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Roland Tm-1: praticità e modernità
Roland Tm-1: praticità e modernità
di [user #46516] - pubblicato il

Difficile prevedere quello che succederà tra dieci anni ai nostri cari, famigliari e – apparentemente – insostituibili kit acustici. Perché oramai, vediamo sempre più spesso batteristi, di qualsiasi livello e situazione musicale, utilizzare drum kit ibridi, strumenti che hanno fatto passi da gigante in qualità dei suoni, sensibilità e dinamica al tocco e - cosa decisiva - praticità di utilizzo. Da questo punto di vista, ecco un piccolo gioiellino di comodità, qualità e espansione di possibilità, il Roland TM-1

 
 
L’utilizzo live di un kit ibrido è un argomento che abbiamo trattato recentemente, quando ci siamo spupazzati e divertiti con il modulo Roland Tm 6
La riflessione di partenza era considerare il fatto che riuscire a ricreare live un suono utilizzato in studio o, per esempio, emulare un rullante con una sonorità stravagante, elettronica o esotica, fino a qualche anno fa era dispendioso e complicato su molti fronti.
Chi ci ha provato - o chi utilizza ancora - la catena computer, centralina, scheda audio e daw, conosce perfettamente il brivido del rischio “crash” a cui va incontro in ogni performance live. Non da meno, conosce il dispendio di energie per settare e cablare il tutto ogni volta.
Il modulo Tm-1 offre una goduriosa soluzione a tutti questi grattacapi e con un ingombro pari  poco più a quello di uno smartphone. Nonostante il suo aspetto innocuo (a prima vista può ricordare un robusto pedalino fregato a qualche collega chitarrista) il Tm-1 nasconde una potente macchina che trasforma letteralmente la nostra batteria da un kit acustico ad un kit ibrido. 

Roland Tm-1: praticità e modernità

Il fratellino minore del Tm-6 possiede due ingressi per collegare e gestire individualmente i due trigger o due pad. Si alimenta a batteria o con un trasformatore e, quando si utilizza come convertitore trigger-to-midi, basta solo il cavo attaccato al computer. 
Il design è semplice e ben concepito; sopra gli interruttori attivabili con il piede, ci sono dei controlli analogici con i quali possiamo mettere mano direttamente al suono triggerato. Grazie alle piccole dimensioni, il Tm-1 è posizionabile sul pavimento dove è possibile cambiare suono istantaneamente, direttamente con il piede, come fanno chitarristi e bassisti con gli effetti. Quindi, proprio come il chitarrista passa da un clean gonfio di effetti ad un crunch asciutto e ficcante, anche noi batteristi potremo passare da un suono di rullante ad un altro (che saranno magari il giorno e la notte per DNA sonoro, ambiente, Eq…) istantaneamente, senza nessun tipo di ritardo, con un solo colpo di pedale!

Roland Tm-1: praticità e modernità

Tra le tante idee e soluzioni, per esempio è divertentissimo suonare le strofe interamente acustiche e sfruttare la potenza dei suoni ibridi extra, per far esplodere il ritornello. 
Questa, se volete è una piccola meravigliosa rivoluzione batteristica introdotta dall’azienda Giapponese!
Come noterete nel video, abbiamo collocato il Tm-1 accanto al pedale del charleston. Secondo noi è una soluzione strategica; ma date le sue modeste dimensioni, ciascuno potrà posizionarlo dove ritiene più comodo. Dal vivo il modulo si rivela uno spasso: ingombro zero, pochi cavi (utilizzandolo con la batteria, ricordiamoci che non serve neanche la presa per la corrente) e il tutto finisce su due uscite per il controllo separato dei suoni da mandare in regia.

Roland Tm-1: praticità e modernità

Di default sono presenti 15 Kit pronti all’uso e possibilità illimitate di personalizzazione i suoni tramite la pratica editor app. Questa app (Mac/Windows, iOS/android) è gratuita e offre l’accesso a oltre 150 suoni aggiuntivi, oltre all’importazione dei campioni dell’utente. In poche parole, il limite di utilizzo della macchina è la creatività del batterista che lo utilizza. Adatto, ovviamente per tutti i generi, ci piace immaginarlo soprattutto sul palco dei gruppi rock, fusion e progressive più moderni che amano contaminarsi con l’elettronica. IlTm-1 è un ottimo upgrade per chi già utilizza kit ibridi e vuole espandersi in termini di possibilità e praticità. E, al contempo, un ottimo compromesso per chi invece vuole aggiungere un tocco extra di personalità moderna, restando fedele al suo classico kit acustico.


 
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