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DV Mark

di [user #4516] - pubblicato il
Ciao a tutti!
Premetto che questa non è una recensione o un test; è semplicemente la mia esperienza (live) con alcuni prodotti di questo marchio. Per esperienza live intendo tra i 60 ed i 70 concerti all’anno; quindi ho avuto modo di ascoltare per bene questi strumenti. Le chitarre utilizzate nei live sono due Gibson: una ES335 del 1995 ed una ES345 del 2002; l'ampli è un Febder Twin Reverb. Suono blues e jazz.

Per alleggerire un po’ la strumentazione (e ridurre la potenza per i locali piccoli), qualche anno fa ho comprato in negozio la testata DV Mark Little 40 6L6 (prima serie) che utilizzato con una cassa Marshall 1912 (1x12) oppure (raramente visto il peso) con una Mesa Boogie 2x12 con coni celestino V30.
La testata è monocanale ma ha la modalità “SOLO” che consente di alzare il volume per i soli tramite footswitch. Inoltre è provvista del circuito (digitale) Continuous Power Control (CPC) che regola la potenza ed inoltre è possibile farla funzionare sia in modalità pentodo (da 1 a 40 W) che catodo (da 0,5 a 15 W).

Il suono l’ho trovato abbastanza piatto ed anonimo; i potenziometri di eq sembrano influire poco sul suono ed ho sempre avuto l’impressione che ci fosse una sorta di compressore (regolato male) sempre acceso, quindi niente dinamica. Non ha riverbero ma è dotata di send / return (che non ho provato). Deluso, sono tornato al mio vecchio (e pesante) Fender Twin Reverb.

Dopo qualche tempo ho acquistato la testatina DV Mark Micro 50 prima serie (quella con tutti i potenziometri bianchi per intenderci, vedi foto). La testata è a transistor ed è dotata di 2 canali e di un riverbero digitale. Questa testata accoppiata alla cassa DV Mark Neoclassic 1x12 small rende il tutto davvero leggero e poco ingombrante.

Per quanto riguarda il suono, l’ho trovata molto scura, con bassi invadenti (dovevo tenerli quasi a zero) dopo vari tentativi (e concerti) non sono riuscito a trovare delle regolazioni che mi soddisfacessero. Molto utile l’uscita diretta con speaker simulator (anche se un po’ “plasticoso”). Non ho mai usato il canale distorto. Secondo me per generi musicali quali jazz o pop può andare bene. Deluso (e due), sono tornato al mio caro Fender Twin Reverb.

Non so se valga per tutti i prodotti DV Mark ma gli strumenti da me acquistati erano tutti Made in Indonesia.

Ora per i locali piccoli ho preso un Fender Blues Junior III con un bel SM57 davanti :-)
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di giudas [user #48068]
commento del 28/08/2018 ore 14:02:19
Di fronte al twin reverb qualsiasi cosa sembrerà una cagata.
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di coldshot [user #15902]
commento del 28/08/2018 ore 14:55:51
Beh c'è molta verità in questa tua frase. ahahahah
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di dale [user #2255]
commento del 28/08/2018 ore 14:06:17
Esatto.
Mi ha sempre attirato come prodotto da usare live. Però devo dire che non ho mai provato in vita mia
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di adriphoenix [user #11414]
commento del 28/08/2018 ore 14:33:27
Ho usato la DV Mark Little 40 6L6 prima serie (monocanale+boost) per un anno buono e nonostante la qualità generale della testata non sono riuscito a trovare un suono che mi facesse impazzire. Dalla sua però ha quelle features molto utili che permettono di sfruttare l'ampli anche a bassi wattaggi senza rinunciare alla definizione. Alla fine l'ho venduta con dispiacere, ma anche a me ha fatto un'impressione di "anonimo". La cassa che usavo era la Dv MArk 112 al neodimio, leggerissima (scarsi 8kg), ma il timbro generale era tendente allo scuro, per cui dovevo lavorare non poco sull'eq. Sarei molto curioso di provare la nuova Micro 50 II, con sezione fx loop o la signature Ciro Manna, con nanotube in sezione preamp. Dalle demo (Ciro Manna e Andrea Braido) sembrano ottime...oppure sono i chitarristi citati che le fanno suonare da Dio! ;D
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di svizzero [user #4516]
commento del 29/08/2018 ore 11:18:23
Ma infatti, io vedendo la pubblicità di tantissimi chitarristi (da Frank Gambale a Greg Howe) mi sono detto: "sarà una bomba"! E invece sono rimasto molto deluso. Devo dire che molti jazzisti usano prodotti DV Mark con soddisfazione.
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di svizzero [user #4516]
commento del 29/08/2018 ore 11:21:26
E' ovvio che i punti forti di questa casa sono: leggerezza, trasportabilità e poco ingombro.
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di kelino [user #5]
commento del 29/08/2018 ore 16:29:56
Si.
Arrivi riposato, ma con un suono di merda.
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di svizzero [user #4516]
commento del 30/08/2018 ore 08:30:49
ah ah ah questa frase sarebbe perfetta come slogan pubblicitario!!! :-D
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di dale [user #2255]
commento del 30/08/2018 ore 10:45:44
Ah ah ah ah!!!!!
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di Mariano C [user #45976]
commento del 23/10/2018 ore 18:02:34
Io ho un esperienza diversa. Suonando principalmente jazz e fusion, con un DV Mark Jazz 12 mi sono sempre trovato benissimo per quanto riguarda il suono e il peso, meno per le features. Sebbene i potenziometri non permettano grandi regolazioni, il suono è ottimo, volume grande (mai usato a più di 6) e headroom praticamente fino a fine corsa. Anche il riverbero si lascia usare. Peso nullo, quello che non mi piace molto è il Line out diretto: sebbene ci sia scritto che è messo dopo il pre, il suono dei pedali cambia totalmente rispetto a quello che viene fuori dal cabinet, sopratutto le distorsioni sono terribili. Ma pazienza si microfona l’ampli, che di solito mangia bene i pedali (le distorsioni di un Proco Rat fanno fare suoni molto alla Scofield). L’impressione generale è che sia un buon progetto realizzato in maniera “cheap” per alcuni componenti, tipo i potenziometri. Ma considerando che il suono è ottimo e il prezzo basso va bene così
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