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Cari amici di accordo, è possibile pilotare...

di vincenzo.caligiuri [user #48033] - pubblicato il 05 giugno 2020 ore 21:35
Cari amici di accordo, è possibile pilotare il cabinet 2x12 di un fender deville con una testata esterna? Se si, come farlo in sicurezza?
Grazie mille e a presto!

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di Repsol [user #30201]
commento del 06/06/2020 ore 00:11:41
Certo che é possibile. Devi scollegare il jack proveniente dai coni dal Deville (uscita V del manuale) e collegare questo jack alla testata, tenendo ben presente due cose:
1) non accendere MAI il Deville senza la cassa collegata
2) devi settare l'impedenza (ohms) della testata tenendo conto che il Deville ha 2 coni da 8 ohms cablati in parallelo.
Quindi é una cosa semplice ma se non te la senti, fallo con qualcuno più esperto, anche perché é molto probabile che il cavo proveniente dai coni, sia troppo corto per poter posizionare la testata sopra l'ampli, quindi servirá fare un nuovo cablaggio.
Rispondi
di vincenzo.caligiuri [user #48033]
commento del 06/06/2020 ore 00:17:18
Grazie mille! Riguardo al punto 2 l'impedenza equivalente è dunque 4 ohm giusto?
In più, mi sembra di capire che il cavo proveniente dai coni sia un cavo particolare e non possa essere rimpiazzato con un semplice jack, giusto? Grazie ancora!
Rispondi
di trimmer741 [user #41394]
commento del 06/06/2020 ore 07:21:52
4 ohm ok.
Sevi usare uno Speaker cable. Non so se esistono già fatti della lunghezza che serve a te. Si trovano in qualunque negozio di elettronica venduti al metro. 15 o 16 AWG mi pare. Puoi controllare la sezione con questa tabella o farti consigliare dal negoziante. (vai al link)
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 06/06/2020 ore 06:47:38
Usa un cavo non schermato, tipo impianto elettrico domestico, se non hai un cavo potenza. Non usare mai i cavi strumento schermati/sbilanciati/RG/ecc. perché hanno poco rame
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 06/06/2020 ore 10:46:0
Tipo il cavo del frigo?
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 06/06/2020 ore 11:04:40
Come cavo di potenza un bel bipolare uso forno/frigo e' perfetto. Sfido un ingegnere elettrotecnico a dire il contrario
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 06/06/2020 ore 11:07:36
Quindi si può fare un ottimo arrosto anche con una 4x12"?
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 06/06/2020 ore 16:17:4
Personalmente, nel mio Twin, ho sostituito i due cavi da 1,5 mmq. bianco e nero originali del 1973 (da frigo ... appunto), con una coppia di Ciare LC-OFC da 4 mmq. da Hi-Fi, trovi questo tipo di cavo, magari della G&L, nei negozi specializzati in Hi-FI. Poi, per non rendere inutile tutto questo lavoro, ho eliminato l'uscita pin jack femmina da 6,35, utilizzata per i coni interni e l'altra, utilizzata per la cassa esterna (le ho riutilizzate ricablandole come send + return, mancanti in un oggetto di quei tempi, ma questa è un'altra storia). Ho collegato il cavo altoparlanti direttamente al trasformatore d'uscita, in quanto ho sempre ritenuto inadeguato il contatto offerto dal connettore jack da 6,35 mmq., utilizzato normalmente per il segnale della chitarra (o altro) per una connessione di potenza, (meno di 1 mmq. di contatto), soprattutto per potenze superiori a 5W, dove le correnti in gioco (e di conseguenza le superfici di contatto, soprattutto per il taglio di frequenza che questo comporta) richiedono superfici di contatto adeguate. Definirei questo tipo di collegamento di potenza (fatto con jack da 6,35) ormai standardizzato, un collo di bottiglia per le potenze, la dinamica, la velocità di salita dei segnali ed il rendimento totale dell'ampli. Spendere migliaia di € per avere questo tipo di collegamento che livella tutti gli ampli in basso ritengo essere una contraddizione in termini. Paul.
