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 16/04/2018 ore 12:26:06
Scusa l'ironia, ma siamo a più articoli che chitarre, caso praticamente unico!
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 16/04/2018 ore 12:29:56
In che senso?
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 16/04/2018 ore 12:49:59
quando dici " per la precisione, è il quarto articolo...dopo un'intervista al costruttore e due recensioni della Redazione e di Michele Quaini. " se non erro, due chitarre (simili) e 4 articoli.
"Arrogantia: la chitarra perfetta?"
"Arrogantia: quando il peccato diventa virtù"
"Arrogantia Pandora Vendetta 24 HH Trem: non omologarsi e vivere felici"
"Arrogantia Pandora, qualcosa di diverso"
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 16/04/2018 ore 13:46:0
Beh, ci sono due recensioni ed un articolo (questo) relativi a tre strumenti diversi (le due Pandora non sono esattamente uguali). La quarta è un'intervista al costruttore. Forse non ho colto l'ironia, ma va bene lo stesso. :)))
Rispondi
di sand1975 [user #46451] - commento del 18/04/2018 ore 03:05:48
Concordo. Di liutai di alto livello in italia c’è ne sono veramente tanti e ne scopro ogni giorno di più nascosti di veramente talentosi. Se si dovesse utilizzare la proporzione corretta su strumenti di liuteria italiana di pari livello dovremmo avere centinaia di articoli/interviste/recensioni. Sono certo che se interpellati questi artigiani risponderebbero con entusiasmo.
Rispondi
di maxventu [user #4785] - commento del 16/04/2018 ore 13:42:1
chitarra meravigliosa, concentrato di intuizioni geniali ed esclusive. Legni top, hardware ed elettronica di pari livello. Immagino anche realizzazione e liuteria. L'idea poi di aver messo tasti di dimensioni diverse mi esalta. Mi farebbe piacere poterne provare una in zona MILANO, anche se temo al momento di non avere budget a sufficienza
Rispondi
di maxventu [user #4785] - commento del 16/04/2018 ore 13:42:14
chitarra meravigliosa, concentrato di intuizioni geniali ed esclusive. Legni top, hardware ed elettronica di pari livello. Immagino anche realizzazione e liuteria. L'idea poi di aver messo tasti di dimensioni diverse mi esalta. Mi farebbe piacere poterne provare una in zona MILANO, anche se temo al momento di non avere budget a sufficienza
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 16/04/2018 ore 13:47:33
Ciao! Ad Arese c'è un negozio (Ultrasound Shop) che ha una Hereditas rossa che puoi provare quando vuoi, mi pare. Quella, tra l'altro, credo sia in vendita a prezzo piuttosto scontato come ex demo. Se sei interessato, puoi contattare Emanuele tramite il sito Arrogantia o la pagina Facebook (trovi anche il listino, se vuoi farti un'idea dei prezzi).

Rispondi
di Sparklelight [user #41788] - commento del 16/04/2018 ore 15:36:18
Idee chiare e sputi interessanti, realizzazione di alta qualità, articolo scritto bene, grazie per aver condiviso!
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 16/04/2018 ore 15:43:33
Ahahahahahaahah!!! Gli SPUTI interessanti... :)))

Grazie a te e scusa ma non ho resistito...mi hai servito una palla a porta vuota! ^^
Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 16/04/2018 ore 17:46:11
Bellissima chitarra, complimenti. Preferirei sentirla meglio che i video non rendono molto.
Però la paletta... Nun me piace proprio :"""D
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 17/04/2018 ore 13:12:54
Se sei di Genova o dintorni, te la faccio provare molto volentieri. Oppure puoi fare un salto a trovare Ema in laboratorio...o entrambe le cose.
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di SHENANDOAH1980 [user #10847] - commento del 16/04/2018 ore 20:35:12
Trovo che sia uno strumento costruito in maniera impeccabile sul piano liuteristico e tecnico, e, basandomi sull’opinione del proprietario, fedele all’idea che lo ha fatto nascere, quindi tanto di cappello per chi l’ha costruita e resa un oggetto reale.
Ma mi accodo a alcune opinioni di cui sopra. Non ci vedo assolutamente nulla di innovativo, nè concettualmente nè come costruzione. Bello il tenone lungo, ma serve su un bolt on? In ogni caso si tratta di un po’ di legno in più da una parte un po’ di meno dall’altra. La tastiera incassata? Piacevolissimo vezzo estetico, ma a livello oggettivo non aggiunge ne cambia nulla a un binding ben incollato. La posizione “custom” del selettore? Qualunque persona con un minimo di manualità, non un liutaio, può anche montarlo sul retro della chitarra se richiesto, e, una volta che la sua posizione è comoda per il musicista, è comunque un buco per un selettore e basta.
Trovo interessante l’offset tra l’asse del manico e quello della paletta che garantisce un buon angolo di incidenza delle corde sul capotasto senza utilizzare abbassacorde et similia. Come, a occhio, mi pare molto ben eseguita la schermatura dei vani elettroniche. Sull’estetica ovhiamente non mi pronuncio, essenza tinta e finitura dei legni sono una scelta personale, e la realizzazione mi pare comunque impeccabile, come è dovuto aspettarsi da un liutaio onesto nel suo lavoro. E la paletta è comunque molto meglio della Stratocaster di PRS ;)
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di VdiVendetta [user #48220] - commento del 17/04/2018 ore 13:24:51
Ciao! Rispettibilissimi punti di vista, ci mancherebbe.
Volevo solo dire che il discorso selettore non intendevo certo metterlo nella lista delle innovazioni... :))) E' solo che qualcuno ne contestava la posizione e io volevo dire che, per l'appunto, ciascuno può farselo posizionare dove preferisce e dove gli è più congeniale, nel senso che quella posizione non è scolpita nella pietra da nessuno. Io però la trovo perfetta, non mi crea nessun problema con la pennata nè intralci di sorta. Grazie mille per l'apprezzamento generale, al netto dei tuoi gusti personali e delle tue opinioni, perchè è uno sforzo che non tutti sanno fare. Ma soprattutto....siamo d'accordo sulla paletta! ^^
Rispondi
di Lpcustom [user #47755] - commento del 16/04/2018 ore 20:44:35
Mah... A me quella paletta piace. E di brutto anche! Bella storia, complimenti.
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220] - commento del 17/04/2018 ore 13:12:09
:))) Abbiamo evidentemente gusti paragonabili... ^^ Grazie!
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