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 06/06/2020 ore 16:31:16
P.S.: la risposta data è per Pelgas, in HI-FI, è dal 1980 che l'importanza dei cavi è un dato acquisito, il minimo richiesto è la tipologia LC (linear cristal) e OFC (Oxigen Free Copper). In pratica: rame a cristalli lineari e lunghi che s'incrocino per massimizzare il passaggio degli elettroni (il segnale) e rame purissimo, quindi privo di ossigeno, onde frenare il meno possibile il passaggio degli elettroni (sempre il segnale). Pensa che esistono dei cavi per HI-FI precablati e preintestati di soli 1 / 3 mt. dal costo di 1000/3000 € la coppia. Per un ingegnere elettrotecnico o ewlettronico (lo dico da perito elettrotecnico) la sezione va adeguata alla corrente che ci deve transitare, quindi per 100 W 1,5 mmq. è più che sufficiente (per applicazioni elettrotecniche ed elettroniche questa è la base). Qui però entra in gioco la psicoacustica, l'interazione fra i nostri organi sensoriali, (in questo caso i segnali acustici) e gli strumenti per riprodurli dall'amplificazione ai trasduttori, per il rame occorre un chimico, per l'acustica un fisico, ingegneri ... ovviamente, che ti sconfesserebbero. Paul.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 06/06/2020 ore 23:10:31
Per carità . Entriamo nel campo degli audiofili . Gente malata di mente.
Io resterei nel campo delle nostre chitarrine elettriche, fra ronzii, hum, distorsioni, coni lacerati, griglie che vibrano, jack traballanti, ecc.
Sinceramente la mia mediocre esperienza in termini di autocostruzione mi ha fatto capire che un buon cavo elettrico bipolare in rame made in Italy , con almeno il millimetro e mezzo o di più di buon rame in trefolo, una bella saldatura o grinpatura , evitando il connettore maschio femmina, quindi direttamente dal cono alla bocca della testata... Un euro!!... Confrontato con un Sommer cable (costo almeno 15 euro)... Indistinguibile
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 07/06/2020 ore 00:07:20
"Gente malata di mente."
Quindi ti dovresti sentire come a casa.
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 07/06/2020 ore 00:12:48
Pelgas, questa "gente malata di mente", fra cui il sottoscritto fin dal 1971, si preoccupa di riprodurre nel miglior modo possibile quanto prodotto dai musicisti, fra cui i chitarristi, ovviamente quelli che arrivano a pallino ... producendo un disco. Se questi ultimi avessero ragionato come te non sarebbero mai arrivati a pallino, e non credere che anche i suoni più dissacranti, penso per es. al punk, siano frutto della casualità, sono suoni ricercatamente spogli, ma passati per uno studio di registrazione al soldo di un produttore che ha cercato in tutti i modi di ... arrivare a pallino, producendo un disco perfetto. Paul.
Rispondi
di vincenzo.caligiuri [user #48033]
commento del 07/06/2020 ore 01:00:38
Grazie a tutti ragazzi! Prendiamo, per esempio, il caso della testata Pleximan di Brunetti. Ha due uscite speaker e un selettore per l'impedenza massima. Questa impedenza massima va considerata per singola uscita speaker? In altri termini, se mettessi il selettore a 4 ohm, potrei connettere una singola uscita della testata a una cassa di impedenza 4 ohm? Potrei, inoltre, connettere l'uscita speaker rimanente a un'altra cassa da 4 ohm? Altrimenti a cosa servono le due uscite speaker?
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 07/06/2020 ore 18:18:56
Normalmente le indicazioni date dal costruttore sulla resistenza degli altoparlanti collegabili ad una uscita casse è la "resistenza minima", sotto la quale il finale si brucia. Se, al contrario, colleghi altoparlanti in una configurazione con resistenza più alta, l'amplificatore esprimerà un wattaggio minore, si scalderà meno, distorcerà meno e durerà di più. Avendo due connettori d'uscita occorre leggere bene cosa dice il produttore al riguardo. Nei combo, il connettore per altoparlante esterno è normalmente dotato di interruttore che, all'inserimento del jack, stacca il collegamento dell'altoparlante interno, ed il ragionamento sulla resistenza minima andrà fatto sull'altoparlante esterno. Paul.
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